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Ormai ci siamo. Dopo i fasti della presentazione e il perfetto, come
il diretto interessato lo ha definito, ritiro al caldo del Dubai,
Luciano Spalletti è pronto per il primo esame di russo. Sabato,
infatti, scatta la Russian Premier League che vedrà lo Zenit San
Pietroburgo impegnato in trasferta sul campo del Krilia Sovietov,
antipasto esterno prima del debutto di fronte al pubblico di casa
previsto per la settimana successiva contro lo Spartak Mosca.
Dal caldo degli Emirati Arabi alla freddissima Russia (se non altro,
il tecnico di Certaldo rimpiangerà di sicuro il mite clima romano),
Spalletti è pronto a vivere la nuova avventura: "Ho già detto più
volte che durante le mie trattative con lo Zenit e quando sono
arrivato a San Pietroburgo ho avuto una sensazione positiva - ha
dichiarato l'allenatore a 'Sport-Express' -. Dopo aver lavorato
assiduamente con i giocatori in questo periodo di pre campionato, ho
avuto una buona impressione del nuovo Zenit. Ora ho voglia di dare
tutto me stesso per il bene di questa squadra e per ottenere più
risultati possibile".
Convinto a suon di milioni e progetti ambiziosi dal gigante Gazprom,
proprietario del club, Spalletti è consapevole delle grandi
aspettative che lo attendono al varco. C'è un campionato da vincere
(lo Zenit non se lo aggiudica dal 2007, prima della doppietta
targata Rubin Kazan) e, soprattutto, una squadra da riportare al più
presto verso l'Europa che conta dopo la felice parentesi del
successo nell'ultima edizione della Coppa Uefa (2007-2008) cui fece
seguito anche l'exploit in Supercoppa europea col Manchester United.
Spalletti, però, non sembra accusare l'enorme pressione: "Mi rendo
conto che molti sono interessati a come giocherà lo Zenit in questa
stagione con il nuovo allenatore. La mia risposta è che cercheremo
di coprire il campo nel suo complesso, di essere una squadra unita e
di cercare di mostrare un gioco piacevole". La ricetta, alla fine,
resta quella che tanto bene ha fatto a Roma prima della flessione
finale: "A mio parere, la base per costruire il gioco di squadra è
lo spirito, la voglia di lottare, il desiderio di raggiungere
l'obbiettivo. Questo è al centro del mio lavoro -spiega- e credo che
in questo senso, abbiamo lavorato molto bene. Le idee del tecnico
vengono poi progressivamente messe in pratica".
Uno degli aspetti più interessanti sarà l'impatto con un calcio
totalmente diverso da quello italiano, ma il tecnico toscano non
teme il contraccolpo e vede nella qualità del gioco, da sempre suo
pallino, l'arma capace di adattarsi ad ogni contesto: "E' chiaro che
il campionato russo per me è qualcosa di totalmente nuovo e sono ben
consapevole che ci sono delle differenze con l'Italia: temperature
diverse, maggiore contatto fisico. Naturalmente questo può
influenzare gli eventi in campionato, ma come ho già detto, la cosa
più importante è che lo Zenit sia una squadra unita e mostri bel
calcio". Infine un saluto ai nuovi tifosi: "Voglio anche dire
qualche parola ai sostenitori dello Zenit. Auguro loro di ottenere
delle soddisfazioni dal gioco della squadra in questa stagione,
perchè l'affetto dei tifosi dello Zenit è grande sia in casa che in
trasferta e merita di vedere un bel gioco". |
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