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Commissari Tecnici degli
Europei 2004 |
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Allenatori
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Eriksson |
Trapattoni |
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Allenatori
2 |
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Starkovs |
Advocaat |
Scolari |
Brückner
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Yartsev |
Sáez |
Kuhn |
Söderberg |
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Bulgaria
| Plamen Markov |
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Quando nel dicembre 2001 Plamen Markov, allenatore della squadra di seconda divisione bulgara dell'FC Vidima-Rakovski, è stato nominato Ct della nazionale, c'è stato ovviamente stupore generale. Critiche zittite. Dimitar Penev, che fa parte dei giocatori che hanno portato la Bulgaria alle semifinali della Coppa del Mondo FIFA 1994, ha commentato: "Nominare un allenatore di seconda divisione è un rischio". Ma Markov è riuscito a zittire le critiche, formando una squadra giovane che, dopo la qualificazione a UEFA EURO 2004™ ottenuta vincendo il Gruppo 8, potrebbe ambire a risultati simili a quelli ottenuti dalla nazionale di Penev.
Carriera da giocatore. La carriera calcistica di Markov è iniziata come giocatore del Vidima-Radovski, squadra della sua città. In seguito si è trasferito nella capitale, al PFC CSKA Sofia. Con questa formazione ha vinto cinque campionati tra il 1976 e il 1983, oltre a due Coppe di Bulgaria.
In giro per l'Europa. Come regista del CSKA, nel 1981/82 Markov è approdato in semifinale di Coppa dei Campioni. Ha collezionato inoltre 34 presenze con la nazionale bulgara, disputando anche i Mondiali FIFA del 1986. L'anno precedente Markov si era trasferito in Francia all'FC Metz, con cui ha trascorso due stagioni. Quindi ha cominciato ad addentrasi nel mondo del calcio allenato, diventando giocatore-allenatore al Grenoble Foot 38.
Le prime panchine. A Grenoble, Markov è diventato maestro di un giovane Youri Djorkaeff, prima di tornare in patria, come assistente allenatore del CSKA. Il primo vero e proprio incarico da allenatore è stato all'FC Chardafon Gabrovo ma, dopo essere tornato al CSKA nell'estate del 1995, la sua reputazione è scesa perché a dicembre dello stesso anno ha lasciato la squadra.
La nazionale chiama. Dopo alcune stagioni di nuovo al Chardafon e all'FC Minior, nel 1999 è tornato al
Vidima - Radovski. È rimasto sulla panchina di questa squadra fino alla chiamata della Federcalcio bulgara, quando ha sostituito Stoytcho Mladenov dopo l'umiliante 6-0 a opera della Repubblica Ceca, che aveva messo fine alle speranze di qualificazione al Campionato del Mondo FIFA del 2002.
Conoscenze tattiche. Sotto la sua guida, i giovani talenti bulgari sono letteralmente sbocciati. Ha dimostrato di avere ottime conoscenze tattiche, abilità nel comunicare con i suoi ragazzi e anche la capacità di assumere rischi calcolati in partita. "Il vero lavoro inizia ora". La qualificazione è arrivata il 10
settembre 2003, alla vigilia del suo compleanno, dopo aver battuto Andorra
per 3-0. "È il regalo più bello in assoluto - ha dichiarato -, ma c'è
ancora molto da fare. Il vero lavoro inizia adesso |
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Croazia | Otto Baric |
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La decisione della Federcalcio croata di ingaggiare l’ex allenatore dell’Austria Otto Baric come nuovo Ct aveva destato non poca sorpresa nella ex repubblica jugoslava. La fiducia in lui, comunque, si è rivelata pienamente giustificata perché, nonostante abbia raccolto un solo punto nelle prime due partite di qualificazione, Baric è riuscito a condurre la squadra al secondo posto nel Gruppo 8 ed a conquistare l’accesso alle fasi finali di UEFA EURO 2004™, dopo aver superato la Slovenia nello spareggio.
Al posto di Jozic. Baric aveva preso il posto di Mirko Jozic, dimessosi dopo non essere riuscito a guidare la Croazia oltre la fase a gironi della Coppa del Mondo FIFA 2002. Baric, allora 69enne, assumeva l’incarico nel luglio 2002 dopo aver lasciato il suo posto sulla panchina dell’Austria, il precedente novembre, in seguito ad una sconfitta rimediata negli spareggi per la
Coppa del Mondo.
Ottimi precedenti.
In ogni caso, Baric rimane uno dei allenatori più preparati che la Croazia abbia mai avuto, con alle spalle una lunga carriera ricca di soddisfazioni. Trasferimento
in Austria. Nato il 19 giugno del 1933, cresce a Zagabria e comincia la sua attività calcistica nell’NK Gradanski. Le prime esperienze come allenatore avvengono con l’NK Lokomotiva, ma presto si trasferisce in Austria per assumere la guida dell’ RV Opel 1888 Ruetsselheim. La sua più grande impresa è stata quella di guidare il VfB Admira Wacker Mödling alla vittoria nella Bundesliga austriaca al suo primo anno con il club, 1970/71. Ha anche allenato il LASK Linz, NK Zagreb, NK Dinamo Vinkovci, SK Sturm Graz, SK Rapid Wien e la squadra tedesca del VfB Stuttgart.
Finale di Coppa UEFA. Baric porta il Rapid in finale di Coppa delle Coppe nel 1985 e l’SV Austria Salzburg fino alla finale di Coppa UEFA nel 1994. I suoi ultimi successi in Croazia lo vedono vincere vari titoli nazionali con l’NK Dinamo Zagreb nel corso degli anni novanta. Ritorna poi in Austria per ricoprire l’incarico di direttore sportivo nell’Austria Salzburg, fino alla sua nomina ad allenatore della Croazia.
Nervi saldi. Con Baric in panchina, nel torneo di qualificazione la Croazia recupera dopo un inizio deludente e si candida per un posto in Portogallo con una larga vittoria – e che si rivelerà poi decisiva – per 4-0 contro il Belgio. Vincendo nell’ultima partita contro la Bulgaria, prima nel girone, la Croazia si assicura il secondo posto, e gli uomini di Baric
mantengono la necessaria concentrazione per battere la Slovenia nello
spareggio con il punteggio complessivo di 2-1. |
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Danimarca | Morten Olsen |
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Morten Olsen ha trasferito sulla panchina della nazionale danese lo stesso spirito d'attacco che lo aveva reso famoso in oltre cento presenze da giocatore.
Al posto di Johansson.
Olsen ha sostituito Bo Johansson, che aveva guidato la Danimarca alla Coppa del Mondo FIFA del 1998 e al successivo Europeo UEFA del 2000. In quel torneo gli scandinavi non si erano comportati troppo bene, perdendo tre partite senza riuscire a segnare un solo gol. Olsen si è visto affidare il compito di portare la sua nazionale al Mondiale del 2002.
La rivoluzione morbida. Gli inizi non sono stati però molto convincenti, con una vittoria di misura contro l’Islanda e un pareggio con l’Irlanda del nord nelle prime due uscite. Le credenziali di Olsen però non sono mai state in discussione, e il Ct ha avviato una rivoluzione morbida, iniziando dalla difesa e apportando una serie di cambiamenti. Il più significativo è stato forse la sostituzione del leggendario portiere Peter Schmeichel con Thomas Sørensen. Veterani e promesse.
Assistito da Michael Laudrup, da poco ritiratosi, Olsen ha guidato la Danimarca nelle eliminatorie del Mondiale con mano sicura, affidandosi ad una spina dorsale di giocatori esperti per dare fiducia a numerose giovani promesse.
Un buon Mondiale. Arrivato in Estremo oriente, il Ct ha guidato i suoi a convincenti vittorie contro l’Uruguay e i campioni del mondo della Francia e superando così l’insidioso Gruppo A. Nei quarti, un secco 3-0 ad opera dell’Inghilterra ha messo fine al Mondiale della Danimarca, che si è però subito riscattata nelle qualificazioni a UEFA EURO 2004™.
Vinto il girone. Dopo un prezioso pareggio in Norvegia e una vittoria sul Lussemburgo, è arrivata la goleada in trasferta alla Romania, un sonoro 5-2. Anche se la sconfitta interna con la Bosnia-Erzegovina ha rimesso in dubbio la qualificazione, gli uomini di Olsen non hanno perso la calma e sono riusciti a mantenere il primo posto nel Gruppo 2 grazie all’1-1 strappato proprio in Bosnia all’ultima giornata.
102 volte nazionale.
La carriera di giocatore ha portato Olsen dalla Danimarca al Belgio, per sei anni all’RSC Anderlecht, quindi in Germania, dove ha giocato da difensore centrale per l’1. FC Köln ben oltre i 30 anni. In nazionale ha giocato per ben 19 anni, fino quasi a compierne 40, per un totale di 102 presenze. Da allenatore ha iniziato al Brøndby IF, per poi tornare in Germania e ottenere la qualifica di tecnico. Ancora un breve periodo al Colonia e poi, nel 1997, è arrivato l’incarico di allenatore dell’AFC Ajax. |
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Francia | Jacques
Santini |
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Jacques Santini ha la responsabilità di allenare la squadra campione d’Europa in carica, un compito gravoso ma che è sicuramente in grado di affrontare. Campioni di livello assoluto
Pedina del famoso AS Saint-Etienne che ha dominato la scena calcistica francese negli anni ’70, Santini ha concluso la carriera agonistica nelle file del Montpellier Hérault SC. La sua esperienza da calciatore gli torna sicuramente utile nel dover gestire una squadra che vanta campioni del calibro di Zinedine Zidane, Patrick Vieira e Thierry Henry.Successi con il Lione.
I primi successi da allenatore li ha ottenuti sulla panchina del Toulouse FC prima di maturare altre esperienze su quelle del Lille OSC, del St Etienne e dell’FC Sochaux - Montbélliard. La reputazione di cui gode oggi, e la successiva chiamata ad allenare la nazionale nell’estate del 2002, se l’è guadagnata durante le due stagioni trascorse all’Olympique Lyonnais. Nel 2001/02 ha infatti guidato il Lione alla conquista del suo primo campionato, per poi passare a ricoprire l’incarico di direttore tecnico la stagione successiva con il Lione che si è riconfermato campione di
Francia. Eredità familiare. Santini ha sicuramente appreso molto da suo padre Jean, anima e cuore dell’US
Fesches -le - Chatel, club della Francia orientale. Santini aveva tutte le qualità per poter ricoprire un prestigioso incarico da allenatore e una volta assunto quello di Ct della Francia, il suo obiettivo primario è stato quello di condurre i detentori del titolo alla fase finale del Campionato Europeo UEFA del 2004. Dopo l’1-1 dell’esordio in amichevole contro la Tunisia, nell’agosto del 2002, la Francia ha inanellato una serie incredibile di successi vincendo tutte le otto partite di qualificazione del Gruppo
1. Il carattere di Santini. Durante le qualificazioni Santini ha potuto dimostrare anche tutto il suo carattere continuando a riporre fiducia in Fabien Barthez e Claude Makelele, nonostante i problemi dei due giocatori con i rispettivi club all’inizio della stagione 2003/04. Santini è stato ripagato ampiamente da ottime prestazioni da parte di entrambi.
Figure di riferimento. Santini trae ispirazione da personaggi che gli sono vicini come Michel Platini, Gérard Houllier e Aimé Jacquet e non ha nessun timore nell’esporre le proprie idee anche in maniera enfatica. È comunque consapevole di dover gestire un gruppo formato da campioni straordinari e che la fiducia nella loro capacità di recepire le sue indicazioni è una componente essenziale.
Primo trofeo.
Nell’estate del 2003 Santini ha guidato la Francia alla conquista della Confederations Cup FIFA. Thierry Henry, autore dell’unico gol nella finale contro il Camerun, ha regalato a Santini il primo trofeo da quando è Ct
della Francia. Ora che la Francia è tornata sui suoi livelli abituali,
Santini ha tutte le ragioni per guardare al futuro con ottimismo. |
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| Germania
| Rudi Völler |
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Rudi Völler era uno dei miti del calcio tedesco ben prima di diventare Ct della nazionale. Successi
in carriera. Da giocatore, il momento culminante è stato la conquista con la Germania Ovest della Coppa del Mondo FIFA 1990, uno dei tanti allori conquistati da un attaccante molto prolifico, autore di 47 reti in 90 partite giocate con la maglia della nazionale. Dopo un inizio di carriera molto positivo in seconda divisione all'SV Stuttgarter
Kickers, Völler approda al TSV 1860 München. Nella prima stagione la squadra retrocede ma nella seconda lui mette a segno ben 37 gol.
Nazionale. Nel 1982 approda all'SV Werder Bremen. Nei 13 anni successivi nessuna delle squadre in cui gioca Völler si piazza oltre il decimo posto in campionato. Fa parte della nazionale tedesca che arriva seconda al Campionato Europeo UEFA 1982 Under 21. Passa quindi alla nazionale maggiore con la quale raggiunge la finale della Coppa del Mondo 1986. Finale in cui Völler segna il gol del momentaneo pareggio ma che poi l'Argentina si aggiudica 3-2.
I primi allori. Nel 1987 viene acquistato dalla AS Roma, nel 1990 conquista la Coppa del Mondo FIFA e nel 1991, con il club
giallorosso, la Coppa Italia. Ma è con l'Olympique de Marseille, nella stagione 1992/93, che arriva il trofeo più importante a livello di club: la Coppa dei Campioni vinta a Monaco di Baviera contro il
Milan. Chiude la carriera nel Bayer 04 Leverkusen.
Esordio da allenatore. Dopo il ritiro nel 1996, Völler non si lancia subito nella carriera di allenatore e diventa dirigente del Bayer
Leverkusen. La situazione cambia dopo UEFA EURO 2000™, quando una direzione disastrosa della squadra costa il posto a Erich Ribbeck e Völler viene nominato
Ct, inizialmente ad interim nell'attesa che Christoph Daum termini il suo contratto con il Bayer
Leverkusen.
Confermato nell'incarico. Esordio col botto: vittoria in trasferta 1-0 contro l'Inghilterra nell'ultima partita di sempre giocata nel mitico stadio di
Wembley. La Germania parte col piede giusto per qualificarsi alla Coppa del Mondo FIFA 2002. Daum viene coinvolto in uno scandalo di droga, e Völler accetta in un primo momento di sostituirlo sulla panchina del Bayer
Leverkusen. Ma alla fine l'ex attaccante viene convinto a restare Ct della Germania. Alla fine del girone di qualificazione è l'Inghilterra che gli soffia il primo posto, vendicandosi della sconfitta di
Wembley, con una vittoria 5-1 a Monaco. La Germania non trova comunque grossa opposizione nell'Ucraina e si qualifica ugualmente dopo gli spareggi.
Finale della Coppa del Mondo.
Al mondiale nippocoreano la Germania esordisce con un 8-0 contro l'Arabia Saudita. E i tedeschi non si fermano più, approdando alla finale, persa poi 2-0 contro il Brasile. Godono dei favori del pronostico nelle qualificazioni a UEFA EURO 2004™ e puntualmente centrano l'obiettivo nonostante i pareggi contro Lituania
(in casa), Scozia e Islanda. La Germania conclude il gruppo imbattuta. |
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| Grecia
| Otto Rehhagel |
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A meno di un anno di distanza dalle due sconfitte della Grecia nei primi impegni di qualificazione a UEFA EURO 2004™, il Ct Otto Rehhagel ha potuto festeggiare la qualificazione per il torneo in Portogallo.
Carriera da giocatore. Tuttavia, aveva già dimostrato le sue capacità da allenatore nella natia Germania. Dopo aver militato come calciatore con Hertha BSC Berlin e 1. FC Kaiserlautern negli anni ’60 e ‘70, ha iniziato la carriera da allenatore nell’aprile del 1974 con i Kickers Offenbach. Dopo aver condotto la squadra all’ottavo posto in Bundesliga alla sua prima stagione, Rehhagel ha lasciato il club nel dicembre del 1975.
Occasione a Brema.
Meno di tre mesi dopo è stato assunto dall’SV Werder Bremen, dove più tardi, alla seconda esperienza con il club, si sarebbe imposto come uno dei migliori tecnici di Germania. Ma prima ci sono state le esperienze con BV Borussia Dortmund nella stagione 1976/77, DSC Armenia Bielefeld e Fortuna Düsseldorf, dove ha vinto la Coppa di Germania 1979/80. Il ritorno al Werder, allora in seconda divisione, è arrivato all’inizio del 1981. A Brema è poi rimasto per 14 anni.
Vittorie in serie.
Pochi mesi dopo il suo ritorno, il Werder Brema si è guadagnato la promozione e nella prima stagione in 1. Bundesliga è arrivato quinto. Il tecnico soprannominato "Re Otto" ha poi trasformato il Werder in uno dei club più importanti di Germania, vincendo finalmente il titolo nel 1986/87 dopo essere arrivato secondo per tre volte. Le vittorie sono continuate ad arrivare con la Coppa di Germania 1990/91, la Coppa delle Coppe UEFA 1991/92, la Bundesliga nel 1992/93 e ancora una Coppa di Germania nel 1993/94. A seguito dei clamorosi risultati conseguiti con il Werder, l’FC Bayern München ha deciso di ingaggiarlo nella stagione 1995/96.
Titolo con il Kaiserslautern.
Il tecnico non è riuscito a legare con una squadra piena di stelle ed è stato esonerato dopo aver condotto la compagine bavarese alla finale di Coppa UEFA. Il Kaiserslautern lo ha richiamato e lui ha condotto la squadra alla promozione alla prima stagione da tecnico nel 1996/97. Rehhagel si è poi vendicato con il Bayern strappandogli il titolo di campione di Germania con il Kaiserslautern. Ha lasciato poi il club quando era ancora ai massimi livelli nell’ottobre del 2000.
La qualificazione della Grecia.
Nell’agosto successivo la Grecia, già eliminata nelle qualificazioni alla Coppa del Mondo FIFA, ha affidato la panchina a Rehhagel che ha accettato di lavorare all’estero per la prima volta. La partenza non è delle migliori con una sconfitta per 5-1 contro la Finlandia. Ma il pareggio per 2-2 in Inghilterra ha lasciato presagire qualcosa di buono. Il 2002 si è rivelato un anno in chiaroscuro, con promettenti vittorie in amichevole seguite dalla sconfitte nelle prime due partite di qualificazione a UEFA EURO 2004™ contro Spagna e Ucraina. Nel giugno del 2003 queste due stesse squadre sono state sconfitte per 1-0, spalancando le porte della qualificazione alla Grecia e confermando la grandezza di Rehhagel
come tecnico |
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| Inghilterra
| Sven-G. Eriksson |
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Sven-Göran Eriksson ha cambiato il destino della nazionale inglese. Dopo aver portato la squadra dall’ultimo posto del girone di qualificazione della Coppa del Mondo FIFA 2002 ai quarti di finale del torneo disputato in Corea e Giappone, l’allenatore svedese ha guidato i suoi uomini alla conquista di un posto a UEFA EURO 2004™ senza subire alcuna sconfitta.
Infortunio al ginocchio. Da giocatore Eriksson era un terzino destro, ma la sua carriera è stata interrotta da un infortunio al ginocchio nel 1975, mentre militava nel KB Karlskoga, squadra di seconda divisione svedese. L’anno seguente era già seduto sulla panchina del Degerfors IF, formazione di terza divisione, che nello spazio di tre anni ha portato alla massima serie.
Successo in Coppa UEFA. Nel 1980 Eriksson è passato all’IFK Göteborg guidando la squadra alla vittoria in campionato e coppa e, nel 1982, alla conquista della Coppa UEFA. Si trattava del primo successo in campo europeo per una squadra svedese. Poi ha vinto due campionati in Portogallo con l’SL Benfica prima di trasferirsi in Italia, portandosi al seguito come assistente Tord Grip, suo collaboratore già ai tempi del Degerfors.
Una vittoria a lungo attesa. Dopo alcuni anni alla guida di AS Roma e AC Fiorentina è tornato al Benfica, portandolo alla finale di Coppa dei Campioni UEFA nel 1990 e al titolo nazionale nel 1991. E' tornato poi in Italia per allenare prima l’UC Sampdoria e poi la S.S. Lazio. Con la squadra romana nel 1999/2000 ha vinto finalmente il campionato di Serie A, dopo aver condotto l’anno precedente i biancoazzurri
alla conquista del loro primo trofeo europeo, la Coppa delle Coppe
UEFA. Primo Ct straniero. All’inizio del 2001 Eriksson ha assunto l’incarico di Ct dell’Inghilterra e conquistandosi subito le simpatie dei tifosi con una serie di risultati positivi. Tra questi un memorabile 5-1 contro la Germania, a Monaco, che ha permesso alla nazionale inglese di qualificarsi per la Coppa del Mondo.
Vittoria importante. Il torneo del 2002 si ricorda per un’altra vittoria da tempo attesa, l’1-0 contro l’Argentina che ha aperto alla squadra di Eriksson le porte della fase ad eliminazione diretta. Con un roboante 3-0 contro la Danimarca l’Inghilterra è arrivata ai quarti di finale dove si è arresa, per 2-1, al Brasile. Unica sconfitta riportata da Eriksson in una partita ufficiale.
Recupero deciso. Il torneo di qualificazione a UEFA EURO 2004™ è iniziato con un ritmo incerto. L’Inghilterra, infatti, ha vinto contro la Slovacchia per 2-1 dopo essere passata in svantaggio e pareggiato in casa per 2-2 contro l’ERJ Macedonia. La vittoria casalinga per 2-0 sulla Turchia, comunque, ha lanciato la squadra di Eriksson verso la qualificazione. La solida organizzazione tattica e un atteggiamento deciso in difesa, elementi tipici delle squadre di Eriksson, sono
emersi ancora nella difficile partita di ritorno, quando il pareggio
a reti inviolate ha regalato all’Inghilterra la qualificazione |
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Italia |
Giovanni Trapattoni |
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Giovanni
Trapattoni è l'allenatore più vincente della storia della Serie A ed è
stato nominato Ct della nazionale italiana nel luglio del 2000 dopo le
dimissioni a sopresa di Dino Zoff.
Eliminazione prematura. Il primo obiettivo, la qualificazione alla Coppa del Mondo FIFA 2002, è
stato raggiunto senza patemi. Ma gli Azzurri sono poi stati eliminati a
sorpresa agli ottavi di finale del torneo da parte della Corea del Sud. Il
Trap ha comunque mantenuto il posto e si è buttato nelle qualificazioni a
UEFA EURO 2004™. L'Italia ha guadagnato il biglietto per il Portogallo
grazie alla vittoria sull'Azerbaigian nell'ultima partita del Gruppo 9. Il
compito non è stato facile questa volta a causa dei due pareggi contro la
nazionale serbo-montenegrina e la sconfitta contro il Galles a Cardiff. Una
carriera fantastica.
Trapattoni può vantare successi come calciatore e allenatore di club senza
uguali. Ha vinto due Coppe dei Campioni UEFA da giocatore con l'AC Milan
negli anni '60 e ha giocato 17 volte con la maglia azzurra. La sua
carriera da tecnico è cominciata con due stagioni al Milan prima di
passare alla Juventus FC.
Argenteria. Nella sua prima stagione a Torino, nel 1976/77, i bianconeri hanno vinto
lo scudetto e la Coppa UEFA. Trapattoni ha poi conquistato altri cinque
campionati nei suoi dieci anni di permanenza in Piemonte. In quell'arco di
tempo ha anche vinto la Coppa dei Campioni UEFA, la Coppa delle Coppe
UEFA, la Supercoppa UEFA, la Coppa Intercontinentale e due Coppe Italia.
Esperienza all'estero. Tornato a Milano, sponda Internazionale FC, ha conquistato ancora uno
scudetto e la Coppa UEFA prima di andare all'estero, vincendo la
Bundesliga con l'FC Bayern München. Trapattoni si era appena dimesso da
tecnico dell'AC Fiorentina quando Zoff ha lasciato la nazionale a seguito
della bruciante sconfitta contro la Francia nella finale di UEFA EURO
2000™. Il tecnico, il cui nome era stato accostato varie volte alla
panchina azzurra, ha finalmente avuto la possibilità di misurarsi con il
lavoro più difficile e criticato d'Italia. Approccio cauto.
"Il calcio è cambiato nei miei 25 anni da allenatore - ha dichiarato a
uefa.com -. Si è trattato in larga parte di un processo evolutivo. Il mio
obiettivo principale è sempre stato il risultato, ma ho lentamente
introdotto elementi nuovi nel gioco delle mie squadre. Se si cerca
di cambiare e poi si perde, si viene esonerati. Io faccio un passo
alla volta quando propongo delle modifiche. Resto cauto, non mi
piace prendere rischi. Non metto mai in pericolo il risultato,
prendo sempre dei rischi calcolati" |
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