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Lunedì 17 dicembre 2007,
presso la sala riunioni della Polisportiva Libertas Centocelle (zona
Alessandrino - Roma) si è svolto il terzo incontro stagionale dell'AIPAC
Lazio. Il tema al centro della serata è stato l'organizzazione del lavoro
individualizzato nella preparazione fisica degli sport di squadra,
discusso in una tavola rotonda tra tutti gli intervenuti. Intervenuti che
rappresentavano in pieno l'universo calcistico in quanto erano presenti
persone che vi ricoprono vari ruoli: calciatore, preparatore atletico,
allenatore, fisioterapista. Sono state diverse ed altrettanto interessanti
le esperienze presentate, i problemi sollevati e le possibili soluzioni.
Le problematiche:
- difficoltà realizzative del lavoro individualizzato a causa di una
mancanza di responsabilità da parte del giocatore stesso. Problematica che
spesso si riscontra e che ci si è trovati concordi nel ritenere che per
prevenirla è necessario un lavoro accurato in questo senso fin dagli anni
del settore giovanile e che per evitarla (o quantomeno attenuarla) è
importatissimo il sostegno e la presenza del mister, per dare "peso" e
rendere fruttuoso l'intervento del preparatore atletico;
- altra problematica nella realizzazione pratica di un lavoro
individualizzato per un gruppo è il difficile controllo da attuare quando
più persone lavorano contemporaneamente con esercitazioni diverse;
- un'altra problematica sollevata è il tempo, che spesso non consente di
realizzare un lavoro individualizzato accurato ma solo approssimato;
- ed ancora, la scelta delle esercitazioni da individualizzare, visto che
in alcuni casi lo studio e la preparazione del lavoro individualizzato
richiede una elaborazione non proporzionale all'efficacia che si riscontra
sul campo;
- la difficile individuazione della soglia sopra o sotto la quale esiste
la necessità di fare un tipo di lavoro individualizzato o un altro e se è
nescessario farlo o meno: probabilmente, avendo dei dati di riferimento
consistenti, questa scelta sarebbe resa più semplice.
Tra le varie soluzioni che sono state sperimentate oppure ipotizzate:
- l'esecuzione di lavori individualizzati soltanto per alcuni giocatroi
più problematici, in particolare per quanto riguarda la prevenzione e la
coordinazione;
- la somministrazione di stimoli allenanti variabili, così da mantenere
sempre alta la soglia di attenzione dei giocatori;
- la formulazione di schede tecniche-posturali sui quali elaborare lavori
posturali individualizzati da eseguire come "compiti a casa";
- l'esecuzione di un riscaldamento personalizzato, visto che ogni
giocatore ha le proprie modalità per concentrarsi ed ha anche i propri
tempi (anche fisiologicamente) per arrivare ad essere pronto per la gara;
- la somministrazione di lavori per migliorare le carenze riscontrate con
i consueti test da campo, con lavori pre- o post- seduta di allenamento
oppure con lavori durante la fase principale della seduta.
Al termine della tavola rotonda è stata evidenziata l'importanza di
momenti di confronto simili e si è deciso di organizzare un nuovo
incontro con data da destinarsi, questa volta per affrontare la
tematica della corretta quantità di carico da somministrare durante
le sedute di allenamento: "Quanta forza? Quanta resistenza?" sarà il
titolo della prossima tavola rotonda. Con uno scambio di auguri di
Buon Natale e Felice Anno Nuovo si è conclusa la piacevole e
proficua serata. |