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Note Legali

  Canale Condivisi | Magazine di Alleniamo.com
  | Speciale Commissari Tecnici dei Mondiali di Germania 2006
  |  Fonte: Ansa.it


   Indice raggruppamenti

   Gruppo A Gruppo C Gruppo E Gruppo G
   Gruppo B Gruppo D Gruppo F Gruppo H
 | Spagna

La Federazione spagnola di calcio è stata fondata nel 1913, pur essendo il calcio iberico già affiliato alla Fifa fin dal 1904. La Spagna è entrata a far parte dell'Uefa nel 1954. Il campionato Europeo per nazioni del 1964 e le Olimpiadi del 1992 sono gli unici due titoli vinti dal calcio spagnolo, se consideriamo i grandi tornei internazionali.
La Spagna ha sempre vinto i tornei quando è stato paese organizzatore, fallendo però nell'occasione più importante: nel 1982, quando ospitò la fase finale dei Mondiali. Molto ricco il palmares delle altre selezioni nazionali spagnole: il titolo di maggior prestigio è il Mondiale juniores, vinto nell'edizione 1999. In campo continentale la Spagna ha vinto 2 Europei Under 21 (86, 98), 5 Europei Under 18 6 per selezioni under 16 (1986, 1988, 1991, 1997, 1999, 2001). A livello di club i successi dei club spagnoli a livello internazionale sono stati 35: 4 coppe Intercontinentali (3 Real Madrid, 1 Atletico Madrid), 10 coppa Campioni/Champions League (9 Real Madrid, 1 Barcellona), 7 coppe delle Coppe (4 Barcellona, 1 ciascuno Atletico Madrid, Real Saragozza, Valencia), 9 coppe Fiere/Uefa (3 Barcellona e Valencia, 2 Real Madrid, 1 Real Saragozza), 5 supercoppe europee (2 Barcellona e Valencia, 1 Real Madrid). Germania 2006 rappresenterà la dodicesima fase finale Mondiale cui prenderà parte la Spagna, giunta all'ottava partecipazione consecutiva. Il risultato di maggior prestigio in Brasile nel 1950: quarto posto dietro Uruguay (divenuto campione del Mondo in quell'edizione), Brasile e Svezia. Nelle altre edizioni la nazionale spagnola non è andata oltre i gironi eliminatori nel 62, 66, 78 e 98; è uscita ai quarti di finale nel 34, 86, 94 e 2002; fuori agli ottavi di finale nel 90, eliminazione nei gironi di seconda fase nell'82. Nelle fasi finali, la Spagna ha complessivamente disputato 44 partite con 19 vittorie, 12 pari e 13 sconfitte, 71 gol segnati e 52 subiti. Il massimo successo della Spagna alle fasi finali è del 24 giugno 1998: 6-1 contro la Bulgaria, a Lens. La massima sconfitta risale al 13 luglio 1950: 1-6 contro il Brasile, a Rio de Janeiro. La Spagna ha partecipato per la quindicesima volta, nel biennio 2004-2006, alle eliminatorie, disputando complessivamente 89 gare, con 56 vittorie, 22 pareggi e 11 sconfitte, 198 gol reti realizzate e 65 gol subiti. Undici le qualificazioni ottenute per la fase finale, escludendo quella del '82 disputata in casa, dunque senza aver dovuto effettuare le qualificazioni. La prima partita della Spagna nelle qualificazioni e' dell'11 marzo 1934: Spagna-Portogallo 9-0, a Madrid, che è anche il successo più ampio ottenuto dagli spagnoli. La sconfitta più pesante è datata 30 aprile 1985: 0-3 contro il Galles, a Wrexham, nel cammino verso Messico '86. I giocatori spagnoli che hanno disputato almeno una partita alle fasi finali Mondiali sono 171. Il calciatore pluripresente e' con 16 gettoni Andoni Zubizarreta. I giocatori andati a segno almeno una volta nelle fasi finali Mondiali sono 36. I capocannonieri sono 4, ciascuno con 5 reti all'attivo: Basora, Butragueno, Hierro e Morientes. Basora e Butragueno sono i cannonieri in singola edizione avendo realizzato i loro gol, rispettivamente, il primo a Brasile 50, il secondo a Messico 86.
Il commissario tecnico della Spagna è Luis Aragones, nato il 28 giugno 1938 a Madrid. Aragones è stato nominato selezionatore della nazionale spagnola l'1 luglio 2004, all'indomani della fallimentare spedizione agli Europei di Portogallo. Prima di assumere la guida delle 'furie rosse' Aragones ha allenato molte squadre del proprio paese ed è l uomo-record della Liga per numero di panchine: 751 al suo attivo. Ha iniziato la propria carriera tecnica nell'Atletico Madrid, nel 1974. Dopo 6 stagioni nella capitale, il passaggio alla Real Betis Siviglia, dopo una sola stagione il ritorno all'Atletico, dove resta altre cinque stagioni. Nel tempo, poi, Aragones ha guidato Barcellona, Espanyol, ancora Atletico Madrid, quindi Siviglia, Valencia, nuovamente Real Betis, dunque Real Oviedo, Real Mallorca. Nuova avventura all'Atletico Madrid e nel 2003/04 una nuova stagione al Real Mallorca. Nel luglio 2004, l'incarico come ct della Spagna. Nel palmares di club di Aragones un campionato spagnolo, 4 coppe del Re, 1 coppa Intercontinentale ed 1 supercoppa.
Quello che si disputerà in Germania nel 2006 sarà il primo Mondiale cui partecipa, in assoluto, Luis Aragones in veste di tecnico. Aragones non ha mai partecipato neppure da giocatore.
COSI’ LE QUALIFICAZIONI A GERMANIA 2006
La Spagna, che al sorteggio sarà testa di serie, si è qualificata per i Mondiali tedeschi grazie al play-off vinto contro la Slovacchia: successo casalingo per 5-1 e pareggio esterno per 1-1. La Spagna aveva precedentemente concluso al secondo posto il girone di qualificazione, con 20 punti, frutto di 5 vittorie e 5 pareggi, 19 reti segnate e 3 subite. Le 5 vittorie sono state ottenute contro Belgio (doppio 2-0), San Marino (5-0 casalingo, 6-0 esterno) e Lituania (1-0 interno). I 5 pari con Bosnia (doppio 1-1), Lituania (0-0 fuori casa) e Serbia/Montenegro (0-0 fuori casa, 1-1 interno).
Trentatre i giocatori utilizzati dalla Spagna nelle qualificazioni ai Mondiali di Germania 2006. Due i calciatori, Casillas e Raul, sempre presenti. Tredici i calciatori a realizzare almeno un gol. Il capocannoniere è stato Fernando Torres con 7 centri in 11 presenze. La nazionale della Spagna ha realizzato un primato tra tutte le 31 nazionali passate per le eliminatorie: non ha perduto alcuna gara di qualificazione a Germania 2006. Come quella iberica anche altre 6 nazionali: Arabia Saudita, Croazia, Francia, Olanda, Portogallo, Serbia/Montenegro.
 

 | Ucraina


La Federazione calcistica dell'Ucraina é stata fondata nel 1991. E' stata affiliata alla Fifa nel 1992 e dallo stesso anno fa parte della Uefa. Come ex repubblica sovietica, l'Ucraina è sempre stata ai vertici del calcio dell'Urss, avendo tra le proprie fila la formazione di club più rappresentativa del calcio di allora: la Dinamo Kiev, che ha vinto 13 campionati sovietici (squadra leader per numero di titoli vinti), 2 coppe delle Coppe (1974/75 ed 1985/86) ed una supercoppa europea (1975) nonché giocatori che per molti anni formarono il blocco della nazionale sovietica, che si distinse non poco ai Mondiali di Spagna 82 e Messico 86. Una volta disgregatasi l'Unione Sovietica, l'Ucraina fu la prima federazione calcistica a rendersi indipendente mettendo in moto ben presto un suo campionato ed una sua coppa nazionale, dove la parte del leone la fa ancora la Dinamo Kiev: 11 campionati e 7 coppe nel suo palmares. La nazionale maggiore, che ha disputato la sua prima gara il 29 aprile 1992, perdendo in casa per 1-3 dall'Ungheria, ha preso parte tre volte sia alle eliminatorie per gli Europei che per i Mondiali, centrando solo in occasione di Germania 2006 la qualificazione alla fase finale. La nazionale maggiore dell'Ucraina non ha vinto alcun titolo nella sua poco più che decennale storia.
L'Ucraina ha centrato la prima storica qualificazione ad una fase finale. Era alla terza partecipazione ad una fase eliminatoria pre-Mondiale e, compreso il cammino verso Germania 2006, vanta un bilancio di 17 vittorie, 13 pareggi e 6 sconfitte nelle 36 partite disputate, per una differenza-reti di 44 fatte e 29 subite. In assoluto la prima gara di qualificazione Mondiale per la nazionale ucraina risale al 31 agosto 1996, successo esterno per 1-0 in Irlanda del Nord, nelle eliminatorie verso Francia 98. La massima vittoria, rappresentata da due 3-0, é stata ottenuta una prima volta il 5 settembre 2001, in casa contro l'Armenia, una seconda in trasferta contro la Turchia, il 17 novembre 2004. La sconfitta più pesante risale, invece, al 14 novembre 2001, 1-4 dalla Germania, nelle qualificazioni verso Corea - Giappone 2002.
L'Ucraina sarà una delle tre nazionali del continente europeo a partecipare per la prima volta alla competizione iridata durante Germania 2006, alla pari di Repubblica Ceca e Serbia/Montenegro, considerando come due diverse nazionali tutte quelle nuove federazioni nate dal disgregamento dell'ex Unione Sovietica, dell'ex Jugoslavia e dell'ex Cecoslovacchia. In totale le nazionali europee che hanno preso parte ad almeno una fase finale dei Mondiali sono state finora 30. Alla prima edizione del 1930, le prime europee in lizza furono quattro (Belgio, Francia, Jugoslavia e Romania), nel 2002 in Corea - Giappone l' ultimo esordio, quello della Slovenia.
Dal settembre 2003 il commissario tecnico della nazionale maggiore ucraina è Oleg Blochin, nato il 5 novembre 1952 a Kiev. Da calciatore è stato un'autentica leggenda del calcio sovietico, dove ha disputato 431 partite e segnato 211 reti nel campionato nazionale, oltre che 112 gare e 47 gol nell'Urss. Ha vinto 7 campionati, 5 coppe sovietiche, 2 coppe delle Coppe, 1 supercoppa europea ed il Pallone d'oro nel 1975. Ha chiuso la carriera da giocatore nel Vorwarts Steyr, club austriaco. La carriera tecnica è stata quasi interamente vissuta in Grecia: Olympiakos Pireo, Paok Salonicco, Iraklis Salonicco ed Aek Atene, prima di sostituire Burjak come commissario tecnico della nazionale ucraina. Blochin partecipa per la terza volta nella sua carriera ad una fase finale dei Mondiali, la prima da tecnico. Da calciatore ha disputato con l'Unione Sovietica le edizioni 1982 (in Spagna) e 1986 (in Messico), totalizzando 7 presenze con 543 minuti giocati e 2 reti realizzate.
COSI’ LE QUALIFICAZIONI A GERMANIA 2006
Ucraina qualificata a Germania 2006 dopo aver vinto il proprio raggruppamento, che comprendeva anche Turchia, Albania, Danimarca, Georgia, Grecia e Kazakhistan. Il bilancio nelle 12 gare disputate è stato di 7 vittorie, 4 pareggi ed 1 sola sconfitta, con 18 reti segnate e 7 subite. I successi sono arrivati sul Kazakhistan (2-1 esterno e 2-0 casalingo), sulla Georgia (2-0 in casa), sulla Turchia (3-0 esterno), sull' Albania (2-0 esterno), sulla Danimarca (1-0 casalingo) ed infine sulla Grecia (1-0 fuori casa); i quattro pareggi sono stati conseguiti in Danimarca (1-1), in casa contro la Grecia (1-1), in Georgia (1-1) ed in casa contro l'Albania (2-2); unica sconfitta in casa contro la Turchia (0-1).
L'Ucraina ha schierato 30 calciatori nelle 12 partite di qualificazione a Germania 2006: due i sempre presenti: il portiere Alexandr Shovkovski e il difensore Andriy Rusol. Sono sette i calciatori ucraini che hanno firmato le 18 reti necessarie per centrare la prima a un Mondiale. Capocannoniere é risultato, con 6 centri, Andryi Shevchenko.   

 | Tunisia


La Federazione di calcio tunisina nasce nel 1956. L'affiliazione alla Fifa risale al 1960, stesso anno in cui è stata iscritta alla Caf (confederazione africana di calcio). La Tunisia parteciperà nel 2006 per la quarta volta alla fase finale dei Mondiali, dopo le esperienze del 78, 98 e 2002, in cui non ha mai superato il girone di prima fase; da ricordare anche 12 partecipazioni alla coppa d'Africa, inclusa quella del 2006, 1 alla coppa delle Confederazioni e 3 ai Giochi Olimpici, tra i tornei principali. Nel palmares tre titoli: la prima vittoria si riferisce alla coppa Araba per nazioni del 1962, la cui fase finale venne giocata in Libano; la seconda risale al 2001 quando, in casa, gli africani trionfarono nei Giochi del Mediterraneo, battendo in finale l'Italia per 1-0; infine, in ordine cronologico, l'ultimo titolo, di sicuro il più prestigioso: la vittoria nella coppa d'Africa 2004, battendo in casa nella finalissima il Marocco, 2-1.
La Tunisia partecipa per la quarta volta alle fasi finali dei Mondiali dove finora non ha mai superato il primo turno. La selezione africana, in 9 gare giocate, vanta un bilancio di 1 vittoria, 3 pareggi e 5 sconfitte, con una differenza reti di 5 fatte (curiosamente realizzate solo da difensori o centrocampisti, mai da attaccanti) ed 11 subite.
La Tunisia ha vinto un solo incontro nelle fasi finali dei Mondiali, il primo disputato in senso assoluto, il 2 giugno 1978 contro il Messico: 3-1, vittoria che, ovviamente, è la più netta nella storia della Tunisia in questa competizione. Da allora la selezione africana ha aperto una striscia negativa di 8 gare senza successi, tutt'ora in corso, con bilancio di 3 pareggi e 5 sconfitte. Tre, ex-aequo, le massime sconfitte, tutte per 0-2, rispettivamente subite la prima il 15 giugno 1998 dall'Inghilterra, la seconda il 5 giugno 2002 dalla Russia, infine la terza il 14 giugno 2002 dal Giappone.
La Tunisia si è qualificata per la quarta volta ad una fase finale dei Mondiali, pur avendo partecipato per la undicesima volta nella sua storia alle pre-Mondiali. In questa competizione la Tunisia ha disputato 76 partite con un bilancio di 40 vittorie, 20 pareggi e 16 sconfitte ed una differenza-reti di 133 fatte e 61 subite. La prima edizione delle eliminatorie cui la Tunisia ha preso parte è stata quella verso Cile 1962 e la prima gara giocata risale al 30 ottobre 1960, Marocco-Tunisia 2-1 a Casablanca. La massima vittoria tunisina alle qualificazioni Mondiali è rappresentata da un 7-0, conseguito proprio nel cammino verso Germania 2006, in data 26 marzo 2005, ai danni del Malawi. La massima sconfitta è stata subita per 1-4, in casa, dall'Algeria il 6 ottobre 1985.
La Tunisia ha schierato 42 giocatori nelle tre precedenti fasi finali Mondiali cui ha partecipato: pluripresente è Zoubeir Baya (centrocampista, classe 1971, militante nell'Etoile du Sahel), a quota 6, seppure i minuti giocati siano appena 277. Nella classifica per minuti giocati comanda invece Riadh Bouazizi (centrocampista difensivo, classe 1973, veste la maglia del Kayseri Erciyespor): 5 le sue presenze, ma è rimasto in campo per 450 minuti.
Roger Lemerre, il ct, è nato il 18 giugno 1941 a Bricquebec. La sua carriera da giocatore inzia nel 1961 al Sedan dove rimane fino al 1969. Da qui passa per due stagioni al Nantes, ancora due stagioni al Nancy, prima di chiudere nel Lens in cui milita dal 1973 al 1975. Sono 414 le presenze nel campionato nazionale francese, 6 quelle nella nazionale A. La sua carriera tecnica inizia nel Red Star dal 1975 al 1978, seguono una stagione al Lens, due al Racing Parigi, quattro allo Strasburgo, ancora nel Red Star, prima di entrare a far parte nel 1986 dello staff tecnico della federazione francese. Nei Mondiali 1998 è stato il vice di Aimé Jacquet ed ha conquistato il campionato Mondiale, primo nella storia del calcio transalpino. All'indomani dei Mondiali transalpini ha preso il posto di Jacquet come primo responsabile della nazionale continuando il periodo d'oro del calcio francese: nel 2000 ha vinto gli Europei battendo al golden gol l' Italia di Zoff.
Dopo la clamorosa eliminazione al primo turno nei Campionati del Mondo di Corea/Giappone 2002, Lemerre ha lasciato la Francia. Nel 2002 è diventato ct della Tunisia. Nel 2004 Lemerre ha regalato alla Tunisia la prima Coppa d'Africa della propria storia, conquistando il trofeo grazie al successo nella finale di Tunisi, 2-1 contro il Marocco.
La Tunisia ha vinto il proprio girone finale africano di qualificazione ai Mondiali 2006 conquistando 21 punti, precedendo di una lunghezza il Marocco, con cui ha pareggiato in casa per 2-2 la gara decisiva all ultima giornata. Il bilancio tunisino racconta di 6 successi (4-1 in casa e 3-1 fuori sul Botswana, 7-0 in casa sul Malawi, 2-0 in casa sulla Guinea, 1-0 in casa e 2-0 fuori sul Kenya), 3 pareggi (1-1 esterno e 2-2 casalingo contro il Marocco, 2-2 in Malawi) ed 1 sola sconfitta (1-2 in Guinea), con 25 reti segnate (nazionale africana più prolifica tra le 5 ammesse a Germania 2006) e 9 subite.Sono 33 i calciatori schierati dalla Tunisia per qualificarsi. Nessuno di essi ha però disputato tutte e 10 le partite della propria nazionale: i pluripresenti risultano, con 9 gettoni ciascuno, Jaidi Radhi (classe 1975, difensore militante nel Bolton) e Mnari Jawhar (classe 1976, centrocampista, che veste la casacca del Norimberga). La Tunisia ha segnato 25 gol nelle qualificazioni al Mondiale di Germania 2006 e lo ha fatto con 13 differenti elementi. Il capocannoniere della nazionale tunisina risulta Santos, al secolo Francileudo dos Santos Silva, di origine brasiliana, classe 1979, attaccante che milita nel Tolosa, autore di 6 gol in 7 gare giocate

 |  Arabia Saudita

La Federazione calcistica dell’Arabia Saudita è nata nel 1959, anno in cui risale la sua affiliazione alla Fifa, mentre è entrata a far parte della confederazione asiatica (AFC) solo dal 1972. Nel corso della propria storia la nazionale maggiore ha conquistato per 3 volte la Coppa d Asia per Nazioni (1984, 1988, 1996), 3 la Coppa del Golfo (1994, 2002, 2004), 2 la Coppa Araba per Nazioni (1998, 2002), infine 1 i Giochi Islamici (2005). A livello giovanile si è aggiudicata l edizione 1989 del Mondiale Under 17 disputata in Scozia. Oltre a questo titolo, si contano anche 2 Coppe d Asia Under 19/20 (1986, 1992) e 2 Coppe d Asia Under 16 (1985, 1988). L Arabia Saudita è alla 4/a partecipazione a un Mondiale. Nelle precedenti partecipazioni (Usa '94, Francia '98, Corea/Giappone 2002), il bilancio è stato di 2 vittorie, 1 pareggio e 7 sconfitte nei 10 incontri disputati, con 7 reti realizzate e 25 gol incassati. Nel 1998 e nel 2002 ha chiuso la propria avventura dopo il girone di prima fase senza riuscire a vincere alcuna partita giocata, nel 1994 fu una delle sorprese del torneo riuscendo a superare i gironi di prima fase, qualificandosi per gli ottavi di finale: un evento che ad una formazione asiatica non riusciva da Inghilterra 1966, quando fu la Corea del Nord a rendersi protagonista del superamento del primo turno di un Mondiale arrivando fino ai quarti. L Arabia ha sempre vinto alle fasi finali dei Mondiali di misura: la massima affermazione della nazionale asiatica risale all edizione del 1994 (25 giugno) quando fu sconfitto 2-1 il Marocco, l altra vittoria è stata ottenuta per 1-0 contro il Belgio, nella stessa edizione (29 giugno). La massima sconfitta risale invece all’1 giugno 2002, in Corea/Giappone 2002: 0-8 contro la Germania, in quella che è la quarta più rotonda vittoria di tutti i tempi in una gara di fase finale dei Mondiali di calcio.
L' Arabia Saudita ha disputato per l ottava volta, durante il biennio 2004-2006, le qualificazioni Mondiali: il bilancio della selezione asiatica nelle 76 partite giocate è di 45 vittorie, 17 pareggi e 14 sconfitte, con 148 reti realizzate e 57 subite, con una media realizzativa di 1.95. Il massimo successo arabo - saudita nelle qualificazioni è stato 8-0 contro Macao, il 14 maggio 1993, nel percorso verso Usa 94; la massima sconfitta risale al 19 dicembre 1981: 0-5 interno contro la Nuova Zelanda, in un match valido per il girone finale asiatico - oceanico per accedere a Spagna 1982.
Sono 35 i calciatori impiegati durante le tre fasi finali dei Mondiali cui la selezione asiatica ha finora preso parte. L unico sempre presente è il portiere Mohamed Al Deayea: 10 su 10, sempre in campo per tutti i 900 giocati al Mondiale dalla sua nazionale. Le 7 reti realizzate ai precedenti Mondiali sono distribuite fra cinque calciatori. Capocannonieri risultano, con 2 reti, Amin ed Al Jaber.
IL COMMISSARIO TECNICO
Gabriel Calderon, quarantacinquenne argentino, ha assunto l'incarico di CT nel febbraio 2005, sostituendo sulla panchina saudita Al Abodulaziz che a sua volta aveva sostituito Van der Lem. Alla prima uscita ufficiale con la selezione saudita, nel match d esordio della seconda fase a gironi di qualificazione per i Mondiali di Germania 2006, Calderon ha pareggiato 1-1 in Uzbekistan, un mezzo passo falso che però non ha compromesso il cammino saudita verso Germania 2006. In precedenza Calderon aveva avuto esperienze su panchine di club quali il Caen (Francia) ed il Losanna (Svizzera). Se per Calderon quello tedesco sarà il primo Mondiale da tecnico, il selezionatore argentino ha invece partecipato in qualità di giocatore a due fasi finali: Spagna 1982 ed Italia 1990. Calderon ha disputato complessivamente 9 incontri, pari a 482 minuti giocati, senza segnare, ma giocando gli ultimi 36 minuti della finalissima di Italia 90, perduta dalla sua Argentina contro la Germania, 0-1.
COSI’ LE QUALIFICAZIONI A GERMANIA 2006
L Arabia Saudita si è qualificata ai Mondiali tedeschi disputando 12 incontri in cui non ha mai perduto: 10 vittorie e 2 pareggi, con 24 reti realizzate e appena 2 gol incassati, il bilancio. Nel primo girone la selezione asiatica ha ottenuto 6 vittorie in altrettante gare giocate: triplice 3-0 casalingo contro Indonesia, Turkmenistan e Sri Lanka; quindi affermazioni in trasferta in Sri Lanka (1-0), Turkmenistan (1-0) e Indonesia (3-1). In questa prima fase l Arabia ha realizzato 14 reti subendone solo 1. Nel secondo girone ha conquistato 4 vittorie e 2 pareggi. I successi sono stati contro Corea del Sud (2-0 in casa, 1-0 in trasferta), Kuwait (3-0 interno) e Uzbekistan (3-0 casalingo), i 2 pareggi sono stati ottenuti in Uzbekistan (1-1) e Kuwait (0-0). I gol segnati in questa fase sono stati 10, mentre ancora una volta ne ha subito solo 1.
L Arabia Saudita ha schierato 63 giocatori nelle 12 partite di qualificazione: nessuno sempre presente. Lo stakanovista arabo nelle qualificazioni è stato Al Montashari Hamed, unico ad aver disputato 9 partite su 12, recentemente insignito del titolo di giocatore asiatico del 2005. Una vera e propria cooperativa del gol quella della nazionale asiatica nelle qualificazioni a Germania 2006: le 24 reti saudite portano la firma di 15 diversi giocatori; capocannonieri, con 3 reti ciascuno, Al Jaber Sami, Al Shlhoub Mohammad ed Al Shahrani Ibrahim. Particolarmente brillante la media di Al Shahrani Ibrahim: 3 reti in altrettante presenze.
La nazionale dell’Arabia Saudita ha realizzato un primato tra le 31 che hanno dovuto disputare le qualificazioni alla prossima edizione dei Mondiali di calcio: non ha perduto alcuna gara di qualificazione a Germania 2006. Come quella saudita anche altre 6 nazionali: Croazia, Francia, Olanda, Portogallo, Serbia/Montenegro, Spagna    

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