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Speciale Commissari Tecnici
dei Mondiali di Germania 2006 |
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Fonte:
Ansa.it |
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Indice raggruppamenti |
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Gruppo
A |
Gruppo C |
Gruppo
E |
Gruppo G |
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Gruppo B |
Gruppo D |
Gruppo F |
Gruppo H |
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Brasile |
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La Federazione brasiliana è stata
fondata nel 1914, ma è stata affiliata alla Fifa nel 1923 e alla Csf
nel 1916. Nella propria storia la nazionale maggiore del Brasile ha
vinto 18 titoli: 5 Mondiali (1958, 1962, 1970, 1994, 2002), 7 coppe
America (1919, 1922, 1949, 1989, 1997, 1999, 2004), 4 giochi
Panamericani (1963, 1975, 1979 e 1987), 2 Confederation Cup (1997,
2005).
A livello di nazionali giovanili o comunque di selezioni minori, il
calcio brasiliano si è aggiudicato 4 edizioni dei Mondiali Under 20
(1983, 1985, 1993, 2003), 3 dei Mondiali Under 16/17 (1997, 1999,
2003), 8 di coppa America Under 20/21 (1974, 1983, 1985, 1988, 1991,
1992, 1995, 2001), 7 coppa America Under 16/17 (1988, 1991, 1995,
1997, 1999, 2001, 2005). A livello internazionali i club brasiliani
hanno conquistato 12 coppe Libertadores, 3 supercoppe Libertadores,
4 Recopa, 5 Copa Conmebol, 3 Copa Mercosur, 6 coppe
Intercontinentali, 5 di Kirin Cup.
COSI' AI PRECEDENTI MONDIALI
Il Brasile partecipa per la 18/ma volta nella propria storia alla
fase finale dei Mondiali: è la sola nazionale al mondo ad aver
disputato tutte le edizioni. Il traguardo massimo è stato raggiunto
cinque volte con la vittoria del trofeo: anche in questo caso
nessuna altra nazionale ha fatto meglio. Le cinque vittorie sono
state ottenute a: Svezia 1958 (5-2 contro la Svezia, il 29 giugno),
Cile 1962 (3-1 contro la Cecoslovacchia, il 17 giugno), Messico 1970
(4-1 contro l Italia, il 21 giugno), Usa 1994 (3-2 dopo i calci di
rigore, 0-0 al termine di regolamentari e supplementari, contro l
Italia a Los Angeles, il 17 luglio), Corea/Giappone 2002 (2-0 contro
la Germania, il 30 giugno).
Nelle altre edizioni dei Mondiali il Brasile aveva concluso: al
secondo posto a Brasile 1950 e Francia 1998, al terzo posto a
Francia 1938 e Argentina 1978, al quarto posto a Germania 1974, nei
quarti di finale a Svizzera 1954 e Messico 1986, negli ottavi di
finale a Italia 1990, nei gironi del secondo turno a Spagna 1982,
nel primo turno a Uruguay 1930, Italia 1934 e Inghilterra 1966.
Nelle fasi finali dei Mondiali il Brasile ha disputato 87 partite
con un bilancio di 60 vittorie, 14 pareggi e 13 sconfitte, con 191
gol segnati e 82 reti subite.
La massima vittoria del Brasile in una fase finale Mondiale é il 7-1
ottenuto il 9 luglio 1950 contro la Svezia, a Rio de Janeiro (girone
finale di Brasile 1950). La massima sconfitta subita dai brasiliani
è datata 12 luglio 1998: 0-3 contro la Francia, a Parigi, nella
finalissima dell’edizione di Francia 1998.
Il Brasile ha partecipato per la dodicesima volta, nel biennio
2004-2006, alle qualificazioni per i Mondiali di calcio,
conquistando sempre il visto per le fasi finali. E proprio il
Brasile, a seguito di una modifica al regolamento voluta dalla Fifa,
è stata la prima nazionale ad aver dovuto effettuare le
qualificazioni alla fase finale pur essendo Campione del Mondo in
carica. Il Brasile ha complessivamente disputato 87 gare con un
bilancio di 48 vittorie, 18 pareggi e 9 sconfitte, con 168 gol
realizzati e 48 reti subite. La prima partita disputata dal Brasile
nelle qualificazioni ai Mondiali risale all’1 aprile 1934: Brasile -
Perù 2-0, a Rio de Janeiro. L affermazione più ampia ottenuta dai
brasiliani nelle qualificazione risale al 14 luglio 1977 contro la
Bolivia, 8-0 a Calì, nel cammino verso Argentina 78. La sconfitta
più pesante è stata subita il 16 agosto 2000: 0-3 contro il Cile, a
Santiago del Cile, nel percorso verso Corea-Giappone 2002. I
giocatori brasiliani che hanno disputato almeno uno spezzone di
partita alle fasi finali Mondiali sono 211. I calciatori
pluripresenti sono Carlos Dunga e Claudio Taffarel con 18 gettoni
ciascuno. Quest ultimo è anche il giocatore brasiliano ad aver
giocato per il maggior numero di minuti: 1680, cioé le intere 18
gare disputate. I giocatori brasiliani andati a segno almeno una
volta nelle fasi finali Mondiali sono 60. I capocannonieri del
Brasile, con 12 centri ciascuno, sono Pelé e Ronaldo, quest’ultimo
capocannoniere dell’ultima edizione del Mondiale, con 8 gol
all’attivo.
IL COMMISSARIO TECNICO
Il commissario tecnico brasiliano è
Carlos Alberto Parreira,
nato il 27 febbraio 1943 a Rio de Janeiro (Brasile). Parreira
intraprende la carriera tecnica da giovanissimo, senza avere un
passato da calciatore. La prima panchina è datata addirittura 1967
quando guida il Sao Cristovao, di cui è anche preparatore atletico.
Già nel 1968 arriva la prima esperienza all estero quando diviene
allenatore del Kotoko (Ghana).
Sono molti i club allenati in carriera da Parreira che, nel corso
degli anni, è stato al Vasco da Gama (ma solo come preparatore
atletico), Fluminense (a più riprese, prima come preparatore
atletico, quindi da allenatore), Bragantino, Valencia (Spagna),
Fenerbahçe (Turchia), San Paolo, New York Metro Star (Usa), Atletico
Mineiro, Internacional e Corinthians, ultimo club da lui allenato.
Nel curriculum di Parreira non ci sono solo club, ma anche
nazionali: dal 1967 al 1968 è alla guida del Ghana, nel 1972 è
assistente della Seleçao brasiliana, quindi è in Kuwait (come
assistente tecnico dal 1976 al 1977, come CT dal 1978 al 1982). Nel
1983 Parreira è per la prima volta commissario tecnico del Brasile,
ma si tratta di un esperienza breve visto che nel 1984 è alla
Fluminense. Dal 1985 al 1988 e nel 1990 guida la selezione degli
Emirati Arabi Uniti, mentre da 1988 al 1990 e nel 1998 è CT dell
Arabia Saudita. Dal 1992 al 1994 è ancora alla guida del Brasile
quindi, nel 2002, all’indomani del successo di Luis Felipe Scolari
al Mondiale di Corea/Giappone 2002, Parreira torna ad assumere
nuovamente il ruolo di Ct della Seleçao. Nel 1994, nell’edizione
statunitense dei Mondiali, si laurea Campione del Mondo grazie alla
finale vinta dal Brasile per 3-2 dopo i rigori contro l Italia (0-0
al termine di regolamentari e supplementari). Quello che si
disputerà in Germania nel 2006 sarà il quinto Mondiale in assoluto
cui prenderà parte nella propria carriera tecnica Carlos Alberto
Parreira, che così eguaglierà il primato di Bora Milutinovic, finora
unico selezionatore ad aver disputato 5 fasi finali. Il debutto è
avvenuto alla guida del Kuwait nell’edizione di Spagna 1982, quindi
l edizione di Italia 1990 alla guida degli Emirati Arabi Uniti;
terza partecipazione ad Usa 1994, quando si laurea campione del
Mondo con il Brasile, infine l edizione di Francia 1998, alla guida
dell’Arabia Saudita ma viene rimosso dall’incarico dopo due gare
della fase a gironi, entrambe perdute contro Danimarca (0-1) e
Francia (0-4).
COSI’ LE QUALIFICAZIONI A
GERMANIA 2006
Il Brasile si è qualificato per i Mondiali tedeschi chiudendo al
primo posto, assieme all’Argentina, il girone sudamericano di
qualificazione: 34 punti conquistati, frutto di 9 successi, 7
pareggi e 2 sconfitte, con 35 reti realizzate e 17 gol incassati. Le
9 vittorie della Selecao sono state ottenute contro: Colombia (2-1
in trasferta), Ecuador (1-0 in casa), Argentina (3-1 casalingo),
Bolivia (3-1 in casa), Venezuela (5-2 fuori casa, 3-0 interno), Perù
(1-0 casalingo), Paraguay (4-1 in casa) e Cile (5-0 casalingo). I 7
pareggi sono stati ottenuti contro: Perù (1-1 fuori casa), Uruguay
(3-3 in casa, 1-1 in trasferta), Paraguay (0-0 esterno), Cile (1-1
in trasferta), Colombia (0-0 in casa) e Bolivia (1-1 fuori casa). Le
2 sconfitte sono state subite contro: Ecuador (0-1 esterno) e
Argentina (1-3 in trasferta). Trentasei i giocatori utilizzati dal
Brasile nelle qualificazioni ai Mondiali. Il pluripresente è stato
il portiere del Milan Dida, con 16 gettoni su un totale di 18 gare
di qualificazione complessivamente disputate dalla sua nazionale. Il
Brasile ha segnato 35 reti nel girone di qualificazione verso
Germania 2006. Dodici sono stati i calciatori a realizzare almeno un
gol. Il capocannoniere, con 10 reti, è stato Ronaldo, vecchia
conoscenza del calcio italiano. Il Brasile, tra le 31 nazionali
qualificate per le fasi finali di Germania 2006, è quella che ha
ottenuto il maggior numero di pareggi: ben 7 su 18 gare disputate
nelle qualificazioni.
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Croazia |
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Federazione croata è stata fondata nel 1912 e nel 1941 si è
affiliata alla Fifa. Dopo essere stata inglobata dalla Federazione
dell'ex Jugoslavia, quella croata ha proceduto a nuova affiliazione
alla Fifa nel 1992, dopo il ritorno all'indipendenza del Paese. Il
1993 è l'anno dell'affiliazione alla Uefa. La nazionale croata non
vanta alcun titolo nel proprio palmares, neppure a livello
giovanile. Il massimo risultato ottenuto è il terzo posto ai
Mondiali di Francia 1998 (medaglia di bronzo), quando la nazionale,
allora guidata da Blazevic, vinse la finale di consolazione
sull'Olanda per 2-1. Terza partecipazione alle fasi finali dei
Mondiali per la nazionale croata. Nelle 10 partite disputate mai un
pari, 6 vittorie e 4 sconfitte, con 13 gol realizzati e 8 reti
subite. Massima vittoria a Francia '98: 3-0 alla Germania nei quarti
di finale; massima sconfitta in semifinale contro la Francia: 1-2.
La Croazia approda per la terza volta consecutiva alle fasi finali
dei Mondiali. Complessivamente ha giocato 28 partite, con un
bilancio di 17 vittorie, 10 pareggi ed 1 sola sconfitta, con 56 reti
realizzate e 20 gol subiti. La prima gara assoluta della Croazia
nelle qualificazioni Mondiali risale al 8 ottobre 1996, vittoria per
4-1 sul neutro di Bologna contro la Bosnia. La massima vittoria
croata nelle qualificazioni e' un 4-0 ottenuto in tre diverse
occasioni: due volte contro San Marino nelle qualificazioni verso
Corea/Giappone 2002, una volta contro l'Islanda nelle qualificazioni
a Germania 2006. L'unica sconfitta: 1-3 in Danimarca, nel cammino
verso Francia '98. 28 i calciatori impiegati nei Mondiali. Il
pluripresente e' una vecchia conoscenza del calcio italiano, Robert
Jarni, che ha disputato tutte le 10 gare giocate dalla sua
nazionale. Jarni è anche il primatista croato in fatto di minuti
giocati, visto che é rimasto in campo per tutti i 900' di gioco. Il
capocannoniere è Davor Suker, che con 6 reti realizzate, tutte
nell'edizione di Francia '98, si e' stato anche vincitore della
classifica marcatori di quell'edizione dei Mondiali. Sette i
calciatori croati andati a segno almeno una volta.
Zlatko Kranjcar, detto 'Cico', è nato a Zagabria il 15
novembre 1956. Kranjcar ha scritto pagine importanti del calcio
croato, e prima ancora jugoslavo, non solo come tecnico ma anche
come calciatore. Ha iniziato la propria carriera nella Dinamo
Zagabria, club in cui ha militato per un decennio (dal 1973 al 1983)
totalizzando 556 presenze con 98 reti realizzate. Nei diciotto anni
da calciatore Kranjcar ha conquistato 1 campionato jugoslavo, 2
coppe di Jugoslavia, 2 campionati austriaci, 3 coppe d'Austria e 3
supercoppe austriache. Con la maglia della nazionale jugoslava
Karnjcar ha disputato 11 gare realizzando 3 reti, ma le presenze più
importanti sono quelle con la selezione della Croazia. Kranjcar era
in campo, da capitano, nelle prime due storiche gare disputate dalla
sua nazionale dopo l'indipendenza: contro gli Usa (2-1) e contro la
Romania (2-1 con un suo gol).
Conclusa l'attività agonistica Kranjcar ha intrapreso la carriera
tecnica a partire dal 1993/94 e, prima di diventare commissario
tecnico della Croazia, ha allenato molti club: Nk Segesta Sisak,
Croatia (Dinamo) Zagabria, LASK Linz (Austria), Slaven Belupo,
Samobor, Al Massry (Egitto), Mura Murska Sobota (Slovenia),
Marsonija Slavonski Brod, Nk Zagabria e Nk Rijeka. Guidando questi
club Kranjcar ha vinto 3 campionati croati e 2 coppe croate. Dal
2002 è selezionatore della nazionale croata, con cui ha debuttato il
19 agosto, nell'amichevole vinta per 1-0 a Varazdin contro Israele.
Kranjcar è al primo Mondiale come tecnico, un'esperienza che non ha
mai affrontato neppure da calciatore. Per lui il Mondiale di
Germania 2006 avrà un grande valore emotivo dato che della selezione
da lui guidata dovrebbe far parte suo figlio Niko Kranjcar, uno dei
cinque giocatori più utilizzati.
COSÌ NELLE QUALIFICAZIONI A GERMANIA 2006
La Croazia si è qualificata per i Mondiali tedeschi chiudendo al
primo posto, assieme alla Svezia, il proprio girone europeo che
comprendeva anche Svezia, Bulgaria, Ungheria, Islanda e Malta. Nelle
10 gare giocate il bilancio croato è stato di 7 vittorie e 3
pareggi, senza alcuna sconfitta, con 21 reti segnate e appena 5 gol
incassati. Le 7 vittorie sono arrivate contro: Ungheria (3-0
casalingo), Svezia (doppio 1-0), Islanda (4-0 interno, 3-1 fuori
casa), Malta (3-0 in casa) e Bulgaria (3-1 in trasferta). I 3
pareggi, invece, sono stati ottenuti contro: Bulgaria (2-2
casalingo), Malta (1-1 in trasferta) e Ungheria (0-0 esterno).
Ventitré i giocatori utilizzati dalla Croazia nelle qualificazioni
ai Mondiali di Germania 2006. Nessun giocatore ha disputate tutte le
10 gare giocate dalla ex repubblica jugoslava. I pluripresenti sono
Darijo Srna, Marko Babic, Dado Prso, Niko Kovac, Niko Kranjcar,
tutti a quota 9. La Croazia ha segnato 21 reti nel girone di
qualificazione verso Germania 2006. Otto sono stati i calciatori a
realizzare almeno una rete. I capocannonieri sono stati Dado Prso e
Darijo Srna, con 5 centri ciascuno. La Croazia ha realizzato un
primato tra tutte le 31 nazionali che hanno dovuto disputare le
qualificazioni alla prossima edizione dei Mondiali di calcio: non ha
perduto alcuna gara di qualificazione a Germania 2006. Come quella
croata anche altre 6 nazionali: Arabia Saudita, Francia, Olanda,
Portogallo, Serbia/Montenegro, Spagna. |
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Australia |
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L’Australia (la cui federazione è
stata fondata nel 1961) partecipa quest’anno alla seconda fase
finale dei Mondiali nella propria storia: anche la precedente,
quella del 1974, fu in Germania, quando la formazione dei 'Socceroos'
non andò oltre il primo turno ottenendo 1 pareggio (0-0 nel match
disputato contro il Cile) e 2 sconfitte (0-2 contro la Germania Est
e 0-3 contro la Germania Ovest). L’Australia è dunque alla ricerca
non solo della prima vittoria nelle fasi finali, ma anche della
prima rete. La nazionale australiana ha preso parte nella propria
storia, oltre al mondiale '74, a vari tornei internazionali, ed ha
vinto nella sua breve storia gia' dodici titoli internazionali: 4
coppe d Oceania (1980, 1996, 2000, 2004), 2 Merlion Cup (1982,
1983), 5 Trans Tasman Cup (1986, 1988, 1991, 1995, 2001) e 1 Torneo
del Vietnam (1967), prima affermazione in ordine cronologico a
livello internazionale.
Ha disputato sia le qualificazioni asiatiche, sia quelle oceaniche;
a questo conteggio, devono essere aggiunti i vari spareggi contro
nazionali sudamericane ed europee. Il bilancio complessivo delle
partecipazioni alle eliminatorie Mondiali parla di 50 vittorie, 23
pareggi ed appena 16 sconfitte nelle 89 gare disputate, con 266 reti
realizzate e 76 gol subiti. Il primo incontro assoluto disputato
dalla nazionale dell’Australia nelle qualificazioni Mondiali risale
al 21 novembre 1965: sconfitta a Phnom Penh per 1-6 contro la Corea
del Nord, in quella che ancor oggi resta la massima sconfitta di
questa selezione nelle gare premondiali. La massima vittoria è stata
invece ottenuta l 11 aprile 2001: Australia-Samoa Americane 31-0 a
Coffs Harbour. In tre occasioni la nazionale australiana è andata ad
un passo dal bissare le qualificazioni del 1974, perdendo sempre lo
spareggio extra-continentale: verso Messico 86 contro la Scozia (0-0
in casa, 0-2 fuori), verso Usa ‘94 dall’Argentina (1-1 in casa, 0-1
fuori), verso Corea-Giappone 2002 dall’Uruguay (1-0 in casa, 0-3
fuori).
IL COMMISSARIO TECNICO
Guus Hiddink
è nato l 8 novembre 1946 a Varsseveld (Olanda). Da calciatore ha
vestito le casacche di De Graafschap, Psv Eindhoven, Nec Nimega ed
ha avuto due brevi parentesi negli Stati Uniti, a Washington e San
José, oltre ad essere stato nazionale olandese. Hiddink inizia la
carriera da allenatore nel 1983. La sua prima squadra è il Psv, di
cui è assistente dal 1983 al marzo 1987, quando viene promosso a
capo-allenatore. Nel 1990 lascia il club olandese per trasferirsi in
Turchia, al Fenerbahçe, dove rimane una sola stagione.
Successivamente Guus Hiddink va per tre anni al Valencia, in Spagna,
mentre dal 1° gennaio 1995 diventa commissario tecnico della
nazionale olandese. Nel 1998 torna a guidare un club, ancora in
Spagna, ma questa volta al Real Madrid. Rimane a Madrid per due
stagioni. Dal febbraio al maggio 2000 guida il Real Betis Siviglia,
prima di diventare commissario tecnico della Corea del Sud, che
guida sorprendentemente al quarto posto del Mondiale nippo -
coreano.
Nel 2002 è tornato nuovamente a guidare il Psv Eindhoven. Dal 22
luglio 2005 è stato anche nominato commissario tecnico della
nazionale di Australia, che ha condotto alla qualificazione per i
Mondiali di Germania 2006, avendo prima vinto la fase oceanica
battendo nella finalissima per 7-0 in casa e 2-1 fuori casa le Isole
Salomone, poi ha avuto la meglio nello spareggio Oceania -
Sudamerica l Uruguay ai calci di rigore (dopo reciproca vittoria
casalinga per 1-0). Nel suo palmares ci sono 2 campionati olandesi,
vinti con il Psv Eindhoven, 1 coppa d Olanda ancora con il Psv
Eindhoven, 1 coppa Intercontinentale alla guida del Real Madrid ed 1
coppa Campioni con il Psv Eindhoven.
Guus Hiddink è al terzo Mondiale della propria carriera dopo quelli
affrontati da tecnico dell’Olanda a Francia 1998 e come commissario
tecnico della Corea del Sud a Corea/Giappone 2002. Sia la nazionale
arancione che quella sudcoreana hanno conquistato il quarto posto,
sconfitte rispettivamente nella finale di consolazione da Croazia
(1-2) e Turchia (2-3). Il bilancio di Hiddink nelle fasi finali dei
Mondiali è complessivamente di 6 vittorie, 5 pareggi e 3 sconfitte,
in 14 incontri disputati.
COSI’ LE QUALIFICAZIONI A
GERMANIA 2006
L Australia ha vinto in scioltezza il proprio girone eliminatorio
delle qualificazioni oceaniche, che comprendeva anche Figi, Isole
Salomone, Nuova Zelanda, Tahiti e Vanuatu. In questo prima fase,
torneo disputato interamente ad Adelaide, ha concluso il girone con
4 successi (1-0 contro la Nuova Zelanda; 9-0 contro Tahiti; 6-1
contro le Figi; 3-0 contro Vanuatu) ed 1 pareggio (2-2 con le Isole
Salomone). Nella finale continentale contro le Isole Salomone,
classificatesi al secondo posto nel raggruppamento precedente, l
Australia ha raccolto un doppio successo: 7-0 in casa all’andata e
2-1 in trasferta al ritorno. Quindi ha disputato lo spareggio contro
l Uruguay, quinto classificato nel girone sudamericano. Ha perduto
per 0-1 a Montevideo, ha chiuso con lo stesso risultato il ritorno a
Sidney,vincendo poi ai calci di rigore per 4-2. Complessivamente l
Australia ha disputato nel cammino verso Germania 2006 9 incontri,
ottenendo 7 successi, 1 pareggio ed 1 sola sconfitta, con una
differenza reti globale di 31 fatte e 5 subite. Ha impiegato 30
calciatori in 9 partite di qualificazione verso Germania 2006. I
pluripresenti, con 8 gettoni ciascuno, sono risultati Emerton e
Grella.Nel cammino verso il Mondiale ha mandato in rete 13 diversi
calciatori, per complessivi 30 gol realizzati, cui si aggiunge un
autogol a favore, messo a segno dal tahitiano Vincent. Il
capocannoniere australiano è stato Tim Cahill, con 7 centri.
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Giappone |
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La Federazione di calcio giapponese è
nata nel 1921, nel 1929 viene affiliata una prima volta alla Fifa,
una seconda nel 1950, nel 1954 è entrata a far parte della
confederazione asiatica. La nazionale maggiore ha un palmares
piuttosto ricco: tre coppe d'Asia (1992, 2000 e 2004, battendo nei
primi due casi in finale e sempre per 1-0 l Arabia Saudita, nel
terzo la Cina per 3-1); una coppa Afro-Asiatica nel 1993 (in finale
1-0 alla Costa d'Avorio); 6 edizioni della Kirin Cup (prima nel
1991,ultima nel 2004); una Coppa Estremo Oriente (1930); 3 Dynasty
Cup (la prima nel 1992, l'ultima nel 1998). Palmares invariato per
le nazionali giovanili, così come per i club nelle coppe
internazionali: le formazioni giapponesi hanno vinto 3 Coppe
Campioni Asia, 5 Coppa delle Coppe Asia, 2 di supercoppe Asia, con 7
diverse formazioni. Plurititolate, 2 coppe ciascuna, Jubilo Iwata,
Nissan e Yokohama.
Giappone per la terza volta ad una fase finale dei Mondiali. La
prima a Francia '98, out al primo turno, mentre nel 2002, edizione
giocata in casa con la Corea del Sud, si e' fermato agli ottavi
(Turchia vittoriosa per 1-0).
Nelle 7 gare finora disputate bilancio di 2 vittorie, 1 pareggio e 4
sconfitte: 6 reti fatte, 7 subite. Il Giappone ha ottenuto la sua
massima vittoria alle fasi finali Mondiali battendo 2-0 la Tunisia
il 14 giugno 2002. La massima sconfitta é stata invece registrata
contro la Giamaica: 1-2 il 26 giugno 1998, in Francia. Da notare
che, nelle quattro gare perdute, la nazionale giapponese ha sempre
alzato bandiera bianca per un solo gol di scarto. Il Giappone
qualificato dopo aver preso parte per la 12/a volta alle
eliminatorie. La selezione nipponica aveva sfiorato di un soffio per
ben 4 volte l'accesso al Mondiale: verso Francia '38 perse a
tavolino dalle Indie Olandesi, rinunciando a giocare il match
decisivo. Svizzera '54 e Messico '86 perse le finali, in entrambi i
casi a vantaggio della Corea del Sud. Verso Usa '94 giunse 2/a con
la Corea del Sud nel girone finale: non si qualificò per peggior
differenza-reti. Bilancio nelle 74 partite giocate: 39 vittorie, 16
pareggi e 19 sconfitte. Differenza reti: 149 fatte e 61 subite.
La prima gara assoluta della nazionale giapponese nelle
qualificazioni Mondiali si sarebbe dovuta disputare nel 1938 per
accedere ai Mondiali di Francia, ma il Giappone rinunciò dando
partita vinta a tavolino 2-0 alle Indie Olandesi. La prima partita
realmente giocata è pertanto quella del 7 marzo 1954: a Tokyo 1-5
contro la Corea del Sud, ancora oggi la massima sconfitta
giapponese. Due 10-0, entrambi contro Macao (25 marzo e 22 giugno
1997), per Francia '98, massimo successo giapponese nelle
qualificazioni.
Nelle fasi finali dei Mondiali il Giappone ha impiegato 33
giocatori. Sempre presente, 7 gare disputate, e' Hidetoshi Nakata,
primatista anche per minuti giocati: 624.
Le 6 reti del Giappone alle fasi finali con 5 diversi giocatori:
capocannoniere è Junichi Inamoto, con 2 centri, entrambi decisivi,
per la vittoria sulla Russia (1-0) e per il pareggio contro il
Belgio (2-2).
Arthur Antunes Coimbra, meglio
noto come Zico, è il selezionatore della nazionale giapponese.
Il "Pelé bianco", nato il 3 marzo 1953, è stato uno dei più grandi
giocatori della storia del calcio. In carica da luglio 2004, dopo
essere stato manager di squadre di club del paese del Sol Levante.
Quattro club per la sua carriera da calciatore: Flamengo (con una
coppa Libertadores ed una coppa Intercontinentale), Udinese, prima
di chiudere in Giappone, al Sunimoto prima ed al Kashima poi. Inizia
qui da allenatore, per poi passare ai Kashima Antlers, con 4 titoli
nipponici. Alla guida della nazionale del Sol Levante Zico ha vinto
la coppa d'Asia e la Kirin Cup, entrambe nel 2004.
Zico con le Selecao ha giocato 93 partite e segnato 67 gol. Zico è
al quarto Mondiale della sua carriera: i primi tre li ha disputati
da calciatore, con il Brasile, nel 1978, 1982 e 1986. Quattordici le
sue presenze, 769 i minuti giocati, 5 le reti realizzate.
COSI’ LE QUALIFICAZIONI A
GERMANIA 2006
Il Giappone si è qualificato a Germania 2006 dopo 12 partite: ha
vinto 11 volte, pareggiato mai e perduto in un solo caso. 25 reti
segnate, 5 subite. Nel primo girone i nipponici hanno chiuso al
primo posto, punteggio pieno, davanti ad Oman (doppio successo per
1-0), India (vittoria interna per 7-0, esterna per 4-0) e Singapore
(successo casalingo per 1-0, fuori casa per 2-1).
Nel girone finale, inseriti con Iran, Bahrein e Corea del Nord, i
nipponici hanno fatto registrare 5 successi (2-1 in casa e 2-0 fuori
sulla Corea del Nord, doppio 1-0 sul Bahrein, 2-1 in casa contro l
Iran), perdendo un solo match in Iran, 1-2 il 25 marzo 2005.
Trentuno i calciatori utilizzati dal Giappone nelle eliminatorie
verso i Mondiali tedeschi: unico sempre presente, 12 gettoni su 12,
è risultato Tsuneyasu Miyamoto.
Una vera e propria cooperativa del gol quella della nazionale
giapponese nelle qualificazioni a Germania 2006: le 25 reti
nipponiche portano la firma di 14 diversi giocatori; capocannonieri,
con 3 reti ciascuno, Fukunishi, Ogasawara, Oguro e Suzuki.
Particolarmente brillante la media di Oguro, presente solo 4 volte
nelle gare di qualificazione.
In ordine cronologico il Giappone è stata una delle cinque squadre,
tra le 31 che hanno affrontato le eliminatorie a Germania 2006, a
staccare per prime il biglietto per la fase finale tedesca. La
qualificazione aritmetica giapponese è giunta l'8 giugno 2005,
grazie al successo per 2-0 in Corea del Nord. Come il Giappone si
sono qualificati matematicamente lo stesso giorno le altre tre
asiatiche (Arabia Saudita, Corea del Sud ed Iran) e l’Argentina.
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