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Note Legali

  Canale Divisione Calcio a Cinque
  | Test e metodiche di valutazione atletica di una squadra di calcio a cinque
  | Autore: Italo Sannicandro | Fonte: AIAC

| Premessa
Nel corso di questi ultimi anni le conoscenze e le competenze in materia di preparazione fisica sono aumentate e migliorate ed hanno portato tutti gli addetti ai lavori a voler controllare scrupolosamente quanto di allenamento in allenamento si andava proponendo. Il test è così entrato progressivamente a far parte di quelle competenze necessarie per un preparatore atletico e per un allenatore che voglia sapere, in ogni momento del precampionato e del campionato, in quali condizioni si trovi il proprio gruppo di atleti. Di recente il test ha fatto ingresso nella preparazione atletica del Calcio a 5, contribuendo a migliorare qualitativamente la condizione fisica degli atleti e quindi la spettacolarità del gioco stesso. Quando si parla di test nella preparazione precampionato e nei vari monitoraggi periodici durante il campionato si fa sempre riferimento a test atletici, ossia a quelle metodiche che consentono di conoscere con il minore margine di errore possibile la condizione atletica dei propri giocatori. Il test è uno strumento di indagine cosiddetto da campo che consente di conoscere quantitativamente il livello di una determinata capacità fisica. Sulla scorta di tali conoscenze è infatti possibile prevedere l'intervento di cui il gruppo necessita e tornare ad indagare, a periodici intervallo di tempo, il proprio operato con il medesimo test. Le principali caratteristiche di un test da campo devono vertere sui seguenti aspetti:
- semplicità esecutiva;
- obiettività, cioè non deve essere influenzato dal rilevatore;
- standardizzazione, cioè deve essere proposto sempre allo stesso modo ( allo stesso orario, dopo il medesimo riscaldamento etc.).    
| Modello funzionale
La selezione dei test da somministrare ad inizio preparazione e nelle successive fasi della stagione agonistica è condizionata dal modello di prestazione studiato nel Calcio a 5: se, fino a qualche anno fa, esistevano in Italia pochissimi lavori sperimentali i grado di orientare tali scelte (Castagna e D'Ottavio, 1994; Sannicandro, 1995a e 1995b), oggi il preparatore ha a disposizione un congruo e sufficiente numero di ricerche scientifiche per poter programmare il lavoro annuale (D'Ottavio, 1997; D'Ottavio e coll., 1997; Marella e Risaliti, 1997; Facchin et al., 1999). Dalle ricerche condotte sui giocatori di Calcio a 5 è emerso che la VO2 max è, in media, di 54+_ 4.24 ml/Kg/min (misurata indirettamente con il test di Leger), la forza esplosiva con riuso elastico, indagata con il CMJ secondo il protocollo di Bosco (1992), si attesta sui valori di 41.4+_4.6 cm; la produzione di acido lattico, valutata con il test di Mader, ha rilevato accumuli medi pari a 4.5mM (D'Ottavio e coll.,1997), mentre la frequenza cardiaca media in gara si è attestata su 179.9+_7.9 b/m. Le valutazioni delle velocità di corsa misurate con il play controller nel primo tempo di gioco hanno evidenziato un volume di circa 3500 metri (percorsi in 22 minuti circa in quanto sono stati misurati 8 minuti durante i quali il giocatore è fermo) così distribuiti: 2000 m, corsa a bassa intensità; 500 m, corsa a bassa intensità; 500 m, corsa a velocità di soglia anaerobica (13 - 15 Km/h); 500 m, a velocità elevate, suddivisi in numerose accelerazioni di brevissima durata (D'Ottavio, 1997).    
| Test nel Calcio a 5
Per una rassegna completa dei test da campo è opportuno rinviare ai lavori scientifici specifici sull'argomento (Fini e Codovini, 1990). Di seguito si riportano alcuni dei test da campo più utilizzati per ragioni di praticità di esecuzione, per motivi di ordine scientifico (sono quelli che attualmente offrono garanzie migliori di attendibilità) e per i vantaggi di ordine metodologico che derivano dalla relativa somministrazione.    
- Test di Bosco
La pedana a conduttanza ed i protocolli definiti da Bosco (1992) consentono di ottenere preziose informazioni sui valori delle diverse espressioni di forza del giocatore di Calcio a 5. E' opportuno indagare la forza esplosiva con il protocollo SJ test, quella esplosiva con il riuso elastico con il protocollo CMJ test e la capacità di forza reattiva con il protocollo DJ test. Di particolare rilevanza possono essere i dati relativi al Rebound Jump test 15" per conoscere il livello delle capacità di resistenza alla forza veloce. La SJ test è rilevante perchè valuta la forza esplosiva e questa pare essere altamente correlata con le migliori prestazione sui 20 m e sui 60 m e, quindi, con la capacità di accellerare il proprio corpo nel minor tempo possibile.Il CMJ test è interessante perchè rileva la capacità di riutilizzo da parte dell'atleta dell'energia accumulata nel contromovimento delle componenti elastiche attive (ponti actomiosinici) e passive (strutture tendinee) del muscolo. Il DJ test fornisce indicazioni circa i tempi di contatto e di conseguenza l'altezza di caduta ottimale per l'atleta. Dall'analisi del modello prestativo il Rebound Jump test 15" appare il più interessante per fornire valori relativi alla resistenza alla forza veloce. Altri test da campo per la valutazione delle espressioni di forza. In mancanza della pedana a conduttanza i valori riferiti alla capacità di forza possono derivare dalla somministrazione del test di Abalakov, del test di Seargent, dal salto in lungo da fermo e dal quintuplo che, pur non essendo attendibili come le rilevazioni realizzabili con l'Ergojump, costituiscono uno strumento di controllo sufficientemente valido    
- Test di Leger
Il test di Leger è forse lo strumento di indagine più funzionale per la misurazione della potenza aerobica del giocatore di calcio ed in particolare di Calcio a 5. Consiste nel correre a velocità progressivamente crescente regolando la propria corsa in base a segnali sonori che aumentano il ritmo ad ogni minuto di corsa. La corsa si svolge sulla distanza di 20 m con un percorso di andata e ritorno.La corsa si regola in base a segnali sonori per cui, ad ogni suono, il giocatore deve trovarsi ad una delle estremità del percorso. Ogni minuto di corsa viene come "pailer" ed il test è sospeso quando il giocatore non riesce per due suoni consecutivi a raggiungere una delle estremità.Al termine della prova l'esaminatore conta i pailer raggiunti dai singoli atleti per confrontarli con apposite tabelle. La tabella di riferimento, oltre a fornire il valore di VO2 max del giocatore, determina la velocità massimale aerobica, ossia la velocità massima sostenibile dal soggetto attingendo prevalentemente energia dai meccanismi aerobici. Il dato è di fondamentale importanza perchè permette, sulla base del risultato ottenuto dal singolo atleta, di percentualizzare il carico in virtù della sua massima velocità aerobica in ogni fase della stagione ed in ogni esercitazione di corsa ( 1000 m, 800 m, 600 m, 400 m, etc.). A lungo si è preferito utilizzare il test di Cooper e rifersi alle varie tabelle (fig.1), ma ben presto è stato evidente come il test di Leger, per le informazioni che fornisce, appaia più significativo ai fini della successiva programmazione dell'allenamento.    
| Variazione delle distanze coperte con il test di Cooper
- permette di testare contemporaneamente tutta la squadra (Marella ,1993);
- è più attendibile del Cooper perchè è possibile regolare la prestazione del calciatore che con questa metodica deve impegnarsi necessariamente al massimo;
con i cambi di senso al termine dei 20 m permette di somministrare, a differenza del Cooper, uno sforzo molto vicino a quello di gara dove mai gli atleti utilizzano un corsa rettilinea ma sempre interrotta da cambi di senso e direzione (con notevole impegno della capacità di forza);
- fornisce la massima velocità aerobica del soggetto permettendo l'individualizzazione dell'allenamento e la percentualizzazione del carico.    
 

  | Test di Cooper

   Distanza

Valutazione

m. 3.200

Ottimo

m. 2.800 / 3.200

Buono

m. 2.400 / 2.800

Sufficiente

m. 2.000 / 2.400

Mediocre

m. 2.000

Scarso
 | Vantaggi della somministrazione del test navetta 20 m di Leger
- Risulta più specifico per i giochi sportivi (frequenti cambi di senso, ritmo imposto dall'esterno,ecc.)
- fornisce indirettamente il valore di VO2 max dell'atleta senza dover ricorrere a test di laboratorio
- fornisce il dato relativo alla velocità massimale aerobica (VMA)
- conoscendo la VMA, consente di percentualizzare il carico in funzione del singolo atleta ed al variare del periodo della stagione agonistica.
| Test dei 30 metri
* Fornisce indicazioni valide circa la capacità di accelerazione del soggetto. E' da preferire nel Calcio a 5 quello con partenza da fermo piuttosto che quello lanciato, visto che il primo è il tipo di prestazione maggiormente richiesta in gara dove piuttosto che la velocità pura potrebbe essere utile la capacità di accelerazione per giungere primo sulla palla. I tempi ottenuti si confrontano con una apposita tabella di valutazione (tab.3). Per il test in questione alcuni autori propongono di effettuare tre prove per poter scegliere la migliore: in questo caso sarebbe opportuno prevedere tra una prova e l'altra un intervallo di recupero di almeno 2 minuti per favorire il ripristino completo delle riserve energetiche di ATP e Fosfocreatina. Altrettanto indicativo può essere sia il test sui 20 m che quello sui 10 m in quanto queste distanze rappresentano gli sforzi compiuti più di frequente dal giocatore di Calcio a 5.
  | Variazione dei tempi per il test dei 30 m

   Tempo in sec.

Valutazione

5.2"

Insufficiente

4.8" / 5.2"

Discreta

3.8" / 4.8"

Buona

3.8"

Ottima
| Test a navetta
Fornisce indicazioni sulla potenza anaerobica alattacida. Può essere preferito a quello dei 60 m largamente diffuso nel calcio. Il motivo della preferenza dell'uno anzichè dell'altro sarebbe da attribuire alla elevata correlazione tra prestazione atletica utilizzata in partita e gesto atletico richiesto nel test a navetta.Dato che in una partita di Calcio a 5, considerate le dimensioni del terreno di gioco, è praticamente impossibile per un giocatore effettuare uno sprint rettilineo di 60 m, lo svolgimento del test richiede che il soggetto percorra alla massima velocità una distanza di 15 m, con un movimento di andata e ritorno, per quattro volte. Il test è eseguibile, oltre che sulla pista di atletica, anche sul terreno di gioco e prevede la rilevazione cronometrica del tempo impiegato per eseguirlo
| Test suicidio
Nel Calcio a 5 è preferito a quello dei 300 m per indagare la potenza lattacida del giocatore. Anche per questo test vale quanto detto per quello a navetta, cioè risulta più vicino alle esigenze della partita di Calcio a 5 a causa dei repentini cambi di senso. l'esecuzione del test prevede che il soggetto compia alla massima velocità 20m con andata e ritorno, quindi in totale 40 m. Dopo una pausa di 20" si ripete le sforzo, il tutto per 10 volte, ossia per un totale di 400 m. L'esaminatore cronometra le prove e, con il confronto tra i tempi, può avere un riscontro effettivo dell'andamento della prova. Il test, come i precedenti, è eseguibile sul terreno di gioco
| Test Coverciano
Indaga la capacità di resistere alle accelerazioni ripetute o, se si vuole, la capacità di resistenza alla velocità. Consiste nel ripetere 11 volte la distanza de 20 m con un recupero di 15" tra uno sprint e l'altro. Nell'esecuzione si utilizza il cardiofrequenzimetro per mettere in relazione i tempi ottenuti con le frequenze cardiache registrate. Queste ultime forniscono informazioni anche sulla capacità di recupero dopo uno sforzo anaerobico, mentre la rilevazione dei tempi e la rappresentazione su assi cartesiani possono informare il preparatore sulla capacità del soggetto di mantenere elevate prestazioni anaerobiche nel tempo (resistenza alla velocità
| Periodicità della somministrazione dei test
Se alcuni preparatori propongono la somministrazione dei test ogni 8 - 10 settimane, altri propongono invece una scadenza standard, ossia all'inizio della preparazione, al termine della fase agonistica. Altri ancora preferiscono valutare nelle settimane che precedono la pausa del campionato per poter programmare razionalmente i cosiddetti richiami. Tutto questo non esclude la possibilità da parte del preparatore o dell'allenatore di proporli in qualsiasi momento della stagione agonistica per risolvere i diversi quesiti che possono presentarsi eventualmente. A proposito delle modalità di svolgimento delle varie batterie di test che ciascun preparatore dovesse formulare, c'è da dire che il riscaldamento riveste un'enorme importanza per il successivo svolgersi dei test: dieci minuti nella stagione calda e quindici - venti minuti in quella più fredda dovrebbero garantire un sufficiente condizionamento ed una ottimale attivazione per la successiva effettuazione delle batterie. Il preparatore tenga ben presente che, di solito, i test che indagano le capacità organiche vanno preceduti da quelli che valutano le componente di forza e che quest'ultimi, a loro volta, vanno preceduti da quelli che indagano le capacità di sprint e di accelerazione. Infine, laddove si prevedano più test eccessivamente faticosi, sarebbe opportuno scaglionarli nell'arco di più sedute di allenamento, per non permettere che i risultati di un test influenzino quelli del successivo.

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