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La preparazione
precampionato |
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Autore: Italo
Sannicandro | Fonte:
Il Nuovo Calcio |
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| Premessa
La strutturazione di una preparazione precampionato è un percorso a
tappe che necessariamente si riferisce alle singole realtà sportive
e non può prescindere dalla considerazione di alcune variabili come:
- le strutture disponibili;
- le risorse umane;
- le competenze e la composizione dello staff tecnico;
- le caratteristiche morfo - funzionali dei giocatori;
- la disponibilità ad allenarsi (secondo criteri piuttosto
rigorosi);
- gli obiettivi della stagione agonistica, e il calendario del
campionato (durata e pause).
Lo schema ipotetico tiene in considerazione la conformazione
geografica della Penisola, quindi le differenze climatiche (si pensi
a percentuali di umidità, temperatura esterna, altitudine …) e
l’orario degli allenamenti sono ulteriori variabili significative.
Non s’interpreti, quindi, questa preparazione precampionato come uno
strumento rigido da applicare a chicchessia; la peculiarità e la
singolarità dei vari contesti sportivi non possono essere superate
con un’operazione di sintesi così semplicistica: la generalizzazione
non è concessa.
Infatti, le abitudini degli atleti e la scelta del periodo di riposo
da osservare, l’attività da svolgere nei mesi di sospensione della
fase agonistica (la cosiddetta fase di transizione), impongono una
serie di considerazioni e di interrogativi di ordine pratico e
metodologico:
- come organizzare il lavoro?
- Quale obbiettivo deve porsi il condizionamento atletico?
- Come realizzarlo e controllarlo periodicamente?
L’organizzazione del precampionato, si è detto, è condizionata dalle
variabili analizzate, ma deve sempre e comunque essere pianificata
dal preparatore e dall’allenatore, con il primo che deve modulare i
carichi di lavoro in funzione del secondo e delle proposte
tecnico-tattiche che precedono o seguono quelle condizionali.
L’obiettivo principale è rappresentato dalla prevenzione degli
infortuni: sia le caratteristiche sia le dinamiche del gioco
impongono movimenti esplosivi e arresti improvvisi; il periodo di
transizione comporta, per alcuni atleti, la modificazione della
composizione corporea con conseguente variazione delle percentuali
di massa grassa e magra; la durata della stagione agonistica, con la
disputa di play-off e play-out in condizioni climatiche a volte
estreme (per temperatura ed umidità) costituiscono un elevato
margine di rischio per la muscolatura e le articolazioni più
sollecitate.
Infine la valutazione delle principali capacità motorie deve
diventare una modalità di controllo sistematica che deve assicurare
un certo margine di sicurezza nel momento in cui si deve programmare
e riadattare il lavoro ipotizzato (R. De Bellis, Test perché?, Il
Nuovo Calcio numero 95, pagg. 164-166).
Dopo la doverosa premessa, per avere una chiave di lettura che
espliciti meglio le proposte,è opportuno precisare quanto segue:
- le proposte rappresentano le sedute e i giorni non sono
necessariamente consecutivi: ciò significa che alcuni allenamenti,
previa opportuna valutazione, possono essere “sdoppiati”;
- quasi sempre si è fatto riferimento all’utilizzo di sovraccarichi
(a prescindere dalla loro entità) perché costituiscono una pratica
diffusa anche presso squadre non professionistiche: la presenza su
tutto il territorio nazionale di centri fitness e palestre private è
una potenzialità di cui si può facilmente disporre;
- viceversa, parlare di potenziamento o condizionamento muscolare
sarebbe poco corretto laddove si propone un lavoro atletico agli
adulti (che comunque hanno alle spalle un back-ground sportivo di
medio livello), adottando esclusivamente esercitazioni a carico
naturale;
- gli allenamenti sono quasi sempre organizzati in doppie sedute,
suddivise in una parte mattutina e una pomeridiana: lo svolgimento
di entrambe rappresenta l’ipotesi migliore, ma è evidente che, per
ragioni sopra esposte, la parte prevista di pomeriggio potrebbe
essere più applicabile in contesti sportivi meno evoluti;
- quello proposto (per le competenze di chi scrive) è essenzialmente
un lavoro di condizionamento atletico, anche se presenta alcune
esercitazioni tecnico-tattiche: queste ultime costituiscono solo un
suggerimento e un’esemplificazione delle proposte che possono
integrare le esercitazioni atletiche, anche alla luce
dell’esperienza pregressa in alcune squadre di calcio a cinque;
- è indispensabile integrare sempre il lavoro atletico con una parte
di esercitazioni tecnico-tattiche che devono tentare di favorire gli
adattamenti.
La programmazione e stata suddivisa in fasi, ciascuna delle quali
prevede obbiettivi specifici e metodologia di intervento sulle
differenti capacità di forza (vedi tabella seguente).
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| Tabella |
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Serie |
Ripetizioni |
Metodo |
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Fase 1 |
4 |
12\15 |
Circuito |
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Fase 2 |
3 |
4\6 |
Serie per
ripetizioni (oppure piramidali) Cometti |
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Fase 3 |
5\6 |
6\8 |
Carico naturale
Pliometria verticale e orizzontale |
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| 1^ Fase (4
giorni) - Questi gli obiettivi:
- test;
- capacità aerobica;
- potenza aerobica;
- forza resistente.
Primo giorno
Mattino: test di valutazione (Protocollo di Bosco per il pool di
forza; 10 metri; navetta 5x14 metri; test di Leger).
Pomeriggio: 10’ di tecnica individuale ( controllo della palla con
spostamenti nelle varie direzioni, controllo della palla dopo
situazioni che generano equilibrio precario, dribbling, slalom tra
coni o tra compagni in movimento, …); 10’ di stretching; 15’ di
andature (skip basso, skip alto in avanti, indietro, laterale, corsa
calciata, passo stacco, curando il lavoro dei piedi); 15’ di
esercizi di propriocettività e potenziamento dei muscoli della gamba
e del piede; 20’ di corsa continua, addominali e glutei.
Secondo giorno
Mattino: forza resistente in palestra (8-10 stazioni comprendenti
esercizi per quadricipite, polpaccio, soleo, flessori della coscia,
adduttori, abduttori, dorsali, pettorali, estensori del dorso). Al
termine, 25’ di partitina libera: può servire all’allenatore per
osservare le qualità e tipologia dei movimenti dei nuovi giocatori
inseriti in rosa.
Pomeriggio: 15’ di tecnica individuale in regime aerobico (percorsi
di conduzione della palla, controllo e passaggio, …); 20’ di tattica
sul campo; 10’ di andature (skip basso, skip alto in avanti,
indietro, laterale, corsa calciata, passo stacco, curando il lavoro
dei piedi); 30’ di corsa continua, addominali e glutei; 20’ di
partitina libera.
Terzo giorno
Mattino: forza resistente in palestra; 30’ di fartlek con cambi di
ritmo di 1’ ogni 4’ (6 cambi in totale).
Pomeriggio: 20’ di tecnica individuale in regime aerobico; 15’ di
esercizi di propriocettività e potenziamento dei muscoli della gamba
e del piede; 25’ di schemi offensivi e difensivi; addominali e
glutei.
Quarto giorno
Mattino: forza resistente in palestra, fartlek 3x8’ con variazioni
di 20’’ e recupero in corsa lenta di 1’.
Pomeriggio: amichevole.
| 2^ Fase (5 giorni) - Questi gli obiettivi:
- potenza aerobica;
- resistenza lattacida;
- forza massimale.
Quinto giorno
Mattino: forza massimale in palestra (esercizi di forza massimale
per quadricipite e polpaccio, gli esercizi per i rimanenti gruppi
muscolari rimangono invariati riducendosi a 8 – 10 ripetizioni).
Potenza aerobica: 3 x 1.000 metri secondo i risultati del test di
Leger e con recupero di 3’ tra una ripetuta e l’altra.
Pomeriggio: 15’ di tecnica individuale, 10’ di stretching e
mobilizzazione della colonna vertebrale, 45’ di partita con gol
valido solo se tutti i giocatori toccano la palla e se tutti sono
nella metà campo avversaria; addominali e glutei.
Sesto giorno
Mattino: riposo.
Pomeriggio: forza massimale in palestra. Potenza aerobica: fartlek 3
x 8’ con variazione di 20’’ e recupero di 40’’: il recupero è di 3’
tra le serie. 15’ di esercizi di propriocettività e potenziamento
dei muscoli della gamba e del piede; 10’ di partita libera.
Settimo giorno
Mattino: forza massimale in palestra. Potenza aerobica: 3 x 10’
corsa continua con variazione di velocità secondo il metodo di
Bosco.
Pomeriggio: 18’ di possesso palla (3 x 5’ con recupero di 1’); 2 x
15’ di esercizi 2>1, 3>1, 4>1 + portiere eseguiti alla massima
velocità e partendo in prossimità dell’area di porta (si inizia a
“trasformare” il carico di forza nella gestualità specifica); nel
recupero tra una serie e l’altra esercizi di stretching,
mobilizzazione e scarico della colonna vertebrale per 5 – 8’. 20’ di
partita a tema tattico.
Ottavo giorno
Mattino: forza massimale in palestra. Resistenza lattacida: 400-600
metri x 4 volte con recupero di 2’30’’ dopo i 400 e 3’ dopo i 600;
15’ di esercizi di propriocettività e potenziamento dei muscoli
della gamba e del piede.
Pomeriggio: amichevole.
Nono giorno
Mattino: riposo.
Pomeriggio: 15’ di tecnica individuale e stretching, 10’ di esercizi
di propriocettività e potenziamento dei muscoli della gamba e del
piede.
Pomeriggio: amichevole.
| 3^ Fase (6 giorni) - Questi gli obiettivi:
- resistenza alle accelerazioni;
- forza esplosiva;
- forza reattiva;
- velocità.
Decimo giorno
Mattino: forza a carico naturale:
- 3 x 8 squat jump, più skip alto e sprint di 10metri (recupero 2’);
- 3 x 8 counter mouvement jump, più skip alto e sprint di 10 metri
(recupero 2’);
- 3 x 8 balzi avampiedi a ginocchio esteso più skip basso e sprint
di 10 metri (recupero 2’);
Resistenza alle accelerazioni:
- 4 x navetta 5 - 10 - 12 metri (recuperi: 30’’ fra le ripetute e 3’
al termine dell’esercizio);
- 4 x tira e molla 5 – 5 –10 – 10 metri (recupero in corsa lenta tra
le ripetute e 3’ al termine dell’esercizio);
- 8 x 10 metri (recupero di 10’’);
Pomeriggio: 20’ di tattica, 15’ di schemi su palle inattive, 30’ di
partite a tema tattico.
Undicesimo giorno
Mattino: forza a carico naturale:
- 4 x 6 counter mouvement jump, più skip alto e sprint di 10 metri
(recupero 2’);
- 4 x 6 balzi con arti inferiori divaricati sul piano sagittale più
skip alto e sprint di 10 metri (recupero 2’);
- 4 x 6 balzi avampiedi a ginocchio esteso nei cerchi con rotazione
in volo del corpo (recupero 2’).
Resistenza alle accelerazioni:
- 4 x 30 metri su un triangolo equilatero di 10 metri di lato (20’’
tra le ripetute e 3’ al termine dell’esercizio);
- 6 x 40 metri su un quadrato di 10 metri di lato (20’’ tra le
ripetizioni e 3’ al termine dell’esercizio);
- 6 x tira e molla su un triangolo; sprint sul cateto di 10 metri,
corsa lenta sull’ipotenusa, sprint sul cateto di 10 metri.
Pomeriggio: amichevole.
Dodicesimo giorno
Mattino: riposo.
Pomeriggio: forza a carico naturale:
- 4 x 3 balzi successivi su una sola gamba;
- 5 quintuplo;
- 5 biplo più sprint di 12 metri.
15’ di esercizi di propriocettività e potenziamento dei muscoli
della gamba e del piede, 20’ di esercitazioni composte da 3 squadre
di 4 elementi ciascuna più i portieri che rimangono stabilmente in
porta. Due squadre giocano in una metà campo e l’altra aspetta che
chi difende vada in attacco nell’altra metà campo. 10’ di partita a
2 e 1 tocco; addominali e glutei.
Tredicesimo giorno
Pomeriggio: forza reattiva:
- 3 x 6 (pliometria Bosco – Pittera); caduta da un cubo di 30 – 40
centimetri con angolo coscia – gamba di 90° più skip alto e sprint
di 5 metri (recupero 3’).
- 3 x 4 x gamba: caduta in avanti da un cubo di 30 – 40 centimetri
su un solo arto seguita da altri 2 balzi alternati;
- 4 x 6 balzi sugli avampiedi a ginocchio esteso nei cerchi disposti
a zig-zag (pliometria orizzontale).
Velocità: serie di sprint su 5 – 8 – 10 – 12 metri (140 – 150 metri
al massimo).
Esercitazioni sulle palle inattive. .
Quattordicesimo giorno
Pomeriggio: 10’ andature, pliometria verticale;
- 3 x 8 più sprint 5 metri;
- 3 x 8 più 3 balzi su over di 20 centimetri.
Forza a carico naturale:
- 5 x 6 biplo più sprint di 5 metri;
- 5 x balzo in alto (counter mouvement jump) più sprint 5 metri.
20’ di esercitazioni per il contropiede; 30’ di partita a 3, 2 e 1
tocco.
Quindicesimo giorno
Pomeriggio: esercitazioni di psicocinetica con sprint su 5, 10 e 15
metri, anche combinate con la palla del volume totale massimo di 250
metri, esercitazioni tecnico-tattiche di controllo e conduzione
della palla in velocità, anche con handicap (chi guida 3-4 metri
avanti a chi insegue oppure chi insegue deve prima effettuare un
cambio di senso di direzione e poi rincorrere), 45’ di partita con
tema tattico.
| Conclusioni
Al termine è opportuno riprendere con il microciclo settimanale,
cosiddetto di scarico, ossia un microciclo che si pone come
obbiettivo lo sviluppo della velocità, della forza reattiva dei
piedi e della rapidità di reazione. Dopo questo microciclo è
consigliabile ripetere i test di valutazione per verificare la
qualità del lavoro svolto dagli atleti e per organizzare i
successivi mesocicli: a questo punto della programmazione si può
prevedere di ripetere la batteria di test solo in prossimità delle
pause di campionato.
| L'Autore
* Italo Sannicandro: insegnante di educazione fisica; preparatore
atletico abilitato presso il C.T.F. della F.I.G.C. di Coverciano;
laureato presso l’Università di Lione (FR); consulente dell’A.S.
Sport Five Putignano Calcio a 5 (Serie B) e di società di calcio,
basket (serie C) e pallavolo (serie B). |
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