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Note Legali

  Canale Recupero degli Infortunati
  | Quando l'articolazione s'infiamma
  | Autori: Rosario D’Onofrio, Antonio Pintus, Vito Scala  | Fonte : Notiziario Settore tecnico
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La co-contrazione quadricipite/ischiocrurali/gastrocnemio che si verifica, durante la fase Knee Extension (KE) dello squat e leg press, svolge un ruolo importante per ottimizzare la stabilità anterioro posteriore del ginocchio La contrazione simultanea di questi gruppi muscolari, come è stato evidenziato tra l’altro in molti altri studi, risulta essere un fattore importante nel minimizzare gli stress sul legamento crociato anteriore. More RL , Karras BT et al. in un lavoro del 1993 (25) hanno rilevato come durante l’esecuzione dello squat, l’attivazione degli ischio-crurali non determina un decremento della forza del quadricipite, anzi in associazione, riduce gli stress tensionali sul legamento crociato anteriore. Rosario D’Onofrio, Antonio.Pintus, et al. in una loro pubblicazione sottolineano che “Gli ischio crurali che rappresentano gli agonisti dinamici del lca, si oppongono alla traslazione anteriore, in senso sagittale, della tibia rispetto al femore. Nell’esecuzione dello squat si crea una co-contrazione dei muscoli estensori e flessori del ginocchio stabilizzando così dinamicamente l’articolazione stessa (26) E’ utile ricordare che l’attività del quadricipite,flessori e gastrocnemio è generalmente più grande nella fase Knee extension comparata con la Knee flexion e durante lo squat se questo è paragonato con la leg press. Le forze di taglio dirette posteriormente sul legamento crociato posteriore, sono maggiori in un range 20°-90° di flessione, durante l’esecuzione di esercizi allo squat che alla leg press.
Escamilla (11) e Wilk(15) hanno quantificato l’attività muscolare del quadricipite che, aumenta progressivamente, con la flessione e decresce con l’estensione del ginocchio con un peak torque, intorno 89-90° di flessione. In altri studi presenti nella letteratura internazionale: l’attività del quadricipite rimane equamente costante oltre 80-90° di flessione del ginocchio. Secondo altri autori, invece, il picco di forza del quadricipite, valutato EMG durante lo squat, si verifica vicino alla massima flessione del ginocchio, o meglio , all’inizio dell’ascesa. I valori del picco dei flessori EMG durante lo squat avviene, approssimativamente intorno a 1/3 della strada dall’inizio dell’ascesa (verso 60°KA) . Escamilla (11) riporta che i vasti mediale e laterale nella prima fase della flessione producono un’attività muscolare maggiore del 40-50% rispetto al retto femorale. L’attività più bassa che è osservata nel retto femorale, comparata coi vasti mediale e laterale, potrebbe essere dovuta, probabilmente, alla sua funzione biarticolare (come flessore dell’anca ed estensore del ginocchio.) Per Escamilla (1) il retto femorale probabilmente è più efficace come estensore del ginocchio durante lo squat dinamico quando il tronco è dritto perché è in una posizione allungata in confronto con quando il tronco con una flessione dell’anca è inclinato in avanti. L’attività degli ischio crurali, secondo alcuni autori, è più alta durante la fase concentrica dello squat con una maggior attività dei muscoli della loggia laterale rispetto a quelli della loggia mediale.
I flessori esprimono più forza a 60° durante la risalita dello squat, per attenuare e compensare la forza generata dal grande gluteo.(1,9,11) Escamilla (11) e Wilk (15) riportano che l’attività muscolare dei flessori del ginocchio raggiunge un peak torque tra il 30 e 80% di MVIC (maximum voluntary isometric contraction force) che capita tra 50-70° gradi di flessione. E’ utile ricordare, come detto precedentemente che lavori recenti riportano la più grande attività dei flessori del ginocchio, durante la fase concentrica se questa è messa a confronto alla fase eccentrica dello squat. Secondo Escamilla (1,9) data la biarticolarità dei flessori del ginocchio è difficile determinare, se questi muscoli agiscono eccentricamente durante la discesa e concentricamente durante la risalita. Come riscontrabile in letteratura essi, in realtà lavorano quasi isometricamente sia durante la discesa e sia durante la risalita dello squat . L’attività degli ischio crurali raggiunge un picco massimo approssimativamente intorno al 60° per lo squat e vicino al massimo Knee Angle per la leg press. L’attività del gastrocnemio durante lo squat, aumenta con l’aumentare della flessione delle ginocchia e decresce con l’estensione. (11) Isear (23) riporta che il picco dell’attività muscolare del gastrocnemio è tra i 60° e 90° di flessione del ginocchio. Durante la discesa si verifica la flessione dorsale della caviglia e la flessione plantare durante la risalita e questo fa si , come ormai è credenza comune che il gastrocnemio si contrae eccentricamente durante la discesa per aiutare a controllare la dorsiflessione della caviglia e concentricamente durante l’ascesa per “stimolare” la flessione plantare la caviglia. (Siccome il gastrocnemio è un muscolo biarticolare,la sua lunghezza non può cambiare molto in tutto durante l’esecuzione dello squat .) Zink et al (2001) hanno studiato l’attività EMG dei muscoli del tronco e dell’arto inferiore su 9 soggetti , durante l’esecuzione di uno squat parallelo e alla Smith machine , il carico era del 50% di 1 RM,. Il numero delle ripetizioni 10. L’analisi elettromiografica rileva ,durante la fase eccentrica, una maggiore attività muscolare del tibiale anteriore e del gastrocnemio nello squat parallelo libero se questo è confrontato con la Smith Machine. Nella fase concentrica il gastrocnemio si è dimostrato più attivo nello squat parallelo. I rilievi elettromiografici dei muscoli dl tronco,anca e del ginocchio , secondo gli autori, non hanno evidenziato differenze tra lo squat parallelo e la smith machine L’attività muscolare del tibiale anteriore e del gastrocnemio risulta maggiore nello squat. Gli autori concludono, questo lavoro affermando che lo stesso carico 50% di 1RM si determina nella Smith Machine un coinvolgimento muscolare simile allo Squat parallelo. Studi recenti in letteratura, hanno analizzato gli effetti del variare della posizione dei piedi sull’attività del quadricipite, flessori e gastrocnemio. Escamilla (9) studiò l’influenza della posizione dei piedi nei bodybuilder Furono analizzate a)posizione neutra ,b) rotazione esterna dei piedi di 30°. Arrivò alla conclusione che nessuna differenza rilevante fu osservata a carico dei muscoli in oggetto.
Signorile (17) insieme ad altri autori, arrivò alla stessa conclusione. Durante uno squat eseguito da 0- 60° con un carico del 25% BW verificò le due posizioni dei piedi in posizione neutra , e ruotata esternamente di 30°.Giunse alla conclusione che nessuna differenza significativa è stata osservata per il vasto mediale e laterale e per i flessori del ginocchio e l’attività tra l’angolo di lavoro e la posizione dei piedi.. Andreson (24).durante un BW squat riportò significamene più grande i rapporti del Vasto Mediale Obliquo –Vasto Laterale con angoli di flessione del ginocchio in aumento, 0-30°, 0-60° ,0- 90°. Il più grande attività dal quadricipite e dei flessori del ginocchio è generata durante l’esecuzione dello squat rispetto agli esercizi eseguiti alla leg press con tecniche di variazioni LPH (high foot placement leg press) e LPL (Low foot placement leg press). Lo squat risulta essere quindi un esercizio molto più efficace per il potenziamento muscolare degli estensori e flessori del ginocchio se comparato con altre tecniche di esercizi eseguiti in catena cinetica chiusa.
L’attività muscolare del gastrocnemio non trova differenze significative durante l’esecuzione di esercizi di squat e Leg Press.(11) Gli esercizi effettuati alla leg press gambe posizionate basse dimostrano una grande attività del gastrocmenio comparato col la leg press gambe posizionate in alto sulla pedana. Entrambi gli esercizi, appaiono ugualmente efficaci per lo sviluppo del quadricipite ,dei flessori e del gastrocnemio. Il picco dell’attività EMG del gastrocnemio si verifica, durante lo squat intorno alla “maximum knee angle” e approssimativamente intorno a 25° knee angle per la leg press. McCaw e Melmose 1999 (12) hanno studiato l’attività muscolare dell’arto inferiore in relazione alla posizione delle gambe durante lo squat,. Le tre diverse ampiezze, valutate erano: larghezza delle spalle (NS) , il 75% larghezza delle spalle, e il 140% della Larghezza delle spalle (WS) con .carichi relativi ed usati tra 60 e 75% del loro 1RM. Anche Escamilla R. G. Flei sig et al. (13), hanno effettuato lo stesso studio . Tutti sottolineano che non ci sono differenze significative nell’ attività muscolare del quadricipite nello squat eseguito nella posizione NS (narrow stance) e WS (wide stance) e che i riscontri EMG ottenuti, sono concordanti con il lavoro McCaw e Melrose (12). All’interno degli esercizi di squat, leg press con “techique varia-tions” il vasto mediale e vasto laterale producono approssimativamente lo stesso ammontare dell’ attività, questo che è conciliante con i dati di molti altri studi. riguardanti l’attività degli esercizi in catena cinetica chiusa Sempre Escamilla (9) sottolineò che durante l’esecuzione dello squat, l’attività del gastrocnemio era il 21% maggiore nella posizione ferenza significativa, come detto precedentemente, fu evidenziata negli altri gruppi muscolari testati Durante l’esecuzione leg press high e leg press low la posizione stretta o larga delle gambe non sembra produrre differenze significative sull’attività del quadricipite. Non si riscontrano diversità nell’ attività dei flessori del ginocchio durante squat indipendentemente dalla posizione delle gambe. Nell’esecuzione dello squat, l’attività dei flessori era del 100 - 180% più grande nella fase “knee extension” mentre nella stessa fase però eseguita alla leg press gambe alte o basse l’attività degli ischio crurali era solo del 10-50%. Un piccolo ma significativo aumento dell’attività degli ischio crurali fu osservato nel WS-leg press high se comparato col NS-leg press high. Si deduce che il WS( quello del 140% della larghezza delle spalle) leg press high è leggermente più efficace nello sviluppo della forza dei flessori del ginocchio se comparato con la tecnica NS (larghezza delle spalle) - LPH.. Un piccolo ma significativo aumento dell’attività del gastrocnemio fu osservato nel NS squat se comparato col WS squat. Quindi si può affermare che il NS squat è più efficace nello stimolare l’attività del gastrocnemio se comparato col WS squat. L’attività del gastrocnemio era tra 50-55% più grande nella fase della risalita durante l’esecuzione dello squat e della leg press. L’attività EMG del gastrocmenio era più grande durante l’esecuzione dello squat con apertura delle gambe, come la larghezza delle spalle, se questo comparato con l’esecuzione con il WS squat Recentemente altri autori (27) hanno determinato l’attività del quadricipite, in pazienti con “patellofemoral pain sindrome” durante l’esecuzione di semisquatting al variare delle posizioni dell’anca e del ginocchio. In 16 pazienti fu testata l’attività EMG in particolare del vasto mediale obliquo e del vasto laterale con esercizi isometrici di estensione,intensità del 60% FMI, combinando a)rotazione interna di 30° dell’anca, b) rotazione esterna di 45° con la flessione del ginocchio a 20 e 40° e la posizione eretta. Il risultato dello studio porta ad affermare che a 20° di flessione del ginocchio non vi erano differenze significative fra le posizioni dell’anca, mentre a 40° di flessione la rotazione interna diede luogo ad una maggiore attività muscolare del VMO maggiore rispetto al VL confrontata con la rotazione esterna, dell’anca di 45°.Questo ci induce a proporre l’esercizio come forma di poten-ziamento muscolare specifico del VMO in pazienti con “patello - femoral pain sindrome” Ha proposito di dolore a livello dell’articolazione femororotulea, Tang SF , Chen CK, Hsu R (28). in un lavoro recentissimo, hanno voluto valutare, l’attività elettro - miografica del vasto mediale obliquo e del vasto laterale sia in catena cinetica aperta che chiusa. Da evidenziare che nelle conclusioni finali, dell’articolo, non emergono differenze statistiche significative, nell’attività EMG del VM/VL in relazione a tutti i soggetti testati con e senza “patellofemoral pain sindrome”. Durante gli esercizi in CKC però l’attivazione più selettetiva per il VM può essere ottenuta, secondo gli autori a 60° di flessione del ginocchio. Earl JE et al (30) affermano che con la combinazione “adduzione isometrica dell’anca / mini-squat” si produce una maggiore attivazione del vasto mediale obliquo e del vasto laterale rispetto all’esecuzione di uno squat tradizionale.
Sempre in relazione all’attività del vasto mediale, che riveste un ruolo importantissimo nella stabilizzazione della rotula, Sakai N et al (29) hanno affermato che la sua ipotonotrofia provoca un lateralizzazione della rotula a 0°-15° di flessione del ginocchio. Questo deficit biomeccanico risulta essere,successivamente un fattore predisponente importante per patologie patellofemorali.  
 

  | Bibliografia

1 Escamilla Knee biomechanics of the dynamic squat exercise Med. Sci Sports Exercise 33(1);127-141,2001
9 Escamilla R :F : G. Fleisig N. Zheng Effects of technique variations on knee biomechanics durino the squat and leg press Med. Sci sports exercise 33(9) 1552-1566 2001 11 Escalilla, R.F. , GS Fleisig, N. Zheng Biomechanics of the knee during closed kinetic chain and open kinetic chain exercises Med. Sci sports Exerc. 30:556-569 1998 12 McCaw ST, D.R.Melrose Stance width and bar load effects on leg muscle activity during the parallel the squat Med. sci sport exerc. 31 ; 428-436, 1999 13 R. Escamilla G.S. Fleisig et al Effects of Technique variations on knee biomechanics during the squat and leg press Med. Sci Exerc. Sports 33,9 2001 1552 –1566 14 MARKOLF K L, W.L. Bargar S.C. Shoemaker the role of joint load in knee stability BONE Joint Surg Am. 63, 570-585 1981 15 Wilk K. R, Escamilla, GS Fleisig et al. A comparison of tibiofemoral joint forces and electromyogra-phic activity during open and closed kinetic chain exercises Am. J.Sports Med. 24:518-527 , 1996 17 Signorile J.F. B. Weber et al.. 
 

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