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Note Legali

Fair Play Allenatori

L’impegno della UEFA per promuovere la sportività e la tolleranza dentro e fuori i campi di gioco è testimoniato non solo dalle campagne contro il razzismo, ma anche dal suo impegno di lunga data sul rispetto del fair play.
Una semplice parola
La campagna della UEFA sul fair play è simboleggiata da una sola parola, che l’organismo governativo del calcio europeo giudica la più appropriata per questo sport. La parola è rispetto.
Principi di rispetto
I principi di rispetto sono alla base del fair play. Questi principi hanno a che fare con il rispetto delle regole di gioco, dei direttori di gara, del proprio club, degli avversari, dei compagni, degli addetti ai lavori e dei tifosi avversari.

 Segnalo fair play
 Articolo pubblicato dal quotidiano La Nuova Sardegna che vede protagonista un collega sardo

Ozieri, il calcio pulito è in una rete sfondata (Gerolamo Squintu).
Era gol. Non se n’era accorto l’arbitro, non se n’era accorto il guardalinee. I giocatori ospiti che pensavano di aver raggiunto il pareggio sul 2-2, a un quarto d’ora dal termine del match, sì, che lo avevano visto, ma niente. Quel gol rischiava di passare agli annali nella categoria «fantasma».
A dare allo Jerzu quel che è dello Jerzu, domenica, ha provveduto l’allenatore dell’Ozierese Matteo Solinas, che ha richiamato l’arbitro: «Era gol, la palla è uscita da un buco nella rete».
Un fatto del genere di questi tempi è ancora - purtroppo, viene da dire - una notizia. Solinas, docente di educazione fisica, ha consentito domenica all’arbitro Casu di Sassari rimediare a un errore che stava per diventare un torto.
Campionato di Promozione girone B. Al 75’ un poderoso tiro del centravanti biancoverde Langiu era entrando in porta e sfondata la rete era uscito, dal basso verso l’alto, finendo alto, oltre eppure ben dietro la traversa: la potenza del calcio evidentemente ha fatto saltare qualche nodo della rete. La palla fuori ha convinto l’arbitro e il guardalinee competente a far riprendere il gioco con una semplice rimessa dalla linea di fondo.
Più che giustificate le vivaci, immediate proteste di Langiu e dei suoi colleghi, fino a quando Solinas serenamente ha confermato a Casu che dalla panchina aveva visto la palla entrare, per cui era giusto assegnarla.
L’arbitro e gli avversari hanno ringraziato l’allenatore ozierese per la sua sportività, e la gara è potuta proseguire sul 2 a 2. «Io e i ragazzi che erano con me in panchina abbiamo visto nettamente il pallone entrare. Non c’è stata platealità da parte mia. Ritengo naturale e del tutto normale il mio intervento - ribadisce Solinas - perchè è giusto dare a ciascuno il suo e questo nonostante quel gol avesse consentito agli avversari di pareggiare. Per me non ne avrei nemmeno parlato, ho sempre ritenuto che la lealtà debba sempre prevalere in campo e fuori, nello sport come nella vita. Sono questi i sentimenti che cerco di inculcare nei miei allievi, tanto a scuola che nello stadio. Mi interessa invece mettere in evidenza che con una squadra fatta in massima parte di giovani abbiamo già raggiunto gli obiettivi. Se poi riusciremo a mantenere la quarta posizione, tanto di guadagnato».
Per la cronaca, alla fine l’Ozierese l’ha spuntata per 3-2 con un rigore messo a segno da Arcadu all’83’. Quel gol non-fantasma pesa comunque di meno.
(27 marzo 2007). 

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