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Speciale Commissari Tecnici dei Mondiali di Germania 2006

 

Fonte: Ansa.it


   Indice raggruppamenti

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   Gruppo B Gruppo D Gruppo F Gruppo H
Germania

La Federazione tedesca è stata fondata nel 1900 ed è stata affiliata alla Fifa in un primo momento dal 1904 al 1946 e successivamente dal 1950, mentre è affiliata alla Uefa dal 1954. Nella propria storia la nazionale maggiore della Germania ha vinto 6 titoli: 3 Campionati Mondiali (1954, 1974, 1990) e 3 Campionati Europei (1972, 1980, 1996).
Nel palmares anche un Mondiale Under 20 (1981), 1 Mondiale Militare (1975), 1 Europeo Under 18 (1981) e 2 Europei Under 16 (1984, 1992). Ricco il palmares delle selezioni femminili: la nazionale maggiore si è aggiudicata 1 Campionato del Mondo (2003), 6 Campionati Europei (1989, 1991, 1995, 1997, 2001, 2005), 1 Mondiale Under 19/20 (2004), 3 Europei Under 18/19 (2000, 2001, 2002). A livello internazionale i club tedeschi si sono complessivamente aggiudicati 6 edizioni di coppa Campioni/Champions League (4 Bayern Monaco, 1 ciascuno Amburgo e Borussia Dortmund), 4 di coppa delle Coppe (1 a testa per Amburgo, Bayern Monaco, Borussia Dortmund e Werder Brema), 6 di coppe Fiere/Uefa (2 Borussia Moenchengladbach, 1 ciascuno Bayer Leverkusen, Bayern Monaco, Eintracht Francoforte, Schalke 04), 3 di coppa Intercontinentale (2 Bayern Monaco, 1 Borussia Dortmund) e 3 di Kirin Cup (2 Werder Brema, 1 Borussia Moenchengladbach). La Germania partecipa per la sedicesima volta nella propria storia, la quattordicesima consecutiva, alla fase finale dei Mondiali. La nazionale tedesca ha conquistato il titolo in tre occasioni: Svizzera 1954 (vittoria in finale per 3-2 contro l'Ungheria), Germania 1974 (successo in finale per 2-1 contro l'Olanda) e Italia 1990 (affermazione per 1-0 in finale contro l'Argentina). In quattro occasioni la Germania è arrivata seconda: Inghilterra 1966, Spagna 1982, Messico 1986, Corea/Giappone 2002. Nelle altre edizioni la Germania è arrivata terza a Italia 1934 e Messico 1970, quarta a Svezia 1958, negli ottavi di finale a Francia 1938, nei quarti di finale a Cile 1962, Usa 1994 e Francia 1998, nel girone di seconda fase ad Argentina 1978. Nelle fasi finali dei Mondiali la Germania ha disputato 85 partite con un bilancio di 50 vittorie, 18 pareggi e 17 sconfitte, con 176 gol segnati e 106 reti subite. La massima vittoria della Germania ai Mondiali è stato l'8-0 con cui ha sconfitto l'Arabia Saudita, l'1 giugno 2002, a Sapporo. La massima sconfitta risale al 20 giugno 1954: 3-8 contro l'Ungheria, a Basilea. La Germania, che partecipa di diritto all'edizione 2006 in quanto paese organizzatore, ha partecipato undici volte alle qualificazioni: 47 le vittorie, 15 i pareggi e 2 sconfitte, con 187 gol segnati e 51 reti subite. La Germania vanta un importante record: in tutte le circostanze in cui ha preso parte alle qualificazioni, ha sempre ottenuto il visto per le fasi finali Mondiali. La prima partita disputata dalla Germania nelle qualificazioni risale è dell'11 marzo 1934: Lussemburgo - Germania 1-9, in trasferta. La vittoria più larga della Germania risale al 21 maggio 1969: 12-0 contro Cipro, a Essen, verso Messico 70. La sconfitta più pesante è stata patita nelle qualificazioni a Corea - Giappone: l'1 settembre 2001 i tedeschi furono superati 1-5, a Monaco di Baviera dall'Inghilterra. I giocatori tedeschi che hanno disputato almeno uno spezzone di partita alle fasi finali Mondiali sono 176. Il calciatore pluripresente è Lothar Matthaus con 25 gare disputate, fra l'altro primatista anche per minuti giocati: 2046. I giocatori tedeschi andati a segno almeno una volta nelle fasi finali Mondiali sono 60. Il capocannoniere è Gerd Muller con 14 centri, di cui 10 realizzati nella sola edizione di Messico 1970, dove fu capocannoniere. Il commissario tecnico della nazionale tedesca è Jurgen Klinsmann, nato a Goppingen (Germania) il 30 luglio 1964. Prima di intraprendere la carriera tecnica, al via sulla panchina della nazionale tedesca, Klinsmann ha avuto un eccellente carriera da calciatore. La sua prima squadra è stata il TB Ginger, seguite da Sc Geislingen, Kickers Stoccarda e Stoccarda; la prima esperienza italiana nell'Inter, quindi il Monaco, il Tottenham, il Bayern Monaco, la seconda esperienza italiana con la Sampdoria ed infine ancora il Tottenham. Klinsmann ha messo in bacheca molti trofei, il più importante il titolo di Campione del Mondo conquistato a Italia 1990. Ha vinto anche un Europeo (Inghilterra 1996) e una medaglia di bronzo alle Olimpiadi (Seul 1988). Con i club ha vinto 2 coppe Uefa (Inter, 1991; Bayern Monaco, 1996) e uno scudetto tedesco (Stoccarda, 1988). In nazionale A conta complessivamente 108 presenze e 47 reti. Nella sua prima esperienza da tecnico, ai Mondiali che si giocheranno in casa, Klinsmann sarà affiancato da Low e Rutemoeller come assistenti, Bierhoff come team manager. Ha già preso parte alla massima kermesse calcistica in tre occasioni da calciatore, a Italia 1990, Usa 1994 e Francia 1998. Klinsmann, complessivamente, ha disputato 17 gare di fasi finali, segnando 11 reti. 

Costarica

La Federazione del Costarica è stata fondata nel 1921. La nazionale maggiore ha vinto dieci titoli internazionali ufficiali, tutti riferiti alla coppa Concacaf (in precedenza Coppa della confederazione Centroamericana e del Caribe). Il Costarica partecipa per la terza volta ad una fase finale dei Mondiali dopo il debutto assoluto avvenuto nell’edizione di Italia 90 e il bis concesso a Corea/Giappone 2002. Nella prima circostanza ha addirittura superato il girone di prima fase - che comprendeva Brasile, Scozia e Svezia - venendo però eliminato negli ottavi dalla Cecoslovacchia, che si impose per 4-1. 12 anni più tardi, invece, l avventura si interruppe alla conclusione del girone di prima fase. In tutto il Costarica ha disputato 7 gare ai Mondiali con un bilancio di 3 vittorie,1 pareggio e 3 sconfitte,con 9 gol segnati e 12 subiti.
L'affermazione più netta ottenuta ai Mondiali è datata 4 giugno 2002: 2-0 contro la Cina. Nella stessa edizione i centroamericani hanno anche subito la battuta d arresto più netta: 2-5 contro il Brasile, il 13 giugno 2002.
Il Costarica si è qualificato dopo avere partecipato per la tredicesima volta alle eliminatorie nella zona Concacaf.Il bilancio vede 58 vittorie, 30 pareggi e 33 sconfitte in 121 gare disputate, con 203 reti realizzate e 129 gol subiti.
Il Costarica ha preso parte per la prima volta alle qualificazioni Mondiali nell’edizione verso Svezia 1958: la gara d esordio risale al 10 febbraio 1957 e fu una vittoria esterna per 6-2 in Guatemala. La vittoria costaricana più ampia nelle qualificazioni ai Mondiali risale invece all’11 maggio 1965 quando fu sconfitta 7-0 la Giamaica (eliminatorie verso Inghilterra 66), la massima sconfitta è stata invece rimediata dal Messico (0-4) il 22/11/1992 (nel cammino verso Usa 94).
IL COMMISSARIO TECNICO
Alexander Borges Guimaraes è alla seconda avventura alla guida della selezione del Costarica. La due esperienze hanno un punto in comune. Se Guimaraes è subentrato sulla panchina centroamericana solo nel girone finale di qualificazione ai Mondiali 2006, debuttando con un successo casalingo per 3-0 contro gli Usa e portando poi il Costarica alla qualificazione, stesso iter aveva seguito nella prima occasione. All’inizio del 2001, infatti, Guimaraes aveva assunto la guida tecnica del Costarica vincendo subito per 5-2 la gara-spareggio contro il Guatemala che permise ai centroamericani di accedere al girone finale di qualificazione ai Mondiali 2002. Brasiliano di nascita (Macerò, 7 novembre 1959) ma costaricano di nazionalità, Guimaraes: si è trasferito all età di 11 anni in Costarica per motivi di lavoro del padre, medico. Da giocatore ha speso la sua carriera soprattutto nel Deportivo Saprissa (dal 1982 al 1991) dove approdò dopo aver giocato nel Durpanel San Blas (1979) e nel Municipal Puntarenas (1980 e 1981), per poi chiudere la carriera nel Turrialba (1992). Guimaraes nella serie A costaricana ha disputato 377 partite e segnato 95 gol, vestendo anche per 16 volte la maglia della nazionale maggiore. Divenuto tecnico, ha allenato Belen, Herediano, Saprissa (con cui ha vinto due scudetti), la formazione guatemalteca del Comunicaciones, prima di arrivare alla selezione nazionale, dove inizialmente era assistente del tecnico brasiliano Gilson Nunes. Il suo ritorno alla guida del Costarica nel giugno 2005 ha dato la svolta positiva ai centroamericani che si sono qualificati a Germania 2006. Il tecnico della nazionale costaricana prende parte per la terza volta ad una fase finale dei Mondiali, la seconda da tecnico. Nell’edizione di Italia 90, la prima cui ha preso parte la nazionale centroamericana, l allora attaccante Guimaraes fece registrare tre presenze, tutte da subentrante, per un totale di 54 minuti giocati. Nel 2002, alla prima esperienza da commissario tecnico, il Costarica di Guimaraes non riuscì a superare il primo girone, chiudendo con 1 vittoria, 1 pareggio ed 1 sconfitta. In pratica ogni volta che la nazionale costaricana ha giocato una fase finale dei Mondiali, Guimaraes, pur in una veste diversa, è sempre stato presente.COSÌ NELLE QUALIFICAZIONI A GERMANIA 2006
Il Costarica si è qualificato ai Mondiali tedeschi superando tre diverse fasi. Nel turno preliminare i centroamericani hanno eliminato Cuba con un doppio pareggio: 2-2 in trasferta all’andata e 1-1 in casa nel ritorno. Nel girone di seconda fase - che comprendeva anche Canada, Guatemala ed Honduras - ha concluso al primo posto con 10 punti, frutto di 3 successi (1-0 interno e 3-1 esterno contro il Canada, 5-0 casalingo contro il Guatemala), 1 pareggio (0-0 in Honduras) e 2 sconfitte (2-5 in casa dall’Honduras, 1-2 in Guatemala), con 12 gol segnati ed 8 reti subite. Nel girone finale della zona Concacaf, il Costarica ha concluso al terzo posto con 16 punti - nel raggruppamento vinto da Messico e Stati Uniti, ed a cui partecipavano anche Trinidad & Tobago, Guatemala e Panama - con bilancio di 5 successi, 1 pareggio e 4 sconfitte, con 15 gol realizzati e 14 reti incassate. I 5 successi sono stati ottenuti contro: Panama (2-1 in casa e 3-1 in trasferta), Guatemala (3-2 interno), Trinidad & Tobago (2-0 casalingo) e Stati Uniti (3-0 interno); il pareggio é stato ottenuto in trasferta contro Trinidad & Tobago (0-0); le 4 sconfitte sono state incassate contro: Messico (1-2 in casa, 0-2 in trasferta), Stati Uniti (0-3 fuori casa) e in Guatemala (1-3). Il bilancio finale complessivo nelle qualificazioni verso Germania 2006 ha visto, pertanto, 18 gare disputate con uno score di 8 vittorie, 4 pareggi e 6 sconfitte, con 30 reti realizzate e 25 gol subiti. Sono 12 i giocatori autori di almeno una rete nelle qualificazioni a Germania 2006. Capocannoniere assoluto con 8 centri Paulo Wanchope.

Polonia

La Federazione polacca è stata fondata nel 1919, ma è stata affiliata alla Fifa nel 1923 e alla Uefa nel 1954. Nella propria storia, la Polonia ha vinto un solo titolo la coppa Nehru (1984). A livello di nazionali giovanili o comunque di selezioni minori, il calcio polacco si é aggiudicato una volta i Giochi Olimpici: è accaduto nell'edizione di Monaco 1972, quando ha sconfitto in finale l'Ungheria col risultato di 2-1. Inoltre, la Polonia ha vinto 1 Europeo Under 16 (1993) ed 1 Europeo Under 18 (2001). La Polonia partecipa per la settima volta nella propria storia alla fase finale dei Mondiali. Le precedenti partecipazioni sono state quelle di Francia 38, Germania 74, Argentina 78, Spagna 82, Messico 86 e Corea/Giappone 2002. Il traguardo massimo, raggiunto per due volte, con il terzo posto finale ottenuto a Germania 74 (finalina vinta contro il Brasile col risultato di 1-0) ed a Spagna 82 (finalina vinta contro la Francia col risultato di 3-2). Nelle altre edizioni dei campionati del Mondo di calcio la nazionale polacca è uscita al primo turno nel 38, nel girone di prima fase a Corea/Giappone 2002, nel girone di seconda ad Argentina '78, negli ottavi di finale a Messico 86. Nelle fasi finali dei Mondiali la Polonia ha disputato 28 partite con un bilancio di 14 vittorie, 5 pareggi (tutti per 0-0) e 9 sconfitte, con 42 gol segnati e 36 reti subite. La Polonia ha ottenuto la massima vittoria ai Mondiali il 19 giugno 1974 quando si impose 7-0 contro Haiti. La massima sconfitta subita dai polacchi e' uno 0-4 incassato in due occasioni: il 16 giugno 1986, in Messico, contro il Brasile; il 10 giugno 2002, contro il Portogallo. La Polonia ha partecipato per la sedicesima volta, nel biennio 2004-2006, alle qualificazioni: ha complessivamente disputato 88 gare con un bilancio di 46 vittorie, 14 pareggi e 28 sconfitte, con 163 gol realizzati e 105 reti subite. La prima partita disputata nelle eliminatorie è del 15 ottobre '33: Polonia - Cecoslovacchia 1-2 a Varsavia. L'affermazione più ampia ottenuta dai polacchi nelle qualificazione è l'8-0 interno sull'Azerbaigian il 26 marzo 2005 a Varsavia, nel cammino verso Germania 2006. La sconfitta più pesante l'1 novembre 1965, a Roma: 1-6 contro l'Italia, nelle eliminatorie verso Inghilterra '66. I giocatori polacchi che hanno disputato almeno una partita alle fasi finali Mondiali sono 82. Il pluripresente e' Wladyslav Zmuda con 21 gare, e 1807' giocati. Zmuda è terzo nella classifica assoluta dei pluri-presenti nelle fasi finali dei Mondiali.
I giocatori polacchi andati a segno almeno una volta nelle fasi finali Mondiali sono 15. Il capocannoniere è Grzegorz Lato con 10 centri, di cui 7 nella sola edizione di Germania 1974, quando quando fu il miglior realizzatore del torneo.
Pawel Janas, nato il 4 marzo 1953 a Pabianice (Polonia), ha assunto l' incarico di ct della Polonia dal 20 dicembre 2002. Janas è stato giocatore di ottimo livello giocando tra l'altro nel Widzew Lodz (74-77), nel Legia Varsavia (78-82) e nell'Auxerre (82-86). Janas, dal 1974 al 1986, ha anche disputato 53 gare con la maglia della nazionale maggiore polacca. Conclusa l'attività agonistica, Janas ha intrapreso quella tecnica: dall'88 al 90 è stato vice - allenatore del Legia Varsavia, incarico che è tornato a coprire dal '92 al '93 dopo essere stato assistente allenatore dell'olimpica polacca, argento a Barcellona 1992. Nel 1994 prima chance da allenatore, al Legia Varsavia dove vince 2 scudetti, 2 coppe polacche e una supercoppa polacca. Dal '96 al '99 è selezionatore dell'under 21. Nel dicembre 2002 diviene ct della Polonia riuscendo a centrare il traguardo delle qualificazioni a Germania 2006. Quello che si disputerà in Germania nel 2006 sarà il primo Mondiale da tecnico per Pawel Janas, ma non si tratterà di un debutto assoluto. Janas ha infatti preso parte, da giocatore, a Spagna '82 giocando tutte le 7 gare disputate dalla propria nazionale e concludendo l'avventura col terzo posto finale, grazie al successo nella finalina di consolazione, 3-2 sulla Francia.
La Polonia si è qualificata per i Mondiali tedeschi chiudendo al secondo posto dietro l'Inghilterra il girone di qualificazione con 24 punti, 8 successi e 2 sconfitte, 27 reti realizzate e 9 gol incassati. Le 8 vittorie polacche sono state ottenute contro Irlanda del Nord (3-0 in trasferta, 1-0 in casa), Austria (3-1 fuori casa, 3-2 interno), Galles (3-2 esterno, 1-0 casalingo) e Azerbaigian (8-0 in casa, 3-0 in trasferta). Le 2 sconfitte sono state subite entrambe dall'Inghilterra, con un doppio 1-2. Trentadue i giocatori utilizzati nelle qualificazioni a Germania 2006. Jacek Bak e Maciej Zurawski sempre presenti. Nove i calciatori a realizzare almeno un gol. I capocannonieri, con 7 reti ciascuno, sono stati due: Tomas Frankowski e Maciej Zurawski. La Polonia ha concluso le qualificazioni verso Germania 2006 senza mai pareggiare. Altrettanto, tra le qualificate ai Mondiali di Germania 2006, hanno fatto Giappone, Repubblica Ceca e Svezia

Ecuador

La Federazione calcistica dell'Ecuador é nata nel 1925, nel 1926 è stata affiliata alla Fifa, nel 1939 è entrata a far parte della confederazione sudamericana (Conmebol). Nel corso della propria storia la nazionale maggiore dell‘Ecuador non ha mai conquistato alcun trofeo di rilievo a livello internazionale.
In coppa America, principale torneo disputato dall'Ecuador, il suo miglior risultato è Il quarto posto nell'edizione del 1993, giocata in casa propria: in quell'occasione l'Ecuador venne sconfitto 1-0 dalla Colombia nella finale per il terzo e quarto posto, dopo che in semifinale era stato eliminato dal Messico, che si era imposto per 2-0. L'Ecuador partecipa ad una fase finale dei Mondiali per la seconda volta nella propria storia: quattro anni fa, nell'edizione di Corea-Giappone i sudamericani sono usciti al primo turno con un bilancio di 1 successo, nessun pareggio e 2 sconfitte, con 2 reti segnate e 4 subite. L'unico successo ecuadoriano alle fasi finali Mondiali risale al 13 giugno 2002: 1-0 sulla Croazia. La sconfitta più netta è uno 0-2 rimediato dall'Italia, il 3 giugno 2002, prima gara assoluta dei sudamericani ad una fase finale dei Mondiali.
La squadra sudamericana si è qualificata per la seconda volta nella propria storia ad una fase finale di Coppa del Mondo. L'Ecuador ha giocato, nel biennio 2004-2006, per la tredicesima volta le qualificazioni sudamericane: in queste 13 partecipazioni ha complessivamente totalizzato 28 vittorie, 22 pareggi e 43 sconfitte in 93 partite, realizzando 101 reti e subendone 135. La prima gara assoluta nelle qualificazioni Mondiali risale al cammino verso Brasile 50, ma l'Ecuador si ritirò perdendo così a tavolino per 0-2 sia da Uruguay sia da Paraguay. La massima vittoria è datata 8 agosto 1993, 5-0 casalingo sul Venezuela, verso Usa '94. Sempre un 5-0 rappresenta la massima sconfitta, in Argentina, il 17 dicembre 1960 nel cammino verso Cile '62. Due finora le reti segnate dall'Ecuador alle fasi finali Mondiali, con Delgado e Mendez.
Il
commissario tecnico dell'Ecuador è Luis Fernando Suarez Guzman, colombiano nato a Medellin il 23 dicembre 1959. E' il terzo allenatore consecutivo di questa nazione chiamato a dirigere la selezione maggiore ecuadoriana dopo Maturana e Gomez (il tecnico che disputò Corea-Giappone 2002). Entrato in carica al posto di Gomez nell’agosto 2004, all’indomani della coppa America, aveva già guidato questa selezione, conducendola ai quarti di finale della coppa America del 1997 e poi facendo il vice nell’era-Maturana. Con una discreta rimonta, fatta di 5 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte nel girone eliminatorio, ha condotto l'Ecuador per la seconda volta consecutiva ad una fase finale Mondiale.
COSÌ NELLE QUALIFICAZIONI A GERMANIA 2006
L'Ecuador ha raggiunto per la seconda volta la fase finale dei Campionati del Mondo giungendo terzo nel girone eliminatorio sudamericano alle spalle di Argentina e Brasile. Nelle 18 gare del girone di qualificazione l'Ecuador ha totalizzato 28 punti frutto di 8 successi (2-0 in casa sul Venezuela, 2-1 interno sulla Colombia, 3-2 in casa e 2-1 fuori contro la Bolivia, 2-0 in casa sul Cile, 1-0 in casa sul Brasile, 5-2 interno contro il Paraguay, 2-0 casalingo sull’Argentina), 4 pareggi (0-0 interno e 2-2 esterno con il Perù, 0-0 in casa contro l Uruguay, 0-0 in Cile) e 6 sconfitte (0-1 in Brasile, 1-2 in Paraguay, 0-1 in Argentina, 0-1 in Uruguay, 1-3 in Venezuela, 0-3 in Colombia), realizzando 23 reti e subendone 19.
I giocatori ecuadoriani impiegati nel corso delle qualificazioni sono stati 44: il calciatore più impiegato è risultato Giovanny Espinoza, che ha giocato tutte le 18 gare. L'Ecuador ha realizzato nel girone sudamericano di qualificazione ai Mondiali 2006 23 gol, con dieci calciatori. Due i capocannonieri della squadra, ex-aequo con 5 reti ciascuno: Augustin Delgado ed Edison Mendez: sono i due stessi giocatori che finora hanno segnato gol per l'Ecuador nelle fasi finali al Mondiale nippo - coreano.

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