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  Canale Formazione Tecnica
  | Gli insegnanti e gli Allenatori si danno il voto: l'importanza dell'autovalutazione
  | Autore: Lucia Castelli | Fonte | A.I.A.C. e F.I.G.C. Emilia Romagna - 2^ Stage di Sportilia
 

| Premessa
La valutazione è una delle fasi fondamentali della programmazione dell’intervento sportivo effettuata dagli allenatori e dagli insegnanti. Il suo scopo e quello di migliorare il processo di insegnamento e riguarda sia la verifica dell’apprendimento degli allievi sia l’adeguatezza e l’efficacia delle scelte didattiche effettuate dall’allenatore-insegnante. Questa operazione complessa è una occasione formativa per l’alunno, cioè serve a farlo progredire in quanto gli fornisce utili indicazioni sul proprio livello di apprendimento e rappresenta un’ opportunità informativa per l’allenatore, in quanto gli consente di verificare la bontà dei propri interventi e di “aggiustare il tiro” . Solitamente si pensa che la valutazione riguardi solo la fine del percorso didattico, in realtà va fatta in tutte le fasi dell’insegnamento-apprendimento. In particolare prevede tre momenti sia per l’insegnante-allenatore sia per l’allievo: prima, durante e dopo.
| Per quanto riguarda l'Allenatore - Insegnante
Valutazione a priori (prima): valuta la pertinenza, la rilevanza, l’adattabilità e la praticabilità delle proposte rispetto al programma di allenamento, agli allievi e alle proprie competenze.
Valutazione in itinere (durante): valuta costantemente se le proposte sono efficaci e mirate e serve per modificare tempestivamente l’intervento sulla base delle risposte degli allievi. Consente di attivare procedure di sostegno opportune Valutazione finale : l’allenatore raccoglie e sintetizza tutti i dati possibili che lo informano sul risultato di tutto il processo che ha messo in atto e ne valuta la validità.
| Per quanto riguarda l'Allievo - Giocatore
Valutazione formativa iniziale: l’allenatore accerta le condizioni d’ingresso degli allievi sulla base di determinati obiettivi che vengono considerati basilari (prerequisiti), verificando cosa sa fare.
Valutazione formativa intermedia: consente di raccogliere informazioni relative al grado di acquisizione delle abilità, e permette all’allenatore di rilevare il ritmo e la motivazione ad apprendere di ciascun allievo.
Valutazione sommativa finale: ha il compito di accertare il livello di padronanza degli apprendimenti, il grado di conseguimento degli obiettivi al termine di una parte significativa dell’azione didattica.
| Cosa deve osservare l'Allenatore per autovalutarsi?
Quando l’allenatore - insegnante valuta la pertinenza del proprio intervento didattico deve soffermarsi ad osservare ed analizzare attentamente il proprio operato (competenze) in ambito:
- metodologico
- organizzativo
- tecnico
- relazionale
| Competenze metodologiche
Riguardano il modo di insegnare il calcio ai propri giocatori, che dipende dalla conoscenza dei metodi (induttivo - deduttivo). Addestrare non è sinonimo di allenare e tale metodo non può più essere adoperato come unico modo per insegnare. Non è sufficiente saper spiegare e dimostrare i modelli tecnici affinché ci sia apprendimento negli allievi. Innanzitutto l’allenatore-insegnante sceglie gli obiettivi da raggiungere, che devono essere commisurati al livello di ogni giovane atleta, in modo che siano effettivamente raggiungibili da ognuno. All’inizio di ogni seduta di allenamento è bene dichiarare sia gli obiettivi sia la scansione delle fasi di allenamento per aumentare la consapevolezza e la motivazione nei propri atleti. L’allenatore dovrà essere in grado di comunicare in modo chiaro, sintetico con un linguaggio appropriato all’età dei propri allievi (spiegazioni efficaci), coinvolgendoli anche attraverso domande e problemi motori da risolvere. Da ciò dipende inoltre la capacità di sostenere l’attenzione dei ragazzi
| Competenze organizzative
Un’altra fase della programmazione, importante ma poco considerata, è la scelta preventiva dell’attrezzatura, degli spazi e dei tempi di lavoro. L’allenatore-insegnante dovrà preoccuparsi di mantenere alto il tempo di impegno motorio, cioè il tempo trascorso nella pratica delle attività, curando la necessaria ripetizione delle esecuzioni e sollecitando la frequenza dei contatti con la palla. Per ridurre i tempi morti ottimizzando così l’apprendimento è dunque necessario:
- Sapere dosare i tempi di spiegazione e quelli dedicati alla pratica
- Predisporre ed attrezzare il campo prima dell’inizio di ogni allenamento
- Prevedere degli spazi di lavoro flessibili, cioè facilmente adattabili, in ampiezza e disposizione geometrica (quadrati, rettangoli, ecc.), alle diverse attività di allenamento. Per esempio il passaggio da un esercizio ad una situazione o ad un gioco a tema non dovrebbe rubare del tempo con laboriosi aggiustamenti degli attrezzi.
- Prevedere nel corso delle varie attività la rotazione dei ruoli (il difensore che diventa attaccante o il portiere difensore, ecc.).
| Competenze tecniche
Il bravo insegnante - allenatore di settore giovanile si caratterizza per l’assoluta conoscenza e competenza tecnica. Nel calcio giovanile attuale c’è un urgente bisogno di riscoprire e rivalutare il gesto tecnico. Dunque l’allenatore deve essere in grado di approntare dei validi itinerari didattici che prevedano:
- la conoscenza approfondita e l’analisi del gesto tecnico
- la capacità di scegliere delle attività pertinenti ed efficaci, che permettano di costruire percorsi d’insegnamento individualizzati (lavori per livelli di capacità)
- l’abilità di rilevare errori e/o carenze predisponendo delle esercitazioni mirate alla correzione degli stessi.
La capacità di intervenire sugli errori e di individuarne le cause indica, infine, un buon livello di competenza tecnico- metodologica. Se a tutte queste competenze teorico-pratiche si aggiunge la capacità di dimostrare il gesto, l’allenatore dispone di uno strumento in più per rendere efficace il proprio lavoro.
| Competenze relazionali
L’allenatore - insegnante rende più incisivo il proprio insegnamento se sa cogliere le esigenze dei propri allievi, il loro stato emotivo, se presta attenzione e incoraggia tutti, se riconosce che ogni giovane “apprendista” è portatore di valori, competenze, caratteristiche e potenzialità non sempre manifeste. L’allenatore competente sa comunicare scegliendo le parole più adatte, la giusta intonazione della voce, la disposizione del corpo, la mimica adeguata. L’adulto che si occupa dell’educazione sportiva dei giovani sa ascoltare e riesce a mettere in evidenza gli aspetti positivi e le piccole conquiste degli allievi, rinforzando in loro l’autostima, procurando soddisfazione e piacere. Inoltre sa coinvolgere tutti giocatori facendoli partecipi alle diverse attività della seduta di allenamento. La qualità della relazione allenatore/allievo predispone un clima che facilita apprendimenti validi e duraturi.
L’allenatore - insegnante adotta uno stile di insegnamento non autoritario ma autorevole, richiedendo il rispetto delle regole e l’accettazione degli altri, ma offrendo in cambio ascolto e comprensione. In concreto per facilitare il compito di apprezzare l’adeguatezza del proprio insegnamento l’allenatore-insegnante potrebbe predisporre una griglia di osservazione che gli serva da guida periodica all’autovalutazione.

  Schede di autovalutazione degli Allenatori
  Competenze da osservare: 1) Metodologica | 2) Organizzativa | 3) Relazionale | 4) Tecnica
  | Competenze da osservare: 1) Metodologica

  Indicatori delle competenze

Sempre

A volte

Mai

  1) Sa spiegare le attività

-

 -

-

  2) Lavora per obiettivi

-

-

-

  3) Dichiara gli obiettivi del lavoro agli allievi

-

 -

-

  4) Pone domande ai giocatori

-

 -

-

  5) Corregge un errore alla volta

-

 -

-

  6) Utilizza il metodo induttivo

-

 -

-

  7) Utilizza il metodo deduttivo

-

 -

-

  8) Usa strategie per mantenere l'attenzione dei giocatori (voce, posizione del corpo, ecc.)

-

-

-

  | Competenze da osservare: 2) Organizzativa

  Indicatori delle competenze

Sempre

A volte

Mai

  1) Predispone il campo e gli attrezzi prima dell'allenamento

-

 -

-

  2) Sceglie i giusti tempi per la durata delle varie fasi

-

-

-

  3) Rinforza i comportamenti positivi

-

 -

-

  4) Incoraggia e gratifica

-

 -

-

  5) E' autorevole (fa rispettare le regole + attenzione relazionale)

-

 -

-

  6) Rivolge a ciascun allievo gesti di attenzione

-

 -

-

  7) Mantiene la calma nei momenti difficili

-

 -

-

  8) Sa cogliere le dinamiche relazionali all'interno del gruppo

-

-

-

  | Competenze da osservare: 3) Relazionale

  Indicatori delle competenze

Sempre

A volte

Mai

  1) Favorisce un clima di rispetto verso gli altri e l'ambiente

-

 -

-

  2) Usa la disposizione a cerchio per discutere, spiegare, chiedere pareri, proposte, ecc. -

-

-

  3) Rinforza i comportamenti positivi

-

 -

-

  4) Incoraggia e gratifica

-

 -

-

  5) E' autorevole (fa rispettare le regole + attenzione relazionale)

-

 -

-

  6) Rivolge a ciascun allievo gesti di attenzione

-

 -

-

  7) Mantiene la calma nei momenti difficili

-

 -

-

  8) Sa cogliere le dinamiche relazionali all'interno del gruppo

-

-

-

  | Competenze da osservare: 4) Tecnica

  Indicatori delle competenze

Sempre

A volte

Mai

  1) Sa dimostrare le attività spiegate

-

 -

-

  2) Sa scegliere le attività adeguate all'obiettivo -

-

-

  3) Sa variare le attività in funzione del grado di riuscita

-

 -

-

  4) Sa rilevare gli errori

-

 -

-

  5) Sa individuare la causa degli errori

-

 -

-

| I compiti degli Allenatori, dei Dirigenti, degli Accompagnatori e dei Genitori
SOCIETÀ SPORTIVA = SOCIETÀ IN MINIATURA MICRO-UNIVERSO ORGANIZZATO
OGNUNO RICOPRE UN RUOLO (O PIÙ RUOLI), HA DEI COMPITI ma anche … CONFINI - LIMITI oltre cui la sua funzione non gli consente di andare. LA CONOSCENZA chiara del ruolo ricoperto, dei compiti, dei propri confini, delle aspettative proprie e della società, degli obiettivi realistici perseguiti permette:
- Il contenimento dei conflitti (dirigenti, presidente, allenatori, famiglie, giocatori)
- Il buon funzionamento della società sportiva
- La possibilità di evitare frequenti frustrazioni
- Un clima relazionale positivo, incoraggiante, accogliente
E’ UTILE LA RIFLESSIONE SULLA PERCEZIONE PERSONALE
- del proprio ruolo
- delle competenze possedute e da possedere
- dei confini-limiti
- del riconoscimento (gratificazioni, stipendio, rimborsi, …) (da parte di chi?)
- della legittimazione del ruolo ricoperto (da chi gli viene assegnato?).
| L'Autore
Dott.sa Lucia Castelli - psicopedagogista del Settore Giovanile Atalanta B.C. 

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