|
|
|
La carnitina,
all'interno dei mitocondri, facilita il passaggio dei grassi a
catena lunga e quindi la loro ossidazione. Pertanto, una
supplementazione di carnitina viene ipotizzata nel lavoro di
resistenza ove i lipidi rappresentano il substrato energetico di
scelta. Durante il lavoro fisico si riscontra un aumento dei grassi
nel sangue e si ipotizza che questo possa riflettere una relativa
limitazione della capacità di ossidazione dei grassi stessi da parte
delle cellule muscolari. I dati sperimentali non indicano alcun
benefico effetto della carnitina , inoltre non risulta che
allenamenti pesanti inducano una carenza di carnitina |
|
|
L'identificazione della molecola di creatina risale al 1832 e il suo
ruolo nel metabolismo cellulare ha sempre destato interesse. Circa
il 95% della creatina dell'organismo è contenuta nei muscoli; di
questa, circa un terzo è in forma libera mentre due terzi è
fosforilata e forma quindi la fosfocreatina. La fosfocreatina è un
composto altamente energetico che rappresenta una forma di
combustile di pronto uso; infatti, in caso di necessità, la
liberazione del gruppo fosforico fornisce energia sufficiente a
resintetizzare ATP, molecola a sua volta altamente energetica; la
scissione dell'ATP nelle cellule muscolari (con perdita del gruppo
fosforico) libera l'energia necessaria alla contrazione.
|
|
 |
|
|
La
scissione della fosfocreatina è un processo che si verifica nel
corso di esercizi di potenza, quindi brevi. Il rapporto tra creatina
libera e fosforilata varia in relazione alle condizioni funzionali e
dipende dal tipo di fibra muscolare, dall'età, dalla presenza o meno
di malattie ed è invece relativamente indipendente dal livello di
allenamento e dal sesso. Per un soggetto della massa di 70 kg, il
turnover di creatina è dell'ordine di 2g al giorno. Il turnover è
coperto in parte da provenienza alimentare (dalla carne) e in parte
da sintesi endogena a partire dagli aminoacidi arginina, glicina e
metionina. Una supplementazione nell'apporto di creatina si
traduce in un aumento della sua concentrazione muscolare. Circa la
correlazione tra livello muscolare di creatina e performance, i
pareri sono discordi; tuttavia, fondamentalmente, non sono
rilevabili significativi miglioramenti in soggetti allenati, mentre
sicuramente sono rilevabili miglioramenti nel caso di deficit
funzionale neuromuscolare o cardiaco. Nessun beneficio è stato
sicuramente evidenziato per prove aerobiche di resistenza. Si
rilevano un certo aumento di forza e maggior resistenza alla fatica
durante esercizi isometrici compiuti da grosse masse muscolari .
Altri studi sperimentali su animale rivelano che una deficienza
cronica nell'apporto di creatina con la dieta non riduce la capacità
di performance muscolare e cardiaca . Sicuramente l'uso terapeutico
della creatina risulta utile nel caso di malattie neuromuscolari e
cardiache . Quanto alla supplementazione continuata non si dispone,
allo stato attuale, di dati in grado di escludere complicazioni,
pertanto si consiglia prudenza (,). La creatina è entrata nelle
cronache nel recente passato, in quanto assunta in dosi massicce
nell'ambito del calcio. Qualche indicazione esiste sul fatto che la
supplementazione di creatina faciliti la performance in prove
ripetute di scatto e potenza, come nel calcio e nella pallacanestro.
Se questo fosse vero, la creatina dovrebbe ricadere tra le
sostanze doping. Nelle urine è dosabile la creatinina che
rappresenta il prodotto catabolico della creatina.
|