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L'attività fisica come
terapia |
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Autore: Christian De Martino |
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Fonte:
Nuovacoscienza.org |
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23
Aprile 2011 |
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Ormai è risaputo quanto l’attività
fisica condizioni positivamente la nostra salute.
Eppure esiste, da parte di molta gente, una specie
di reticenza, di rigidità psicologica che non
permette il realizzarsi di quel binomio “persona –
movimento” divenuto di estrema importanza.
Da oltre 40 anni la ricerca scientifica fornisce
sempre più conferme sui notevoli vantaggi che
l’attività fisica apporta al nostro organismo, ad
esempio:
- migliora l’efficienza cardiocircolatoria;
- diminuisce il colesterolo cattivo (LDL) a
vantaggio di quello buono (HDL);
- riduce il rischio di diabete in età matura;
- favorisce il riequilibrio della pressione
arteriosa;
- permette il controllo del peso corporeo;
- riduce il rischio di infarto (frequenza cardiaca
più bassa);
- è il miglior rimedio contro l’osteoporosi;
- protegge e rinforza le ossa, le articolazioni e le
cartilagini;
- permette la riduzione dei dolori vertebrali;
- rilassa attraverso l’autoproduzione di endorfine
cerebrali;
- protegge dal cancro al colon e da numerosi altri
tipi di cancro;
- previene la stitichezza;
- aumenta la secrezione di ormoni utili
(testosterone, Gh, ecc);
- migliora la qualità del sonno;
- fa sudare e quindi eliminare scorie metaboliche;
- sviluppa una naturale azione antidepressiva;
- mobilizza i grassi di riserva;
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Conoscete un “farmaco” che sia in grado
di fare tutto questo? Non ne esiste
neanche uno! Semplicemente il
movimento è talmente inscritto nel
nostro patrimonio genetico che farne a
meno sarebbe come non respirare, non
vedere mai la luce, non nutrirsi, in una
frase sola “il non muoversi è
incompatibile con la vita stessa!”.
Se fino a poco tempo fa alcuni medici
consigliavano “troppa” prudenza
nell’iniziare una qualsiasi attività
fisica, oggi, grazie ad una
pubblicazione apparsa a novembre del
2004 sulla rivista Nature di due
studiosi americani Dennis Bramble e
Daniel Lieberman questo atteggiamento
sembra destinato a svanire. Questo
studio ha dimostrato inequivocabilmente
come l’essere umano si sia evoluto
grazie al movimento (necessario ai fini
della sopravvivenza) portandoci ad
essere adatti alla corsa e a muoverci e
non sicuramente per stare fermi. La
nostra elegante struttura scheletrica,
le nostre modalità di consumo energetico
e il nostro sistema di termoregolazione
ci rendono un’ efficientissima macchina
concepita per il movimento. Quanto detto
non è altro che un’ennesima conferma che
la normalità della nostra vita prevede
una intensa e costante attività fisica.
In parole povere gli anormali sono
quelli che stanno fermi a “stampare” la
propria sagoma sul divano non di certo
quelli che dopo una giornata di lavoro o
nel tempo libero si fanno 20-30 Km di
corsa o si recano in centri fitness e
palestre ad alzare pesi su pesi.
Ovviamente doversi gestire tra impegni
lavorativi, familiari e sociali
rappresenta una vera e propria impresa,
difficoltà spesso accompagnata dallo
scherno altrui. Ma al di là di |
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Fig. 1 :
In America è stata proposta come modello
per facilitare l’educazione
pubblica e rendere lo stile di vita più
attivo (Copyright 1997 Istitute for
Research and Education). |
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questo bisogna tener ben presente che il
risultato in “salute” sarà davvero
notevole.
L’ A.C.S.M. (American College of Sport
Medicine), una tra le più accreditate
associazioni americane e internazionali,
sostiene da tempo come ogni adulto
dovrebbe svolgere 30 minuti (o più) di
attività fisica di moderata intensità,
preferibilmente tutti i giorni della
settimana, per ottenere una valida
prevenzione di molte malattie diffuse,
alcune delle quali elencate
precedentemente. La figura 1 definita
“piramide delle attività” è stata
inserita con l’intento di dare un’ idea
di come gestire responsabilmente la
propria vita in relazione al movimento e
all’attività fisica.
Concludo con le parole illuminate del
più noto medico dell’antica Grecia,
Ippocrate: “Le componenti del nostro
corpo dotate di una funzione, se
esercitate con moderazione e impegnate
in attività per loro abituali, si
mantengono sane e invecchiano più
lentamente, se invece vengono lasciate
inattive, presentano difetti di
sviluppo, si ammalano facilmente e
invecchiano rapidamente.” |
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