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  Al via la Premier League, fascino e spettacolo calcistico  
  Autore: Simone Salvador  
  Fonte: Blog-in: dentro lo Sport  
  14 Agosto 2010  
 

Con la bella sfida delle 13.45 tra Tottenham e Manchester City (rivincita del duello per il quarto posto della scorsa annata) inizia sabato 14 agosto la Premier League 2010/2011. Nonostante i tentativi di molti media italici di screditare e svalutare il calcio d'Oltremanica, il campionato inglese resta di gran lunga il miglior prodotto calcistico al mondo. Certo, i debiti accumulati da molte società negli ultimi anni sono ingenti, ma allo stesso tempo esistono diversi fattori (qui ne cito alcuni alla rinfusa, ma sarebbe interessante dedicare uno speciale sul punto) a livello economico-amministrativo-marketing del tutto sconosciuti in Italia:
a) appetibilità dei club, con investitori provenienti da tutto il mondo (Usa, Russia, Emirati Arabi e da ultimo Cina);
b) stadi e strutture di proprietà;
c) regole severe e certe sul rispetto delle normative fiscali e amministrative (vedi penalizzazione Portsmouth la scorsa stagione);
d) tutela assoluta del marchio e merchandising come voce importante nei bilanci dei club. 

 
  Fascino Premier League e diritti TV  
 

Il tutto senza perdere di vista l'aspetto tecnico ed emozionale del calcio inglese. Ogni singola partita, anche quella con una cifra tecnica non straordinaria, ha il suo fascino. Sarà per l'atmosfera, per l'agonismo leale dei protagonisti in campo (i simulatori sono merce rarissima e fischiatissima) o per l'intensità del gioco (basterebbe fare un confronto sul tempo effettivo medio della Premier con quello della Serie A), ma il campionato inglese è un passo - o anche più d'uno - avanti a tutti. Non è un caso se anche quest'anno la Premier abbia stipulato un contratto televisivo collettivo ancora più remunerativo che in passato: 1,4 miliardi di euro, circa 500 milioni di euro in più rispetto a quello - comunque assai positivo - della Serie A (il quasi miliardo di euro complessivo che Infront ha assicurato alle società di serie A è la somma dei vari pacchetti: satellite, digitale terrestre, estero, internet, telefonia, radio ecc). In particolare, il campionato inglese è nettamente il più seguito all'estero con picchi elevatissimi in Oriente. Tale successo è legato senza dubbio alla presenza di svariati campioni nelle principali squadre, ma anche ad un lavoro a livello marketing cominciato diversi anni fa, che ora sta pagando importanti dividendi. Da quest'ultimo punto di vista l'Italia - col solito grave e colpevole ritardo - ha iniziato a muoversi e la partita della domenica alle 12.30 è un chiaro segnale per il mercato asiatico. 

 
  Presentazione squadre favorite  
 

Non mi addentro troppo nell'analisi di tutte e 20 le squadre protagoniste della stagione 2010/2011. Esistono blogger altamente specializzati sul punto (vedi blog di Silvio di Fede o di Luca Vojvoda), in grado di fare un'analisi più approfondita su tutte le formazioni. Mi limito a presentare le Top 4 (Chelsea, Manchester United, Arsenal, Liverpool) e le due squadre che puntano dichiaratamente a rompere tale dominio, vale a dire Tottenham (quarto nella passata stagione) e Manchester City. Come per la Serie A (vedi commento calciomercato 2010) va sottolineato che da qui al 31 agosto potrebbero cambiare diverse cose a livello di mercato, quindi i giudizi sono necessariamente parziali.
CHELSEA 2010/2011: dopo lo splendido double della passata stagione (più Community Shield 2009), Carlo Ancelotti punta decisamente a riscattare la brutta eliminazione patita agli ottavi di finale di Champions dall'Inter poi campione. Priorità Champions quindi, ma tanta voglia di bissare il titolo 2010 in Premier. Nella passata stagione i Blues ebbero diversi alti e bassi, ma alla fine - vincendo lo scontro diretto all'Old Trafford - riuscirono a riscavalcare la squadra di Ferguson. Rispetto allo scorso anno se ne sono andati per scadenza di contratto Ballack, Joe Cole, Deco Belletti più Ricardo Carvalho, ceduto ieri al Real Madrid per 8 milioni di euro. Dal mio punto di vista tali mosse sono da valutare positivamente, considerando età e logorio dei suddetti. Carvalho è uno dei difensori centrali più forti in circolazione, ma voleva raggiungere Mourinho a tutti i costi. A livello di difesa centrale il Chelsea è comunque ben coperto con Terry-Alex e Ivanovic (si potrebbe puntare ad ingaggiare un centrale di prospettiva che possa crescere dietro i tre titolari). Ballack e Cole non hanno fornito - per vari motivi - delle prestazioni memorabili negli ultimi anni. A centrocampo è arrivato Ramires dal Benfica, giocatore molto interessante che abbina un grande dinamismo ad una tecnica non disprezzabile. Al posto di Joe Cole, invece, ecco Yossi Benayoun dal Liverpool: ottimo rincalzo. Valutando la rosa a disposizione di Ancelotti, dal mio punto di vista manca ancora una pedina per il salto di qualità definitivo: una seconda punta di valore mondiale. Il sogno di Ancelotti si chiama Pato, ma anche Forlan non sarebbe male. Per il resto, la solita grandissima squadra. Determinanti i recuperi di Bosingwa ed Essien. Non inganni il precampionato e la sconfitta di domenica scorsa nel Community Shield contro il ManU, il Chelsea sarà competitivo su tutti i fronti.

MANCHESTER UNITED: lo scorso anno la stagione dei Red Devils si decise in due partite (contro Chelsea e Bayern sempre all'Old Trafford). Quelle due partite tramutarono una stagione fin lì positiva in un'annata senza titoli. Sir Alex, come nella passata stagione, ha condotto un mercato soft con la sola perla dell'acquisto del Chicharito Hernandez, attaccante che farà parlare di sé, già pronto come vice-Rooney. La rosa a disposizione di Ferguson è altamente competitiva e, come detto, lo scorso anno la differenza l'hanno fatta una paio di partite con annessi episodi. Non ci sono lacune particolari, considerando anche che alcuni giovani sono pronti ad un ulteriore miglioramento (Rafael, J. Evans, Gibson e Macheda). Fondamentale ridurre il numero di infortunati durante la stagione.

ARSENAL: che dire dei Gunners? Ogni anno si parla di quanto è straordinaria l'Academy, del lavoro di Liam Brady e di Wenger nel scovare e lanciare i giovani, ma alla fine, stringi stringi, nessun trofeo e nessuna gioia per i tifosi. Personalmente apprezzo molto lo stile di gioco dell'Arsenal, nonché la bravura di alcuni suoi interpreti (Van Persie, Fabregas e Clichy in particolare). Il problema è che Wenger si ostina in modo autolesionistico a non acquistare (limitazioni di budget post Emirates Stadium o convinzione personale?) quei due giocatori che permetterebbero ai Gunners di essere più competitivi su tutti i fronti. Sto parlando di un portiere degno di questo nome e di un difensore centrale di livello internazionale. E' arrivato Chamack dal Bordeaux, attaccante dalle ottime doti, ma che personalmente non mi entusiasma. Vedremo. Se ne sono andati i vari Gallas, Silvestre, Senderos ed Eduardo. Gallas era in chiara parabola discendente, ma aveva esperienza e carisma. Dopo la cessione nel 2009 di Kolo Tourè, la difesa centrale dell'Arsenal si basa su Vermaelen, probabilmente più bravo in area avversaria che nella propria. Serve assolutamente un difensore centrale (da valutare il costoso Koscielny, arrivato dal Lorient per 12.5 milioni di euro), a meno che non si punti definitivamente su Djourou, troppo spesso però ai box. Sull'annosa questione portieri non serve aggiungere molto, se non che - per fare un nome - Handanovic dell'Udinese avrebbe rappresentato un deciso passo avanti

LIVERPOOL: tra le Top 4 è senza dubbio quella più in difficoltà dal punto di vista finanziario, ma il mercato condotto fin qui denota grande intelligenza. Hodgson al posto di Benitez (gestione complessivamente con più ombre che luci quella dello spagnolo) è una scelta saggia, così come l'aver acquistato a parametro zero Jovanovic e Joe Cole. Sono stati trattenuti tutti i pezzi da novanta e con l'acqusito di Poulsen anche il centrocampo sembra al completo. Da verificare, comunque, la permanenza o meno di Mascherano. Probabilmente manca un attaccante di riserva capace di sostituire il cagionevole Torres. N'Gog non sembra l'ideale. Da verificare Aquilani e Nemeth, da rilanciare Babel. L'obiettivo primario è il ritorno in Champions League: ci sono tutte le premesse per riconquistare il quarto posto.

TOTTENHAM: dopo lo splendido quarto posto della scorsa stagione, gli uomini di Redknapp hanno un obiettivo fondamentale in questo inizio di stagione: superare il preliminare di Champions League contro lo Young Boys. Sulla carta non sembra una partita proibitiva, ma ad agosto le sorprese sono sempre dietro l'angolo. Rispetto allo scorso anno la squadra è rimasta praticamente immutata. E' rientrato Giovani Dos Santos, buon protagonista al Mondiale, ma il messicano sembra già con le valigie pronte. La squadra è valida, anche se il doppio impegno Premier-Champions, più le coppe nazionali, potrebbe creare delle difficoltà.

MANCHESTER CITY: sul City si potrebbe scrivere un post a parte. La disponibilità economica dello sceicco Al Mansur è pressoché illimitata. Ciò non significa, però, garanzia di successi. Dal mio punto di vista la base dello scorso anno era più che valida e andava puntellata in alcuni ruoli. Il mercato, ancora ampiamente aperto, ha portato diversi giocatori e, a mio parere, parecchia confusione. Mancini ha voluto a Manchester alcuni giocatori di grande livello: Yaya Tourè, David Silva e Kolarov. Fino ad ora un mercato da -80 milioni di euro. Il problema è che - al momento - non sono stati ceduti i calciatori in esubero e ciò porterà a inevitabili malumori. Intendiamoci, meglio lavorare con tanti giocatori bravi, ma averne così tanti a disposizione potrebbe allontanare Mancini dalla formazione tipo. Ad oggi - dando per scontato l'ingaggio anche di Balotelli - l'11 titolare del Manchester City potrebbe essere questo: (4-2-3-1) Given (?); Richards-Kolo Tourè-Lescott (Kompany)-Kolarov; Yaya Tourè-Barry (De Jong); Balotelli-David Silva-Tevez; Adebayor. Variabili quasi infinite. Una signora squadra, non c'è dubbio. Considerando anche che resterebbe fuori gente come Wright Phillips, Boateng, Ireland, Johnson più Bellamy e Robinho. In definitiva, Mancini ha a disposizione un giocattolo bello e costoso, dovrà essere abile nel saperlo utilizzare. In bocca al lupo.

ALTRE SQUADRE: come anticipato, non entro nei dettagli delle altre squadre. Da segnalare i pochi movimenti complessivi. Uno dei più interessanti è quello del Birmingham che ha acquistato dal Valencia il gigante Zigic per 7 milioni di euro. Birmingham che attende anche Camoranesi e (forse) Grosso. La notizia più clamorosa riguarda l'addio di Martin O'Neill all'Aston Villa. Il bravo tecnico irlandese ha rassegnato le dimissioni pochi giorni fa, probabilmente in polemica con la proprietà, praticamente immobile sul mercato. Ad oggi, le candidate principali alla retrocessione sembrano essere Blackpool, Wolverhampton, West Bromwich, Stoke City e Wigan.. 

 
  L'Autore  
 

Simone Salvador, autore di Blog-in: laurea in legge, Master in Strategie per il Business dello Sport (Benetton Group). Esperto di media e comunicazione. 

 

Simon Salvador

 
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