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Speciale Commissari Tecnici
dei Mondiali di Germania 2006 |
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Fonte:
Ansa.it |
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Indice raggruppamenti |
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Gruppo
A |
Gruppo C |
Gruppo
E |
Gruppo G |
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Gruppo B |
Gruppo D |
Gruppo F |
Gruppo H |
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Spagna |
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La Federazione spagnola di calcio è
stata fondata nel 1913, pur essendo il calcio iberico già affiliato
alla Fifa fin dal 1904. La Spagna è entrata a far parte dell'Uefa
nel 1954. Il campionato Europeo per nazioni del 1964 e le Olimpiadi
del 1992 sono gli unici due titoli vinti dal calcio spagnolo, se
consideriamo i grandi tornei internazionali.
La Spagna ha sempre vinto i tornei quando è stato paese
organizzatore, fallendo però nell'occasione più importante: nel
1982, quando ospitò la fase finale dei Mondiali. Molto ricco il
palmares delle altre selezioni nazionali spagnole: il titolo di
maggior prestigio è il Mondiale juniores, vinto nell'edizione 1999.
In campo continentale la Spagna ha vinto 2 Europei Under 21 (86,
98), 5 Europei Under 18 6 per selezioni under 16 (1986, 1988, 1991,
1997, 1999, 2001). A livello di club i successi dei club spagnoli a
livello internazionale sono stati 35: 4 coppe Intercontinentali (3
Real Madrid, 1 Atletico Madrid), 10 coppa Campioni/Champions League
(9 Real Madrid, 1 Barcellona), 7 coppe delle Coppe (4 Barcellona, 1
ciascuno Atletico Madrid, Real Saragozza, Valencia), 9 coppe Fiere/Uefa
(3 Barcellona e Valencia, 2 Real Madrid, 1 Real Saragozza), 5
supercoppe europee (2 Barcellona e Valencia, 1 Real Madrid).
Germania 2006 rappresenterà la dodicesima fase finale Mondiale cui
prenderà parte la Spagna, giunta all'ottava partecipazione
consecutiva. Il risultato di maggior prestigio in Brasile nel 1950:
quarto posto dietro Uruguay (divenuto campione del Mondo in quell'edizione),
Brasile e Svezia. Nelle altre edizioni la nazionale spagnola non è
andata oltre i gironi eliminatori nel 62, 66, 78 e 98; è uscita ai
quarti di finale nel 34, 86, 94 e 2002; fuori agli ottavi di finale
nel 90, eliminazione nei gironi di seconda fase nell'82. Nelle fasi
finali, la Spagna ha complessivamente disputato 44 partite con 19
vittorie, 12 pari e 13 sconfitte, 71 gol segnati e 52 subiti. Il
massimo successo della Spagna alle fasi finali è del 24 giugno 1998:
6-1 contro la Bulgaria, a Lens. La massima sconfitta risale al 13
luglio 1950: 1-6 contro il Brasile, a Rio de Janeiro. La Spagna ha
partecipato per la quindicesima volta, nel biennio 2004-2006, alle
eliminatorie, disputando complessivamente 89 gare, con 56 vittorie,
22 pareggi e 11 sconfitte, 198 gol reti realizzate e 65 gol subiti.
Undici le qualificazioni ottenute per la fase finale, escludendo
quella del '82 disputata in casa, dunque senza aver dovuto
effettuare le qualificazioni. La prima partita della Spagna nelle
qualificazioni e' dell'11 marzo 1934: Spagna-Portogallo 9-0, a
Madrid, che è anche il successo più ampio ottenuto dagli spagnoli.
La sconfitta più pesante è datata 30 aprile 1985: 0-3 contro il
Galles, a Wrexham, nel cammino verso Messico '86. I giocatori
spagnoli che hanno disputato almeno una partita alle fasi finali
Mondiali sono 171. Il calciatore pluripresente e' con 16 gettoni
Andoni Zubizarreta. I giocatori andati a segno almeno una volta
nelle fasi finali Mondiali sono 36. I capocannonieri sono 4,
ciascuno con 5 reti all'attivo: Basora, Butragueno, Hierro e
Morientes. Basora e Butragueno sono i cannonieri in singola edizione
avendo realizzato i loro gol, rispettivamente, il primo a Brasile
50, il secondo a Messico 86.
Il commissario tecnico della
Spagna è Luis Aragones, nato
il 28 giugno 1938 a Madrid. Aragones è stato nominato selezionatore
della nazionale spagnola l'1 luglio 2004, all'indomani della
fallimentare spedizione agli Europei di Portogallo. Prima di
assumere la guida delle 'furie rosse' Aragones ha allenato molte
squadre del proprio paese ed è l uomo-record della Liga per numero
di panchine: 751 al suo attivo. Ha iniziato la propria carriera
tecnica nell'Atletico Madrid, nel 1974. Dopo 6 stagioni nella
capitale, il passaggio alla Real Betis Siviglia, dopo una sola
stagione il ritorno all'Atletico, dove resta altre cinque stagioni.
Nel tempo, poi, Aragones ha guidato Barcellona, Espanyol, ancora
Atletico Madrid, quindi Siviglia, Valencia, nuovamente Real Betis,
dunque Real Oviedo, Real Mallorca. Nuova avventura all'Atletico
Madrid e nel 2003/04 una nuova stagione al Real Mallorca. Nel luglio
2004, l'incarico come ct della Spagna. Nel palmares di club di
Aragones un campionato spagnolo, 4 coppe del Re, 1 coppa
Intercontinentale ed 1 supercoppa.
Quello che si disputerà in Germania nel 2006 sarà il primo Mondiale
cui partecipa, in assoluto, Luis Aragones in veste di tecnico.
Aragones non ha mai partecipato neppure da giocatore.
COSI’ LE QUALIFICAZIONI A
GERMANIA 2006
La Spagna, che al sorteggio sarà testa di serie, si è qualificata
per i Mondiali tedeschi grazie al play-off vinto contro la
Slovacchia: successo casalingo per 5-1 e pareggio esterno per 1-1.
La Spagna aveva precedentemente concluso al secondo posto il girone
di qualificazione, con 20 punti, frutto di 5 vittorie e 5 pareggi,
19 reti segnate e 3 subite. Le 5 vittorie sono state ottenute contro
Belgio (doppio 2-0), San Marino (5-0 casalingo, 6-0 esterno) e
Lituania (1-0 interno). I 5 pari con Bosnia (doppio 1-1), Lituania
(0-0 fuori casa) e Serbia/Montenegro (0-0 fuori casa, 1-1 interno).
Trentatre i giocatori utilizzati dalla Spagna nelle qualificazioni
ai Mondiali di Germania 2006. Due i calciatori, Casillas e Raul,
sempre presenti. Tredici i calciatori a realizzare almeno un gol. Il
capocannoniere è stato Fernando Torres con 7 centri in 11 presenze.
La nazionale della Spagna ha realizzato un primato tra tutte le 31
nazionali passate per le eliminatorie: non ha perduto alcuna gara di
qualificazione a Germania 2006. Come quella iberica anche altre 6
nazionali: Arabia Saudita, Croazia, Francia, Olanda, Portogallo,
Serbia/Montenegro.
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Ucraina |
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La
Federazione calcistica dell'Ucraina é stata fondata nel 1991. E'
stata affiliata alla Fifa nel 1992 e dallo stesso anno fa parte
della Uefa. Come ex repubblica sovietica, l'Ucraina è sempre stata
ai vertici del calcio dell'Urss, avendo tra le proprie fila la
formazione di club più rappresentativa del calcio di allora: la
Dinamo Kiev, che ha vinto 13 campionati sovietici (squadra leader
per numero di titoli vinti), 2 coppe delle Coppe (1974/75 ed
1985/86) ed una supercoppa europea (1975) nonché giocatori che per
molti anni formarono il blocco della nazionale sovietica, che si
distinse non poco ai Mondiali di Spagna 82 e Messico 86. Una volta
disgregatasi l'Unione Sovietica, l'Ucraina fu la prima federazione
calcistica a rendersi indipendente mettendo in moto ben presto un
suo campionato ed una sua coppa nazionale, dove la parte del leone
la fa ancora la Dinamo Kiev: 11 campionati e 7 coppe nel suo
palmares. La nazionale maggiore, che ha disputato la sua prima gara
il 29 aprile 1992, perdendo in casa per 1-3 dall'Ungheria, ha preso
parte tre volte sia alle eliminatorie per gli Europei che per i
Mondiali, centrando solo in occasione di Germania 2006 la
qualificazione alla fase finale. La nazionale maggiore dell'Ucraina
non ha vinto alcun titolo nella sua poco più che decennale storia.
L'Ucraina ha centrato la prima storica qualificazione ad una fase
finale. Era alla terza partecipazione ad una fase eliminatoria
pre-Mondiale e, compreso il cammino verso Germania 2006, vanta un
bilancio di 17 vittorie, 13 pareggi e 6 sconfitte nelle 36 partite
disputate, per una differenza-reti di 44 fatte e 29 subite. In
assoluto la prima gara di qualificazione Mondiale per la nazionale
ucraina risale al 31 agosto 1996, successo esterno per 1-0 in
Irlanda del Nord, nelle eliminatorie verso Francia 98. La massima
vittoria, rappresentata da due 3-0, é stata ottenuta una prima volta
il 5 settembre 2001, in casa contro l'Armenia, una seconda in
trasferta contro la Turchia, il 17 novembre 2004. La sconfitta più
pesante risale, invece, al 14 novembre 2001, 1-4 dalla Germania,
nelle qualificazioni verso Corea - Giappone 2002.
L'Ucraina sarà una delle tre nazionali del continente europeo a
partecipare per la prima volta alla competizione iridata durante
Germania 2006, alla pari di Repubblica Ceca e Serbia/Montenegro,
considerando come due diverse nazionali tutte quelle nuove
federazioni nate dal disgregamento dell'ex Unione Sovietica, dell'ex
Jugoslavia e dell'ex Cecoslovacchia. In totale le nazionali europee
che hanno preso parte ad almeno una fase finale dei Mondiali sono
state finora 30. Alla prima edizione del 1930, le prime europee in
lizza furono quattro (Belgio, Francia, Jugoslavia e Romania), nel
2002 in Corea - Giappone l' ultimo esordio, quello della Slovenia.
Dal settembre 2003 il commissario tecnico della nazionale
maggiore ucraina è Oleg Blochin, nato il 5 novembre 1952 a
Kiev. Da calciatore è stato un'autentica leggenda del calcio
sovietico, dove ha disputato 431 partite e segnato 211 reti nel
campionato nazionale, oltre che 112 gare e 47 gol nell'Urss. Ha
vinto 7 campionati, 5 coppe sovietiche, 2 coppe delle Coppe, 1
supercoppa europea ed il Pallone d'oro nel 1975. Ha chiuso la
carriera da giocatore nel Vorwarts Steyr, club austriaco. La
carriera tecnica è stata quasi interamente vissuta in Grecia:
Olympiakos Pireo, Paok Salonicco, Iraklis Salonicco ed Aek Atene,
prima di sostituire Burjak come commissario tecnico della nazionale
ucraina. Blochin partecipa per la terza volta nella sua carriera ad
una fase finale dei Mondiali, la prima da tecnico. Da calciatore ha
disputato con l'Unione Sovietica le edizioni 1982 (in Spagna) e 1986
(in Messico), totalizzando 7 presenze con 543 minuti giocati e 2
reti realizzate.
COSI’ LE QUALIFICAZIONI A GERMANIA 2006
Ucraina qualificata a Germania 2006 dopo aver vinto il proprio
raggruppamento, che comprendeva anche Turchia, Albania, Danimarca,
Georgia, Grecia e Kazakhistan. Il bilancio nelle 12 gare disputate è
stato di 7 vittorie, 4 pareggi ed 1 sola sconfitta, con 18 reti
segnate e 7 subite. I successi sono arrivati sul Kazakhistan (2-1
esterno e 2-0 casalingo), sulla Georgia (2-0 in casa), sulla Turchia
(3-0 esterno), sull' Albania (2-0 esterno), sulla Danimarca (1-0
casalingo) ed infine sulla Grecia (1-0 fuori casa); i quattro
pareggi sono stati conseguiti in Danimarca (1-1), in casa contro la
Grecia (1-1), in Georgia (1-1) ed in casa contro l'Albania (2-2);
unica sconfitta in casa contro la Turchia (0-1).
L'Ucraina ha schierato 30 calciatori nelle 12 partite di
qualificazione a Germania 2006: due i sempre presenti: il portiere
Alexandr Shovkovski e il difensore Andriy Rusol. Sono sette i
calciatori ucraini che hanno firmato le 18 reti necessarie per
centrare la prima a un Mondiale. Capocannoniere é risultato, con 6
centri, Andryi Shevchenko. |
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Tunisia |
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La Federazione di calcio tunisina
nasce nel 1956. L'affiliazione alla Fifa risale al 1960, stesso anno
in cui è stata iscritta alla Caf (confederazione africana di
calcio). La Tunisia parteciperà nel 2006 per la quarta volta alla
fase finale dei Mondiali, dopo le esperienze del 78, 98 e 2002, in
cui non ha mai superato il girone di prima fase; da ricordare anche
12 partecipazioni alla coppa d'Africa, inclusa quella del 2006, 1
alla coppa delle Confederazioni e 3 ai Giochi Olimpici, tra i tornei
principali. Nel palmares tre titoli: la prima vittoria si riferisce
alla coppa Araba per nazioni del 1962, la cui fase finale venne
giocata in Libano; la seconda risale al 2001 quando, in casa, gli
africani trionfarono nei Giochi del Mediterraneo, battendo in finale
l'Italia per 1-0; infine, in ordine cronologico, l'ultimo titolo, di
sicuro il più prestigioso: la vittoria nella coppa d'Africa 2004,
battendo in casa nella finalissima il Marocco, 2-1.
La Tunisia partecipa per la quarta volta alle fasi finali dei
Mondiali dove finora non ha mai superato il primo turno. La
selezione africana, in 9 gare giocate, vanta un bilancio di 1
vittoria, 3 pareggi e 5 sconfitte, con una differenza reti di 5
fatte (curiosamente realizzate solo da difensori o centrocampisti,
mai da attaccanti) ed 11 subite.
La Tunisia ha vinto un solo incontro nelle fasi finali dei Mondiali,
il primo disputato in senso assoluto, il 2 giugno 1978 contro il
Messico: 3-1, vittoria che, ovviamente, è la più netta nella storia
della Tunisia in questa competizione. Da allora la selezione
africana ha aperto una striscia negativa di 8 gare senza successi,
tutt'ora in corso, con bilancio di 3 pareggi e 5 sconfitte. Tre,
ex-aequo, le massime sconfitte, tutte per 0-2, rispettivamente
subite la prima il 15 giugno 1998 dall'Inghilterra, la seconda il 5
giugno 2002 dalla Russia, infine la terza il 14 giugno 2002 dal
Giappone.
La Tunisia si è qualificata per la quarta volta ad una fase finale
dei Mondiali, pur avendo partecipato per la undicesima volta nella
sua storia alle pre-Mondiali. In questa competizione la Tunisia ha
disputato 76 partite con un bilancio di 40 vittorie, 20 pareggi e 16
sconfitte ed una differenza-reti di 133 fatte e 61 subite. La prima
edizione delle eliminatorie cui la Tunisia ha preso parte è stata
quella verso Cile 1962 e la prima gara giocata risale al 30 ottobre
1960, Marocco-Tunisia 2-1 a Casablanca. La massima vittoria tunisina
alle qualificazioni Mondiali è rappresentata da un 7-0, conseguito
proprio nel cammino verso Germania 2006, in data 26 marzo 2005, ai
danni del Malawi. La massima sconfitta è stata subita per 1-4, in
casa, dall'Algeria il 6 ottobre 1985.
La Tunisia ha schierato 42 giocatori nelle tre precedenti fasi
finali Mondiali cui ha partecipato: pluripresente è Zoubeir Baya
(centrocampista, classe 1971, militante nell'Etoile du Sahel), a
quota 6, seppure i minuti giocati siano appena 277. Nella classifica
per minuti giocati comanda invece Riadh Bouazizi (centrocampista
difensivo, classe 1973, veste la maglia del Kayseri Erciyespor): 5
le sue presenze, ma è rimasto in campo per 450 minuti.
Roger Lemerre, il ct,
è nato il 18 giugno 1941 a Bricquebec. La sua carriera da giocatore
inzia nel 1961 al Sedan dove rimane fino al 1969. Da qui passa per
due stagioni al Nantes, ancora due stagioni al Nancy, prima di
chiudere nel Lens in cui milita dal 1973 al 1975. Sono 414 le
presenze nel campionato nazionale francese, 6 quelle nella nazionale
A. La sua carriera tecnica inizia nel Red Star dal 1975 al 1978,
seguono una stagione al Lens, due al Racing Parigi, quattro allo
Strasburgo, ancora nel Red Star, prima di entrare a far parte nel
1986 dello staff tecnico della federazione francese. Nei Mondiali
1998 è stato il vice di Aimé Jacquet ed ha conquistato il campionato
Mondiale, primo nella storia del calcio transalpino. All'indomani
dei Mondiali transalpini ha preso il posto di Jacquet come primo
responsabile della nazionale continuando il periodo d'oro del calcio
francese: nel 2000 ha vinto gli Europei battendo al golden gol l'
Italia di Zoff.
Dopo la clamorosa eliminazione al primo turno nei Campionati del
Mondo di Corea/Giappone 2002, Lemerre ha lasciato la Francia. Nel
2002 è diventato ct della Tunisia. Nel 2004 Lemerre ha regalato alla
Tunisia la prima Coppa d'Africa della propria storia, conquistando
il trofeo grazie al successo nella finale di Tunisi, 2-1 contro il
Marocco.
La Tunisia ha vinto il proprio girone finale africano di
qualificazione ai Mondiali 2006 conquistando 21 punti, precedendo di
una lunghezza il Marocco, con cui ha pareggiato in casa per 2-2 la
gara decisiva all ultima giornata. Il bilancio tunisino racconta di
6 successi (4-1 in casa e 3-1 fuori sul Botswana, 7-0 in casa sul
Malawi, 2-0 in casa sulla Guinea, 1-0 in casa e 2-0 fuori sul
Kenya), 3 pareggi (1-1 esterno e 2-2 casalingo contro il Marocco,
2-2 in Malawi) ed 1 sola sconfitta (1-2 in Guinea), con 25 reti
segnate (nazionale africana più prolifica tra le 5 ammesse a
Germania 2006) e 9 subite.Sono 33 i calciatori schierati dalla
Tunisia per qualificarsi. Nessuno di essi ha però disputato tutte e
10 le partite della propria nazionale: i pluripresenti risultano,
con 9 gettoni ciascuno, Jaidi Radhi (classe 1975, difensore
militante nel Bolton) e Mnari Jawhar (classe 1976, centrocampista,
che veste la casacca del Norimberga). La Tunisia ha segnato 25 gol
nelle qualificazioni al Mondiale di Germania 2006 e lo ha fatto con
13 differenti elementi. Il capocannoniere della nazionale tunisina
risulta Santos, al secolo Francileudo dos Santos Silva, di origine
brasiliana, classe 1979, attaccante che milita nel Tolosa, autore di
6 gol in 7 gare giocate |
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Arabia
Saudita |
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La Federazione calcistica dell’Arabia
Saudita è nata nel 1959, anno in cui risale la sua affiliazione alla
Fifa, mentre è entrata a far parte della confederazione asiatica (AFC)
solo dal 1972. Nel corso della propria storia la nazionale maggiore
ha conquistato per 3 volte la Coppa d Asia per Nazioni (1984, 1988,
1996), 3 la Coppa del Golfo (1994, 2002, 2004), 2 la Coppa Araba per
Nazioni (1998, 2002), infine 1 i Giochi Islamici (2005). A livello
giovanile si è aggiudicata l edizione 1989 del Mondiale Under 17
disputata in Scozia. Oltre a questo titolo, si contano anche 2 Coppe
d Asia Under 19/20 (1986, 1992) e 2 Coppe d Asia Under 16 (1985,
1988). L Arabia Saudita è alla 4/a partecipazione a un Mondiale.
Nelle precedenti partecipazioni (Usa '94, Francia '98,
Corea/Giappone 2002), il bilancio è stato di 2 vittorie, 1 pareggio
e 7 sconfitte nei 10 incontri disputati, con 7 reti realizzate e 25
gol incassati. Nel 1998 e nel 2002 ha chiuso la propria avventura
dopo il girone di prima fase senza riuscire a vincere alcuna partita
giocata, nel 1994 fu una delle sorprese del torneo riuscendo a
superare i gironi di prima fase, qualificandosi per gli ottavi di
finale: un evento che ad una formazione asiatica non riusciva da
Inghilterra 1966, quando fu la Corea del Nord a rendersi
protagonista del superamento del primo turno di un Mondiale
arrivando fino ai quarti. L Arabia ha sempre vinto alle fasi finali
dei Mondiali di misura: la massima affermazione della nazionale
asiatica risale all edizione del 1994 (25 giugno) quando fu
sconfitto 2-1 il Marocco, l altra vittoria è stata ottenuta per 1-0
contro il Belgio, nella stessa edizione (29 giugno). La massima
sconfitta risale invece all’1 giugno 2002, in Corea/Giappone 2002:
0-8 contro la Germania, in quella che è la quarta più rotonda
vittoria di tutti i tempi in una gara di fase finale dei Mondiali di
calcio.
L' Arabia Saudita ha disputato per l ottava volta, durante il
biennio 2004-2006, le qualificazioni Mondiali: il bilancio della
selezione asiatica nelle 76 partite giocate è di 45 vittorie, 17
pareggi e 14 sconfitte, con 148 reti realizzate e 57 subite, con una
media realizzativa di 1.95. Il massimo successo arabo - saudita
nelle qualificazioni è stato 8-0 contro Macao, il 14 maggio 1993,
nel percorso verso Usa 94; la massima sconfitta risale al 19
dicembre 1981: 0-5 interno contro la Nuova Zelanda, in un match
valido per il girone finale asiatico - oceanico per accedere a
Spagna 1982.
Sono 35 i calciatori impiegati durante le tre fasi finali dei
Mondiali cui la selezione asiatica ha finora preso parte. L unico
sempre presente è il portiere Mohamed Al Deayea: 10 su 10, sempre in
campo per tutti i 900 giocati al Mondiale dalla sua nazionale. Le 7
reti realizzate ai precedenti Mondiali sono distribuite fra cinque
calciatori. Capocannonieri risultano, con 2 reti, Amin ed Al Jaber.
IL COMMISSARIO TECNICO
Gabriel Calderon,
quarantacinquenne argentino, ha assunto l'incarico di CT nel
febbraio 2005, sostituendo sulla panchina saudita Al Abodulaziz che
a sua volta aveva sostituito Van der Lem. Alla prima uscita
ufficiale con la selezione saudita, nel match d esordio della
seconda fase a gironi di qualificazione per i Mondiali di Germania
2006, Calderon ha pareggiato 1-1 in Uzbekistan, un mezzo passo falso
che però non ha compromesso il cammino saudita verso Germania 2006.
In precedenza Calderon aveva avuto esperienze su panchine di club
quali il Caen (Francia) ed il Losanna (Svizzera). Se per Calderon
quello tedesco sarà il primo Mondiale da tecnico, il selezionatore
argentino ha invece partecipato in qualità di giocatore a due fasi
finali: Spagna 1982 ed Italia 1990. Calderon ha disputato
complessivamente 9 incontri, pari a 482 minuti giocati, senza
segnare, ma giocando gli ultimi 36 minuti della finalissima di
Italia 90, perduta dalla sua Argentina contro la Germania, 0-1.
COSI’ LE QUALIFICAZIONI A
GERMANIA 2006
L Arabia Saudita si è qualificata ai Mondiali tedeschi disputando 12
incontri in cui non ha mai perduto: 10 vittorie e 2 pareggi, con 24
reti realizzate e appena 2 gol incassati, il bilancio. Nel primo
girone la selezione asiatica ha ottenuto 6 vittorie in altrettante
gare giocate: triplice 3-0 casalingo contro Indonesia, Turkmenistan
e Sri Lanka; quindi affermazioni in trasferta in Sri Lanka (1-0),
Turkmenistan (1-0) e Indonesia (3-1). In questa prima fase l Arabia
ha realizzato 14 reti subendone solo 1. Nel secondo girone ha
conquistato 4 vittorie e 2 pareggi. I successi sono stati contro
Corea del Sud (2-0 in casa, 1-0 in trasferta), Kuwait (3-0 interno)
e Uzbekistan (3-0 casalingo), i 2 pareggi sono stati ottenuti in
Uzbekistan (1-1) e Kuwait (0-0). I gol segnati in questa fase sono
stati 10, mentre ancora una volta ne ha subito solo 1.
L Arabia Saudita ha schierato 63 giocatori nelle 12 partite di
qualificazione: nessuno sempre presente. Lo stakanovista arabo nelle
qualificazioni è stato Al Montashari Hamed, unico ad aver disputato
9 partite su 12, recentemente insignito del titolo di giocatore
asiatico del 2005. Una vera e propria cooperativa del gol quella
della nazionale asiatica nelle qualificazioni a Germania 2006: le 24
reti saudite portano la firma di 15 diversi giocatori;
capocannonieri, con 3 reti ciascuno, Al Jaber Sami, Al Shlhoub
Mohammad ed Al Shahrani Ibrahim. Particolarmente brillante la media
di Al Shahrani Ibrahim: 3 reti in altrettante presenze.
La nazionale dell’Arabia Saudita ha realizzato un primato tra le 31
che hanno dovuto disputare le qualificazioni alla prossima edizione
dei Mondiali di calcio: non ha perduto alcuna gara di qualificazione
a Germania 2006. Come quella saudita anche altre 6 nazionali:
Croazia, Francia, Olanda, Portogallo, Serbia/Montenegro, Spagna
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