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Ieri sera al Buozzi, riunione di riflessione fra responsabili,
dirigenti ed allenatori alla presenza di giornalisti sul tema della
violenza e della promozione della cultura sportiva.
Presenti al tavolo Daniele Olmi, Beppe Bosticco, Cico Migliore e
Lorenzo Magnoni. Vasta platea di istruttori, allenatori e dirigenti
azzurri. Si inizia con una breve introduzione ed un saluto a cura di
Daniele Olmi. Poi la palla passa a Bosticco, che funge da
coordinatore e moderatore della serata. Lorenzo ci spiega la genesi
della violenza negli stadi e la sua terribile escalation degli
ultimi tempi, che vede sempre più i facinorosi cercare lo scontro
con le forze dell’ordine.
Si passa poi a considerazioni di natura più “didattico-educativa” e
culturale - sportiva” a cura di Cico Migliore e B.Bostik ed alla
lettura di un documento che dovrebbe essere preso ad esempio da
tutti gli addetti ai lavori.
Si conclude con le 12 regole d’oro del giovane calciatore da
apprendere a da seguire.
In coda, via al dibattito e promessa di preparare uno striscione da
esporre a cura dei calciatori, prima della partita. Si propende per
“Lasciateci divertire, solo applausi” per la scuola calcio e “Un
calcio alla violenza” per il resto del settore giovanile. Una serata
interessante che non ha fatto altro che confermare la validità del
progetto educativo del Chiericalcio, progetto che vede al centro,
come è giusto che sia, la crescita del bambino, in un sistema
formativo integrato che vede la scuola, la famiglia, le Associazioni
Sportive, la Chiesa e quant’altro, protagonisti allo stesso modo
della crescita del minore.
Un piccolo “excursus”.
Vi ricordate quando i vostri bimbi hanno iniziato a calcare i campi
da gioco? Magari avevano 5 o 6 anni ed erano ammaliati dal pallone,
tanto che gli correvano appresso in un nugolo colorato di magliette,
scarpini e calzettoni.
Come le api sul miele.
Mi piace pensare, in un afflato di “surrealismo pedagogico” che
questa “forma mentis” evidenzi la magìa e la magia del gioco del
calcio e della sua purezza. Ed è questo che forse manca a molti
calciatori ed addetti ai lavori: la passione per il calcio “tout
court” che non deve essere adombrata dal corollario, a volte
putrido, che lo circonda.
Ma a noi no. A noi non manca. Noi il senso dello sport “sano” ce
l’abbiamo, forse nel DNA, e ciò è testimoniato dai metodi didattici
dei nostri istruttori, dalle numerose vittorie in coppa disciplina
che le squadre del Chieri possono vantare, e che fanno bella mostra
di sé, insieme ai trofei frutto di vittorie, nel palmarès della
Società.
Perché se hai grande fair-play, sei rispettato ovunque. E sei preso
ad esempio da tutti.
Per quello che si può vedere sui campi dove giocano gli azzurri, la
correttezza e la cultura sportiva sono sempre in prima fila, salvo
poche ed isolate eccezioni.
Ma anche la bravura dei ragazzi è fuori discussione.
Il Chieri è terzo per numero di punti ottenuti, nella classifica
generale pubblicata dal Corriere Sportivo, proprio pochi giorni fa,
fra 140 squadre di Provincia e Regione.
A volte, da qualche parte, si sente affermare che il risultato è
tutto, e tutto si deve sacrificare per il risultato. Ma quello che
succede da noi è proprio la dimostrazione del contrario e cioè che
si può contemperare la bravura “tecnica” con la cultura sportiva.
Competere con sportività e la cosa più bella che ci sia.
Un esempio a riguardo.
Seguo mio figlio e la squadra del 97 da quasi 4 anni, ed è sempre
emozionante vedere i nostri ragazzi svolgere gli allenamenti e
prendere parte alle partite, in un clima disteso e sereno.
Non ho mai sentito un nostro bambino dire una parolaccia in campo,
non l’ho mai visto commettere un fallo volontariamente e nemmeno
protestare con l’arbitro.
L’ambiente che li circonda è eccezionale, anche i genitori
contribuiscono a renderlo piacevole e quasi mai competitivo. Bravi i
2 Mister, Mauro ed Adriano, a condurre i ragazzi alla crescita
tecnica senza mai scordare i principi educativi che stanno alla base
di questo sport e che l’Associazione Calcio Chieri promuove da
sempre.
Che volete che vi dica…..
In due parole, sono orgoglioso che mio figlio CRESCA con il Chieri!
Dicevamo della centralità del bambino, e del fatto che è lui il vero
artefice di una sana crescita sportiva.
E quanto i piccoli investano nel calcio, nello sport che hanno
scelto e che praticano con grande passione ci deve far pensare che
si ha una responsabilità molto grande nei loro confronti!
Perché sono loro i veri protagonisti: noi adulti, genitori,
accompagnatori, istruttori, siamo però guida di questo processo ed
importantissimi punti di riferimento per un sano processo di
sviluppo del fanciullo.
Ed è importante la consapevolezza che i nostri figli possano
rivestire un ruolo, anche importante, nella promozione della cultura
sportiva sui campi di calcio ove spesso, purtroppo, si osservano
alcuni comportamenti perlomeno disdicevoli.
E allora facciamoli entrare nella mischia! Ma come?
Mi viene in mente che i piccoli amici, i pulcini del 98, del 97 e
del 96, ad esempio, ma anche altre
categorie del settore giovanile, potrebbero disputare, prima delle
partite della prima squadra, al Buozzi o finanche in trasferta, dei
piccoli match di esibizione, amichevoli, con pari età di altre
squadre o anche del team avversario di turno, in un clima di festa e
di allegria. Sì, perché andare alla partita deve essere un momento
di divertimento, una festa per tutti…. E la festa inizia con loro,
con la loro partita…. E cosa c’è di meglio di una bella partitella
fra ragazzini per stemperare la tensione, per vedere un calcio dove
i punti non contano, e vince chi fa più gol, ma se perdi va bene lo
stesso e dopo 5 minuti giochi a nascondino con l’avversario e magari
scopri che anche lui è un tifoso della Juve o dell’Inter come te…. e
soprattutto GIOCHI, impari e calchi i campi dove i grandi, che poi
sono anche un po’ i tuoi idoli, dopo di te disputano la loro
partita.
E poi, dopo l’esibizione, tutti in tribuna, INSIEME, a tifare,
sportivamente ognuno per la propria squadra, applaudendo ai gol ed
alle belle giocate, del Chieri o degli avversari, magari mangiando
le patatine e sorseggiando un Estathè…e tra la prima e la seconda
frazione di gioco, se c’è tempo, ti scambi anche le figurine….
Potrebbe essere un’idea…. iao a tutti e…….LASCIATECI DIVERTIRE, SOLO APPLAUSI! Cinzio
TOLOMEI
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