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Canale libri
di Calcio |
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Stadi d'Italia |
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Autore: Sandro
Solinas |
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Presentazione |
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Ci possono essere molte ragioni per
cominciare a scrivere un libro, generalmente però si tratta di
possedere un minimo di ispirazione ed un numero sufficiente - si
spera - di cose da dire. Questo libro nasce tuttavia da un motivo
assai più semplice e forse banale, diciamo che sostanzialmente
cominciavo ad essere stufo di aspettare che lo scrivesse qualcun
altro. Proprio così, mi pareva impossibile che in terra d’Italia
nessuno ancora si fosse occupato di raccontare la storia delle nuove
arene che, come i circhi e gli anfiteatri nell’antichità classica,
sono ancora oggi i luoghi urbani deputati ad ospitare gli spettacoli
sportivi e le manifestazioni di massa. Se la forma architettonica
delle strutture è variata poco o nulla, lo spettacolo – ahimè spesso
indegno – si è avvicinato poco per volta agli spalti finendo
addirittura per riscrivere in parte le regole del gioco. Non ho
inteso affrontare in questo contesto il complesso discorso del tifo
organizzato che popola in maniera colorata e spettacolare curve e
gradinate degli stadi italiani, né in ogni caso avrei potuto farlo
non avendo un’adeguata conoscenza del fenomeno. Resterebbe altresì
deluso chi volesse ricercare tra queste pagine una dettagliata
descrizione delle strutture dal punto di vista architettonico. Ben
pochi sono gli stadi degni di nota sotto questo profilo, pochissimi
quelli costruiti nel Dopoguerra, e comunque fortunatamente esiste
già una vasta letteratura in materia. Ho cercato invece di
sottolineare il lato storico e quello sportivo di ciascun impianto
visitato, senza alcuna pretesa di aver esaurito l’argomento che, in
altre nazioni, gode di ben altra considerazione con regolari e
riuscitissime pubblicazioni. Del resto, sono proprio gli stadi
italiani a non lasciarsi amare, avviliti tra poco eleganti tribune
in tubi metallici e poco confortevoli soluzioni architettoniche
figlie di discutibili ristrutturazioni ripetutesi nel tempo. Niente
atmosfera, poca identità e anche una buona dose di sfortuna se è
vero che gran parte degli impianti costruiti negli ultimi anni ha
coinciso con sconcertanti debacle sportive delle squadre che
ospitano, a cominciare dall’unica società professionistica
proprietaria di uno stadio in Italia, la Reggiana. Spero semmai di
aver contribuito con questo libro a restituire un briciolo di
dignità e rispetto agli stadi delle nostre città, alcuni rimossi o
scivolati nell’oblio, altri ricchi di storia e prestigio, tutti
indistintamente testimoni di gioie e dolori di intere generazioni di
italiani. La scelta degli stadi visitati o qui trattati non ha
seguito una particolare logica; se da un lato ho cercato - per
quanto possibile e non senza dolorose rinunce - di attenermi ai
principali stadi che hanno ospitato negli ultimi anni il calcio
professionistico, dall’altro mi sono permesso di includere qualche
impianto momentaneamente fuori del giro o comunque degno di
attenzione. In qualche caso, poi, si può dire che la fama raggiunta
dallo stadio - e penso soprattutto a Viareggio, Rieti e Marsala -
sia più meritata di quella ottenuta dalle rispettiva squadre, almeno
negli ultimi anni. Sicuramente mille altre città e mille altri stadi
avrebbero avuto tutte le carte in regola per figurare nel testo,
nessuno me ne voglia per questo. Vorrei ricordare e ringraziare
Vincenzo Paliotto che, oltre ad aver contribuito efficacemente, ha
per primo creduto nel mio progetto sostenendomi incessantemente fin
dal principio. E poi gli amici Giancarlo Filiani, Gabriele Orlando,
Fabrizio Pugi e Luigi Venturi che con le loro foto e i loro
stupefacenti archivi personali, hanno saputo illustrare meglio di
chiunque altro la storia dei nostri stadi. A loro va un grosso
grazie da parte di quanti, come me, sono rimasti legati al calcio di
ieri e l’altrieri. Per ultimo, desidero ringraziare i signori Marco
Van Basten, Roberto Baggio e Paolo Di Canio per avermi riportato a
seguire una gara allo stadio dopo tanto tempo, ricordandomi di
guardare ogni tanto anche sul campo di gioco. |
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L'Autore |
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Sandro Solinas (Pisa,
1968) si è laureato a Roma in Economia e Commercio con una
vergognosa tesi sul celebre caso del calciatore Bosman; ha
prontamente rimediato cominciando ad interessarsi voracemente di
Storia Medievale, Letteratura del Fantastico ed altri temi assai più
nobili. Dopo aver girato (più in lungo che in largo) l’Italia, negli
anni Novanta si è trasferito per due anni in Irlanda, avvicinandosi
pericolosamente al modesto campionato locale di calcio. Della
trasferta gaelica rimane oggi solamente il sito web Into The West,
vero oggetto di culto della sparuta ma agguerrita tifoseria del
Galway United, ed una bandiera italiana donata alla squadra e
tuttora religiosamente conservata nella club house di Terryland
Park. La passione per la storia degli stadi di calcio sembra essere
recente, ma più d’uno sostiene di ricordare Solinas ancora bambino
fissare tribuna e gradinate dell’Arena Garibaldi mentre Pisa e
Livorno se le davano di santa ragione sul campo. Tifoso distratto,
reo confesso di aver cambiato più volte squadra, oggi Solinas si
interessa di storie e personaggi minori del gioco del calcio, anzi
del pallone come si ostina tuttora a chiamarlo rivelando impietosi
limiti di maturità. Va detto, peraltro, che nonostante le quaranta
primavere continua onorevolmente la propria carriera calcistica di
cui sta spendendo gli ultimi spiccioli sui campi dell’oratorio.
Anche qui, tuttavia, si è trovato spesso fuori dagli schemi, troppo
tecnico per fare il mediano, troppo ruvido per giocare da regista.
Sposato con Monika, Solinas vive da qualche anno a Vicenza e
collabora saltuariamente con varie testate sportive in rete,
tenendosi a debita distanza da snervanti blog e chat. (Fonte:
Web Site Bonanno) |
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Casa editrice:
Bonanno |
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Roma - via Torino, 150
Acireale - via Vittorio Emanuele, 194
Tel. 095.601984
Fax. 095.9892305 |
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Info libro |
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Anno edizione: 2008
Pagine: 424
Formato: 14,8 x 21
Prezzo: 38,00 Euro
Casa editrice: Bonanno |
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