TWITTER  | Seguici su FACEBOOK  | Agenda  | Canale YOU TUBE  | Contatti | HOME   

 
 

                                                         MAGAZINE   

Premier 2011 - 2012
CANALI TEMATICI

     Alimentazione e diete

     Formazione Tecnica

     Medicina e Psicologia

     Organizzazione Tattica

     Moduli di gioco

     Prep. Precampionato

     Preparazione Fisica

     Proposte di Mesociclo

     Prepariamo i Portieri

     Recupero Infortunati

     Settimana Tipo

     Divisione Calcio a 5

     Settore Giovanile

     Video didattici

CANALI INFORMAZIONI

     AIAC   

     Cambi di guida tecnica   

     Come diventare Allenatori

     Comunicati ed Eventi

     Agenda Corsi ed Eventi  

     Corsi ed aggiornamenti  

     Fair Play ...

     Download Documenti

     Libri di Calcio

     Magazine

     Profili

     Solidarieta' Sportiva

     Settore Tecnico F.I.G.C.

     Storie di Calcio

     Ultimi articoli inseriti

  CANALI SERVIZI

     Allenatori   

     Archivio Prime Pagine

     Download Documenti

     Galleria per Eventi

     Link club ed indirizzi utili

     Mappa Sito  

     RSS  

  Al via la Premier League 2011 - 2012  
  Autore: Silvio Di Fede
  Fonte: I miei articoli sul calcio inglese
  Data inserimento nel sito

 Data inserimento nel sito: 11 Agosto 2011

 

Mancano ormai poche ore al fischio d’inizio del nuovo campionato e sta per partire la nuova stagione. In queste righe analizzeremo le rose che i 20 club di Premier League presentano ai blocchi di partenza del massimo campionato inglese, considerando che ancora gli organici non sono definitivi visto che il calciomercato finirà il 31 Agosto, dando anche un voto alla campagna acquisti portata avanti da ogni team e ipotizzando una formazione tipo con i giocatori presenti in rosa attualmente (tra parentesi invece c’è abbozzato un undici di riserva):

 
  Arsenal
 

Punti di forza: in ottica 4-3-3, la presenza di Gervinho può essere l’ideale per movimenti, gol e assist: il modulo però deve essere molto dinamico e non statico per permettere all’ivoriano di svariare per tutto il fronte d’attacco, come faceva lo scorso anno al Lille. Robin Van Persie ha chiuso la scorsa stagione tenendo medie gol davvero elevatissime: riuscisse per una volta a restare sano per tutto un campionato, potrebbe diventare lui la nuova guida dell’Arsenal, ma sulla sua solidità fisica non c’è certo da giurare. Alex Song e Jack Wilshere possono garantire un buon lavoro di qualità e permettere ad un centrocampista più creativo al loro fianco di poter concentrarsi maggiormente sulla fase offensiva, anche se entrambi rimangono abbastanza evoluti in fase di inserimento.
Punti deboli: la difesa per tutta la scorsa stagione ha ballato, raggiungendo livello bassissimi nel finale di campionato: adesso che tutti conoscono il grande difetto dei Gunners, potrebbero provare ad approfittarne evitando così di affrontare i londinesi con atteggiamenti estremamente prudenti. Non dovessero arrivare altri acquisti, ancora una volta sarebbe Laurent Koscielny il titolare: il francese avrà un anno in più d’esperienza nel calcio inglese, ma lo scorso anno è apparso assolutamente improponibile in tutto e per tutto e rappresenta un punto debole chiarissimo. Oltretutto, quest’anno la difesa ha aperto un buco grosso anche nel ruolo di terzino sinistro: Kieran Gibbs è spesso e volentieri infortunato, decisamente mediocre in fase difensiva e oltretutto è apparso piuttosto involuto nelle poche volte in cui ha giocato la passata stagione. Davvero una big può permettersi di iniziare la stagione con un punto interrogativo così grande? Un po’ troppi i calciatori poco costanti o anche con atteggiamento molle presenti in rosa: su tutti spicca Theo Walcott, il quale deve svegliarsi per non diventare l’esempio perfetto di incompiuta calcistica. Aaron Ramsey ha ottima qualità, ma sia nel finale della passata stagione che in questa preseason è apparso non ancora pronto fisicamente dopo il grave infortunio subito: con le possibili partenze di questo finale di mercato, potrebbe essere lui a partire titolare a centrocampo e questo rischierebbe di essere un ulteriore rischio. Arsene Wenger sembra aver perso le idee e il fiuto di una volta e questo influisce nella sua incapacità di migliorare i Gunners da tre anni a questa parte: non solo, il francese non riesce più nemmeno a lavorare per risolvere i difetti, che da anni sono quasi sempre gli stessi.
Movimenti di mercato: diabolica la cessione di Gael Clichy senza avere intenzione (almeno ufficiale) di acquistare un reale sostituto: come crearsi da soli un grosso punto debole. La squadra ha bisogno di una serie di rinforzi forti in difesa, invece è arrivato solo il giovane Carl Jenkinson dal Charlton, con poca esperienza in prima squadra anche al livello della League One. Ottimo l’acquisto di Gervinho, in grado di far bene da subito nel calcio inglese, assolutamente esagerata la cifra spesa per Alex Chamberlain: è un grande talento e può diventare la stella futura, ma qualora ciò non dovesse accadere i 15 milioni di pounds investiti potrebbero diventare uno sproposito colossale, in particolare perché quei soldi avrebbero potuto essere investiti sulla difesa. Impossibile credere a mancati arrivi importanti in terza linea (che renderebbero comiche le scelte di mercato), ma in previsione anche delle partenze quasi certe di Cesc Fabregas e Samir Nasri è altrettanto impossibile avvicinare questo mercato ad un voto sufficiente. Voto: 3
Possibile formazione tipo (4-3-3): Szczesny; Sagna, Koscielny, Vermaelen, Gibbs; Fabregas, Song, Wilshere; Nasri, Van Persie, GERVINHO --- (Fabianski; JENKINSON, Squillaci, Djourou, Traorè; Ramsey, Frimpong, Diaby; Walcott, Chamakh, Arshavin)
Alternative tattiche: le differenze tra il 4-3-3 e il 4-2-3-1 sono spesso impercettibili: dipendono principalmente dalla posizione del centrocampista più creativo (qui inseriamo Cesc Fabregas visto che al momento è ancora presente in rosa, ma sulla carta dovrebbe essere Aaron Ramsey). Ancora ci sono opinionisti e tifosi che sperano in un ritorno al 4-4-2, che però appare abbastanza improbabile anche per partite singole.
Obiettivo stagionale: All’Emirates Stadium sognano di chiudere il lungo digiuno di trofei: alla luce di un’estate pessima e dei mille problemi presenti in rosa, già il ritorno tra le prime tre in classifica sarebbe da considerare un traguardo.

 
  Aston Villa
 

Punti di forza: A Darren Bent sono bastate 16 partite con i Villans per segnare 9 gol in campionato: nella sua prima stagione a tempo pieno promette di avvicinarsi alla ventina di gol, qualora la squadra riuscisse a supportarlo a dovere. Grazie a Brad Friedel, l’Aston Villa non ha mai avuto problemi nel ruolo del portiere, ma l’ingaggio di Shay Given garantisce alla squadra uno degli estremi difensori migliori del campionato. Con le partenze di Ashley Young e Stewart Downing maggiori responsabilità cadranno sulle spalle di Marc Albrighton, che però oltre ad essere un elemento elettrizzante per rapidità e vivacità appare anche un calciatore abbastanza concreto e potrebbe compiere il salto di qualità in questa stagione.
Punti deboli: Darren Bent ha bisogno di essere supportato da una squadra che fa gioco e gli permette di avere occasioni da rete da sfruttare in area di rigore: non proprio la caratteristica principale delle squadre di Alex McLeish, che non hanno gioco e costringono gli attaccanti a sgobbare per tutto il fronte offensivo, finendo poi per perdere lucidità negli ultimi metri. L’arrivo dello scozzese riporterà quelle “difese strenue” che hanno caratterizzato gran parte della stagione 2009/10 dell’Aston Villa: in mezzo però c’è una stagione negativa un po’ per tutti i difensori, con James Collins apparso appesantito e Richard Dunne che sembra aver perso la “magia” di quella stagione ed esser tornato ai suoi soliti livelli. Per giunta, la difesa non avrà neanche l’unico elemento realmente positivo della scorsa stagione, ovvero Kyle Walker, tornato al Tottenham per fine prestito. Al momento tra i titolari tornerebbe Stephen Warnock, desaparecido per tutta la seconda metà della passata Premier League. Né Jean Makoun né Stiliyan Petrov stanno convincendo molto in mediana, tanto che Alex McLeish sta pensando di riproporre Stephen Ireland, il quale è reduce da una stagione imbarazzante di quasi assoluta inattività: più che un rischio, potenzialmente un suicidio. La panchina di fatto è quasi inesistente: basteranno un paio di forfait per creare un’emergenza infortuni.
Movimenti di mercato: Di fronte a quelle offerte, Stewart Downing e Ashley Young andavano ceduti e su questo non ci piove: in alternativa è arrivato Charles N’Zogbia, con anche l’eccellente arrivo di Shay Given, ingaggi ottimi. C’è un attivo di 23 milioni di pounds, ma andrebbe investito per rinforzare la squadra: invece Alex McLeish per il resto è rimasto immobile e la squadra ha mille punti deboli (tra cui lo stesso scozzese, ma qui lui non ha colpe: la colpa è di chi l’ha ingaggiato). Voto: 5
Possibile formazione tipo (4-4-2): GIVEN; Young, Collins, Dunne, Warnock; Albrighton, Makoun, Petrov, N’ZOGBIA; Bent, Agbonlahor --- (Guzan; Beye, Cuellar, Clark, Lichaj; Herd, Delph, Ireland, Bannan; Heskey, Delfouneso)
Alternative tattiche: Mmm, vediamo: chi è il manager? Alex McLeish? Ok, aspettatevi tante partite con un 4-5-1 puramente difensivo.
Obiettivo stagionale: La società vorrebbe rimanere nella prima metà di classifica, dopo un nono posto strappato in qualche modo nella passata Premier League nonostante tanta mediocrità: a meno di tre/quattro acquisti di peso in queste settimane di mercato o dell’esplosione fragorosa di un paio di giovani, l’impressione è che questa squadra faccia meglio a guardarsi alle spalle.

 
  Blackburn Rovers
 

Punti di forza: Martin Olsson ha compiuto nella scorsa stagione un ottimo salto di qualità, diventando un esterno offensivo molto pericoloso per corsa e per il buon sinistro che dispone: lo svedese era arrivato in Inghilterra da terzino, ma il ruolo più avanzato risponde meglio alle sue caratteristiche. La passata stagione è stata quella dell’esplosione di Junior Hoilett, artefice di fatto degli unici sprazzi di vivacità e imprevedibilità di una squadra molto piatta. Brett Emerton sembra aver allontanato gli infortuni che lo hanno condizionato dal 2008 al 2010 e trovando continuità ha finito per chiudere in crescendo la scorsa Premier League: la sua esperienza è sempre molto importante per i Rovers. Paul Robinson ha ormai ritrovato la sua identità ad Ewood Park ed è tornato ad essere un portiere molto sicuro, cosa mai vista a White Hart Lane.
Punti deboli: L’eventuale partenza di Christopher Samba (monumentale per una squadra di questo rango) potrebbe aprire un buco enorme al centro della difesa, visto che Ryan Nelsen è sempre un grande lottatore ma inizia ad essere pieno di acciacchi e a calare di rendimento, mentre Grant Hanley ha buon potenziale ma ancora non ha mostrato quella maturità che aveva Phil Jones. A parte Junior Hoilett, manca qualità e vivacità a centrocampo: David Dunn continua ad essere continuamente infortunato e ormai anche quando gioca non garantisce sempre un rendimento di buon livello, mentre Morten Gamst Pedersen è reduce da un’altra stagione di grande piattezza e potrebbe anche perdere il posto da titolare. Sono tanti i dubbi sul fatto che David Goodwillie possa risolvere il problema del centravanti meglio di come abbia fatto Nikola Kalinic, in particolare se schierato isolato in attacco.
Movimenti di mercato: A lungo il Blackburn è stato assolutamente immobile sul mercato, perdendo via via una marea di obiettivi di mercato, alcuni di buon livello, altri potenziali bidoni (Mariano Pavone su tutti). Sono due gli acquisti principali, quello di David Goodwillie, interessante ma accolto con incertezza dalla critica, e quello di Radosav Petrovic, mediano che sulla carta dovrebbe svolgere il ruolo ricoperto da Jermaine Jones nella seconda metà della passata stagione (l’americano è tornato allo Schalke 04 per fine prestito). I soldi promessi dalla proprietà Venky’s? Non si vedono: piuttosto s’è visto uno spot inquietante che ha coinvolto tanti giocatori. I polli sul mercato sono stati però i proprietari dei Rovers. Voto: 3
Possibile formazione tipo (4-4-1-1): Robinson; Michel Salgado, Samba, Nelsen, Givet; Emerton, N’Zonzi, Dunn, Olsson; Hoilett; GOODWILLIE --- (Bunn; Andrews, Hanley, Gunning, ANDERSON; Ruben Rochina, PETROVIC, Grella, Pedersen; Formica; Roberts)
Alternative tattiche: Nella sua prima stagione da manager, Steve Kean ha dimostrato tante idee diverse, anche se spesso confuse: ha chiuso la stagione proponendo soprattutto un 4-4-1-1 anche per mancanza di attaccanti di buon rendimento, ma ha proposto anche un 4-4-2 o un 4-3-1-2. Qualora la società riuscisse a supportarlo con acquisti decenti, sarebbe interessante vedere le varie scelte tattiche di questo manager alla sua prima stagione a tempo pieno per avere un giudizio più attendibile sul suo lavoro.
Obiettivo stagionale: I proprietari indiani vogliono un posto tra le top four in quattro anni, qualcuno parla di piazzamento nella prima metà di classifica: gli osservatori però vedono i Rovers tra le candidate alla retrocessione e quest’ultima osservazione sembra la più realistica. Meglio pensare a salvarsi e mettere l’asticella ad un’altezza non esagerata per le potenzialità attuali di questa squadra.

 
  Bolton Wanderers
 

Punti di forza: Con un anno in più di lavoro al Reebok Stadium, il gioco voluto da Owen Coyle dovrebbe essere più radicato: lo scorso anno la qualità della manovra è andata un po’ a sprazzi, quest’anno ci si aspetta una maggiore continuità. Centralmente la difesa rimane di buon livello, con Zat Knight che concede qualche sbavatura ogni tanto ma che sta giocando a buon livello con la maglia dei Trotters, con Danny Wheater che è un’eccellente riserva e con Gary Cahill che è ricercatissimo dalle big ma che per ora rimane nella rosa a disposizione di Owen Coyle. In mediana sono arrivati due nuovi acquisti e c’è una rotazione in grado di evitare condizioni di emergenza come invece capitato nella scorsa stagione, quando nel periodo che ha portato anche alla semifinale di FA Cup s’è dovuto ricorrere all’utilizzo di Johan Elmander come interno di centrocampo: ci sono elementi qualitativi e buoni incontristi, per un reparto molto eterogeneo.
Punti deboli: La rosa è decisamente corta e questo potrebbe portare anche quest’anno ad un calo di rendimento con il passare dei mesi: c’è scarsa quantità di uomini soprattutto sulle corsie, in particolare dopo i gravi infortuni di Tyrone Mears e di Lee Chung-Yong. Come detto, la difesa è forte centralmente ma è debole sulla fasce e da lì nascono sempre tanti pericoli, che portano poi il Bolton ad ottenere pochi clean sheet. Martin Petrov è arrivato la scorsa estate promettendo un grande rendimento ma è stato un grosso flop e continua ad apparire molto nervoso: nonostante tutto, sulla carta è lui a partire titolare (anche per il serio infortunio di Lee Chung-Yong). In attacco c’è solo Kevin Davies a garantire un rendimento costante da titolare: non c’è una spalla all’altezza, con solo Ivan Klasnic capace di avere prestazioni accettabili ma non certo più tanto affidabile in un eventuale ruolo da titolare, mentre per il resto ci sono ragazzi il cui rendimento è tutto meno che assicurato. Senza ulteriori arrivi, l’attacco rischia di diventare un grossissimo problema per Coyle.
Movimenti di mercato: Ovviamente molto influisce anche il non grandissimo appeal del Bolton (oltre ad un budget limitato), ma è davvero tremendo vedere una squadra di Premier League così incapace di effettuare acquisti in attacco e che a poche ore dall’inizio del campionato arrivi a presentare solo una vera punta all’altezza del proprio rango: è anche il segno dei tempi che cambiano, di una Premier League abbastanza in calo. Buoni gli arrivi ad allargare la mediana, con l’interditore Nigel Reo-Coker che potrebbe rilanciarsi e con Darren Pratley che è un buon giocatore anche se molto incostante. Sulle fasce servono altri arrivi, anche se l’acquisto di Chris Eagles è molto buono. Sarebbe stato buono anche l’arrivo di Tyrone Mears, ma il grave infortunio del terzino ha complicato tutto. Bisogna definire in fretta la situazione di Gary Cahill, che probabilmente blocca molto nel mercato del Bolton. Voto: 5
Possibile formazione tipo (4-4-2): Jaaskelainen; Steinsson, Cahill, Knight, Robinson; EAGLES, REO-COKER, Muamba, Petrov; Kevin Davies, Klasnic --- (Bogdan; MEARS, Ricketts, Wheater, Marcos Alonso; Lee Chung-Yong, PRATLEY, Holden, Mark Davies; Obadeyi, Blake)
Alternative tattiche: Vista la scarsa quantità di punte, si potrebbe anche ricorrere all’inserimento di un altro centrocampista centrale per passare ad un 4-5-1, o anche ad un 4-3-3 con un uso più offensivo delle ali.
Obiettivo stagionale: Il crollo nel finale di stagione (soprattutto dopo la disgraziata semifinale di FA Cup) ha portato il Bolton a chiudere al 14esimo posto nella passata Premier League, dopo aver navigato in zone ben più alte di classifica: l’obiettivo di Coyle è quello di riprendere il discorso interrotto e centrare un piazzamento tra le prime 10. 

 
  Chelsea
 

Punti di forza: L’affiatamento e la forza del gruppo è talmente grande che porta il Chelsea al secondo posto e in qualche modo a giocarsela per il titolo anche in una stagione decisamente mediocre e con una grande quantità di problemi come quella passata (anche se secondo qualcuno questo è più frutto della mediocrità che s’è vista al vertice nella scorsa Premier League, a parte il Manchester United). Frank Lampard continua a mantenere una media realizzativa folle per un centrocampista: nelle ultime sette Premier League, le più “magre” lo vedono realizzare 10 gol, ma in entrambe (quella 2007/08 e quella passata) ha totalizzato appena 24 partite. Anche in stagioni nere, la difesa riesce ad essere la migliore del campionato: solo 33 le reti subite nella passata Premier League, merito anche di un Petr Cech alla stagione migliore dal post tremendo infortunio di Reading.
Punti deboli: Da anni si dice sempre la stessa cosa: gli anni passano e l’età media della rosa cresce. La difesa necessiterebbe di rimpiazzi migliori: solo Alex ha dimostrato di essere di un certo livello, mentre Josè Bosingwa è apparso in chiaro calo nella scorsa stagione, mentre Patrick Van Aanholt è futuribile ma ancora non testato a livello di Premier League (sulla carta sarebbe meglio Ryan Bertrand, su cui però credono meno a Stamford Bridge). Stilando la formazione titolare, a centrocampo i titolari rimangono un flop della scorsa stagione come Ramires e un flop degli ultimi anni come John Obi Mikel: com’è possibile questo? In attacco quali sono le idee di Villas-Boas: crederà ancora in Fernando Torres o ha fiducia in Didier Drogba? Anche qui non c’è chiarezza e sembra esserci grossa confusione.
Movimenti di mercato: Il ringiovanimento serviva in campo, non tanto in panchina: l’unico giovane arrivato è invece Andres Villas-Boas, considerato il fenomeno del futuro del calcio, fatto sta che manco lui ha iniziato con forza a ringiovanire la squadra, processo che andava iniziato due anni fa. Preoccupante davvero l’immobilità del mercato: serviva un abbassamento forte dell’età e non solo un paio di ritocchi, come Oriol Romeu (peraltro tutto da scoprire) e Romelu Lukaku (ancora non ufficializzato al momento in cui questo preview viene postato, ma ormai al 99% del Chelsea), il quale peraltro va a rendere più trafficata un ruolo come quello del centravanti, che già sembrava avere troppi galli nel pollaio con Fernando Torres e Didier Drogba. Sarebbe stato meglio investire i soldi spesi per “acquistare” il manager su qualche calciatore, ma allo stesso tempo sarebbe stato meglio non spendere tutti quei soldi così in fretta a Gennaio e ritrovarseli adesso per provare ad accontentare il nuovo manager: senza ulteriori sviluppi realmente convincenti, si rischierebbe un vero e proprio pastrocchio. Voto: 3
Possibile formazione tipo (4-3-3): Cech; Ivanovic, David Luiz, Terry, Cole; Ramires, Obi Mikel, Lampard; Anelka, Fernando Torres, Malouda --- (Hilario; Bosingwa, Alex, Paulo Ferreira, Van Aanholt; McEachran, ROMEU, Benayoun; Kalou, Drogba, Sturridge)
Alternative tattiche: L’unica cosa che finora s’è capita di Andres Villas-Boas è che attorniato da un alone sicuramente eccessivo (anche perché finora alle spalle ha solo una stagione vera) e che non è un mostro di simpatia (ha accusato il Manchester City di essere “immorale” negli investimenti, il che può anche avere un filo di verità: peccato che lui al Chelsea c’era stato da vice di Josè Mourinho, ovvero quando gli investimenti avevano “stessa moralità”): tatticamente non si capisce quale sia la sua idea. Il Chelsea in amichevole ha sempre giocato con il 4-3-3, così come peraltro il suo Porto la scorsa stagione.
Obiettivo stagionale: Ovviamente l’investimento effettuato per il manager va giustificato con una crescita tecnica e di risultati: il problema è che il Manchester United sulla carta sembra ancora avanti. 

 
  Everton
 

Punti di forza: Al solito, nell’undici titolare l’Everton ha poco da invidiare a tutti, con la presenza di tanti elementi che appetiscono le big. Leighton Baines sembra crescere sempre di più di rendimento e fiducia e continua ad essere largamente il miglior terzino sinistro della Premier League anche se qualcuno sembra ancora non accorgersene. Phil Jagielka ha iniziato la scorsa stagione con qualche dubbio visto che doveva riprendersi realmente da un gravissimo infortunio e ha risposto in modo sensazionale, proponendo addirittura la migliore stagione della carriera, con rarissime sbavature e tante prestazioni di alto livello. Leon Osman non ha fatto rimpiangere la partenza di Steven Pienaar, crescendo vorticosamente nel finale di stagione e diventando pericolosissimo con i suoi inserimenti. Si attende la conferma del nome nuovo della passata stagione Seamus Coleman, il quale presumibilmente sarà anche più abituato a svolgere il ruolo di esterno di centrocampo (lui che nasce terzino): sarà però dura per lui, visto che un intervento killer di Carlos Marchena del Villarreal gli ha rotto i legamenti della caviglia e bisognerà vedere l’entità del suo stop. Tim Cahill rimane un incubo per tante difese ed è atteso ad un’altra stagione vicina alla doppia cifra a livello realizzativo.
Punti deboli: L’attacco continuerà ad avere un rendimento molto altalenante, rischiando di essere poco incisivo in diverse partite, come tante volte capitato nella scorsa stagione Louis Saha fa sempre fatica a trovare la migliore condizione fisica visto che è sempre frenato da mille infortuni, ma David Moyes spera che Jermaine Beckford trovi più continuità di rendimento, dopo aver fatto grossa fatica ad impattare con la Premier League. Un ruolo importante in preseason lo ha avuto Victor Anichebe, ma ancora sono tante le perplessità sul fatto che valga realmente la Premier League. Mikel Arteta è reduce dalla peggiore stagione della carriera: a lungo impalpabile e piatto nel proprio gioco, nel momento in cui stata crescendo di rendimento s’è fatto male e anche quest’anno salterà l’inizio di stagione per un nuovo infortunio.
Movimenti di mercato: In una parola, nothing. S’è parlato tanto dell’Everton soprattutto per il mercato in uscita, ma gli uomini mercato Leighton Baines e Phil Jagielka sono ancora in rosa, con il secondo che sembra voler fortemente rimanere, resistendo a tante avances. In entrata solo il misterioso arrivo in prestito del difensore centrale Eric Dier dallo Sporting Lisbona: è un classe ’94 e verosimilmente non lo vedremo in prima squadra. Al solito Moyes deve fare i conti con un budget risicatissimo e questo ha bloccato la possibilità di acquistare nuovi elementi, anche se la rosa andrebbe allargata. Voto: 5,5
Possibile formazione tipo (4-4-1-1): Howard; Neville, Jagielka, Distin, Baines; Coleman, Arteta, Fellaini, Osman; Cahill; Saha --- (Mucha; Hibbert, Heitinga, Duffy, Bidwell; Gueye, Barkley, Rodwell, Bilyaletdinov; Anichebe; Beckford)
Alternative tattiche: David Moyes sta puntando molto su Victor Anichebe, che potrebbe essere l’alternativa ad un centrocampista in un 4-4-2 o addirittura proposto come ala sinistra. L’Everton può anche passare ad un 4-5-1 in assenza di Tim Cahill.
Obiettivo stagionale: Ancora una volta l’Everton proverà a flirtare con la zona europea, pur avendo un budget del tutto inferiore a quello delle squadre che ha avanti in classifica: è già enorme il lavoro svolto da David Moyes nel mantenere la squadra a questi livelli ed un nuovo settimo posto sarebbe da accogliere in modo positivo. 

 
  Fulham
 

Punti di forza: La difesa rimane con meccanismi oliati e adesso dispone anche di un terzino con ottima spinta offensiva come John Arne Riise: il terzetto formato da Mark Schwarzer, Aaron Hughes e Brede Hangeland ormai si conosce a memoria e questo crea un affiatamento fondamentale per la terza linea. Clint Dempsey è reduce da una stagione estremamente produttiva a livello realizzativo e partendo da sinistra sembra essere anche più pericoloso rispetto a quando parte da qualche metro più avanti, per la sua bravura a tagliare e la predisposizione al tiro da fuori: i suoi tagli potrebbero anche creare buoni spazi per le incursioni di Riise. La mediana disporrà di una serie di alternative mai avute negli ultimi anni: oltre ai titolari Danny Murphy e Dickson Etuhu, non sono niente male le riserve Steve Sidwell (nonostante pare non abbia legato molto con Martin Jol) e Marcel Gecov. Le recenti uscite in Europa League del Fulham hanno proposto un Andrew Johnson in crescita di condizione: l’ex Everton sembra molto affiatato con Bobby Zamora e i due possono formare una coppia d’attacco molto classica e insidiosa.
Punti deboli: Damien Duff continua ad essere in buone condizioni fisiche, ma sembra aver perso la brillantezza rivista due stagioni fa, apparendo di nuovo abbastanza spento. Chris Baird è reduce da un’ottima stagione che lo ha portato ad un sorprendente posto da titolare: non sembra però il terzino destro che un tifoso vorrebbe vedere nell’undici titolare di una squadra di Premier League. Aaron Hughes e Brede Hangeland compongono una grande coppia centrale, ma la prima riserva Philippe Senderos non è certo la stessa cosa, mentre alle spalle rimane un Rafik Halliche visto solo una manciata di volte dal momento del suo arrivo.
Movimenti di mercato: Ancora una volta il Fulham sta riuscendo a trattenere i propri uomini chiave, in particolare Brede Hangeland, lasciando partire solo gli elementi che avevano ormai perso il posto da titolare (vedi John Pantsil) o che mai l’avevano conquistato (vedi Jonathan Greening). In attesa di liberarsi del flop della scorsa estate Carlos Salcido, Martin Jol ha trovato un nuovo terzino sinistro in John Arne Riise, uno che conosce bene il calcio inglese e che non avrà grossi problemi ad inserirsi nello spogliatoio, vista anche la presenza del fratello Bjorn Helge. Arriva un nuovo interno di centrocampo come Marcel Gecov e un elemento fantasioso come Pajtim Kasami, da cui al Craven Cottage si aspettano tantissimo. Per contorno c’è anche l’arrivo del secondo portiere Csaba Somogyi, mentre Jol si aspetta anche l’arrivo di un altro attaccante. Voto: 6,5
Possibile formazione tipo (4-4-2): Schwarzer; Baird, Hughes, Hangeland, JOHN ARNE RIISE; Duff, Murphy, Etuhu, Dempsey; Zamora, Johnson --- (SOMOGYI; Kelly, Senderos, Halliche, Briggs; Davies, Sidwell, GECOV, Bjorn Helge Riise; Dembelè, KASAMI)
Alternative tattiche: A parte qualche flirt con il 4-4-1-1, difficilmente il Fulham lascerà in disparte il 4-4-2. La maggiore alternativa riguarda allora la posizione di Moussa Dembelè, che potrebbe trovare spazio anche da ala destra qualora Damien Duff non dovesse migliorare il rendimento della stagione passata.
Obiettivo stagionale: Il Fulham vuole prendersi nuove soddisfazioni in Europa League, anche se abbastanza improbabile pensare ad un nuovo cammino fino all’ultimo atto. In campionato bisognerà ripetere il piazzamento di metà classifica della stagione passata, magari evitando le sofferenze avute fino a Natale con Mark Hughes in panchina. 

 
  Liverpool
 

Punti di forza: La difesa ha subito troppi gol in preseason, ma negli ultimi due anni è stato l’unico reparto a rimanere di buon livello e a reggere: l’estate ha lanciato qualche dubbio sui singoli, ma la chiave sarà soprattutto il tipo di protezione che il centrocampo riuscirà a dare. Ci sono tanti dubbi sull’esecutività del 4-3-3 con questi uomini, ma questo è il modulo che potrebbe esaltare maggiormente Charlie Adam, il quale merita assolutamente il passaggio ad una grande squadra ed è atteso a mantenimento del livello proposto nelle ultime due stagioni. E’ bastato il loro arrivo a creare un nuovo entusiasmo nell’ambiente e nei tifosi: adesso nella loro prima stagione a tempo pieno al Liverpool, Andy Carroll e Luis Suarez sono chiamati a trascinare i Reds.
Punti deboli: Sconvolgente che a poche ore dall’inizio della Premier League, una squadra che addirittura a parole dice di puntare al titolo non abbia un terzino sinistro che uno, se non il sempre infortunato Fabio Aurelio. Tante le potenziali lacune sulla carta del 4-3-3 con questi uomini, tante confermate dal campo in preseason: nel centrocampo a tre non sembrano esserci elementi in grado di dare una buona copertura alla difesa, finendo per lasciarla sola a sé stessa. Oltretutto, il modulo presume l’utilizzo di Luis Suarez come ala sinistra, ruolo che potrebbe finire per snaturare l’uruguaiano, che ha bisogno di esser libero di muoversi e di inserirsi: paradossalmente le cose potrebbero andar meglio senza Andy Carroll. Jordan Henderson deve crescere e molto caratterialmente: troppo spesso al Sunderland è stato il primo a perdersi nei momenti di difficoltà.
Movimenti di mercato: Sembra il classico mercato stile Damien Comolli, di quelli che al Tottenham ricordano ancora con puro terrori: arrivano anche elementi buoni ma a casaccio, senza un filo logico per un eventuale inserimento tattico e soprattutto a prezzi altissimi. Verrebbe da dire che solo Alexandre Doni vale perfettamente la cifra spesa per ingaggiarlo: zero. Seriamente, l’investimento di 7.4 milioni di pounds per Charlie Adam è invece buono, con lo scozzese che rappresenta un innesto di qualità. Spropositati però i quasi 36 milioni di pounds spesi per Jordan Henderson e Stewart Downing, cifre da mercato inglese (nel senso di nazionalità dei calciatori) e non da mercato intelligente. Il primo ha buone qualità ma è un potenziale ancora tutto da confermare (specialmente per limiti caratteriali), mentre è assolutamente folle acquistare Downing ad una cifra maggiore di Ashley Young dalla stessa squadra e nel corso della stessa estate: Comolli capisce di calcio (lo ha dimostrato da ottimo osservatore), ma non sembra capirne moltissimo di mercato e il rischio per i Reds è grosso. Oltretutto, da due mesi si dice e si scrive che Josè Enrique è vicinissimo al Liverpool: a poche ore dall’inizio di campionato dello spagnolo ad Anfield non v’è traccia, in una squadra senza terzini sinistri. Voto: 4,5
Possibile formazione tipo (4-3-3): Reina; Kelly, Carragher, Skrtel, Johnson; HENDERSON, Gerrard, ADAM; DOWNING, Carroll, Suarez --- (DONI; Flanagan, Kyrgiakos, Agger, Fabio Aurelio; Spearing, Lucas Leiva, Raul Meireles; Kuyt, N’Gog, Maxi Rodriguez)
Alternative tattiche: Qualora il modulo dovesse trovare difficoltà, Kenny Dalglish potrebbe tornare al 4-4-2: il problema è che (oltre Stewart Downing) si sarebbe da capire chi utilizzare sulle fasce e chi togliere a centrocampo.
Obiettivo stagionale: La società sogna addirittura il titolo: molto improbabile che si arrivi a lottare. Già sarebbe tantissimo tornare nelle top four. 

 
  Manchester City
 

Punti di forza: Vincent Kompany lo scorso anno è stato l’unico difensore del Manchester City a giocare con una certa continuità e ha risposto reggendo alla grande il reparto, qualche volta anche da solo visto che al suo fianco non sempre i compagni sono stati all’altezza. L’acquisto di Stefan Savic e il ritorno dalla squalifica di Kolo Tourè dovrebbe rendere completo il reparto e il belga potrebbe trovarsi costretto a compiere meno straordinari, finendo così per alzare ulteriormente il proprio livello di gioco. Di certo, alle spalle ha avuto un muro come Joe Hart, che ancora si concede qualche ingenuità ma il cui rendimento è assolutamente affidabile, valendo anche un surplus di qualche punto. In una squadra troppo spesso senza gioco, le fiammate di David Silva risultano ulteriormente fondamentali: lo spagnolo sta diventando lo specialista dell’assist, in particolare con il tocco illuminante sul breve. Potrebbe trovarsi molto bene a dialogare con un altro elemento molto talentuoso come Sergio Aguero.
Punti deboli: Paradossalmente, il Manchester City è passato dall’avere una rosa eccessivamente larga ad una rosa in qualche ruolo un po’ corta: sono stati tanti gli scontenti (anche per la pessima gestione manageriale) e quindi le partenze sono state anche più del dovuto. Con le ulteriori partenze attese, si rischia di avere qualche buco in panchina, soprattutto a centrocampo. Gareth Barry sembra ancora destinato ad un ruolo molto importante, ma da quando è al City Of Manchester Stadium raramente ha abbandonato un rendimento mediocre. Mario Balotelli non sarebbe adatto per avere in affidamento un pacchetto di chewing-gum: figurarsi una squadra con ambizioni. In rosa ci sono due attaccanti di ottimo livello come Sergio Aguero ed Edin Dzeko, ma entrambi non sembrano proprio essere a loro agio nel ruolo di unica punta senza grande supporto, a cantare e portare la croce isolati in un calcio poco offensivo: le difficoltà trovate dal bosniaco dal momento del suo arrivo a Gennaio lo confermano.
Movimenti di mercato: Alla fine gli arabi del Manchester City sono risultati in grado di ingaggiare elementi importanti: tante volte le cifre spese sono davvero eccessive, ma alla fine gli arrivi sono importanti. Gael Clichy è arrivato ad un prezzo inferiore rispetto a quanto speso un’estate fa per Aleksandar Kolarov ma è un salto di qualità davvero enorme rispetto al pessimo serbo: l’errore è stato l’acquisto di Kolarov un anno fa. Stefan Savic sembra essere molto promettente e Sergio Aguero attirava le attenzioni di squadre più importanti dei Citizens, ma alla fine è arrivato al City Of Manchester Stadium. Non male, considerando che ancora ci saranno un paio di movimenti. Voto: 6,5
Possibile formazione tipo (4-2-3-1): Hart; Richards, Lescott, Kompany, CLICHY; De Jong, Barry; Johnson, Yaya Tourè, David Silva; AGUERO --- (PANTILIMON; Boyata, Kolo Tourè, SAVIC, Kolarov; Milner, Zabaleta; Wright-Phillips, Tevez, Balotelli; Dzeko)
Alternative tattiche: In tanti chiedono un passaggio al 4-4-2: ma in panchina c’è il manager con la mentalità adatta per proporre un calcio più offensivo? Sembra di no.
Obiettivo stagionale: L’obiettivo è quello di puntare al titolo, ma è evidentemente fin troppo ambizioso: il Manchester United è ancora avanti come rosa e soprattutto a livello manageriale. Meglio concentrarsi ad un cammino con soddisfazioni in Champions League e confermarsi tra le top four. 

 
  Manchester United
 

Punti di forza: La rosa sembra attrezzatissima in quasi ogni ruolo, regalando a Sir Alex Ferguson un organico in grado di gestire più competizioni: all’undici titolare di altissimo di livello fa specchio un undici di riserva tutt’altro che disprezzabile, più qualche altro calciatore che risulterà utile. Le alternative in attacco sono eccellenti, con Wayne Rooney che sarà ancora il punto fisso e che di volta in volta sarà affiancato da uno tra Javier Hernandez (ottimo anche al di sopra delle attese al suo primo anno) e Dimitar Berbatov, senza dimenticare Michael Owen e anche l’interessante Danny Welbeck, tornato abbastanza maturato dal prestito di Sunderland. Imbarazzo della scelta anche sulle fasce, dove Ferguson può scegliere di volta in volta due tra Nani, Ashley Young, Antonio Valencia e Park Ji-Sung, senza dimenticare sempre Ryan Giggs o Tom Cleverley. L’esperienza e la qualità del gallese Giggs sarà a disposizione dello United per un altro anno: un piacere per gli esteti, un piacere però anche per Ferguson visto quanto questo piede sinistro risulti ancora fondamentale per le fortune della squadra. La coppia formata da Rio Ferdinand e Nemanja Vidic è sempre di livello mondiale, ma non è male di certo neanche la rosa delle riserve, con Chris Smalling che addirittura sta mostrando duttilità nel lanciarsi anche da terzino destro.
Punti deboli: Lasciando da parte qualche paragone grossolano (dopo il Community Shield qualcuno l'ha avvicinato a Massimo Taibi, ma evidentemente la cosa c'entra poco), nei primi tempi David De Gea potrebbe non essere una certezza assoluta nelle uscite: Ferguson dev’essere bravo a farlo crescere nei suoi punti deboli senza che lui possa perdere fiducia in caso di errori. Michael Carrick ha chiuso la scorsa stagione in crescendo, ma per due terzi della stessa non ha garantito un livello di gioco convincente. Nel settore degli interni di centrocampo i Red Devils sono ancora molto migliorabili: con la rosa attuale, il rischio sarebbe quello di assegnare ancora un ruolo eccessivamente importante ad Anderson, non certo una sicurezza nel rendimento. Non può certo essere lui l’erede di Paul Scholes.
Movimenti di mercato: Probabilmente sul mercato c’erano portieri più “fatti e finiti” di David De Gea: Ferguson ha investito molto sul potenziale, ma il rischio è di pagare qualcosina a breve termine. S’è speso un po’ troppo per acquistare Phil Jones, che però è un difensore centrale di ottimo talento e già ben tarato a livelli di Premier League: una riserva molto importante per i titolari Ferdinand e Vidic, oltre che un elemento utilizzabile di tanto in tanto anche come mediano. Serviva un colpo di qualità sulle fasce ed è arrivato Ashley Young, pagato tanto ma non troppo (specie paragonando il suo prezzo a quello con cui l’Aston Villa ha ceduto Stewart Downing) e in grado di effettuare il definitivo salto di qualità con la maglia dei Red Devils. Il mercato è considerabile discreto e di certo porta a migliorare la squadra, ma ancora non è arrivato l’elemento di qualità al centro della seconda linea: si parla molto di Wesley Sneijder e se arrivasse l’olandese il voto del mercato schizzerebbe in alto di almeno un punto e mezzo, perché renderebbe con pochissimi punti deboli questa squadra di alto livello. Voto: 6,5
Possibile formazione tipo (4-4-2): DE GEA; Rafael Da Silva, Ferdinand, Vidic, Evra; Nani, Carrick, Giggs, YOUNG; Hernandez, Rooney --- (Lindegaard; Smalling, JONES, Evans, Fabio Da Silva; Valencia, Cleverley, Anderson, Park Ji-Sung; Berbatov, Owen)
Alternative tattiche: Con un elemento come Wayne Rooney capace di giocare a tutto campo, spesso la differenza tra un modulo e l’altro è impercettibile: il 25enne può anche svolgere il ruolo di seconda punta girando tanto alle spalle del compagno d’attacco per non dare punti di riferimento, trasformando in 4-4-2 in un 4-4-1-1 o un 4-2-3-1. Al solito poi Ferguson può mischiare le carte utilizzando Rooney da unica punta, in particolare adesso che ha a disposizione anche Ashley Young, che sulla carta può giocare anche alle spalle della punta centrale.
Obiettivo stagionale: Il Manchester United partirà in questa Premier League da assoluto favorito, dopo aver rinforzato molto una squadra già capace di vincere il titolo, mentre alle spalle le dirette concorrenti non hanno poi lavorato così bene.  

 
  Newcastle United
 

Punti di forza: Lo scorso anno la qualità di gioco era tutta affidata al solo Joey Barton, unica alternativa ad un gioco fisico: adesso la squadra assume maggiore qualità, con l’innesto di una buona ala come Sylvain Marveaux, il rientro di Hatem Ben Arfa e soprattutto con l’aggiunta di un regista lucido come Yohan Cabaye, piuttosto sottovalutato al suo arrivo ma grande protagonista nel Lille capace di vincere il double nella passata stagione e in grado di avere un buon impatto nel calcio inglese. Il “piatto” Jonas Gutierrez potrebbe partire ancora da titolare, ma rispetto all’anno scorso la squadra ha anche più creatività sugli esterni, più elementi in grado di saltare l’uomo e creare situazione di superiorità numerica. Con Demba Ba i Magpies ritrovano anche una punta impattante, che non c’era più dopo la cessione di Andy Carroll.
Punti deboli: La difesa è decisamente migliorabile, specialmente in caso di cessione di Josè Enrique, difficilmente rimpiazzabile soprattutto se il rimpiazzo dovesse essere trovato in pochi giorni. Con Mike Williamson probabilmente destinato a tornare nei ranghi, tornerà ad avere un ruolo importante Steven Taylor, difensore di grande cuore e grande agonismo ma non certo il più lucido del campionato in fase di piazzamento. Oltretutto non convincono le seconde linee in difesa, con Ryan Taylor e James Perché reduci entrambi da una brutta stagione. A centrocampo continua ad avere un ruolo importante tra le seconde linee Danny Guthrie, il quale però è abbastanza involuto da diversi anni e necessiterebbe di qualche occasione lontano da Newcastle per provare a rilanciarsi. In attacco non è stata ancora trovata una spalla di livello per Demba Ba: al momento il titolare sarebbe ancora Shola Ameobi, che tuttavia Alan Pardew vorrebbe relegare come primo attaccante di riserva.
Movimenti di mercato: Nelle prime settimane ci si era stupiti sulla bontà e lucidità delle operazioni: intrigante l’arrivo a parametro zero di Sylvain Marveaux, eccellente l’ingaggio del regista campione di Francia Yohan Cabaye, buonissimo aver ritrovato una punta d’impatto con l’ingaggio di Demba Ba. Peccato che da lì in poi tutto si sia abbastanza bloccato, con i Magpies incapaci nello riuscire ad ingaggiare una seconda punta e nel risolvere la questione di Josè Enrique, sempre dato in uscita ma ancora presente in rosa: oltretutto, l’ambiente è entrato in fibrillazione anche per il caso Joey Barton, che mette sotto un’ottica molto più negativa del dovuto un mercato che non era stato poi così male (specialmente negli standard di quest’anno in Premier League). Negli ultimi giorni è arrivato Gabriel Obertan, talentuoso ma decisamente involuto al Manchester United. Il mercato va completato. Voto: 6
Possibile formazione tipo (4-4-2): Harper; Simpson, Steven Taylor, Coloccini, Josè Enrique; Ben Arfa, Tiotè, CABAYE, Jonas; BA, Shola Ameobi --- (Krul; Ryan Taylor, Williamson, Kadar, Perch; OBERTAN, Gosling, Guthrie, MARVEAUX; Best, Lovenkrands)
Alternative tattiche: Tanto dipende dallo stato di salute e dalla posizione di Hatem Ben Arfa: il francese potrebbe esser portato ad un ruolo di trequartista alle spalle dell’unica punta in un 4-2-3-1, per puntare molto sulla sua creatività e non costringerlo a particolare compiti tattici.
Obiettivo stagionale: Si cerca una stagione tranquilla in campo e se possibile anche fuori: forse anche in questo sta la volontà di liberarsi di un carattere non semplice come quello di Joey Barton.  

 
  Norwich City
 

Punti di forza: La forza e la compattezza dello spogliatoio è stata la grande chiave nella promozione, ma questo affiatamento è fondamentale soprattutto in campo per permettere alla squadra di esprimere il calcio prediletto da Paul Lambert: come ovvio che sia (visto che il gruppo che ha raggiunto la promozione lo scorso anno era di fatto quello che ha vinto la League One nel 2009/10), l’estate ha portato tanti volti nuovi, che però verosimilmente saranno inseriti gradualmente per non perdere l’identità di gioco. Il ruolo di terzino destro sembra avere ottime garanzie, con Russell Martin che è eccellente in fase di spinta e potrebbe essere uno dei volti nuovi della prossima Premier League, con un’alternativa affidabile come Kyle Naughton. Grant Holt ha raggiunto la totale maturità ed è diventato un attaccante fastidiosissimo per le difese avversarie, per la sua astuzia e abilità di sfruttare sempre a proprio vantaggio il contatto fisico: se ben supportato, sarà un osso duro anche in Premier League.
Punti deboli: Wes Hoolahan è stato una delle chiavi per le due promozioni consecutive, ma è atteso da una stagione non semplice: in Premier League potrebbe pagare qualche limite fisico, anche se la qualità non gli manca di certo. Andrew Surman è un elemento in grado di fare la differenza in Championship, ma anche lui in Premier League potrebbe pagare molto, avendo oltretutto già fallito a questo livello nella sua esperienza al Wolverhampton. La difesa avrebbe necessitato di qualche rinforzo in più in difesa, visto che i Canaries lo scorso anno erano stati la squadra che ha subito più gol tra le prime sei della Championship: l’arrivo di Ritchie De Laet aiuterà ma non risolverà tutto. L’entusiasmo sarà alle stelle, ma il Norwich rischia di pagare la presenza di pochi elementi con esperienza in Premier League.
Movimenti di mercato: Paul Lambert è partito subito forte sul mercato, in modo da avere immediatamente la squadra completa per preparare al meglio la Premier League: i sette acquisti ritoccano ma non rivoluzionano una squadra capace di fare così bene nelle precedenti due stagioni. Probabilmente si sarebbe potuto fare di più in difesa, dove un arrivo alla Kyle Naughton sarebbe servito anche per la fascia sinistra, mentre al centro della difesa servirebbe un elemento con esperienza di Premier League oltre a Ritchie De Laet. A centrocampo arrivano tre elementi reduci da grandi stagioni in Football League, ma in parte da valutare in Premier League: Bradley Johnson è quello più affidabile a breve termine per le sue qualità da mezzala e per la sua grande corsa, contornata anche da buone qualità tecniche, mentre le ali Elliott Bennett e Anthony Pilkington hanno numeri e visione della porta, sono due ottimi giocatori ma il doppio salto di categoria dalla League One alla Premier League è sempre molto delicato. In avanti si punta molto su James Vaughan, che ha finalmente la chance per giocare con continuità in Premier League, mentre Steve Morison ha dimostrato di non soffrire il salto di categoria quando è passato dalla Conference (con lo Stevenage) alla League One e poi alla Championship (con il Millwall) mantenendo un’alta media gol (128 gol in tutte le competizioni nelle ultime cinque stagioni), ma il salto in Premier League è sempre quello più complicato e di più difficile lettura. Voto: 6,5
Possibile formazione tipo (4-3-1-2): Ruddy; Russell Martin, DE LAET, Whitbread, Tierney; BENNETT, Fox, Surman; Hoolahan; Holt, VAUGHAN --- (Rudd; NAUGHTON, Barnett, Ward, Drury; PILKINGTON, Crofts, BRADLEY JOHNSON; Chris Martin; MORISON, Jackson)
Alternative tattiche: Gli arrivi di due ali come Elliott Bennett e Anthony Pilkington portano in molto a pensare che l’idea di Paul Lambert sia quella di passare dal 4-3-1-2 che tanto bene ha fatto nella scorsa stagione ad un 4-4-2 comunque con buone propensioni offensive: in ogni caso, lo scozzese predilige un calcio piuttosto fluido e non sarebbe un 4-4-2 estremamente rigido. La presenza di Wes Hoolahan potrebbe essere utile nei match più complessi, quando potrebbe essere utilizzato un più coperto 4-4-1-1.
Obiettivo stagionale: Il Norwich vuole continuare quella grande magia iniziata con l’arrivo di Paul Lambert e stupire anche in Premier League: ottenere la promozione nella scorsa stagione è stata un’impresa e salvarsi in questa Premier League che si prospetta abbastanza mediocre (in particolare nelle zone basse di classifica) potrebbe non essere impossibile, in particolare qualora la squadra dovesse mantenere la qualità di gioco mostrata in Championship. Sulla carta, sono ben più di tre le squadre di Premier League che giocheranno peggio dei Canaries, bisogna vedere quanto questo verrà tradotto in risultati.

 
  Queens Park Rangers
 

Punti di forza: L’organizzazione difensiva del QPR ha raggiunto livelli molto elevati nel corso della scorsa stagione, mantenendo ad alti livelli una squadra comunque con mentalità molto propositiva: in Premier League ci sarà molto da lottare e chiedere ancora di più dalla terza linea, anche a costo di dover sudare molto e difendere qualche risultato in modo strenuo. L’attacco ha elementi di impatto e anche diverse alternative: DJ Campbell ha dimostrato la scorsa stagione di trovarsi a suo agio a questo livello e può garantire una decina di gol, mentre Jay Bothroyd è un’alternativa molto importante, un attaccante di peso con intelligenza e lucidità nell’appoggio per i compagni. Tanto dipenderà dalle giocate di Adel Taarabt, uomo in grado di spaccare una partita da solo: in Championship ha fatto la differenza e ora è chiamato a ripetersi anche in Premier League, dimostrando di essere anche più continuo e meno bizzoso.
Punti deboli: La difesa ha molta organizzazione ma i nomi dei singoli non convincono del tutto, in particolare centralmente: è arrivato solo Danny Gabbidon, che però è reduce da una brutta stagione ed è apparso in condizioni sconfortanti in preseason. Shaun Derry è stato l’anima del centrocampo nella scorsa stagione per la sua bravura nel lavoro di interdizione, ma sono molto i dubbi sul suo possibile impatto in Premier League. Sulla carta per questo è stato ingaggiato Kieran Dyer, che però è chiaramente in declino oltre ad essere sempre costantemente infortunato. Le ali non sembrano proprio del livello necessario per una squadra di Premier League: Tommy Smith a questo livello può essere un buon gregario ma non più un titolare, mentre Jamie Mackie stava vivendo un periodo di grazia nella scorsa stagione ma poi s’è rotto la gamba a Blackburn in FA Cup e sembra aver perso lì il treno migliore della propria carriera. Oltretutto, le riserve in questo ruolo sembrano poca cosa.
Movimenti di mercato: Neil Warnock deve lavorare con alle spalle una società inesistente o quasi: Flavio Briatore è buono solo per fare bella presenza davanti ai microfoni come dire “è tutto merito mio”, quando non a caso la squadra ha ottenuto la promozione proprio quando lui s’è defilato. Bisogna sperare nella cessione societaria. In queste condizioni Warnock ha dovuto affidarsi soprattutto agli arrivi a parametro zero, il che vuol dire anche a nomi non di primissimo piano anche per una squadra di medio-bassa classifica: Danny Gabbidon deve ritrovarsi, Kieran Dyer è destinato a passare sempre tanto tempo in infermeria, mentre Brian Murphy può essere un buon vice di Paddy Kenny. Buono l’arrivo di Jay Bothroyd, eccellente l’investimento di DJ Campbell. Il colpaccio tuttavia è l’esser riusciti a trattenere Adel Taarabt. Voto: 6
Possibile formazione tipo (4-2-3-1): Kenny; Orr, Hall, GABBIDON, Hill; DYER, Faurlin; Mackie, Taarabt, Smith; CAMPBELL --- (MURPHY; Doughty, Shittu, Gorkss, Connolly; Derry, Buzsaky; Vaagan Moen, Ephraim, Helguson; BOTHROYD)
Alternative tattiche: L’anno scorso l’alternativa al 4-2-3-1 è stata… il 4-2-3-1. Verosimilmente non ci si muoverà da questo modulo neanche in questa stagione, anche se potrebbe esserci una chiave di lettura più difensiva.
Obiettivo stagionale: Nella speranza di una cessione societaria, l’unico obiettivo possibile è quello della salvezza: senza società decente alle spalle, non sarà neppure semplice, anche se con Adel Taarabt nulla è irraggiungibile.  

 
  Stoke City
 

Punti di forza: L’organizzazione tattica in particolare nella fase difensiva è sempre molto rimarchevole e permette spesso e volentieri allo Stoke City di andare anche ben oltre i propri limiti: in tal senso, il lavoro del manager Tony Pulis è sicuramente una garanzia. Il reparto difensivo continua ad avere grande forza fisica: lo scorso anno Ryan Shawcross e Robert Huth hanno composto una grande coppia centrale (con il tedesco protagonista anche in attacco) e a loro si sono aggiunti Matthew Upson e Jonathan Woodgate, a regalare comunque qualche alternativa più attendibile del non qualitativo Danny Higginbotham. Peraltro, con l’acquisto di Upson ci potrebbe essere un ritorno di Huth nel ruolo di terzino destro. La forza atletica di Kenwyne Jones rappresenta uno sfogo molto importante per il calcio molto fisico di Pulis, così come ben più importante del previsto è diventata la corsa e il gioco umile di Jonathan Walters. La qualità degli esterni Jermaine Pennant e Matthew Etherington è ormai l’arma in più per i Potters: una fuga di uno dei due può cambiare una partita.
Punti deboli: La coppia d’attacco titolare necessiterebbe maggiori alternative, ma finora Tony Pulis ha fallito nel tentativo di ingaggiare una nuova punta: ci sarebbe in realtà Ricardo Fuller, che però è reduce da una stagione tormentata da infortuni. La mediana è buona per umiltà e nel gioco di quantità, ma ancora una volta manca un elemento in grado di far girare il pallone con lucidità, un interno con caratteristiche da regista che possa portare sbocchi alternativi nel gioco. Oltretutto, Rory Delap ha compiuto 35 anni e non può essere troppo continuo nelle proprie prestazioni e l’unica vera alternativa in panchina è Glenn Whelan, reduce da una stagione anonima.
Movimenti di mercato: Tony Pulis ha provato a formalizzare acquisti a centrocampo e in attacco, ma ha ricevuto tanti no, non riuscendo così a rinforzare la squadra per come avrebbe voluto: un paio di innesti a centrocampo e un attaccante renderebbero la rosa quasi completa. In difesa sono arrivati due elementi esperti che possono essere utili: Matthew Upson è reduce da una stagione negativa ma merita del credito visto il suo rendimento precedente, mentre Jonathan Woodgate è un punto interrogativo per i mille infortuni che lo hanno colpito negli ultimi anni. Voto: 5
Possibile formazione tipo (4-4-2): Begovic; Huth, Shawcross, UPSON, Wilson; Pennant, Whitehead, Delap, Etherington; Jones, Walters --- (Sorensen; Wilkinson, WOODGATE, Higginbotham, Collins; Tonge, Whelan, Diao, Pugh; Sidibe, Fuller)
Alternative tattiche: Nelle partite esterne più complicate, Pulis potrebbe ricorrere ad un 4-5-1, rinunciando ad una punta: oppure, nel match di Europa League contro l’Hajduk Spalato, s’è visto anche un Jonathan Walters più arretrato a fare da raccordo tra centrocampo e Kenwyne Jones in un 4-4-1-1.
Obiettivo stagionale: Lo Stoke City è ormai una realtà consolidata in Premier League: proverà a prendersi grosse soddisfazioni in Europa League senza perdere d’occhio le prestazioni in campionato, in cui l’obiettivo è quello di confermare un piazzamento da metà classifica, con se possibile un inserimento tra le prime 10.  

 
  Sunderland
 

Punti di forza: Una rotazione del centrocampo non sempre perfetta nel corso della scorsa stagione adesso risulta molto più ampia, nonostante la cessione (molto ben retribuita) di Jordan Henderson al Liverpool, peraltro non proprio un cuor di leone in grado di cambiare i destini della squadra nei pomeriggi negativi del gruppo: apparentemente Steve Bruce ha gli uomini da ruotare a seconda delle esigenze tattiche e una buona quantità di elementi per affrontare i vari infortuni, specialmente qualora Jack Colback (su cui il manager dei Black Cats sta puntando molto in preseason) dovesse risultare il nome nuovo della stagione. David Vaughan potrebbe risultare l’elemento in grado di far girare la manovra con un po’ di lucidità, un interno con qualche attitudine da regista che troppo spesso è mancato negli ultimi anni. La difesa è stata capace di incassare ben 13 clean sheet nella passata Premier League (la maggior parte nella prima parte della stagione) e ha importato una buona dose di esperienza dal Manchester United con gli arrivi di Wes Brown e soprattutto John O’Shea, destinato a diventare capitano e leader del gruppo.
Punti deboli: Gli elementi d’attacco al fianco di Asamoah Gyan rimangono un punto interrogativo: Connor Wickham e Ji Dong-Won hanno grande potenziale ma non è certo il loro impatto immediato a livello di Premier League, mentre Fraizer Campbell è da verificare dopo il grave infortunio della passata stagione. La fascia sinistra potrebbe risultare ulteriormente il punto debole dei Black Cats, in particolare dopo la partenza di Steed Malbranque: sia in difesa che a centrocampo, c’è solo un vero esterno sinistro ed è Stephane Sessegnon, il quale peraltro spesso sarà utilizzato alle spalle della punta: c’è adesso anche James McClean, il cui impatto immediato con la Premier League è tutto da verificare. Tutto il resto riguarderà elementi riadattati, come lo stesso Phil Bardsley (peraltro positivo nella passata stagione). La rotazione dei portieri ha visto l’aggiunta di Keiren Westwood ed è tutt’altro che chiara: questa incertezza sul titolare potrebbe portare più problemi che altro. Titus Bramble ha fatto molto bene negli ultimi anni, ma è reduce da una preseason pessima e ciò potrebbe ripercuotersi nel suo avvio di stagione.
Movimenti di mercato: Per quanto sia un elemento promettente, cedere Jordan Henderson a quasi 16 milioni di pounds è un grosso affare e ha permesso a Steve Bruce di ritoccare un po’ tutti i reparti, con il colpaccio rappresentato dall’arrivo di Connor Wickham, considerato potenzialmente il centravanti del futuro del calcio inglese e strappato ad una concorrenza composta principalmente dalle big della Premier League. Da tenere d’occhio anche l’arrivo di Ji Dong-Won: potrebbe essere la nuova perla scovata da Steve Bruce. A centrocampo forse non è arrivato l’elemento in grado di fare la differenza, ma gli arrivi di Sebastian Larsson, Craig Gardner e David Vaughan saranno decisamente d’aiuto: arrivano da squadre retrocesse dalla passata Premier League, ma sono elementi che meritavano di restare in massima serie. Tutto da scoprire James McClean, ala 22enne arrivata dal Derry City e di cui si dice un grandissimo bene. La difesa necessitava ritocchi più a livello di personalità che a livello puramente tecnico: gli arrivi di John O’Shea e Wes Brown sembrano perfetti sotto questo aspetto. Voto: 7,5
Possibile formazione tipo (4-4-2): Mignolet; O’SHEA, BROWN, Bramble, Bardsley; LARSSON, Cattermole, GARDNER, Sessegnon; Gyan, WICKHAM --- (Gordon; El Mohamady, Turner, Ferdinand, Richardson; Colback, Meyler, VAUGHAN, MCCLEAN; JI DONG-WON, Fraizer Campbell)
Alternative tattiche: Abbiamo proposto il 4-4-2 nella potenziale formazione tipo, ma in realtà è più probabile che il Sunderland giochi la maggior parte delle proprie partite con un 4-4-1-1, con Stephane Sessegnon che sembra essersi inserito molto bene negli schemi di Bruce come pendolo alle spalle dell’unica punta.
Obiettivo stagionale: In primis quello di evitare i mesi di buio totale che nelle ultime due stagioni hanno colpito senza soluzione i Black Cats, finendo per costare diverse posizioni in classifica. Risolto questo problema, la squadra guadagnerebbe ulteriori posizioni nelle gerarchie della Premier League e quindi migliorare il decimo posto della passata stagione.  

 
  Swansea City
 

Punti di forza: L’organizzazione di gioco è talmente elevata che verosimilmente permetterà ai Jacks di avere un grosso possesso palla nelle partite contro squadre di media-bassa classifica, rendendo così la squadra particolarmente propositiva e facendo girare a vuoto gli avversari. Gli schemi e i meccanismi dovranno subire una modifica con il salto di categoria ma dovrebbero rimanere efficaci ed evoluti, in particolare in difesa dove Brendan Rodgers può disporre anche di una delle possibili sorprese del campionato come Ashley Williams, difensore centrale reduce da stagioni eccellenti in Championship. Leon Britton è un mediano molto intelligente sul piano tattico ed è fondamentale per mantenere gli equilibri a centrocampo. Gli esterni sono la maggior fonte di qualità in fase offensiva: Nathan Dyer è reduce da una stagione di grande continuità, mentre da Scott Sinclair si attendono spunti e gol. Quest’ultimo ha sempre fallito bruscamente in Premier League (soprattutto nella stagione 2009/10 al Wigan), ma è reduce dalla stagione della maturità e adesso sembra in grado di fare sul serio.
Punti deboli: La difesa è molto organizzata, ma potrebbe pagare una scarsa esperienza in Premier League: in questi casi una guida che conosce bene questo campionato è sempre più che utile. Joe Allen è un elemento di buone qualità, ma deve ancora crescere in personalità e sembra tendere un po’ a nascondersi nelle partite più complesse, più importanti. Il centrocampo non sembra particolarmente attrezzato nelle sue seconde linee in zona centrale. Il difetto delle ultime stagioni dei Jacks è stata l’assenza di un vero bomber in grado di regalare gol con continuità: non tutti sono convinti che Danny Graham possa esserlo immediatamente a questo livello, seppure l’ex Watford è stato il capocannoniere della passata Championship. Oltretutto il centravanti deve integrarsi negli schemi dello Swansea City e questo potrebbe richiedere un po’ di tempo. L’alternativa è Leroy Lita, il cui carattere è sempre un grosso punto interrogativo e spesso ha portato a limitarlo calcisticamente. In porta si sentirà tantissimo l’assenza di Dorus De Vries, anche perché non è arrivato un portiere di pari livello.
Movimenti di mercato: Probabilmente l’accesso in Premier League andava accompagnato da un mercato di livello un po’ più alto. Il grande colpo è l’acquisto di Danny Graham, mentre Leroy Lita potrebbe essere una discreta alternativa: l’attacco non è ancora sicuro al 100%, ma ora dipende da Brendan Rodgers riuscire a coinvolgere meglio le punte. Steven Caulker è un elemento molto futuribile, ma non certo l’uomo con esperienza da Premier League che sarebbe servito. Wayne Routledge è in grado di fare la differenza in Championship, ma in massima serie è sempre apparso più spento, non in grado di saltare l’uomo come in seconda serie. Pessimo non esser riusciti a trattenere l’ottimo portiere Dorus De Vries: è arrivato Josè Moreira, pressoché inattivo nelle ultime due stagioni al Benfica. Meglio l’arrivo di Michel Vorm, che però rimane un portiere comunque da verificare. Voto: 5
Possibile formazione tipo (4-2-3-1): VORM; Rangel, Williams, Tate, Taylor; Britton, Allen; Dyer, Dobbie, Sinclair; GRAHAM --- (MOREIRA; Richards, CAULKER, Monk, Walsh; Agustien, Gower; ROUTLEDGE, Orlandi, Cotterill; LITA)
Alternative tattiche: Il 4-2-3-1 di Brendan Rodgers sembra destinato a cambiare per caratteristiche degli uomini (specialmente per il tipo di movimento effettuato dal trequartista) o per variazioni impercettibili (con il trequartista più basso si può parlare di 4-5-1, con le ali più alte di 4-3-3), ma nella sostanza non muterà mai più di tanto: lo scorso anno solo qualche volta Rodgers è ricorso ad un 4-4-2, ma paradossalmente proprio in assenza di punte vere.
Obiettivo stagionale: Lo Swansea City è riuscito nell’impresa di diventare la prima squadra gallese a partecipare in Premier League: Brendan Rodgers spera di bagnare questo traguardo con una salvezza. Come spesso capita alle squadre neopromosse, già un 17esimo posto sarebbe un successo.  

 
  Tottenham Hotspur
 

Punti di forza: Gareth Bale ha svolto una ottima preseason ed è subito pronto per svolgere ad alto livello il doppio ruolo di ala e terzino sinistro, in particolare con una consapevolezza dei propri mezzi sempre più alta: riuscisse a tenersi lontano dagli infortuni, diventerebbe il grande trascinatore degli Spurs. Luka Modric sembra poter rimanere e la sua conferma manterrebbe un centrocampo di alto livello, che però deve assumere maggiore maturità e evitare gli alti e bassi della scorsa stagione: di certo, aiuterebbe anche una stagione a tempo pieno di Tom Huddlestone, sempre ottimo quando disponibile. Al secondo anno a Londra, Rafael Van der Vaart dovrebbe essere maggiormente abituato ai ritmi inglesi e aver svolto la preparazione estiva con il club potrebbe aiutarlo ad evitare il calo della seconda metà della scorsa stagione, dopo che per la prima l’olandese era stato assolutamente esaltante.
Punti deboli: Non è ancora arrivato alcun rinforzo in attacco e proprio qua risiede il più grande punto interrogativo per gli Spurs, che troppo spesso lo scorso anno hanno concretizzato molto meno del dovuto il gioco prodotto: in particolare, può essere un rischio puntare ancora su Jermain Defoe dopo i disastri della scorsa stagione, mentre Peter Crouch può sempre risultare utile sul gioco aereo. La difesa deve compiere un passo avanti in autorità rispetto alla scorsa stagione ed evitare le distrazioni che sono costate tanti punti. Il punto debole sembra essere a destra, con Vedran Corluka che è reduce da una stagione mediocre: potrebbe però essere risolto lanciando Kyle Walker come titolare.
Movimenti di mercato: Il Tottenham necessiterebbe di vari ritocchi qua e là, ma per ora è arrivato soltanto un acquisto: è arrivato il vecchio Brad Friedel, che dovrebbe permettere ai tifosi Spurs di evitare l’incubo Heurelho Gomes (il quale tuttavia è ancora in rosa). Triste soprattutto la mancanza di rinforzi in attacco fin qui, mentre è un segnale positivo non aver (finora) ceduto alle richieste del Chelsea per Luka Modric. Voto: 4,5
Possibile formazione tipo (4-4-1-1): FRIEDEL; Corluka, Gallas, Dawson, Assou-Ekotto; Lennon, Huddlestone, Modric, Bale; Van der Vaart; Crouch --- (Gomes; Walker, Kaboul, King, Bassong; Rose, Palacios, Jenas, Pienaar; Kranjcar; Defoe)
Alternative tattiche: Il modulo base di partenza è il 4-4-1-1, ma l’uomo chiave è Rafael Van der Vaart per i cambi di modulo che Harry Redknapp ha provato di tanto in tanto anche nella scorsa stagione: con l’olandese a destra si potrebbe vedere un 4-4-2, con il suo utilizzo da interno di centrocampo un 4-3-3. Tuttavia, lo scorso anno nessuna delle due alternative ha convinto realmente e entrambe le soluzioni sono da collaudare.
Obiettivo stagionale: La campagna in Champions League della scorsa stagione ha esaltato tifosi e club: i ricordi sono talmente belli che è fortissima la voglia degli Spurs di tornare a giocare la massima competizione europea.  

 
  West Bromwich Albion
 

Punti di forza: Non ci sarà più Scott Carson tra i pali e questo è già un grande punto di forza: Ben Foster ha la tendenza di concedere qualche errore banale nel corso della stagione, ma rappresenta un notevole salto di qualità. La coppia Mulumbu-Scharner è apparsa decisamente affiatata nel corso della scorsa stagione e compie un lavoro di quantità molto importante, garantendo anche un ottimo numero di reti con gli inserimenti del congolese e le qualità aeree su palla inattiva dell’austriaco. Il tutto in un centrocampo che sembra avere sugli esterni la qualità necessaria per creare gioco (Chris Brunt) e trovare spunti (Jerome Thomas) decisivi per vincere partite importanti, con anche una discreta rotazione visto l’innesto di Zoltan Gera, la presenza di Somen Tchoyi (utilizzato anche da seconda punta in questa preseason) e Graham Dorrans e la crescita decisa di Simon Cox, che si candida ad un ruolo importante nel prossimo campionato. Peter Odemwingie sembra trovarsi alla grandissima nell’ambiente del The Hawthorns ed è in grado di confermare le grandi prestazioni dello scorso anno, garantendo gol e tanto movimento ad aprire e sfiancare le difese avversarie. Oltretutto, adesso rispetto all’anno scorso avrà al fianco una spalla/alternativa di buon livello come Shane Long, il quale dovrebbe essere più affidabile di Marc-Antoine Fortunè.
Punti deboli: Continua a non esserci un terzino destro del tutto affidabile: l’improponibile Gonzalo Jara ha perso il posto in favore di Steven Reid, che appare meno incerto ma che rimane un centrocampista riadattato e quindi con possibili passaggio a vuoto, considerando anche che l’irlandese tende spesso ad infortunarsi. Il mercato ha portato l’ingaggio di Billy Jones, il quale però non sembra pronto per assumere subito il ruolo da titolare. I Baggies sperano di subire meno gol su palla ferma con il lavoro di Roy Hodgson e con l’ingaggio di due difensori centrali bravi nel gioco aereo come Gareth McAuley e Craig Dawson: gli eventuali passi avanti vanno però testati in campo per cui il punto interrogativo rimane.
Movimenti di mercato: La cosa più importante era trattenere i due uomini mercato, ovvero Youssuf Mulumbu e Peter Odemwingie: al primo è stato rinnovato il contratto, mentre il secondo rimarrà a meno di sconvolgimenti negli ultimi giorni. Non solo, al reparto offensivo è stato aggiunto anche Shane Long, attaccante irlandese lanciatosi totalmente nella passata stagione: fino a due stagioni fa era considerato un attaccante sprecone e proprio concreto, ma nella passata Championship ha avuto un rendimento assolutamente eccellente, apparendo decisamente maturato. Qualora confermasse queste prestazioni, potrebbe essere un colpaccio in grado di far compiere un ulteriore salto di qualità alla squadra. Roy Hodgson sta provando a mettere una propria impronta in difesa con l’arrivo di un difensore centrale ruvido e determinato come Gareth McAuley (da verificare però a livello tecnico in Premier League) e di un giovane apparso di grande potenziale come Craig Dawson, oltre all’arrivo del discreto terzino Billy Jones. Buono l’ingaggio di Ben Foster tra i pali, mentre Zoltan Gera sembra un po’ in declino ma è una buona aggiunta per la rotazione. Voto: 6,5
Possibile formazione tipo (4-2-3-1): FOSTER; Reid, MCAULEY, Olsson, Shorey; Mulumbu, Scharner; Brunt, Morrison, Thomas; Odemwingie --- (FULOP; JONES, Tamas, DAWSON, Cech; Jara, Dorrans; Tchoyi, Cox, GERA; LONG)
Alternative tattiche: Un’alternativa al 4-2-3-1 sembra qualche flirt con il 4-1-4-1, con l’avanzamento di Graham Dorrans di qualche metro per avere un po’ più di creatività in fase offensiva. Nella scorsa stagione però nelle prime due partite dopo l’esonero di Roberto Di Matteo il West Bromwich s’è schierato con il 4-4-2, modulo però non più riproposto, anche perché la spalla di Peter Odemwingie era Marc-Antoine Fortunè, non proprio il massimo: l’arrivo di Shane Long potrebbe portare Hodgson ad utilizzare il modulo a due punte anche come formazione base, creando un attacco molto rapido e sicuramente non facile da controllare.
Obiettivo stagionale: Il West Bromwich Albion ha mantenuto compatto il gruppo capace di raggiungere l’undicesimo posto nella passata stagione: al secondo anno l’obiettivo rimane quello di una salvezza tranquilla, magari evitando qualche passaggio a vuoto nel corso del campionato. Subendo qualcosa in meno dei 71 gol del passato campionato (solo il Blackpool fece peggio) i Baggies potrebbero tenersi abbastanza lontani dalle zone calde di classifica.  

 
  Wigan Athletic
 

Punti di forza: Ammesso che la società riesca a risolvere la querelle del rinnovo di contratto e a trattenerlo, James McCarthy è in continua crescita e sta diventando completo nelle due fasi di gioco: lucido nel palleggio come intelligente in fase di interdizione. L’irlandese rappresenta l’elemento più qualitativo in un buon centrocampo, abile nel tenere un buon possesso palla in particolare nelle partite contro squadre di pari rango. Reduce da mesi in cui ha lanciato mille segnali di voler lasciare Wigan (arrivando anche a parlare male delle donne della città), Mohamed Diamè sembra destinato a rimanere e può essere un buon segnale visto che ha chiuso la passata stagione in grande crescendo. Nonostante una stagione al di sotto rispetto agli standard a cui aveva abituato, Hugo Rodallega ha saputo come risultare decisivo nella salvezza dei Latics nel passato campionato e rappresenta sempre la grande speranza di Roberto Martinez. Destinato ad essere quasi titolare fisso, Victor Moses è atteso al salto di qualità, riuscendo magari ad avere un rendimento meno altalenante e più decisivo dell’anno scorso.
Punti deboli: Nel passato campionato col passare delle settimane, la difesa del Wigan ha migliorato le proprie medie ma più per frutto di un atteggiamento più attendista della squadra che per meriti reali del reparto: ancora una volta il titolare fisso sarà Antolin Alcaraz, reduce da una stagione orrenda e che non sembra certo destinato ad un grosso miglioramento di prestazioni. Con il paraguaiano l’errore di piazzamento e la scelta sbagliata ad aprire buchi devastanti è sempre dietro l’angolo. Il settore offensivo è stato decisamente indebolito dalle partenze dell’estate e non ha alcuna alternativa di livello, con il rischio di avere una squadra ancora più incapace di pungere rispetto alle ultime due stagioni. L’undici titolare sembra debole, ma la consistenza della panchina mette davvero i brividi, in particolare in difesa: per l’ennesimo anno, i Latics non avranno alcun terzino sinistro da utilizzare in caso di assenza di Maynor Figueroa.
Movimenti di mercato: Prima o poi doveva arrivare il momento dell’addio di Charles N’Zogbia, a cui si aggiunge anche la partenza di Tom Cleverley per fine prestito: a fronte dell’addio dei due elementi più vivaci della passata stagione, in entrata non si vede ancora nessun volto nuovo e questo può indebolire in modo decisivo una squadra che peraltro è reduce da una salvezza per il rotto della cuffia. A parte il riscatto di Ali Al Habsi, portiere comunque non così affidabile, l’unico arrivo riguarda David Jones, giocatore discreto ma se è stato svincolato senza problemi da una squadra di pari rango come il Wolverhampton qualche motivo ci sarà pure. E’ vero che l’immobilità di mercato è un morbo che ha colpito tante squadre di Premier League in quest’estate, ma il Wigan rischia di pagarla più di tante altre. Voto: 3
Possibile formazione tipo (4-3-3): Al Habsi; Boyce, Caldwell, Alcaraz, Figueroa; McCarthy, Watson, JONES; Moses, Sammon, Rodallega --- (Kirkland; Stam, Adrian Lopez, Golobart, Gohouri; McArthur, Thomas, Diamè; Jordi Gomez, Di Santo, McManaman)
Alternative tattiche: Il 4-3-3 tendente al 4-5-1 è pressoché interscambiabile con il 4-2-3-1, alternativa che cambia in parte il piazzamento degli uomini a centrocampo ma non più di tanto lo stile di gioco.
Obiettivo stagionale: Dopo aver evitato in modo sofferto e per certo versi imprevisto la salvezza, il grande obiettivo rimane identico: evitare il ritorno in Championship. Non sarà facile raggiungerlo con una rosa che arriverà ai nastri di partenza decisamente indebolita.  

 
  Wolverhampton Wanderers
 

Punti di forza: Presumibilmente Stephen Hunt non avrà un lungo periodo di stop come nella scorsa stagione e questo potrebbe regalare al Wolverhampton un’ottima coppia di esterni con Matt Jarvis (uomo mercato ma al momento destinato a rimanere), da invertire continuamente di corsia: principalmente i due saranno utilizzati nel versante opposto rispetto al piede preferito per permettere loro di rientrare e andare al tiro, un po’ la moda del calcio moderno. Attenzione però anche ad Adam Hammill, che parte da riserva ma che potrebbe esplodere alla sua prima stagione a tempo pieno al Molineux visti i propri numeri. In una squadra che tante volte finisce per proporre un calcio intenso di grande corsa ma senza troppa fantasia, risulta fondamentale l’apporto di Jamie O’Hara, centrocampista di ottimo piede e corsa che Mick McCarthy è riuscito a trattenere. Con Roger Johnson la difesa assume un nuovo leader e finalmente un centrale di alto livello: la qualità della fase difensiva potrebbe compiere un sensibile passo avanti. Steven Fletcher ha chiuso in grande crescendo la passata stagione che invece aveva iniziato molto male: Kevin Doyle potrebbe finalmente avere un appoggio importante in attacco.
Punti deboli: George Elokobi è reduce da una stagione quasi miracolosa, considerando anche che non parliamo di un calciatore di grande qualità: ma riuscirà a ripetersi? Qualche dubbio può esserci sul difensore centrale da affiancare a Roger Johnson: Christophe Berra è calato tantissimo nel finale della passata stagione tanto da perdere il posto, Jody Craddock sembra in declino fisico tanto che Mick McCarthy ci ha messo una vita prima di decidere di rinnovargli il contratto (che era in scadenza) e allora il titolare potrebbe essere ancora Richard Stearman, decisamente poco bravo nel piazzamento e tendente all’errore grave. Sylvan Ebanks-Blake ha avuto un livello migliore nella scorsa stagione, ma non può certo essere lui l’unica plausibile alternativa in attacco: addirittura nella preseason s’è visto McCarthy riproporre Stefan Maierhofer e l’austriaco potrebbe avere un’altra chance.
Movimenti di mercato: Pochi colpi ma molto buoni. Dorus De Vries ha dimostrato ampiamente allo Swansea City di essere un portiere di alto livello e potrebbe dare sicurezza alla fase difensiva, che ha aggiunto un tassello fondamentale in Roger Johnson, un vero e proprio colpaccio visto che l’ex Birmingham City interessava a squadre anche di miglior rango dei Wolves. Non vedrete il suo nome in “maiuscolo” nella formazione tipo, ma è un colpaccio anche l’aver acquistato a titolo definitivo Jamie O’Hara dal Tottenham. Servirebbero però un altro paio di ritocchi, uno in attacco e uno nel settore dei terzini per rendere completo questo mercato. Voto: 7
Possibile formazione tipo (4-4-2): DE VRIES; Foley, JOHNSON, Berra, Elokobi; Hunt, Henry, O’Hara, Jarvis; Doyle, Fletcher --- (Hennessey; Zubar, Craddock, Stearman, Ward; Hammill, Guedioura, Milijas, Kightly; Ebanks-Blake, Keogh)
Alternative tattiche: Il 4-4-2 è l’opzione principale in un certo tipo di partite qualora sia Kevin Doyle che Stephen Fletcher saranno disponibile: è stato proposto una decina di volte dal primo minuto nella passata Premier League, compresi match sulla carta molto complicati contro Chelsea (nel match vinto al Molineux) o Liverpool. Molto rilevante sarà però l’utilizzo del 4-4-1-1, con l’inserimento di un altro centrocampista e l’avanzamento di qualche metro di Jamie O’Hara.
Obiettivo stagionale: A 10 minuti dalla fine della passata Premier League i Wolves erano in zona retrocessione: la salvezza è arrivata proprio sul filo di lana e la speranza di quest’anno per Mick McCarthy è che i suoi evitino le tante ingenuità (in particolare in difesa) della scorsa stagione, anche con l’aiuto dei nuovi arrivi. La squadra sembra più forte, con Hunt e O’Hara che giocheranno già dalle prime giornate e con i due nuovi acquisti, anche se forse ci vorrebbe qualche altro colpo a completare la rosa.  

 
  Altri articoli simili
  Al via la Bundesliga con il Bayern sulle tracce del Dortmund
  Scottish Premier League 2011 - 2012
  E’ partita la Swiss Football League 2011 - 2012
  Correlazioni
  Titolo: Al via la Premier League 2011 - 2012
Autore: Silvio Di Fede - Fonte: I miei articoli sul calcio inglese

  Magazine
 

Alleniamo.com |  Aggregatore di contenuti per Allenatori  - Condizioni di utilizzo - Tutti i diritti sono riservati | Sito ottimizzato per  Mozilla Firefox 3.5 e sup.

Aggregatore di Contenuti per Allenatori di Calcio