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Speciale Commissari Tecnici
dei Mondiali di Germania 2006 |
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Fonte:
Ansa.it |
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Indice raggruppamenti |
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Gruppo
A |
Gruppo C |
Gruppo
E |
Gruppo G |
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Gruppo B |
Gruppo D |
Gruppo F |
Gruppo H |
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Messico |
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La Federazione messicana, fondata nel
1927, è affiliata alla Fifa dal 1929 e alla Concacaf dal 1962. La
nazionale maggiore ha vinto complessivamente 7 coppe Concacaf per
nazioni (65, 71, 77, 93, 96, 98, 2003), 3 edizioni dei Giochi
Panamericani (67, 75, 99), 6 edizioni dei Giochi Centro-Americani e
dei Caraibi (1926, da alcuni ritenuto non ufficiale, poi 35, 38, 59,
66 e 90) ed 1 Confederation Cup (99). Tra i titoli minori
conquistati dalla selezione messicana troviamo anche 2 U.S. Cup (96
e 97).
Le selezioni giovanili messicane si sono aggiudicate ben 11 trofei:
il più prestigioso è senza dubbio il titolo Mondiale Under 16/17
vinto nel 2005. In campo internazionale i club messicani hanno vinto
la bellezza di 28 titoli, di cui 21 coppe Campioni Concacaf, 4 coppe
delle Coppe Concacaf, 3 coppe Interamericane.
Il Messico partecipa per la tredicesima volta, quarta consecutiva,
nella propria storia alla fase finale dei Mondiali. I migliori
risultati sono stati i quarti di finale raggiunti nelle due edizioni
disputate in casa (70 e 86). Nelle altre dieci edizioni cui ha preso
parte, la selezione messicana è stata eliminata al primo turno nel
30, 50, 54, 58, 62, 66 e 78, agli ottavi di finale nel 94, 98, 2002.
Nelle fasi finali il Messico ha disputato 41 partite con un bilancio
di 10 vittorie, 11 pari e 20 sconfitte, 43 gol segnati e 79 subiti.
Il Messico ha ottenuto la massima vittoria ai Mondiali il 7 giugno
1970, nella prima edizione delle due disputate in casa: fu 4-0
contro El Salvador, a Città del Messico. La massima sconfitta risale
al 6 giugno 1978: fu 0-6 contro la Germania Ovest, a Cordoba. Il
Messico ha partecipato per la quattordicesima volta, nel biennio
2004-2006, alle qualificazioni per i Mondiali di calcio, ottenendo
il visto per la fase finale in undici circostanze, visto che le
partecipazioni a Messico 1970 e 1986 era acquisita di diritto in
qualità di paese organizzatore. Nelle eliminatorie ha
complessivamente disputato 124 gare: 81 le vittorie, 26 i pareggi e
17 le sconfitte, con 338 gol realizzati e 88 subiti. La prima
partita disputata dal Messico nelle qualificazioni ai Mondiali
risale al 4 marzo 1934: vittoria casalinga per 3-2 contro Cuba, a
Città del Messico. La massima vittoria è stata ottenuta nel corso
delle eliminatorie verso il Mondiale statunitense del 1994: 11-0
contro St Vincent, il 6 dicembre 1992, a Città del Messico. La
sconfitta più ampia è uno 0-4 subito contro Trinidad & Tobago il 14
dicembre 1973, a Port au Prince, nelle eliminatorie verso Germania
1974. I giocatori messicani che hanno disputato almeno una partita
alle fasi finali Mondiali sono stati finora 158. Il calciatore
pluripresente è, con 11 gettoni, Antonio Carbajal, che è anche il
giocatore messicano col maggior numero di minuti giocati: 990, cioé
le intere 11 gare giocate nel corso di cinque edizioni dei Mondiali.
Carbajal è uno dei due calciatori nella storia delle fasi finali dei
Mondiali che ha disputato più edizioni: 5, come il tedesco Lothar
Matthaus. I giocatori messicani andati a segno almeno una volta
nelle fasi finali Mondiali sono 33. Il capocannoniere è, con 4
centri, Luis Hernandez, anche goleador messicano in singola
edizione, avendo realizzato tutte le sue 4 reti a Francia 1998.
Il commissario tecnico
del Messico è Ricardo Antonio
La Vope, nato il 21 settembre
1951 a Buenos Aires (Argentina). La Volpe ha iniziato la propria
carriera tecnica nel 1983 con il club dell'Oaxtepec, dove rimane per
un biennio. Nel corso degli anni La Volpe ha allenato Puebla,
Deportivo Gudalajara, Gallos Blancos Queretaro, Club de Futbol
Atlante, America, Atlas Guadalajara e Deportivo Toluca. Nel febbraio
2003 arriva il debutto alla guida della nazionale messicana. Nel
corso degli anni, oltre alla selezione maggiore, La Volpe ha anche
assunto la guida della selezione messicana Olimpica ad Atene 2004. A
Germania 2006 Ricardo Antonio La Volpe disputerà il primo Mondiale
da commissario tecnico. La Volpe non ha mai preso parte ai Mondiali
neppure da calciatore. Il Messico si è qualificato per i Mondiali
tedeschi passando attraverso tre fasi di qualificazione. Nel turno
preliminare ha avuto la meglio su Dominica con un doppio successo:
10-0 in trasferta e 8-0 in casa. Nella prima fase a gironi ha
concluso al primo posto - il raggruppamento comprendeva anche St.
Kitts & Nevis, St. Vincent, Trinidad & Tobago - con 18 punti frutto
di 6 successi su 6 gare disputate, con 27 reti segnate ed 1 solo gol
subito. Contro Trinidad & Tobago ha vinto 3-1 in trasferta e 3-0 in
casa; contro St. Vincent si è imposto per 7-0 in casa e 1-0 fuori
casa; contro St. Kitts & Nevis ha vinto per 5-0 in trasferta e per
8-0 in casa.
Nel girone finale - con Stati Uniti, Costarica, Guatemala, Panama e
Trinidad & Tobago - il Messico ha chiuso al primo posto assieme agli
Stati Uniti con 22 punti, 7 successi, 1 pari e 2 sconfitte, 22 reti
realizzate e 9 incassate. Le 7 vittorie sono state ottenute contro:
Costarica (2-1 fuori casa, 2-0 in casa), Stati Uniti (2-1 in casa),
Guatemala (2-0 esterno, 5-2 in casa), Trinidad & Tobago (2-0 in
casa) e Panama (5-0 interno). Il pareggio è stato per 1-1 a Panama.
Le 2 sconfitte sono state subite entrambe fuori casa, contro Stati
Uniti (0-2) e Trinidad & Tobago (1-2); 46 i giocatori utilizzati dal
Messico nelle qualificazioni, il pluripresente Jared Borgetti con 14
gettoni.Il Messico ha segnato complessivamente 67 reti nella fase di
qualificazione verso Germania 2006. Diciotto sono stati i calciatori
a realizzare almeno un gol. Il capocannoniere, con 14 reti, è stato
Jared Borgetti. Tra le qualificate il Messico è la squadra che ha
ottenuto più successi (15) e segnato più gol (67) nelle
eliminatorie.
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Iran |
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La Federazione iraniana di calcio è
stata fondata nel 1920, mentre nel 1945 è avvenuta l'affiliazione
alla Fifa, nel 1958 quella alla Confederazione Asiatica. Nel corso
della propria storia l'Iran ha conquistato complessivamente 13
titoli internazionali. La selezione maggiore si è aggiudicata,
infatti, 3 Coppe d'Asia (68, 72, 76), 4 Giochi Asiatici (74, 90, 98,
2002), 1 Campionato dell Asia Occidentale (2004), 1 Coppa
Afro-Asiatica (1978).
Terza partecipazione alle fasi finali dei Mondiali dopo le
esperienze fatte ad Argentina 1978 ed a Francia 1998: in entrambe le
circostanze l'Iran non è mai andato oltre il girone di prima fase.
Nelle 6 partite disputate la nazionale iraniana ha un bilancio di 1
vittoria, 1 pareggio e 4 sconfitte, con 4 reti realizzate e 12 gol
subiti. L'Iran ha ottenuto l'unico successo della propria storia
mondiale a Francia 1998 e si è trattato di una vittoria di
particolare valenza politica: 2-1 contro gli Stati Uniti, in data 21
giugno 1998, a Lione. La massima sconfitta è arrivata dal Perù
nell'edizione di Argentina 1978: l'11 giugno di quell'anno gli
asiatici vennero superati per 1-4. L'Iran è approdato per la terza
volta alle fasi finali dei Mondiali, dopo quelle di Argentina 1978 e
Francia 1998. Complessivamente la selezione asiatica ha preso parte,
considerando anche quella svolta nel biennio 2004-2006, per la
settima volta alle qualificazioni Mondiali.
Complessivamente l'Iran ha disputato 80 partite - considerando anche
le due di spareggio euro-asiatico contro l'Eire per le
qualificazioni verso i Mondiali di Corea/Giappone 2002, con
sconfitta esterna per 0-2 e vittoria interna per 1-0 -, ottenendo un
bilancio di 51 vittorie, 16 pareggi e 13 sconfitte, con 186 reti
realizzate e 60 gol subiti. La prima gara assoluta dell'Iran nelle
qualificazioni Mondiali risale al 4 maggio 1973: pareggio casalingo
per 0-0 contro la Corea del Nord, nelle eliminatorie verso Germania
'74. La massima vittoria iraniana nelle qualificazione un 19-0
casalingo ottenuto contro Guam a Tabriz il 24 novembre 2000, nel
cammino verso Corea- Giappone 2002.
La massima sconfitta e' rappresentata da uno 0-3 subito in due
circostanze: il 18 agosto 1973 a Sydney contro l'Australia, verso
Germania '74 ed il 16 ottobre 1993 a Doha contro la Corea del Sud,
verso Usa '94. Trentuno i calciatori complessivamente impiegati
dall'Iran nelle due fasi finali dei Mondiali cui ha preso finora
parte. I calciatori pluripresenti sono venti, tutti a quota tre
presenze, di questi solo tredici sono rimasti in campo per tutti i
270'. Le quattro reti finora realizzate dall'Iran nelle fasi finali
dei Mondiali sono state messe a segno tutte da giocatori diversi. Si
tratta di Danifard, Estili, Mahdavikia e Rowshan, a quota un gol
ciascuno.
Il ct Branko Ivankovic,
croato, è nato il 28 febbraio 1954, é alla prima esperienza Mondiale
come commissario tecnico. In passato ha comunque avuto la
soddisfazione di prendere parte alla più fortunata fase finale cui
abbia partecipato la nazionale croata: a Francia 1998, infatti,
Ivankovic era assistente di Miroslav Blazevic; la sua Croazia
concluse quel con il terzo posto finale, battendo nella finale di
consolazione l'Olanda (2-1). Ivankovic ha iniziato la propria
carriera tecnica nel 1991 alla guida del Varteks Varazdin. Nel 1998
diviene assistente di Miroslav Blazevic, incarico che ricopre fino
al gennaio 2002, anche se dal luglio 1999 al febbraio 2000 guida
contemporaneamente anche i tedeschi dell'Hannover 96. Nel gennaio
2002 Ivankovic accetta l'offerta dell'Iran di guidare la selezione
maggiore nella fase finale delle qualificazioni Mondiali per l
edizione di Corea/Giappone 2002: fallito l'obiettivo, viene
sostituito. La federazione iraniana, però, decide di richiamarlo nel
2003: Ivankovic accetta e porta l'Iran alla fase finale di Germania
2006.
COSÌ NELLE QUALIFICAZIONI A
GERMANIA 2006
L'Iran si è qualificato in Germania superando due gironi. Nel primo
ha chiuso al primo posto con 15 punti, frutto di 5 vittorie ed 1
sconfitta, con 22 gol segnati e 4 reti subite. Le 5 vittorie sono
state ottenute contro Qatar (3-1 in casa, 3-2 in trasferta), Laos
(doppio 7-0) e Giordania (2-0 esterno), mentre l'unica sconfitta è
stata subita dalla Giordania (0-1 in casa). Nella girone finale -
che comprendeva anche Giappone, Bahrein e Corea del Nord - l'Iran ha
concluso al secondo posto con 13 punti, frutto di 4 successi, 1
pareggio ed 1 sconfitta, con 7 reti realizzate e 3 gol subiti. Le 4
vittorie sono state ottenute contro: Giappone (2-1 interno), Corea
del Nord (2-0 esterno, 1-0 casalingo) e Bahrein (1-0 interno); il
pareggio è stato ottenuto in Bahrein (0-0); mentre la sconfitta è
stata incassata in Giappone (1-2). Complessivamente, dunque, l'Iran
ha ottenuto un bilancio di 9 successi, 1 pareggio e 2 sconfitte, con
29 reti realizzate e 7 gol incassati. Trentuno i giocatori
utilizzate in queste qualificazioni. Solamente due i calciatori ad
aver giocato tutte le 12 gare: i pluripresenti sono Hossein Kabei e
Javad Nekounam. Dieci i calciatori a realizzare almeno una rete. Il
capocannoniere è stato Alì Daei con 9 centri, la cui media
realizzativa è impressionante se rapportata alle sue dieci gare
giocate. In ordine cronologico l'Iran è stata una delle cinque
squadre, tra le 31 che hanno affrontato le eliminatorie a Germania
2006, a staccare per prima il biglietto per la fase finale. La
qualificazione aritmetica asiatica è giunta l'8 giugno 2005, grazie
al successo casalingo per 1-0 contro il Bahrein. |
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Angola |
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La Federazione calcistica dell'Angola
è nata nel 1977. E stata affiliata alla Fifa ed alla Confederazione
Africana di Football (C.A.F.) nel 1980. La nazionale maggiore non
vanta nel proprio palmares alcun titolo di grande rilievo; in
bacheca comunque tre edizioni della coppa 'Cosafa', quella cui
partecipano i paesi dell'Africa australe, che Angola si è
aggiudicata nel 1999, nel 2001 e nel 2004. Tre le qualificazioni
alle fasi finali di coppa d Africa: 1996, 1998, 2006.
Considerando l'attività delle selezioni giovanili, il calcio
angolano, a livello di nazionali minori, ha vinto un importante
trofeo: nel 2001, la selezione juniores si è laureata campione d
Africa. Selezionatore era l attuale commissario tecnico della
nazionale maggiore, Luis de Oliveira Goncalves. Nessun titolo è
invece ancora arrivato dai club angolani, nelle coppe
internazionali. L Angola si è qualificata per la prima volta nella
propria storia alla fase finale dei Campionati Mondiali di calcio.
La formazione africana era alla sesta partecipazione ad una fase
eliminatoria pre-Mondiale e, compreso il cammino verso Germania
2006, vanta un bilancio di 20 vittorie, 17 pareggi e 10 sconfitte
nelle 47 partite disputate: la differenza-reti è positiva con 60
fatte e 40 subite. In assoluto la prima gara di qualificazione
Mondiale per la nazionale angolana risale all’1 luglio 1984, una
vittoria per 1-0 in casa contro il Senegal, nelle eliminatorie verso
Messico 86. La massima vittoria è datata 23 aprile 2000, 7-1 contro
lo Swaziland nelle eliminatorie verso Corea - Giappone 2002. La
sconfitta più pesante risale al 9 luglio 2000, 0-3 in Camerun,
sempre nelle qualificazioni verso Corea-Giappone 2002. L Angola sarà
una delle quattro nazionali africane esordienti alle fasi finali dei
Mondiali di Germania 2006, con Costa d Avorio, Ghana e Togo. Nove le
squadre che le hanno precedute; in ordine cronologico, si ricordano:
Egitto (esordio assoluto nel 1934), Marocco (1970), Zaire (1974),
Tunisia (1978), Algeria (1982), Camerun (1982), Nigeria (1994),
Repubblica Sudafricana (1998), Senegal (2002). Quello del 2006 sarà
pertanto il quarto Mondiale consecutivo che vedrà il debutto, in
senso assoluto, di almeno una nazionale africana. Detto che nessuna
nazionale africana ha mai vinto il Mondiale di calcio per nazionali
maggiori, il miglior risultato di una squadra del continente nero è
costituito dal raggiungimento dei quarti di finale. La prima volta
ci è riuscito il Camerun, approdatovi a Italia 90, quando venne
eliminato dall Inghilterra con una sconfitta per 3-2, dopo i tempi
supplementari; quattro anni fa ha bissato l impresa il Senegal, che
venne estromesso al golden goal dalla Turchia, 0-1.
IL COMMISSARIO TECNICO
Luis de Oliveira Goncalves,
angolano di nascita, è il selezionatore dell’Angola dall’ottobre
2003, quando ha preso il posto di Ismael Kurtz, esonerato dopo la
sconfitta per 1-3 in Ciad nella prima gara del ciclo di
qualificazioni ai Mondiali di Germania 2006. Goncalves ha subito
compiuto il primo miracolo: il 16 novembre 2003 la nazionale
angolana ha vinto il match di ritorno per 2-0, approdando al girone
finale del continente africano. Luis de Oliveira Goncalves è una
specie di icona del calcio angolano: a lui si ascrive il merito,
oltre che della prima storica qualificazione ai Mondiali di Germania
2006, di aver vinto con la selezione juniores la coppa d Africa per
nazioni di quella categoria (edizione 2001).
COSI’ LE QUALIFICAZIONI A
GERMANIA 2006
L' Angola è approdata alla fase finale dei Mondiali di Germania 2006
vincendo il proprio girone finale, che comprendeva anche Algeria,
Gabon, Nigeria, Ruanda e Zimbabwe. Ventuno i punti dell Angola, gli
stessi della Nigeria, che si è dovuta arrendere per peggior
classifica avulsa negli scontri diretti. Il bilancio nel girone
finale dell’Angola parla di 6 vittorie (1-0 in casa sulla Nigeria,
doppio 1-0 sul Ruanda, 1-0 in casa sullo Zimbabwe, 2-1 in casa
sull’Algeria, 3-0 in casa sul Gabon), 3 pareggi (0-0 in Algeria, 2-2
in Gabon, 1-1 in Nigeria) ed 1 sola sconfitta (0-2 in Zimbabwe); 12
le reti fatte, 6 quelle subite. In precedenza l Angola aveva dovuto
superare un turno preliminare contro il Ciad, dove ha clamorosamente
rischiato l eliminazione, perdendo in trasferta per 1-3, nell
andata, e vincendo in casa per 2-0 nel ritorno. Complessivamente,
dunque, i successi angolani in queste qualificazioni sono stati 7, 3
i pareggi, 2 le sconfitte. Da notare che l Angola, nei 6 confronti
casalinghi, ha sempre vinto, segnando 10 reti e subendone appena 1.
I giocatori della nazionale di Angola impiegati nel corso delle
qualificazioni a Germania 2006 sono stati 33. Soltanto uno di loro,
Yamba Asha (difensore, insignito, tra l altro, del titolo di miglior
giocatore del torneo nella Coppa Cosafa 2004), ha giocato tutte e 12
le partite, sommando girone finale e match di qualificazione. L'
Angola ha segnato 15 gol nel corso delle qualificazioni con 8
differenti calciatori. Il capocannoniere della squadra, Akwa (al
secolo Fabrice Alcebiade, attaccante, classe 1977), ha segnato 5
reti, in pratica un terzo dell’intero bottino della selezione
angolana. |
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Portogallo |
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La Federazione portoghese, fondata
nel 1914, è affiliata alla Fifa dal 1923. Il Portogallo non vanta
alcun trofeo conquistato a livello di nazionale maggiore. Se la
selezione maggiore portoghese non ha mai conquistato alcun titolo,
quelle giovanili hanno invece un palmares molto prestigioso: 2
Campionati del Mondo Under 20 (1989, 1991), 1 campionato del Mondo
militare (1958), 3 Campionati Europei Under 18 (1961, 1994, 1999) e
5 Campionati Europei Under 16/17 (1989, 1995, 1996, 2000, 2003). A
livello di club sono 9 i titoli conquistati da società portoghesi: 2
coppe Intercontinentali, 4 coppa Campioni/Champions League, 1
supercoppa Europea, 1 coppa delle Coppe, 1 coppa Uefa. Il Portogallo
partecipa alle fasi finali dei Mondiali per la quarta volta. Finora
i lusitani hanno preso parte alle edizioni di Inghilterra 1966 -
quella in cui hanno ottenuto anche il miglior risultato con il terzo
posto finale (successo nella finalina per 2-1 contro l Unione
Sovietica) -, Messico 1986 e Corea/Giappone 2002. In questi ultimi
due casi l avventura portoghese è terminata nella prima fase. Il
bilancio complessivo nelle fasi finali Mondiali vede 7 vittorie e 5
sconfitte, senza alcun pareggio, con 25 reti realizzate e 16 gol
incassati. La massima vittoria ottenuta dal Portogallo in una fase
finale dei Mondiali risale al 10 giugno 2002 quando, nell edizione
svoltasi in Corea/Giappone, la nazionale lusitana si impose per 4-0
contro la Polonia. La peggior sconfitta, invece, è datata 18 giugno
1986, nell edizione di Messico 1986: 1-3 contro il Marocco. Il
Portogallo ha partecipato per la diciassettesima volta, nel biennio
2004-2006, alle eliminatorie Mondiali. Il bilancio complessivo è di
105 gare disputate con 52 vittorie, 26 pareggi e 27 sconfitte, con
187 gol realizzati e 119 gol subiti. La gara d esordio del
Portogallo nelle qualificazioni Mondiali è datata 11 marzo 1934:
sconfitta per 0-9 in Spagna. Proprio quel match rappresenta ancora
oggi la sconfitta più netta subita dal Portogallo nelle eliminatorie
Mondiali. Il successo più ampio é invece un 7-1 ottenuto in due
occasioni: l 1 settembre 2001 in casa di Andorra, nel cammino verso
Corea-Giappone 2002 ed il 13 ottobre 2004 a Lisbona contro la
Russia, nelle eliminatorie verso Germania 2006. I giocatori
portoghesi che hanno disputato almeno uno spezzone di partita nelle
fasi finali dei Mondiali sono 48. I calciatori pluripresenti sono 7:
José Augusto, Mario Esteves Coluna, Hilario Conceiçao, Eusebio,
Jaime Graça, Antonio Simoes e José Torres. Per questi sette
giocatori le gare giocate si riferiscono all edizione di Inghilterra
1966, in cui ciascuno di essi ha disputato tutti i 540 in cui è
rimasto in gioco la nazionale lusitana. Sono 9 i calciatori
portoghesi che hanno realizzato almeno un gol durante le fasi finali
dei Mondiali di calcio. Il bomber principe è Eusebio che, nella sola
edizione di Inghilterra 1966, è riuscito a realizzare ben 9 reti,
conquistando anche il titolo di capocannoniere di quel Mondiale.
IL COMMISSARIO TECNICO
Luis Felipe Scolari
è nato a Passo Fundo (Brasile) il 9 novembre 1948. Tecnico campione
del Mondo in carica (ha vinto con il Brasile nel 2002), ha assunto
la carica di commissario tecnico della nazionale lusitana dal 1
gennaio 2003. Nel 2004, nell edizione disputata in casa, ha condotto
il Portogallo al secondo posto agli Europei. Dopo una modesta
carriera di calciatore con le casacche di Aymore, Caxias, Novo
Hamburgo, Juventude e Csa, ha iniziato in quest ultimo club la sua
carriera tecnica. Passato al Brasil di Rio Grande do Sul, Scolari ha
poi accettato le proposte della formazione araba dell Al Shabab.
Tornato in Brasile ha allenato Gremio, Goias, Criciuma, per poi
tornare in Asia dove ha guidato prima l Al Qadissia (Kuwait), poi la
formazione araba dell Al Ahli. Tornato in Brasile ha vinto nel 1995
la coppa Libertadores alla guida del Gremio, si è recato poi in
Giappone al Jubilo Iwata, prima di tornare in Sud America dove,
sulla panchina del Palmeiras, ha vinto nuovamente la coppa
Libertadores (1999); ha poi allenato il Cruzeiro. Nel 1995, con il
Gremio, ha perduto la finale di coppa Intercontinentale ai calci di
rigore contro l Ajax Amsterdam; stessa sorte nel 1999, alla guida
del Palmeiras, quando fu il Manchester United a trionfare per 1-0.
Nonostante questa sconfitta, nel 1999 è stato nominato miglior
tecnico sudamericano dell anno.
COSÌ NELLE QUALIFICAZIONI A
GERMANIA 2006
Il Portogallo si è qualificato per i Mondiali tedeschi chiudendo al
primo posto il proprio girone di qualificazione - un raggruppamento
che comprendeva anche Estonia, Lettonia, Liechtenstein, Lussemburgo,
Russia e Slovacchia - con un bilancio di 9 successi, 3 pareggi e
nessuna sconfitta, con 35 reti realizzate e 5 gol incassati. Le 9
vittorie portoghesi sono state ottenute contro: Lettonia (2-0
esterno, 3-0 in casa), Estonia (4-0 interno, 1-0 fuori casa), Russia
(7-1 casalingo), Lussemburgo (5-0 in trasferta, 6-0 in casa),
Slovacchia (2-0 interno) e Liechtenstein (2-1 interno). I 3 pareggi
sono stati ottenuti contro Liechtenstein (2-2 in trasferta),
Slovacchia (1-1 fuori casa) e Russia (0-0 esterno). Ventisette i
giocatori utilizzati nelle qualificazioni ai Mondiali di Germania
2006. I calciatori pluripresenti sono stati tre: Jorge Andrade,
Pauleta e Cristiano Ronaldo, che hanno disputato, tutte le 12 gare
di qualificazione in programma.
Il Portogallo ha segnato 35 reti nel girone di qualificazione verso
Germania 2006. Dodici sono stati i calciatori a realizzare almeno
una rete. Il capocannoniere è stato Pauleta con 11 reti all attivo,
media importante, rapportandola alle 12 presenze del giocatore. |
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