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Indice raggruppamenti |
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Gruppo
A |
Gruppo C |
Gruppo
E |
Gruppo G |
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Gruppo B |
Gruppo D |
Gruppo F |
Gruppo H |
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Germania |
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La
Federazione tedesca è stata fondata nel 1900 ed è stata affiliata
alla Fifa in un primo momento dal 1904 al 1946 e successivamente dal
1950, mentre è affiliata alla Uefa dal 1954. Nella propria storia la
nazionale maggiore della Germania ha vinto 6 titoli: 3 Campionati
Mondiali (1954, 1974, 1990) e 3 Campionati Europei (1972, 1980,
1996).
Nel palmares anche un Mondiale Under 20 (1981), 1 Mondiale Militare
(1975), 1 Europeo Under 18 (1981) e 2 Europei Under 16 (1984, 1992).
Ricco il palmares delle selezioni femminili: la nazionale maggiore
si è aggiudicata 1 Campionato del Mondo (2003), 6 Campionati Europei
(1989, 1991, 1995, 1997, 2001, 2005), 1 Mondiale Under 19/20 (2004),
3 Europei Under 18/19 (2000, 2001, 2002). A livello internazionale i
club tedeschi si sono complessivamente aggiudicati 6 edizioni di
coppa Campioni/Champions League (4 Bayern Monaco, 1 ciascuno Amburgo
e Borussia Dortmund), 4 di coppa delle Coppe (1 a testa per Amburgo,
Bayern Monaco, Borussia Dortmund e Werder Brema), 6 di coppe Fiere/Uefa
(2 Borussia Moenchengladbach, 1 ciascuno Bayer Leverkusen, Bayern
Monaco, Eintracht Francoforte, Schalke 04), 3 di coppa
Intercontinentale (2 Bayern Monaco, 1 Borussia Dortmund) e 3 di
Kirin Cup (2 Werder Brema, 1 Borussia Moenchengladbach). La Germania
partecipa per la sedicesima volta nella propria storia, la
quattordicesima consecutiva, alla fase finale dei Mondiali. La
nazionale tedesca ha conquistato il titolo in tre occasioni:
Svizzera 1954 (vittoria in finale per 3-2 contro l'Ungheria),
Germania 1974 (successo in finale per 2-1 contro l'Olanda) e Italia
1990 (affermazione per 1-0 in finale contro l'Argentina). In quattro
occasioni la Germania è arrivata seconda: Inghilterra 1966, Spagna
1982, Messico 1986, Corea/Giappone 2002. Nelle altre edizioni la
Germania è arrivata terza a Italia 1934 e Messico 1970, quarta a
Svezia 1958, negli ottavi di finale a Francia 1938, nei quarti di
finale a Cile 1962, Usa 1994 e Francia 1998, nel girone di seconda
fase ad Argentina 1978. Nelle fasi finali dei Mondiali la Germania
ha disputato 85 partite con un bilancio di 50 vittorie, 18 pareggi e
17 sconfitte, con 176 gol segnati e 106 reti subite. La massima
vittoria della Germania ai Mondiali è stato l'8-0 con cui ha
sconfitto l'Arabia Saudita, l'1 giugno 2002, a Sapporo. La massima
sconfitta risale al 20 giugno 1954: 3-8 contro l'Ungheria, a
Basilea. La Germania, che partecipa di diritto all'edizione 2006 in
quanto paese organizzatore, ha partecipato undici volte alle
qualificazioni: 47 le vittorie, 15 i pareggi e 2 sconfitte, con 187
gol segnati e 51 reti subite. La Germania vanta un importante
record: in tutte le circostanze in cui ha preso parte alle
qualificazioni, ha sempre ottenuto il visto per le fasi finali
Mondiali. La prima partita disputata dalla Germania nelle
qualificazioni risale è dell'11 marzo 1934: Lussemburgo - Germania
1-9, in trasferta. La vittoria più larga della Germania risale al 21
maggio 1969: 12-0 contro Cipro, a Essen, verso Messico 70. La
sconfitta più pesante è stata patita nelle qualificazioni a Corea -
Giappone: l'1 settembre 2001 i tedeschi furono superati 1-5, a
Monaco di Baviera dall'Inghilterra. I giocatori tedeschi che hanno
disputato almeno uno spezzone di partita alle fasi finali Mondiali
sono 176. Il calciatore pluripresente è Lothar Matthaus con 25 gare
disputate, fra l'altro primatista anche per minuti giocati: 2046. I
giocatori tedeschi andati a segno almeno una volta nelle fasi finali
Mondiali sono 60. Il capocannoniere è Gerd Muller con 14 centri, di
cui 10 realizzati nella sola edizione di Messico 1970, dove fu
capocannoniere. Il commissario tecnico della nazionale tedesca è
Jurgen Klinsmann, nato a Goppingen (Germania) il 30 luglio 1964.
Prima di intraprendere la carriera tecnica, al via sulla panchina
della nazionale tedesca, Klinsmann ha avuto un eccellente carriera
da calciatore. La sua prima squadra è stata il TB Ginger, seguite da
Sc Geislingen, Kickers Stoccarda e Stoccarda; la prima esperienza
italiana nell'Inter, quindi il Monaco, il Tottenham, il Bayern
Monaco, la seconda esperienza italiana con la Sampdoria ed infine
ancora il Tottenham. Klinsmann ha messo in bacheca molti trofei, il
più importante il titolo di Campione del Mondo conquistato a Italia
1990. Ha vinto anche un Europeo (Inghilterra 1996) e una medaglia di
bronzo alle Olimpiadi (Seul 1988). Con i club ha vinto 2 coppe Uefa
(Inter, 1991; Bayern Monaco, 1996) e uno scudetto tedesco
(Stoccarda, 1988). In nazionale A conta complessivamente 108
presenze e 47 reti. Nella sua prima esperienza da tecnico, ai
Mondiali che si giocheranno in casa, Klinsmann sarà affiancato da
Low e Rutemoeller come assistenti, Bierhoff come team manager. Ha
già preso parte alla massima kermesse calcistica in tre occasioni da
calciatore, a Italia 1990, Usa 1994 e Francia 1998. Klinsmann,
complessivamente, ha disputato 17 gare di fasi finali, segnando 11
reti. |
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Costarica |
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La Federazione del Costarica è stata
fondata nel 1921. La nazionale maggiore ha vinto dieci titoli
internazionali ufficiali, tutti riferiti alla coppa Concacaf (in
precedenza Coppa della confederazione Centroamericana e del Caribe).
Il Costarica partecipa per la terza volta ad una fase finale dei
Mondiali dopo il debutto assoluto avvenuto nell’edizione di Italia
90 e il bis concesso a Corea/Giappone 2002. Nella prima circostanza
ha addirittura superato il girone di prima fase - che comprendeva
Brasile, Scozia e Svezia - venendo però eliminato negli ottavi dalla
Cecoslovacchia, che si impose per 4-1. 12 anni più tardi, invece, l
avventura si interruppe alla conclusione del girone di prima fase.
In tutto il Costarica ha disputato 7 gare ai Mondiali con un
bilancio di 3 vittorie,1 pareggio e 3 sconfitte,con 9 gol segnati e
12 subiti.
L'affermazione più netta ottenuta ai Mondiali è datata 4 giugno
2002: 2-0 contro la Cina. Nella stessa edizione i centroamericani
hanno anche subito la battuta d arresto più netta: 2-5 contro il
Brasile, il 13 giugno 2002.
Il Costarica si è qualificato dopo avere partecipato per la
tredicesima volta alle eliminatorie nella zona Concacaf.Il bilancio
vede 58 vittorie, 30 pareggi e 33 sconfitte in 121 gare disputate,
con 203 reti realizzate e 129 gol subiti.
Il Costarica ha preso parte per la prima volta alle qualificazioni
Mondiali nell’edizione verso Svezia 1958: la gara d esordio risale
al 10 febbraio 1957 e fu una vittoria esterna per 6-2 in Guatemala.
La vittoria costaricana più ampia nelle qualificazioni ai Mondiali
risale invece all’11 maggio 1965 quando fu sconfitta 7-0 la Giamaica
(eliminatorie verso Inghilterra 66), la massima sconfitta è stata
invece rimediata dal Messico (0-4) il 22/11/1992 (nel cammino verso
Usa 94).
IL COMMISSARIO TECNICO
Alexander Borges Guimaraes
è alla seconda avventura alla guida della selezione del Costarica.
La due esperienze hanno un punto in comune. Se Guimaraes è
subentrato sulla panchina centroamericana solo nel girone finale di
qualificazione ai Mondiali 2006, debuttando con un successo
casalingo per 3-0 contro gli Usa e portando poi il Costarica alla
qualificazione, stesso iter aveva seguito nella prima occasione.
All’inizio del 2001, infatti, Guimaraes aveva assunto la guida
tecnica del Costarica vincendo subito per 5-2 la gara-spareggio
contro il Guatemala che permise ai centroamericani di accedere al
girone finale di qualificazione ai Mondiali 2002.
Brasiliano di nascita (Macerò, 7 novembre 1959) ma costaricano di
nazionalità, Guimaraes: si è trasferito all età di 11 anni in
Costarica per motivi di lavoro del padre, medico. Da giocatore ha
speso la sua carriera soprattutto nel Deportivo Saprissa (dal 1982
al 1991) dove approdò dopo aver giocato nel Durpanel San Blas (1979)
e nel Municipal Puntarenas (1980 e 1981), per poi chiudere la
carriera nel Turrialba (1992). Guimaraes nella serie A costaricana
ha disputato 377 partite e segnato 95 gol, vestendo anche per 16
volte la maglia della nazionale maggiore. Divenuto tecnico, ha
allenato Belen, Herediano, Saprissa (con cui ha vinto due scudetti),
la formazione guatemalteca del Comunicaciones, prima di arrivare
alla selezione nazionale, dove inizialmente era assistente del
tecnico brasiliano Gilson Nunes. Il suo ritorno alla guida del
Costarica nel giugno 2005 ha dato la svolta positiva ai
centroamericani che si sono qualificati a Germania 2006.
Il tecnico della nazionale costaricana prende parte per la terza
volta ad una fase finale dei Mondiali, la seconda da tecnico.
Nell’edizione di Italia 90, la prima cui ha preso parte la nazionale
centroamericana, l allora attaccante Guimaraes fece registrare tre
presenze, tutte da subentrante, per un totale di 54 minuti giocati.
Nel 2002, alla prima esperienza da commissario tecnico, il Costarica
di Guimaraes non riuscì a superare il primo girone, chiudendo con 1
vittoria, 1 pareggio ed 1 sconfitta. In pratica ogni volta che la
nazionale costaricana ha giocato una fase finale dei Mondiali,
Guimaraes, pur in una veste diversa, è sempre stato presente.COSÌ NELLE QUALIFICAZIONI A
GERMANIA 2006
Il Costarica si è qualificato ai Mondiali tedeschi superando tre
diverse fasi. Nel turno preliminare i centroamericani hanno
eliminato Cuba con un doppio pareggio: 2-2 in trasferta all’andata e
1-1 in casa nel ritorno. Nel girone di seconda fase - che
comprendeva anche Canada, Guatemala ed Honduras - ha concluso al
primo posto con 10 punti, frutto di 3 successi (1-0 interno e 3-1
esterno contro il Canada, 5-0 casalingo contro il Guatemala), 1
pareggio (0-0 in Honduras) e 2 sconfitte (2-5 in casa dall’Honduras,
1-2 in Guatemala), con 12 gol segnati ed 8 reti subite.
Nel girone finale della zona Concacaf, il Costarica ha concluso al
terzo posto con 16 punti - nel raggruppamento vinto da Messico e
Stati Uniti, ed a cui partecipavano anche Trinidad & Tobago,
Guatemala e Panama - con bilancio di 5 successi, 1 pareggio e 4
sconfitte, con 15 gol realizzati e 14 reti incassate. I 5 successi
sono stati ottenuti contro: Panama (2-1 in casa e 3-1 in trasferta),
Guatemala (3-2 interno), Trinidad & Tobago (2-0 casalingo) e Stati
Uniti (3-0 interno); il pareggio é stato ottenuto in trasferta
contro Trinidad & Tobago (0-0); le 4 sconfitte sono state incassate
contro: Messico (1-2 in casa, 0-2 in trasferta), Stati Uniti (0-3
fuori casa) e in Guatemala (1-3). Il bilancio finale complessivo
nelle qualificazioni verso Germania 2006 ha visto, pertanto, 18 gare
disputate con uno score di 8 vittorie, 4 pareggi e 6 sconfitte, con
30 reti realizzate e 25 gol subiti. Sono 12 i giocatori autori di
almeno una rete nelle qualificazioni a Germania 2006. Capocannoniere
assoluto con 8 centri Paulo Wanchope. |
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Polonia |
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La Federazione polacca è stata
fondata nel 1919, ma è stata affiliata alla Fifa nel 1923 e alla
Uefa nel 1954. Nella propria storia, la Polonia ha vinto un solo
titolo la coppa Nehru (1984). A livello di nazionali giovanili o
comunque di selezioni minori, il calcio polacco si é aggiudicato una
volta i Giochi Olimpici: è accaduto nell'edizione di Monaco 1972,
quando ha sconfitto in finale l'Ungheria col risultato di 2-1.
Inoltre, la Polonia ha vinto 1 Europeo Under 16 (1993) ed 1 Europeo
Under 18 (2001).
La Polonia partecipa per la settima volta nella propria storia alla
fase finale dei Mondiali. Le precedenti partecipazioni sono state
quelle di Francia 38, Germania 74, Argentina 78, Spagna 82, Messico
86 e Corea/Giappone 2002. Il traguardo massimo, raggiunto per due
volte, con il terzo posto finale ottenuto a Germania 74 (finalina
vinta contro il Brasile col risultato di 1-0) ed a Spagna 82
(finalina vinta contro la Francia col risultato di 3-2). Nelle altre
edizioni dei campionati del Mondo di calcio la nazionale polacca è
uscita al primo turno nel 38, nel girone di prima fase a
Corea/Giappone 2002, nel girone di seconda ad Argentina '78, negli
ottavi di finale a Messico 86. Nelle fasi finali dei Mondiali la
Polonia ha disputato 28 partite con un bilancio di 14 vittorie, 5
pareggi (tutti per 0-0) e 9 sconfitte, con 42 gol segnati e 36 reti
subite. La Polonia ha ottenuto la massima vittoria ai Mondiali il 19
giugno 1974 quando si impose 7-0 contro Haiti. La massima sconfitta
subita dai polacchi e' uno 0-4 incassato in due occasioni: il 16
giugno 1986, in Messico, contro il Brasile; il 10 giugno 2002,
contro il Portogallo.
La Polonia ha partecipato per la sedicesima volta, nel biennio
2004-2006, alle qualificazioni: ha complessivamente disputato 88
gare con un bilancio di 46 vittorie, 14 pareggi e 28 sconfitte, con
163 gol realizzati e 105 reti subite. La prima partita disputata
nelle eliminatorie è del 15 ottobre '33: Polonia - Cecoslovacchia
1-2 a Varsavia. L'affermazione più ampia ottenuta dai polacchi nelle
qualificazione è l'8-0 interno sull'Azerbaigian il 26 marzo 2005 a
Varsavia, nel cammino verso Germania 2006. La sconfitta più pesante
l'1 novembre 1965, a Roma: 1-6 contro l'Italia, nelle eliminatorie
verso Inghilterra '66. I giocatori polacchi che hanno disputato
almeno una partita alle fasi finali Mondiali sono 82. Il
pluripresente e' Wladyslav Zmuda con 21 gare, e 1807' giocati. Zmuda
è terzo nella classifica assoluta dei pluri-presenti nelle fasi
finali dei Mondiali.
I giocatori polacchi andati a segno almeno una volta nelle fasi
finali Mondiali sono 15. Il capocannoniere è Grzegorz Lato con 10
centri, di cui 7 nella sola edizione di Germania 1974, quando quando
fu il miglior realizzatore del torneo.
Pawel Janas,
nato il 4 marzo 1953 a Pabianice (Polonia), ha assunto l'
incarico di ct della Polonia
dal 20 dicembre 2002. Janas è stato giocatore di ottimo livello
giocando tra l'altro nel Widzew Lodz (74-77), nel Legia Varsavia
(78-82) e nell'Auxerre (82-86). Janas, dal 1974 al 1986, ha anche
disputato 53 gare con la maglia della nazionale maggiore polacca.
Conclusa l'attività agonistica, Janas ha intrapreso quella tecnica:
dall'88 al 90 è stato vice - allenatore del Legia Varsavia, incarico
che è tornato a coprire dal '92 al '93 dopo essere stato assistente
allenatore dell'olimpica polacca, argento a Barcellona 1992. Nel
1994 prima chance da allenatore, al Legia Varsavia dove vince 2
scudetti, 2 coppe polacche e una supercoppa polacca. Dal '96 al '99
è selezionatore dell'under 21. Nel dicembre 2002 diviene ct della
Polonia riuscendo a centrare il traguardo delle qualificazioni a
Germania 2006.
Quello che si disputerà in Germania nel 2006 sarà il primo Mondiale
da tecnico per Pawel Janas, ma non si tratterà di un debutto
assoluto. Janas ha infatti preso parte, da giocatore, a Spagna '82
giocando tutte le 7 gare disputate dalla propria nazionale e
concludendo l'avventura col terzo posto finale, grazie al successo
nella finalina di consolazione, 3-2 sulla Francia.
La Polonia si è qualificata per i Mondiali tedeschi chiudendo al
secondo posto dietro l'Inghilterra il girone di qualificazione con
24 punti, 8 successi e 2 sconfitte, 27 reti realizzate e 9 gol
incassati. Le 8 vittorie polacche sono state ottenute contro Irlanda
del Nord (3-0 in trasferta, 1-0 in casa), Austria (3-1 fuori casa,
3-2 interno), Galles (3-2 esterno, 1-0 casalingo) e Azerbaigian (8-0
in casa, 3-0 in trasferta). Le 2 sconfitte sono state subite
entrambe dall'Inghilterra, con un doppio 1-2. Trentadue i giocatori
utilizzati nelle qualificazioni a Germania 2006. Jacek Bak e Maciej
Zurawski sempre presenti. Nove i calciatori a realizzare almeno un
gol. I capocannonieri, con 7 reti ciascuno, sono stati due: Tomas
Frankowski e Maciej Zurawski. La Polonia ha concluso le
qualificazioni verso Germania 2006 senza mai pareggiare.
Altrettanto, tra le qualificate ai Mondiali di Germania 2006, hanno
fatto Giappone, Repubblica Ceca e Svezia |
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Ecuador |
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La Federazione calcistica
dell'Ecuador é nata nel 1925, nel 1926 è stata affiliata alla Fifa,
nel 1939 è entrata a far parte della confederazione sudamericana (Conmebol).
Nel corso della propria storia la nazionale maggiore dell‘Ecuador
non ha mai conquistato alcun trofeo di rilievo a livello
internazionale.
In coppa America, principale torneo disputato dall'Ecuador, il suo
miglior risultato è Il quarto posto nell'edizione del 1993, giocata
in casa propria: in quell'occasione l'Ecuador venne sconfitto 1-0
dalla Colombia nella finale per il terzo e quarto posto, dopo che in
semifinale era stato eliminato dal Messico, che si era imposto per
2-0. L'Ecuador partecipa ad una fase finale dei Mondiali per la
seconda volta nella propria storia: quattro anni fa, nell'edizione
di Corea-Giappone i sudamericani sono usciti al primo turno con un
bilancio di 1 successo, nessun pareggio e 2 sconfitte, con 2 reti
segnate e 4 subite. L'unico successo ecuadoriano alle fasi finali
Mondiali risale al 13 giugno 2002: 1-0 sulla Croazia. La sconfitta
più netta è uno 0-2 rimediato dall'Italia, il 3 giugno 2002, prima
gara assoluta dei sudamericani ad una fase finale dei Mondiali.
La squadra sudamericana si è qualificata per la seconda volta nella
propria storia ad una fase finale di Coppa del Mondo. L'Ecuador ha
giocato, nel biennio 2004-2006, per la tredicesima volta le
qualificazioni sudamericane: in queste 13 partecipazioni ha
complessivamente totalizzato 28 vittorie, 22 pareggi e 43 sconfitte
in 93 partite, realizzando 101 reti e subendone 135. La prima gara
assoluta nelle qualificazioni Mondiali risale al cammino verso
Brasile 50, ma l'Ecuador si ritirò perdendo così a tavolino per 0-2
sia da Uruguay sia da Paraguay. La massima vittoria è datata 8
agosto 1993, 5-0 casalingo sul Venezuela, verso Usa '94. Sempre un
5-0 rappresenta la massima sconfitta, in Argentina, il 17 dicembre
1960 nel cammino verso Cile '62. Due finora le reti segnate
dall'Ecuador alle fasi finali Mondiali, con Delgado e Mendez.
Il commissario tecnico
dell'Ecuador è Luis Fernando Suarez Guzman,
colombiano nato a Medellin il 23 dicembre 1959. E' il terzo
allenatore consecutivo di questa nazione chiamato a dirigere la
selezione maggiore ecuadoriana dopo Maturana e Gomez (il tecnico che
disputò Corea-Giappone 2002). Entrato in carica al posto di Gomez
nell’agosto 2004, all’indomani della coppa America, aveva già
guidato questa selezione, conducendola ai quarti di finale della
coppa America del 1997 e poi facendo il vice nell’era-Maturana. Con
una discreta rimonta, fatta di 5 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte
nel girone eliminatorio, ha condotto l'Ecuador per la seconda volta
consecutiva ad una fase finale Mondiale.
COSÌ NELLE QUALIFICAZIONI A
GERMANIA 2006
L'Ecuador ha raggiunto per la seconda volta la fase finale dei
Campionati del Mondo giungendo terzo nel girone eliminatorio
sudamericano alle spalle di Argentina e Brasile. Nelle 18 gare del
girone di qualificazione l'Ecuador ha totalizzato 28 punti frutto di
8 successi (2-0 in casa sul Venezuela, 2-1 interno sulla Colombia,
3-2 in casa e 2-1 fuori contro la Bolivia, 2-0 in casa sul Cile, 1-0
in casa sul Brasile, 5-2 interno contro il Paraguay, 2-0 casalingo
sull’Argentina), 4 pareggi (0-0 interno e 2-2 esterno con il Perù,
0-0 in casa contro l Uruguay, 0-0 in Cile) e 6 sconfitte (0-1 in
Brasile, 1-2 in Paraguay, 0-1 in Argentina, 0-1 in Uruguay, 1-3 in
Venezuela, 0-3 in Colombia), realizzando 23 reti e subendone 19.
I giocatori ecuadoriani impiegati nel corso delle qualificazioni
sono stati 44: il calciatore più impiegato è risultato Giovanny
Espinoza, che ha giocato tutte le 18 gare. L'Ecuador ha realizzato
nel girone sudamericano di qualificazione ai Mondiali 2006 23 gol,
con dieci calciatori. Due i capocannonieri della squadra, ex-aequo
con 5 reti ciascuno: Augustin Delgado ed Edison Mendez: sono i due
stessi giocatori che finora hanno segnato gol per l'Ecuador nelle
fasi finali al Mondiale nippo - coreano. |
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