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| Premessa
Per potere programmare una attività sportiva scolastica, è
indispensabile conoscerne le sue valenze tecniche e fisiologiche,
nonché la sua adattabilità alle varie fasce di età. Malgrado la sua
grande diffusione, il calcio a 5 non ha fino ad ora ricevuto, per
quanto a conoscenza degli autori, un pari interesse da parte dei
ricercatori e degli studiosi di fisiologia dello sport. Lo scopo di
questa ricerca è stato quello di analizzare, mediante la rilevazione
della frequenza cardiaca, il carico fisiologico a cui vengono
sottoposti gli studenti durante le partite di calcio a 5 scolastico
. Tutto ciò, con l'intento di verificare se il calcio a 5, così come
è praticato a scuola, possa essere considerato come una attività
adatta al condizionamento od al mantenimento, della fitness
cardiovascolare di soggetti giovani ed in normali condizioni di
salute. Nella fisiologia dello sport e dell'esercizio fisico, la
notazione della frequenza cardiaca viene comunemente assunta come
indice del carico di lavoro svolto dal soggetto. La sua relativa
facilità di rilevazione, permette di ricavare indici significativi
del lavoro prodotto e contemporaneamente, può costituire un esame
indiretto, con relativa approssimazione, dei processi metabolici che
intervengono durante lo sforzo.
| Materiali e metodi
Alla ricerca hanno preso parte 60 alunni di scuola media superiore,
frequentanti l'Istituto Tecnico Industriale Statale ""V. Volterra""
di Torrette di Ancona (n=40) e l'Istituto Professionale per il
Commercio ""E. Medi"" di Chiaravalle di Ancona (n=20). Il campione
di studenti è stato scelto con l'intento di rappresentare in maniera
armonica, tutte le fasce di età che di solito si trovano nella
scuola media superiore (14-20 anni). Per il rilevamento della
frequenza cardiaca (FC), si sono utilizzati dei cardio -
frequenzimetri (Polar Sport Tester). Tali apparecchiature,
consentono di memorizzare ogni 5"" la media delle pulsazioni
rilevate durante lo sforzo. I dati così ottenuti, sono stati
successivamente decodificati in un computer mediante appositi
interfaccia e software (Polar Heart Rate Analysis Software), per
effettuare l'analisi statistica. Lo studio è stato realizzato nelle
palestre utilizzate dai due istituti durante le lezioni di
educazio-ne fisica (30x15m), monitorizzando incontri della durata di
20' non effettivi. Al fine di verificare il carico soggettivo di
lavoro, si è usata la scala di percezione dello sforzo di Borg
(1982, RPE= Rate of Perceived Exertion) . Infatti, alla fine di
ciascun incontro, si è chiesto ad ogni alunno di attribuire un voto
da uno a dieci al grado di sforzo percepito (Rate of Perceived
Exertion=RPE), in modo da venire a cono-scenza di quale fosse
l'entità del carico soggettivo di esercizio (Borg 1982). Con lo
scopo di valutare il carico fisiologico sostenuto durante gli
incontri, si sono calcolate le seguenti variabili: FC media di gioco
(FCGmedia), FC massima di gioco (FCGmax), FCmin di gioco (FCGmin),
FC a riposo (FCrest), FC d'inizio partita (FCinizio), il rapporto
percentuale tra FCGmedia e la Fc massima teorica (%FCmaxT) ed il
carico cardiaco (CC). Il carico cardiaco (CC) è stato valutato con
la formula di Karvonen, prendendo come frequenza di riposo quella
fatta registrare dai soggetti, immediatamente prima dell'inizio
degli incontri, in ortostatismo. Tale scelta è stata effettuata in
quanto la FCinizio, essendo più elevata di quella rilevata durante
il riposo assoluto (FCrest), è testimone del grado di emotività
pre-gioco e quindi rende possibile evidenziare la componente della
frequenza cardiaca, che è probabile sia attribuibile quasi
totalmente all'attività fisica. Il carico cardiaco pertanto è
risultato determinato dalla seguente formula: CC = (FCmedia-FCiniz)
/(FCmaxT-FCiniz) x 100. La frequenza cardiaca massima teorica (FCmaxT),
è stata calcolata mediante la formula empirica 220-età, al fine di
evitare ai soggetti la sua rilevazione mediante test massimale
| Analisi statistica
Per analizzare statisticamente i dati, si sono raggruppati i
soggetti nelle seguenti classi di età: 14 - 15 anni (N=18), 16-17
anni (N=19), 18-20 anni (N=23). Le variabili prese in considerazione
sono state espresse in termini di media e deviazione standard (ds).
I confronti tra le medie dei tre gruppi in oggetto, sono stati
effettuati mediante l'analisi della varianza ad una via (ANOVA), con
test post-hoc di Scheffe al fine di verificare ove fossero le
differenze tra le medie. Quando necessario, il raffronto tra due
variabili singole è stato effettuato mediante il test di Student per
dati appaiati. La valutazione delle differenze tra le medie dei
valori della RPE dei differenti gruppi di età, è stata effettuata
mediante l'analisi non parametrica di Kruskall - Wallis. Eventuali
studi correlazionali, sono stati effettuati mediante i coefficienti
di correlazione di Pearson e di Spearman, rispettivamente per le
variabili parametriche e non. La significatività statistica è stata
posta pari a 0.05 (p<00.5).
| Risultati
I soggetti così suddivisi in gruppi di età, quando sottoposti al
vaglio statistico non hanno mostra-to differenze significative, se
non per alcune variabili antropometriche. Risultando ciò, i dati che
non hanno mostrato differenze significative, sono stati raggruppati
in un unico insieme (N=60) e quindi analizzati statisticamente. La
frequenza cardiaca media di gioco (FCGmedia), è risultata essere
pari 174,5 batti al minuto (ds 12,62), mentre quella minima (FCGmin)
e massima (FCGmax) sono rispettivamente pari a 121,7(ds 18,58) e
192,93 (ds 9,89) battiti al minuto. Significativamente differenti,
si sono mostrate le differenze tra le medie della frequenza cardiaca
a riposo rilevata con il soggetto in ortostatismo sul campo (FCinizio)
e quella rilevata dai soggetti al mattino a letto subito dopo la
sveglia (FCrest). FCinizio infatti è risultata essere pari a 103,13
(ds 10,79) b/min, mentre la FCrest era di 59,36 b/min (ds 4,23),
p<0.001. Il carico cardiaco calcolato mediante la formula di
Karvonen, in cui invece della frequenza cardiaca di riposo (FCrest)
è stata utilizzata la FCinizo, è stato pari al 71,02% (ds 11,95)
della riserva cardiaca d'esercizio (FCmaxT-FCinizio). La FCGmedia è
risultata essere pari all'85,88% (ds 6,20) della FC massima teorica
(FCmaxT=220-età). Non si sono trovate correlazioni significative tra
le variabili considerate in questo studio. L'RPE non è risultata
significativamente correlata con la FCGmedia.
| Analisi dati
Dalla visione dei dati rilevati, risulta senza ombre di dubbio che
il calcio a 5 è una attività sportiva ad impegno cardiaco medio-alto
. Testimonianza di ciò è data dalla frazione di frequenza cardiaca
massima teorica utilizzata durante le partite, che risulta essere
pari all' 85,88% (ds 6,20), nonché dal valore del CC pari al 71,02%
(ds 11,95) della riserva cardiaca di esercizio. Intensità tra il 70
ed il 90% della FC massima teorica ed il 60-90% del CC, sono
considerate (American College of Sports Medicine) ottimali per lo
sviluppo delle caratteristiche aerobiche dei soggetti sani non
particolarmente allenati. Ciò mette in luce la valenza fisiologica
del calcio a 5 svolto a livello ricreativo, in quanto attività
generale di condizionamento cardio-vascolare. La percezione
soggettiva dello sforzo, rilevata mediante la scala di Borg (RPE),
essendo risultata pari a circa 7 (tab.2), ulteriormente dimostra il
livello medio-alto dell'attività fisica svolta durante l'incontro.
Nella media dei casi, i soggetti hanno espresso picchi di frequenza
cardiaca pari al 95% della FC max teorica (220-età), il che
certifica l'elevata intensità che il gioco a tratti può esprimere.Durante
la ricerca in esame, si è calcolata in cinque incontri
l'intermittenza di gioco, mediante ripresa con video-camera,
annotando i tempi in cui la palla era in gioco e quelli in l'azione
era ferma per vari motivi, con l'ausilio del cronometro digitale
inserito nell'obbiettivo. Da questa analisi indicativa, si è notato
che la palla durante gli incontri, era in gioco per circa 10-20"", a
cui seguivano tempi di ""recupero"" (palla morta) di pari durata.
Una simile intermittenza (rapporto 1:1), giustifica i valori della
frequenza cardiaca e quindi dello sforzo medio che si attesta,
nonostante le pause, su valori medio alti. Il calcio a 5, come tutti
gli sports di squadra, può essere considerato come una attività
intermittente ad impegno aerobico-anaerobico alternato (Dal Monte).
In un tale tipo di attività, il metabolismo aerobico interviene
durante la partita secondo due modalità, una diretta ed una
indiretta. La prima si verifica, allorchè il giocatore corre per un
discreto periodo a ritmo medio-basso o deambula in maniera continua,
mentre la seconda occasione si presenta quando, dopo intense fasi di
gioco, il calciatore necessita il ripristino dei debiti di ossigeno
precedentemente contratti. In partite svolte a livello ricreativo di
calcio a 4 sono stati rilevati valori medi di lattato pari alle
4,5-4,9 mM/litro (Mc Laren 1988), evidenziando un significativo
intervento del metabolismo anaerobico lattacido durante gli
incontri. Sempre nello stesso studio, i giocatori hanno giocato ad
una FC media di 172 pulsazioni al minuto corrispondenti a circa
l'82% del loro massimo consumo di ossigeno (VO2max ). Kirkendall
D.T. (1988) rilevò che durante un incontro di calcio 5 (2 tempi da
25' ciascuno) i giocatori in media percorrevano 2656 metri. Assodata
l'utilità dell'attività fisica per la prevenzione delle malattie
cardiovascolari e quindi per la promozione della salute fisica
generale, compito degli educatori fisici deve essere quello di
avvicinare agli esercizi utili allo scopo, il maggior numero di
persone possibile. Al fine di promuovere la fitness cardiovascolare,
l'esercizio aerobico continuo (corsa, ciclismo, nuoto, ecc.) ha
dimostrato la sua validità, ma è altresì noto agli operatori del
settore che esso sovente crea dei problemi motivazionali nei
soggetti.Il calcio a 5, svolto a livello ricreativo, grazie alla sua
alta carica ludica si rende, nel contesto su esposto, assai
attraente sia dal punto di vista della sua valenza fisiologica che
motivazionale. Si ritiene quindi, in conclusione, che il calcio a 5
possa essere con successo inserito nei programmi di potenziamento
fisiologico all'interno dei percorsi curriculari scolastici, avendo
l'accor-tezza di introdurre l'attività con la dovuta progressività.
| Bibliografia
Astrand P.O., Rodahl K. Fisiologia. Milano 1984, Edi - Ermes .
Dal Monte A., La valutazione funzionale dell'atleta. Firenze 1983,
Sansoni Editore Nuova. Mac Laren D., Physiological strain in 4 a
side soccer. In Science and Football, London 1988, E.& F.N. Spon,
pagg.76 - 80.
Kirkendall D.T., Effect of glucose polymer supplementation on
performance of soccer players. In Science and Football, London 1988,
E.& F.N. Spon, pagg. 33-41 ". |