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L'allenatore si congeda dall'Albinoleffe
«Noi siamo gli indiani contro i cowboys, chissà
che una volta gli indiani non vincano la loro
battaglia», diceva Emiliano Mondonico quando
preparava il Toro contro la Juve. Ecco, questa
volta l'indiano è da solo e il cowboy anche, ma
è tosto, cattivo e pure vigliacco. Tanto da far
dire al Mondo, ieri, dopo l'1-1 del suo
AlbinoLeffe contro l'Ascoli, che lascia
temporaneamente la panchina.
«Per gravi motivi di salute»: una formula che
nasconde tutto, ma che anche vuol dire tutto. Il
tecnico già domani sarà in ospedale e la notizia
ha ovviamente choccato il mondo del calcio. A
partire dalla sua Bergamo dove nessuno sapeva
della malattia né tanto meno della svolta
improvvisa. 1050 panchine festeggiate la
settimana scorsa, una carriera col baffo e una
sedia alzata nella notte di Amsterdam, era la
finale di coppa Uefa nel ‘92: l'istantanea che
lega il Mondo all'universo granata.
«Questa è una nuova battaglia, non mollo lo
spirito è forte. Ringrazio per l'affetto i
tifosi»: poche parole, ma toste per un uomo che
da domani se la va a giocare in un altro campo.
«La società augura a mister Emiliano Mondonico
di vincere l'ennesima sfida che lo aspetta con
l'auspicio di riaverlo quanto prima alla guida
della nostra squadra»: è il messaggio dell'AlbinoLeffe,
che ha affidato la squadra a Daniele Fortunato,
che del Mondo è come un fratello minore. Ma è
anche il messaggio di tutti.
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