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Al via la
Premier League 2011 - 2012 |
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Data
inserimento nel sito: 11 Agosto 2011 |
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Mancano ormai poche ore
al fischio d’inizio del
nuovo campionato e sta
per partire la nuova
stagione. In queste
righe analizzeremo le
rose che i 20 club di
Premier League
presentano ai blocchi di
partenza del massimo
campionato inglese,
considerando che ancora
gli organici non sono
definitivi visto che il
calciomercato finirà il
31 Agosto, dando anche
un voto alla campagna
acquisti portata avanti
da ogni team e
ipotizzando una
formazione tipo con i
giocatori presenti in
rosa attualmente (tra
parentesi invece c’è
abbozzato un undici di
riserva): |
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Punti di forza:
in ottica 4-3-3, la
presenza di Gervinho
può essere l’ideale
per movimenti, gol e
assist: il modulo
però deve essere
molto dinamico e non
statico per
permettere
all’ivoriano di
svariare per tutto
il fronte d’attacco,
come faceva lo
scorso anno al
Lille. Robin Van
Persie ha chiuso la
scorsa stagione
tenendo medie gol
davvero
elevatissime:
riuscisse per una
volta a restare sano
per tutto un
campionato, potrebbe
diventare lui la
nuova guida dell’Arsenal,
ma sulla sua
solidità fisica non
c’è certo da
giurare. Alex Song e
Jack Wilshere
possono garantire un
buon lavoro di
qualità e permettere
ad un centrocampista
più creativo al loro
fianco di poter
concentrarsi
maggiormente sulla
fase offensiva,
anche se entrambi
rimangono abbastanza
evoluti in fase di
inserimento.
Punti deboli:
la difesa per tutta
la scorsa stagione
ha ballato,
raggiungendo livello
bassissimi nel
finale di
campionato: adesso
che tutti conoscono
il grande difetto
dei Gunners,
potrebbero provare
ad approfittarne
evitando così di
affrontare i
londinesi con
atteggiamenti
estremamente
prudenti. Non
dovessero arrivare
altri acquisti,
ancora una volta
sarebbe Laurent
Koscielny il
titolare: il
francese avrà un
anno in più
d’esperienza nel
calcio inglese, ma
lo scorso anno è
apparso
assolutamente
improponibile in
tutto e per tutto e
rappresenta un punto
debole chiarissimo.
Oltretutto,
quest’anno la difesa
ha aperto un buco
grosso anche nel
ruolo di terzino
sinistro: Kieran
Gibbs è spesso e
volentieri
infortunato,
decisamente mediocre
in fase difensiva e
oltretutto è apparso
piuttosto involuto
nelle poche volte in
cui ha giocato la
passata stagione.
Davvero una big può
permettersi di
iniziare la stagione
con un punto
interrogativo così
grande? Un po’
troppi i calciatori
poco costanti o
anche con
atteggiamento molle
presenti in rosa: su
tutti spicca Theo
Walcott, il quale
deve svegliarsi per
non diventare
l’esempio perfetto
di incompiuta
calcistica. Aaron
Ramsey ha ottima
qualità, ma sia nel
finale della passata
stagione che in
questa preseason è
apparso non ancora
pronto fisicamente
dopo il grave
infortunio subito:
con le possibili
partenze di questo
finale di mercato,
potrebbe essere lui
a partire titolare a
centrocampo e questo
rischierebbe di
essere un ulteriore
rischio. Arsene
Wenger sembra aver
perso le idee e il
fiuto di una volta e
questo influisce
nella sua incapacità
di migliorare i
Gunners da tre anni
a questa parte: non
solo, il francese
non riesce più
nemmeno a lavorare
per risolvere i
difetti, che da anni
sono quasi sempre
gli stessi.
Movimenti di
mercato:
diabolica la
cessione di Gael
Clichy senza avere
intenzione (almeno
ufficiale) di
acquistare un reale
sostituto: come
crearsi da soli un
grosso punto debole.
La squadra ha
bisogno di una serie
di rinforzi forti in
difesa, invece è
arrivato solo il
giovane Carl
Jenkinson dal
Charlton, con poca
esperienza in prima
squadra anche al
livello della League
One. Ottimo
l’acquisto di
Gervinho, in grado
di far bene da
subito nel calcio
inglese,
assolutamente
esagerata la cifra
spesa per Alex
Chamberlain: è un
grande talento e può
diventare la stella
futura, ma qualora
ciò non dovesse
accadere i 15
milioni di pounds
investiti potrebbero
diventare uno
sproposito
colossale, in
particolare perché
quei soldi avrebbero
potuto essere
investiti sulla
difesa. Impossibile
credere a mancati
arrivi importanti in
terza linea (che
renderebbero comiche
le scelte di
mercato), ma in
previsione anche
delle partenze quasi
certe di Cesc
Fabregas e Samir
Nasri è altrettanto
impossibile
avvicinare questo
mercato ad un voto
sufficiente. Voto: 3
Possibile
formazione tipo
(4-3-3):
Szczesny; Sagna,
Koscielny, Vermaelen,
Gibbs; Fabregas,
Song, Wilshere;
Nasri, Van Persie,
GERVINHO --- (Fabianski;
JENKINSON,
Squillaci, Djourou,
Traorè; Ramsey,
Frimpong, Diaby;
Walcott, Chamakh,
Arshavin)
Alternative
tattiche: le
differenze tra il
4-3-3 e il 4-2-3-1
sono spesso
impercettibili:
dipendono
principalmente dalla
posizione del
centrocampista più
creativo (qui
inseriamo Cesc
Fabregas visto che
al momento è ancora
presente in rosa, ma
sulla carta dovrebbe
essere Aaron Ramsey).
Ancora ci sono
opinionisti e tifosi
che sperano in un
ritorno al 4-4-2,
che però appare
abbastanza
improbabile anche
per partite singole.
Obiettivo
stagionale:
All’Emirates Stadium
sognano di chiudere
il lungo digiuno di
trofei: alla luce di
un’estate pessima e
dei mille problemi
presenti in rosa,
già il ritorno tra
le prime tre in
classifica sarebbe
da considerare un
traguardo. |
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Punti di forza:
A Darren Bent sono
bastate 16 partite
con i Villans per
segnare 9 gol in
campionato: nella
sua prima stagione a
tempo pieno promette
di avvicinarsi alla
ventina di gol,
qualora la squadra
riuscisse a
supportarlo a
dovere. Grazie a
Brad Friedel, l’Aston
Villa non ha mai
avuto problemi nel
ruolo del portiere,
ma l’ingaggio di
Shay Given
garantisce alla
squadra uno degli
estremi difensori
migliori del
campionato. Con le
partenze di Ashley
Young e Stewart
Downing maggiori
responsabilità
cadranno sulle
spalle di Marc
Albrighton, che però
oltre ad essere un
elemento
elettrizzante per
rapidità e vivacità
appare anche un
calciatore
abbastanza concreto
e potrebbe compiere
il salto di qualità
in questa stagione.
Punti deboli:
Darren Bent ha
bisogno di essere
supportato da una
squadra che fa gioco
e gli permette di
avere occasioni da
rete da sfruttare in
area di rigore: non
proprio la
caratteristica
principale delle
squadre di Alex
McLeish, che non
hanno gioco e
costringono gli
attaccanti a
sgobbare per tutto
il fronte offensivo,
finendo poi per
perdere lucidità
negli ultimi metri.
L’arrivo dello
scozzese riporterà
quelle “difese
strenue” che hanno
caratterizzato gran
parte della stagione
2009/10 dell’Aston
Villa: in mezzo però
c’è una stagione
negativa un po’ per
tutti i difensori,
con James Collins
apparso appesantito
e Richard Dunne che
sembra aver perso la
“magia” di quella
stagione ed esser
tornato ai suoi
soliti livelli. Per
giunta, la difesa
non avrà neanche
l’unico elemento
realmente positivo
della scorsa
stagione, ovvero
Kyle Walker, tornato
al Tottenham per
fine prestito. Al
momento tra i
titolari tornerebbe
Stephen Warnock,
desaparecido per
tutta la seconda
metà della passata
Premier League. Né
Jean Makoun né
Stiliyan Petrov
stanno convincendo
molto in mediana,
tanto che Alex
McLeish sta pensando
di riproporre
Stephen Ireland, il
quale è reduce da
una stagione
imbarazzante di
quasi assoluta
inattività: più che
un rischio,
potenzialmente un
suicidio. La
panchina di fatto è
quasi inesistente:
basteranno un paio
di forfait per
creare un’emergenza
infortuni.
Movimenti di
mercato: Di
fronte a quelle
offerte, Stewart
Downing e Ashley
Young andavano
ceduti e su questo
non ci piove: in
alternativa è
arrivato Charles N’Zogbia,
con anche
l’eccellente arrivo
di Shay Given,
ingaggi ottimi. C’è
un attivo di 23
milioni di pounds,
ma andrebbe
investito per
rinforzare la
squadra: invece Alex
McLeish per il resto
è rimasto immobile e
la squadra ha mille
punti deboli (tra
cui lo stesso
scozzese, ma qui lui
non ha colpe: la
colpa è di chi l’ha
ingaggiato). Voto: 5
Possibile
formazione tipo
(4-4-2): GIVEN;
Young, Collins,
Dunne, Warnock;
Albrighton, Makoun,
Petrov, N’ZOGBIA;
Bent, Agbonlahor ---
(Guzan; Beye,
Cuellar, Clark,
Lichaj; Herd, Delph,
Ireland, Bannan;
Heskey, Delfouneso)
Alternative
tattiche: Mmm,
vediamo: chi è il
manager? Alex
McLeish? Ok,
aspettatevi tante
partite con un 4-5-1
puramente difensivo.
Obiettivo
stagionale: La
società vorrebbe
rimanere nella prima
metà di classifica,
dopo un nono posto
strappato in qualche
modo nella passata
Premier League
nonostante tanta
mediocrità: a meno
di tre/quattro
acquisti di peso in
queste settimane di
mercato o
dell’esplosione
fragorosa di un paio
di giovani,
l’impressione è che
questa squadra
faccia meglio a
guardarsi alle
spalle. |
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Punti di forza:
Martin Olsson ha
compiuto nella
scorsa stagione un
ottimo salto di
qualità, diventando
un esterno offensivo
molto pericoloso per
corsa e per il buon
sinistro che
dispone: lo svedese
era arrivato in
Inghilterra da
terzino, ma il ruolo
più avanzato
risponde meglio alle
sue caratteristiche.
La passata stagione
è stata quella
dell’esplosione di
Junior Hoilett,
artefice di fatto
degli unici sprazzi
di vivacità e
imprevedibilità di
una squadra molto
piatta. Brett
Emerton sembra aver
allontanato gli
infortuni che lo
hanno condizionato
dal 2008 al 2010 e
trovando continuità
ha finito per
chiudere in
crescendo la scorsa
Premier League: la
sua esperienza è
sempre molto
importante per i
Rovers. Paul
Robinson ha ormai
ritrovato la sua
identità ad Ewood
Park ed è tornato ad
essere un portiere
molto sicuro, cosa
mai vista a White
Hart Lane.
Punti deboli:
L’eventuale partenza
di Christopher Samba
(monumentale per una
squadra di questo
rango) potrebbe
aprire un buco
enorme al centro
della difesa, visto
che Ryan Nelsen è
sempre un grande
lottatore ma inizia
ad essere pieno di
acciacchi e a calare
di rendimento,
mentre Grant Hanley
ha buon potenziale
ma ancora non ha
mostrato quella
maturità che aveva
Phil Jones. A parte
Junior Hoilett,
manca qualità e
vivacità a
centrocampo: David
Dunn continua ad
essere continuamente
infortunato e ormai
anche quando gioca
non garantisce
sempre un rendimento
di buon livello,
mentre Morten Gamst
Pedersen è reduce da
un’altra stagione di
grande piattezza e
potrebbe anche
perdere il posto da
titolare. Sono tanti
i dubbi sul fatto
che David Goodwillie
possa risolvere il
problema del
centravanti meglio
di come abbia fatto
Nikola Kalinic, in
particolare se
schierato isolato in
attacco.
Movimenti di
mercato: A lungo
il Blackburn è stato
assolutamente
immobile sul
mercato, perdendo
via via una marea di
obiettivi di
mercato, alcuni di
buon livello, altri
potenziali bidoni
(Mariano Pavone su
tutti). Sono due gli
acquisti principali,
quello di David
Goodwillie,
interessante ma
accolto con
incertezza dalla
critica, e quello di
Radosav Petrovic,
mediano che sulla
carta dovrebbe
svolgere il ruolo
ricoperto da
Jermaine Jones nella
seconda metà della
passata stagione
(l’americano è
tornato allo Schalke
04 per fine
prestito). I soldi
promessi dalla
proprietà Venky’s?
Non si vedono:
piuttosto s’è visto
uno spot inquietante
che ha coinvolto
tanti giocatori. I
polli sul mercato
sono stati però i
proprietari dei
Rovers. Voto: 3
Possibile
formazione tipo
(4-4-1-1):
Robinson; Michel
Salgado, Samba,
Nelsen, Givet;
Emerton, N’Zonzi,
Dunn, Olsson;
Hoilett; GOODWILLIE
--- (Bunn; Andrews,
Hanley, Gunning,
ANDERSON; Ruben
Rochina, PETROVIC,
Grella, Pedersen;
Formica; Roberts)
Alternative
tattiche: Nella
sua prima stagione
da manager, Steve
Kean ha dimostrato
tante idee diverse,
anche se spesso
confuse: ha chiuso
la stagione
proponendo
soprattutto un
4-4-1-1 anche per
mancanza di
attaccanti di buon
rendimento, ma ha
proposto anche un
4-4-2 o un 4-3-1-2.
Qualora la società
riuscisse a
supportarlo con
acquisti decenti,
sarebbe interessante
vedere le varie
scelte tattiche di
questo manager alla
sua prima stagione a
tempo pieno per
avere un giudizio
più attendibile sul
suo lavoro.
Obiettivo
stagionale: I
proprietari indiani
vogliono un posto
tra le top four in
quattro anni,
qualcuno parla di
piazzamento nella
prima metà di
classifica: gli
osservatori però
vedono i Rovers tra
le candidate alla
retrocessione e
quest’ultima
osservazione sembra
la più realistica.
Meglio pensare a
salvarsi e mettere
l’asticella ad
un’altezza non
esagerata per le
potenzialità attuali
di questa squadra.
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Punti di forza:
Con un anno in più
di lavoro al Reebok
Stadium, il gioco
voluto da Owen Coyle
dovrebbe essere più
radicato: lo scorso
anno la qualità
della manovra è
andata un po’ a
sprazzi, quest’anno
ci si aspetta una
maggiore continuità.
Centralmente la
difesa rimane di
buon livello, con
Zat Knight che
concede qualche
sbavatura ogni tanto
ma che sta giocando
a buon livello con
la maglia dei
Trotters, con Danny
Wheater che è
un’eccellente
riserva e con Gary
Cahill che è
ricercatissimo dalle
big ma che per ora
rimane nella rosa a
disposizione di Owen
Coyle. In mediana
sono arrivati due
nuovi acquisti e c’è
una rotazione in
grado di evitare
condizioni di
emergenza come
invece capitato
nella scorsa
stagione, quando nel
periodo che ha
portato anche alla
semifinale di FA Cup
s’è dovuto ricorrere
all’utilizzo di
Johan Elmander come
interno di
centrocampo: ci sono
elementi qualitativi
e buoni incontristi,
per un reparto molto
eterogeneo.
Punti deboli:
La rosa è
decisamente corta e
questo potrebbe
portare anche
quest’anno ad un
calo di rendimento
con il passare dei
mesi: c’è scarsa
quantità di uomini
soprattutto sulle
corsie, in
particolare dopo i
gravi infortuni di
Tyrone Mears e di
Lee Chung-Yong. Come
detto, la difesa è
forte centralmente
ma è debole sulla
fasce e da lì
nascono sempre tanti
pericoli, che
portano poi il
Bolton ad ottenere
pochi clean sheet.
Martin Petrov è
arrivato la scorsa
estate promettendo
un grande rendimento
ma è stato un grosso
flop e continua ad
apparire molto
nervoso: nonostante
tutto, sulla carta è
lui a partire
titolare (anche per
il serio infortunio
di Lee Chung-Yong).
In attacco c’è solo
Kevin Davies a
garantire un
rendimento costante
da titolare: non c’è
una spalla
all’altezza, con
solo Ivan Klasnic
capace di avere
prestazioni
accettabili ma non
certo più tanto
affidabile in un
eventuale ruolo da
titolare, mentre per
il resto ci sono
ragazzi il cui
rendimento è tutto
meno che assicurato.
Senza ulteriori
arrivi, l’attacco
rischia di diventare
un grossissimo
problema per Coyle.
Movimenti di
mercato:
Ovviamente molto
influisce anche il
non grandissimo
appeal del Bolton
(oltre ad un budget
limitato), ma è
davvero tremendo
vedere una squadra
di Premier League
così incapace di
effettuare acquisti
in attacco e che a
poche ore
dall’inizio del
campionato arrivi a
presentare solo una
vera punta
all’altezza del
proprio rango: è
anche il segno dei
tempi che cambiano,
di una Premier
League abbastanza in
calo. Buoni gli
arrivi ad allargare
la mediana, con l’interditore
Nigel Reo-Coker che
potrebbe rilanciarsi
e con Darren Pratley
che è un buon
giocatore anche se
molto incostante.
Sulle fasce servono
altri arrivi, anche
se l’acquisto di
Chris Eagles è molto
buono. Sarebbe stato
buono anche l’arrivo
di Tyrone Mears, ma
il grave infortunio
del terzino ha
complicato tutto.
Bisogna definire in
fretta la situazione
di Gary Cahill, che
probabilmente blocca
molto nel mercato
del Bolton. Voto: 5
Possibile
formazione tipo
(4-4-2):
Jaaskelainen;
Steinsson, Cahill,
Knight, Robinson;
EAGLES, REO-COKER,
Muamba, Petrov;
Kevin Davies,
Klasnic --- (Bogdan;
MEARS, Ricketts,
Wheater, Marcos
Alonso; Lee
Chung-Yong, PRATLEY,
Holden, Mark Davies;
Obadeyi, Blake)
Alternative
tattiche: Vista
la scarsa quantità
di punte, si
potrebbe anche
ricorrere
all’inserimento di
un altro
centrocampista
centrale per passare
ad un 4-5-1, o anche
ad un 4-3-3 con un
uso più offensivo
delle ali.
Obiettivo
stagionale: Il
crollo nel finale di
stagione
(soprattutto dopo la
disgraziata
semifinale di FA Cup)
ha portato il Bolton
a chiudere al
14esimo posto nella
passata Premier
League, dopo aver
navigato in zone ben
più alte di
classifica:
l’obiettivo di Coyle
è quello di
riprendere il
discorso interrotto
e centrare un
piazzamento tra le
prime 10.
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Punti di forza:
L’affiatamento e la
forza del gruppo è
talmente grande che
porta il Chelsea al
secondo posto e in
qualche modo a
giocarsela per il
titolo anche in una
stagione decisamente
mediocre e con una
grande quantità di
problemi come quella
passata (anche se
secondo qualcuno
questo è più frutto
della mediocrità che
s’è vista al vertice
nella scorsa Premier
League, a parte il
Manchester United).
Frank Lampard
continua a mantenere
una media
realizzativa folle
per un
centrocampista:
nelle ultime sette
Premier League, le
più “magre” lo
vedono realizzare 10
gol, ma in entrambe
(quella 2007/08 e
quella passata) ha
totalizzato appena
24 partite. Anche in
stagioni nere, la
difesa riesce ad
essere la migliore
del campionato: solo
33 le reti subite
nella passata
Premier League,
merito anche di un
Petr Cech alla
stagione migliore
dal post tremendo
infortunio di
Reading.
Punti deboli:
Da anni si dice
sempre la stessa
cosa: gli anni
passano e l’età
media della rosa
cresce. La difesa
necessiterebbe di
rimpiazzi migliori:
solo Alex ha
dimostrato di essere
di un certo livello,
mentre Josè Bosingwa
è apparso in chiaro
calo nella scorsa
stagione, mentre
Patrick Van Aanholt
è futuribile ma
ancora non testato a
livello di Premier
League (sulla carta
sarebbe meglio Ryan
Bertrand, su cui
però credono meno a
Stamford Bridge).
Stilando la
formazione titolare,
a centrocampo i
titolari rimangono
un flop della scorsa
stagione come
Ramires e un flop
degli ultimi anni
come John Obi Mikel:
com’è possibile
questo? In attacco
quali sono le idee
di Villas-Boas:
crederà ancora in
Fernando Torres o ha
fiducia in Didier
Drogba? Anche qui
non c’è chiarezza e
sembra esserci
grossa confusione.
Movimenti di
mercato: Il
ringiovanimento
serviva in campo,
non tanto in
panchina: l’unico
giovane arrivato è
invece Andres
Villas-Boas,
considerato il
fenomeno del futuro
del calcio, fatto
sta che manco lui ha
iniziato con forza a
ringiovanire la
squadra, processo
che andava iniziato
due anni fa.
Preoccupante davvero
l’immobilità del
mercato: serviva un
abbassamento forte
dell’età e non solo
un paio di ritocchi,
come Oriol Romeu
(peraltro tutto da
scoprire) e Romelu
Lukaku (ancora non
ufficializzato al
momento in cui
questo preview viene
postato, ma ormai al
99% del Chelsea), il
quale peraltro va a
rendere più
trafficata un ruolo
come quello del
centravanti, che già
sembrava avere
troppi galli nel
pollaio con Fernando
Torres e Didier
Drogba. Sarebbe
stato meglio
investire i soldi
spesi per
“acquistare” il
manager su qualche
calciatore, ma allo
stesso tempo sarebbe
stato meglio non
spendere tutti quei
soldi così in fretta
a Gennaio e
ritrovarseli adesso
per provare ad
accontentare il
nuovo manager: senza
ulteriori sviluppi
realmente
convincenti, si
rischierebbe un vero
e proprio
pastrocchio. Voto: 3
Possibile
formazione tipo
(4-3-3): Cech;
Ivanovic, David Luiz,
Terry, Cole; Ramires,
Obi Mikel, Lampard;
Anelka, Fernando
Torres, Malouda ---
(Hilario; Bosingwa,
Alex, Paulo Ferreira,
Van Aanholt;
McEachran, ROMEU,
Benayoun; Kalou,
Drogba, Sturridge)
Alternative
tattiche:
L’unica cosa che
finora s’è capita di
Andres Villas-Boas è
che attorniato da un
alone sicuramente
eccessivo (anche
perché finora alle
spalle ha solo una
stagione vera) e che
non è un mostro di
simpatia (ha
accusato il
Manchester City di
essere “immorale”
negli investimenti,
il che può anche
avere un filo di
verità: peccato che
lui al Chelsea c’era
stato da vice di
Josè Mourinho,
ovvero quando gli
investimenti avevano
“stessa moralità”):
tatticamente non si
capisce quale sia la
sua idea. Il Chelsea
in amichevole ha
sempre giocato con
il 4-3-3, così come
peraltro il suo
Porto la scorsa
stagione.
Obiettivo
stagionale:
Ovviamente
l’investimento
effettuato per il
manager va
giustificato con una
crescita tecnica e
di risultati: il
problema è che il
Manchester United
sulla carta sembra
ancora avanti.
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Punti di forza:
Al solito,
nell’undici titolare
l’Everton ha poco da
invidiare a tutti,
con la presenza di
tanti elementi che
appetiscono le big.
Leighton Baines
sembra crescere
sempre di più di
rendimento e fiducia
e continua ad essere
largamente il
miglior terzino
sinistro della
Premier League anche
se qualcuno sembra
ancora non
accorgersene. Phil
Jagielka ha iniziato
la scorsa stagione
con qualche dubbio
visto che doveva
riprendersi
realmente da un
gravissimo
infortunio e ha
risposto in modo
sensazionale,
proponendo
addirittura la
migliore stagione
della carriera, con
rarissime sbavature
e tante prestazioni
di alto livello.
Leon Osman non ha
fatto rimpiangere la
partenza di Steven
Pienaar, crescendo
vorticosamente nel
finale di stagione e
diventando
pericolosissimo con
i suoi inserimenti.
Si attende la
conferma del nome
nuovo della passata
stagione Seamus
Coleman, il quale
presumibilmente sarà
anche più abituato a
svolgere il ruolo di
esterno di
centrocampo (lui che
nasce terzino): sarà
però dura per lui,
visto che un
intervento killer di
Carlos Marchena del
Villarreal gli ha
rotto i legamenti
della caviglia e
bisognerà vedere
l’entità del suo
stop. Tim Cahill
rimane un incubo per
tante difese ed è
atteso ad un’altra
stagione vicina alla
doppia cifra a
livello realizzativo.
Punti deboli:
L’attacco continuerà
ad avere un
rendimento molto
altalenante,
rischiando di essere
poco incisivo in
diverse partite,
come tante volte
capitato nella
scorsa stagione
Louis Saha fa sempre
fatica a trovare la
migliore condizione
fisica visto che è
sempre frenato da
mille infortuni, ma
David Moyes spera
che Jermaine
Beckford trovi più
continuità di
rendimento, dopo
aver fatto grossa
fatica ad impattare
con la Premier
League. Un ruolo
importante in
preseason lo ha
avuto Victor
Anichebe, ma ancora
sono tante le
perplessità sul
fatto che valga
realmente la Premier
League. Mikel Arteta
è reduce dalla
peggiore stagione
della carriera: a
lungo impalpabile e
piatto nel proprio
gioco, nel momento
in cui stata
crescendo di
rendimento s’è fatto
male e anche
quest’anno salterà
l’inizio di stagione
per un nuovo
infortunio.
Movimenti di
mercato: In una
parola, nothing. S’è
parlato tanto dell’Everton
soprattutto per il
mercato in uscita,
ma gli uomini
mercato Leighton
Baines e Phil
Jagielka sono ancora
in rosa, con il
secondo che sembra
voler fortemente
rimanere, resistendo
a tante avances. In
entrata solo il
misterioso arrivo in
prestito del
difensore centrale
Eric Dier dallo
Sporting Lisbona: è
un classe ’94 e
verosimilmente non
lo vedremo in prima
squadra. Al solito
Moyes deve fare i
conti con un budget
risicatissimo e
questo ha bloccato
la possibilità di
acquistare nuovi
elementi, anche se
la rosa andrebbe
allargata. Voto: 5,5
Possibile
formazione tipo
(4-4-1-1):
Howard; Neville,
Jagielka, Distin,
Baines; Coleman,
Arteta, Fellaini,
Osman; Cahill; Saha
--- (Mucha; Hibbert,
Heitinga, Duffy,
Bidwell; Gueye,
Barkley, Rodwell,
Bilyaletdinov;
Anichebe; Beckford)
Alternative
tattiche: David
Moyes sta puntando
molto su Victor
Anichebe, che
potrebbe essere
l’alternativa ad un
centrocampista in un
4-4-2 o addirittura
proposto come ala
sinistra. L’Everton
può anche passare ad
un 4-5-1 in assenza
di Tim Cahill.
Obiettivo
stagionale:
Ancora una volta l’Everton
proverà a flirtare
con la zona europea,
pur avendo un budget
del tutto inferiore
a quello delle
squadre che ha
avanti in
classifica: è già
enorme il lavoro
svolto da David
Moyes nel mantenere
la squadra a questi
livelli ed un nuovo
settimo posto
sarebbe da
accogliere in modo
positivo.
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Punti di forza:
La difesa rimane con
meccanismi oliati e
adesso dispone anche
di un terzino con
ottima spinta
offensiva come John
Arne Riise: il
terzetto formato da
Mark Schwarzer,
Aaron Hughes e Brede
Hangeland ormai si
conosce a memoria e
questo crea un
affiatamento
fondamentale per la
terza linea. Clint
Dempsey è reduce da
una stagione
estremamente
produttiva a livello
realizzativo e
partendo da sinistra
sembra essere anche
più pericoloso
rispetto a quando
parte da qualche
metro più avanti,
per la sua bravura a
tagliare e la
predisposizione al
tiro da fuori: i
suoi tagli
potrebbero anche
creare buoni spazi
per le incursioni di
Riise. La mediana
disporrà di una
serie di alternative
mai avute negli
ultimi anni: oltre
ai titolari Danny
Murphy e Dickson
Etuhu, non sono
niente male le
riserve Steve
Sidwell (nonostante
pare non abbia
legato molto con
Martin Jol) e Marcel
Gecov. Le recenti
uscite in Europa
League del Fulham
hanno proposto un
Andrew Johnson in
crescita di
condizione: l’ex
Everton sembra molto
affiatato con Bobby
Zamora e i due
possono formare una
coppia d’attacco
molto classica e
insidiosa.
Punti deboli:
Damien Duff continua
ad essere in buone
condizioni fisiche,
ma sembra aver perso
la brillantezza
rivista due stagioni
fa, apparendo di
nuovo abbastanza
spento. Chris Baird
è reduce da
un’ottima stagione
che lo ha portato ad
un sorprendente
posto da titolare:
non sembra però il
terzino destro che
un tifoso vorrebbe
vedere nell’undici
titolare di una
squadra di Premier
League. Aaron Hughes
e Brede Hangeland
compongono una
grande coppia
centrale, ma la
prima riserva
Philippe Senderos
non è certo la
stessa cosa, mentre
alle spalle rimane
un Rafik Halliche
visto solo una
manciata di volte
dal momento del suo
arrivo.
Movimenti di
mercato: Ancora una
volta il Fulham sta
riuscendo a
trattenere i propri
uomini chiave, in
particolare Brede
Hangeland, lasciando
partire solo gli
elementi che avevano
ormai perso il posto
da titolare (vedi
John Pantsil) o che
mai l’avevano
conquistato (vedi
Jonathan Greening).
In attesa di
liberarsi del flop
della scorsa estate
Carlos Salcido,
Martin Jol ha
trovato un nuovo
terzino sinistro in
John Arne Riise, uno
che conosce bene il
calcio inglese e che
non avrà grossi
problemi ad
inserirsi nello
spogliatoio, vista
anche la presenza
del fratello Bjorn
Helge. Arriva un
nuovo interno di
centrocampo come
Marcel Gecov e un
elemento fantasioso
come Pajtim Kasami,
da cui al Craven
Cottage si aspettano
tantissimo. Per
contorno c’è anche
l’arrivo del secondo
portiere Csaba
Somogyi, mentre Jol
si aspetta anche
l’arrivo di un altro
attaccante. Voto:
6,5
Possibile
formazione tipo
(4-4-2):
Schwarzer; Baird,
Hughes, Hangeland,
JOHN ARNE RIISE;
Duff, Murphy, Etuhu,
Dempsey; Zamora,
Johnson --- (SOMOGYI;
Kelly, Senderos,
Halliche, Briggs;
Davies, Sidwell,
GECOV, Bjorn Helge
Riise; Dembelè,
KASAMI)
Alternative
tattiche: A
parte qualche flirt
con il 4-4-1-1,
difficilmente il
Fulham lascerà in
disparte il 4-4-2.
La maggiore
alternativa riguarda
allora la posizione
di Moussa Dembelè,
che potrebbe trovare
spazio anche da ala
destra qualora
Damien Duff non
dovesse migliorare
il rendimento della
stagione passata.
Obiettivo
stagionale: Il
Fulham vuole
prendersi nuove
soddisfazioni in
Europa League, anche
se abbastanza
improbabile pensare
ad un nuovo cammino
fino all’ultimo
atto. In campionato
bisognerà ripetere
il piazzamento di
metà classifica
della stagione
passata, magari
evitando le
sofferenze avute
fino a Natale con
Mark Hughes in
panchina.
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Punti di forza:
La difesa ha subito
troppi gol in
preseason, ma negli
ultimi due anni è
stato l’unico
reparto a rimanere
di buon livello e a
reggere: l’estate ha
lanciato qualche
dubbio sui singoli,
ma la chiave sarà
soprattutto il tipo
di protezione che il
centrocampo riuscirà
a dare. Ci sono
tanti dubbi
sull’esecutività del
4-3-3 con questi
uomini, ma questo è
il modulo che
potrebbe esaltare
maggiormente Charlie
Adam, il quale
merita assolutamente
il passaggio ad una
grande squadra ed è
atteso a
mantenimento del
livello proposto
nelle ultime due
stagioni. E’ bastato
il loro arrivo a
creare un nuovo
entusiasmo
nell’ambiente e nei
tifosi: adesso nella
loro prima stagione
a tempo pieno al
Liverpool, Andy
Carroll e Luis
Suarez sono chiamati
a trascinare i Reds.
Punti deboli:
Sconvolgente che a
poche ore
dall’inizio della
Premier League, una
squadra che
addirittura a parole
dice di puntare al
titolo non abbia un
terzino sinistro che
uno, se non il
sempre infortunato
Fabio Aurelio. Tante
le potenziali lacune
sulla carta del
4-3-3 con questi
uomini, tante
confermate dal campo
in preseason: nel
centrocampo a tre
non sembrano esserci
elementi in grado di
dare una buona
copertura alla
difesa, finendo per
lasciarla sola a sé
stessa. Oltretutto,
il modulo presume
l’utilizzo di Luis
Suarez come ala
sinistra, ruolo che
potrebbe finire per
snaturare
l’uruguaiano, che ha
bisogno di esser
libero di muoversi e
di inserirsi:
paradossalmente le
cose potrebbero
andar meglio senza
Andy Carroll. Jordan
Henderson deve
crescere e molto
caratterialmente:
troppo spesso al
Sunderland è stato
il primo a perdersi
nei momenti di
difficoltà.
Movimenti di
mercato: Sembra
il classico mercato
stile Damien Comolli,
di quelli che al
Tottenham ricordano
ancora con puro
terrori: arrivano
anche elementi buoni
ma a casaccio, senza
un filo logico per
un eventuale
inserimento tattico
e soprattutto a
prezzi altissimi.
Verrebbe da dire che
solo Alexandre Doni
vale perfettamente
la cifra spesa per
ingaggiarlo: zero.
Seriamente,
l’investimento di
7.4 milioni di
pounds per Charlie
Adam è invece buono,
con lo scozzese che
rappresenta un
innesto di qualità.
Spropositati però i
quasi 36 milioni di
pounds spesi per
Jordan Henderson e
Stewart Downing,
cifre da mercato
inglese (nel senso
di nazionalità dei
calciatori) e non da
mercato
intelligente. Il
primo ha buone
qualità ma è un
potenziale ancora
tutto da confermare
(specialmente per
limiti
caratteriali),
mentre è
assolutamente folle
acquistare Downing
ad una cifra
maggiore di Ashley
Young dalla stessa
squadra e nel corso
della stessa estate:
Comolli capisce di
calcio (lo ha
dimostrato da ottimo
osservatore), ma non
sembra capirne
moltissimo di
mercato e il rischio
per i Reds è grosso.
Oltretutto, da due
mesi si dice e si
scrive che Josè
Enrique è
vicinissimo al
Liverpool: a poche
ore dall’inizio di
campionato dello
spagnolo ad Anfield
non v’è traccia, in
una squadra senza
terzini sinistri.
Voto: 4,5
Possibile
formazione tipo
(4-3-3): Reina;
Kelly, Carragher,
Skrtel, Johnson;
HENDERSON, Gerrard,
ADAM; DOWNING,
Carroll, Suarez ---
(DONI; Flanagan,
Kyrgiakos, Agger,
Fabio Aurelio;
Spearing, Lucas
Leiva, Raul Meireles;
Kuyt, N’Gog, Maxi
Rodriguez)
Alternative
tattiche: Qualora il
modulo dovesse
trovare difficoltà,
Kenny Dalglish
potrebbe tornare al
4-4-2: il problema è
che (oltre Stewart
Downing) si sarebbe
da capire chi
utilizzare sulle
fasce e chi togliere
a centrocampo.
Obiettivo
stagionale: La
società sogna
addirittura il
titolo: molto
improbabile che si
arrivi a lottare.
Già sarebbe
tantissimo tornare
nelle top four.
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Punti di forza:
Vincent Kompany lo
scorso anno è stato
l’unico difensore
del Manchester City
a giocare con una
certa continuità e
ha risposto reggendo
alla grande il
reparto, qualche
volta anche da solo
visto che al suo
fianco non sempre i
compagni sono stati
all’altezza.
L’acquisto di Stefan
Savic e il ritorno
dalla squalifica di
Kolo Tourè dovrebbe
rendere completo il
reparto e il belga
potrebbe trovarsi
costretto a compiere
meno straordinari,
finendo così per
alzare ulteriormente
il proprio livello
di gioco. Di certo,
alle spalle ha avuto
un muro come Joe
Hart, che ancora si
concede qualche
ingenuità ma il cui
rendimento è
assolutamente
affidabile, valendo
anche un surplus di
qualche punto. In
una squadra troppo
spesso senza gioco,
le fiammate di David
Silva risultano
ulteriormente
fondamentali: lo
spagnolo sta
diventando lo
specialista
dell’assist, in
particolare con il
tocco illuminante
sul breve. Potrebbe
trovarsi molto bene
a dialogare con un
altro elemento molto
talentuoso come
Sergio Aguero.
Punti deboli:
Paradossalmente, il
Manchester City è
passato dall’avere
una rosa
eccessivamente larga
ad una rosa in
qualche ruolo un po’
corta: sono stati
tanti gli scontenti
(anche per la
pessima gestione
manageriale) e
quindi le partenze
sono state anche più
del dovuto. Con le
ulteriori partenze
attese, si rischia
di avere qualche
buco in panchina,
soprattutto a
centrocampo. Gareth
Barry sembra ancora
destinato ad un
ruolo molto
importante, ma da
quando è al City Of
Manchester Stadium
raramente ha
abbandonato un
rendimento mediocre.
Mario Balotelli non
sarebbe adatto per
avere in affidamento
un pacchetto di
chewing-gum:
figurarsi una
squadra con
ambizioni. In rosa
ci sono due
attaccanti di ottimo
livello come Sergio
Aguero ed Edin Dzeko,
ma entrambi non
sembrano proprio
essere a loro agio
nel ruolo di unica
punta senza grande
supporto, a cantare
e portare la croce
isolati in un calcio
poco offensivo: le
difficoltà trovate
dal bosniaco dal
momento del suo
arrivo a Gennaio lo
confermano.
Movimenti di
mercato: Alla
fine gli arabi del
Manchester City sono
risultati in grado
di ingaggiare
elementi importanti:
tante volte le cifre
spese sono davvero
eccessive, ma alla
fine gli arrivi sono
importanti. Gael
Clichy è arrivato ad
un prezzo inferiore
rispetto a quanto
speso un’estate fa
per Aleksandar
Kolarov ma è un
salto di qualità
davvero enorme
rispetto al pessimo
serbo: l’errore è
stato l’acquisto di
Kolarov un anno fa.
Stefan Savic sembra
essere molto
promettente e Sergio
Aguero attirava le
attenzioni di
squadre più
importanti dei
Citizens, ma alla
fine è arrivato al
City Of Manchester
Stadium. Non male,
considerando che
ancora ci saranno un
paio di movimenti.
Voto: 6,5
Possibile
formazione tipo
(4-2-3-1): Hart;
Richards, Lescott,
Kompany, CLICHY; De
Jong, Barry; Johnson,
Yaya Tourè, David
Silva; AGUERO --- (PANTILIMON;
Boyata, Kolo Tourè,
SAVIC, Kolarov;
Milner, Zabaleta;
Wright-Phillips,
Tevez, Balotelli;
Dzeko)
Alternative
tattiche: In
tanti chiedono un
passaggio al 4-4-2:
ma in panchina c’è
il manager con la
mentalità adatta per
proporre un calcio
più offensivo?
Sembra di no.
Obiettivo
stagionale:
L’obiettivo è quello
di puntare al
titolo, ma è
evidentemente fin
troppo ambizioso: il
Manchester United è
ancora avanti come
rosa e soprattutto a
livello manageriale.
Meglio concentrarsi
ad un cammino con
soddisfazioni in
Champions League e
confermarsi tra le
top four.
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Punti di forza:
La rosa sembra
attrezzatissima in
quasi ogni ruolo,
regalando a Sir Alex
Ferguson un organico
in grado di gestire
più competizioni:
all’undici titolare
di altissimo di
livello fa specchio
un undici di riserva
tutt’altro che
disprezzabile, più
qualche altro
calciatore che
risulterà utile. Le
alternative in
attacco sono
eccellenti, con
Wayne Rooney che
sarà ancora il punto
fisso e che di volta
in volta sarà
affiancato da uno
tra Javier Hernandez
(ottimo anche al di
sopra delle attese
al suo primo anno) e
Dimitar Berbatov,
senza dimenticare
Michael Owen e anche
l’interessante Danny
Welbeck, tornato
abbastanza maturato
dal prestito di
Sunderland.
Imbarazzo della
scelta anche sulle
fasce, dove Ferguson
può scegliere di
volta in volta due
tra Nani, Ashley
Young, Antonio
Valencia e Park
Ji-Sung, senza
dimenticare sempre
Ryan Giggs o Tom
Cleverley.
L’esperienza e la
qualità del gallese
Giggs sarà a
disposizione dello
United per un altro
anno: un piacere per
gli esteti, un
piacere però anche
per Ferguson visto
quanto questo piede
sinistro risulti
ancora fondamentale
per le fortune della
squadra. La coppia
formata da Rio
Ferdinand e Nemanja
Vidic è sempre di
livello mondiale, ma
non è male di certo
neanche la rosa
delle riserve, con
Chris Smalling che
addirittura sta
mostrando duttilità
nel lanciarsi anche
da terzino destro.
Punti deboli:
Lasciando da parte
qualche paragone
grossolano (dopo il
Community Shield
qualcuno l'ha
avvicinato a Massimo
Taibi, ma
evidentemente la
cosa c'entra poco),
nei primi tempi
David De Gea
potrebbe non essere
una certezza
assoluta nelle
uscite: Ferguson dev’essere
bravo a farlo
crescere nei suoi
punti deboli senza
che lui possa
perdere fiducia in
caso di errori.
Michael Carrick ha
chiuso la scorsa
stagione in
crescendo, ma per
due terzi della
stessa non ha
garantito un livello
di gioco
convincente. Nel
settore degli
interni di
centrocampo i Red
Devils sono ancora
molto migliorabili:
con la rosa attuale,
il rischio sarebbe
quello di assegnare
ancora un ruolo
eccessivamente
importante ad
Anderson, non certo
una sicurezza nel
rendimento. Non può
certo essere lui
l’erede di Paul
Scholes.
Movimenti di
mercato:
Probabilmente sul
mercato c’erano
portieri più “fatti
e finiti” di David
De Gea: Ferguson ha
investito molto sul
potenziale, ma il
rischio è di pagare
qualcosina a breve
termine. S’è speso
un po’ troppo per
acquistare Phil
Jones, che però è un
difensore centrale
di ottimo talento e
già ben tarato a
livelli di Premier
League: una riserva
molto importante per
i titolari Ferdinand
e Vidic, oltre che
un elemento
utilizzabile di
tanto in tanto anche
come mediano.
Serviva un colpo di
qualità sulle fasce
ed è arrivato Ashley
Young, pagato tanto
ma non troppo
(specie paragonando
il suo prezzo a
quello con cui l’Aston
Villa ha ceduto
Stewart Downing) e
in grado di
effettuare il
definitivo salto di
qualità con la
maglia dei Red
Devils. Il mercato è
considerabile
discreto e di certo
porta a migliorare
la squadra, ma
ancora non è
arrivato l’elemento
di qualità al centro
della seconda linea:
si parla molto di
Wesley Sneijder e se
arrivasse l’olandese
il voto del mercato
schizzerebbe in alto
di almeno un punto e
mezzo, perché
renderebbe con
pochissimi punti
deboli questa
squadra di alto
livello. Voto: 6,5
Possibile
formazione tipo
(4-4-2): DE GEA;
Rafael Da Silva,
Ferdinand, Vidic,
Evra; Nani, Carrick,
Giggs, YOUNG;
Hernandez, Rooney ---
(Lindegaard;
Smalling, JONES,
Evans, Fabio Da
Silva; Valencia,
Cleverley, Anderson,
Park Ji-Sung;
Berbatov, Owen)
Alternative
tattiche: Con un
elemento come Wayne
Rooney capace di
giocare a tutto
campo, spesso la
differenza tra un
modulo e l’altro è
impercettibile: il
25enne può anche
svolgere il ruolo di
seconda punta
girando tanto alle
spalle del compagno
d’attacco per non
dare punti di
riferimento,
trasformando in
4-4-2 in un 4-4-1-1
o un 4-2-3-1. Al
solito poi Ferguson
può mischiare le
carte utilizzando
Rooney da unica
punta, in
particolare adesso
che ha a
disposizione anche
Ashley Young, che
sulla carta può
giocare anche alle
spalle della punta
centrale.
Obiettivo
stagionale: Il
Manchester United
partirà in questa
Premier League da
assoluto favorito,
dopo aver rinforzato
molto una squadra
già capace di
vincere il titolo,
mentre alle spalle
le dirette
concorrenti non
hanno poi lavorato
così bene.
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Punti di forza:
Lo scorso anno la
qualità di gioco era
tutta affidata al
solo Joey Barton,
unica alternativa ad
un gioco fisico:
adesso la squadra
assume maggiore
qualità, con
l’innesto di una
buona ala come
Sylvain Marveaux, il
rientro di Hatem Ben
Arfa e soprattutto
con l’aggiunta di un
regista lucido come
Yohan Cabaye,
piuttosto
sottovalutato al suo
arrivo ma grande
protagonista nel
Lille capace di
vincere il double
nella passata
stagione e in grado
di avere un buon
impatto nel calcio
inglese. Il “piatto”
Jonas Gutierrez
potrebbe partire
ancora da titolare,
ma rispetto all’anno
scorso la squadra ha
anche più creatività
sugli esterni, più
elementi in grado di
saltare l’uomo e
creare situazione di
superiorità
numerica. Con Demba
Ba i Magpies
ritrovano anche una
punta impattante,
che non c’era più
dopo la cessione di
Andy Carroll.
Punti deboli:
La difesa è
decisamente
migliorabile,
specialmente in caso
di cessione di Josè
Enrique,
difficilmente
rimpiazzabile
soprattutto se il
rimpiazzo dovesse
essere trovato in
pochi giorni. Con
Mike Williamson
probabilmente
destinato a tornare
nei ranghi, tornerà
ad avere un ruolo
importante Steven
Taylor, difensore di
grande cuore e
grande agonismo ma
non certo il più
lucido del
campionato in fase
di piazzamento.
Oltretutto non
convincono le
seconde linee in
difesa, con Ryan
Taylor e James
Perché reduci
entrambi da una
brutta stagione. A
centrocampo continua
ad avere un ruolo
importante tra le
seconde linee Danny
Guthrie, il quale
però è abbastanza
involuto da diversi
anni e
necessiterebbe di
qualche occasione
lontano da Newcastle
per provare a
rilanciarsi. In
attacco non è stata
ancora trovata una
spalla di livello
per Demba Ba: al
momento il titolare
sarebbe ancora Shola
Ameobi, che tuttavia
Alan Pardew vorrebbe
relegare come primo
attaccante di
riserva.
Movimenti di
mercato: Nelle
prime settimane ci
si era stupiti sulla
bontà e lucidità
delle operazioni:
intrigante l’arrivo
a parametro zero di
Sylvain Marveaux,
eccellente
l’ingaggio del
regista campione di
Francia Yohan Cabaye,
buonissimo aver
ritrovato una punta
d’impatto con
l’ingaggio di Demba
Ba. Peccato che da
lì in poi tutto si
sia abbastanza
bloccato, con i
Magpies incapaci
nello riuscire ad
ingaggiare una
seconda punta e nel
risolvere la
questione di Josè
Enrique, sempre dato
in uscita ma ancora
presente in rosa:
oltretutto,
l’ambiente è entrato
in fibrillazione
anche per il caso
Joey Barton, che
mette sotto
un’ottica molto più
negativa del dovuto
un mercato che non
era stato poi così
male (specialmente
negli standard di
quest’anno in
Premier League).
Negli ultimi giorni
è arrivato Gabriel
Obertan, talentuoso
ma decisamente
involuto al
Manchester United.
Il mercato va
completato. Voto: 6
Possibile
formazione tipo
(4-4-2): Harper;
Simpson, Steven
Taylor, Coloccini,
Josè Enrique; Ben
Arfa, Tiotè, CABAYE,
Jonas; BA, Shola
Ameobi --- (Krul;
Ryan Taylor,
Williamson, Kadar,
Perch; OBERTAN,
Gosling, Guthrie,
MARVEAUX; Best,
Lovenkrands)
Alternative
tattiche: Tanto
dipende dallo stato
di salute e dalla
posizione di Hatem
Ben Arfa: il
francese potrebbe
esser portato ad un
ruolo di
trequartista alle
spalle dell’unica
punta in un 4-2-3-1,
per puntare molto
sulla sua creatività
e non costringerlo a
particolare compiti
tattici.
Obiettivo
stagionale: Si
cerca una stagione
tranquilla in campo
e se possibile anche
fuori: forse anche
in questo sta la
volontà di liberarsi
di un carattere non
semplice come quello
di Joey Barton.
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Punti di forza:
La forza e la
compattezza dello
spogliatoio è stata
la grande chiave
nella promozione, ma
questo affiatamento
è fondamentale
soprattutto in campo
per permettere alla
squadra di esprimere
il calcio prediletto
da Paul Lambert:
come ovvio che sia
(visto che il gruppo
che ha raggiunto la
promozione lo scorso
anno era di fatto
quello che ha vinto
la League One nel
2009/10), l’estate
ha portato tanti
volti nuovi, che
però verosimilmente
saranno inseriti
gradualmente per non
perdere l’identità
di gioco. Il ruolo
di terzino destro
sembra avere ottime
garanzie, con
Russell Martin che è
eccellente in fase
di spinta e potrebbe
essere uno dei volti
nuovi della prossima
Premier League, con
un’alternativa
affidabile come Kyle
Naughton. Grant Holt
ha raggiunto la
totale maturità ed è
diventato un
attaccante
fastidiosissimo per
le difese
avversarie, per la
sua astuzia e
abilità di sfruttare
sempre a proprio
vantaggio il
contatto fisico: se
ben supportato, sarà
un osso duro anche
in Premier League.
Punti deboli:
Wes Hoolahan è stato
una delle chiavi per
le due promozioni
consecutive, ma è
atteso da una
stagione non
semplice: in Premier
League potrebbe
pagare qualche
limite fisico, anche
se la qualità non
gli manca di certo.
Andrew Surman è un
elemento in grado di
fare la differenza
in Championship, ma
anche lui in Premier
League potrebbe
pagare molto, avendo
oltretutto già
fallito a questo
livello nella sua
esperienza al
Wolverhampton. La
difesa avrebbe
necessitato di
qualche rinforzo in
più in difesa, visto
che i Canaries lo
scorso anno erano
stati la squadra che
ha subito più gol
tra le prime sei
della Championship:
l’arrivo di Ritchie
De Laet aiuterà ma
non risolverà tutto.
L’entusiasmo sarà
alle stelle, ma il
Norwich rischia di
pagare la presenza
di pochi elementi
con esperienza in
Premier League.
Movimenti di
mercato: Paul
Lambert è partito
subito forte sul
mercato, in modo da
avere immediatamente
la squadra completa
per preparare al
meglio la Premier
League: i sette
acquisti ritoccano
ma non rivoluzionano
una squadra capace
di fare così bene
nelle precedenti due
stagioni.
Probabilmente si
sarebbe potuto fare
di più in difesa,
dove un arrivo alla
Kyle Naughton
sarebbe servito
anche per la fascia
sinistra, mentre al
centro della difesa
servirebbe un
elemento con
esperienza di
Premier League oltre
a Ritchie De Laet. A
centrocampo arrivano
tre elementi reduci
da grandi stagioni
in Football League,
ma in parte da
valutare in Premier
League: Bradley
Johnson è quello più
affidabile a breve
termine per le sue
qualità da mezzala e
per la sua grande
corsa, contornata
anche da buone
qualità tecniche,
mentre le ali
Elliott Bennett e
Anthony Pilkington
hanno numeri e
visione della porta,
sono due ottimi
giocatori ma il
doppio salto di
categoria dalla
League One alla
Premier League è
sempre molto
delicato. In avanti
si punta molto su
James Vaughan, che
ha finalmente la
chance per giocare
con continuità in
Premier League,
mentre Steve Morison
ha dimostrato di non
soffrire il salto di
categoria quando è
passato dalla
Conference (con lo
Stevenage) alla
League One e poi
alla Championship
(con il Millwall)
mantenendo un’alta
media gol (128 gol
in tutte le
competizioni nelle
ultime cinque
stagioni), ma il
salto in Premier
League è sempre
quello più
complicato e di più
difficile lettura.
Voto: 6,5
Possibile
formazione tipo
(4-3-1-2): Ruddy;
Russell Martin, DE
LAET, Whitbread,
Tierney; BENNETT,
Fox, Surman;
Hoolahan; Holt,
VAUGHAN --- (Rudd;
NAUGHTON, Barnett,
Ward, Drury;
PILKINGTON, Crofts,
BRADLEY JOHNSON;
Chris Martin;
MORISON, Jackson)
Alternative
tattiche: Gli
arrivi di due ali
come Elliott Bennett
e Anthony Pilkington
portano in molto a
pensare che l’idea
di Paul Lambert sia
quella di passare
dal 4-3-1-2 che
tanto bene ha fatto
nella scorsa
stagione ad un 4-4-2
comunque con buone
propensioni
offensive: in ogni
caso, lo scozzese
predilige un calcio
piuttosto fluido e
non sarebbe un 4-4-2
estremamente rigido.
La presenza di Wes
Hoolahan potrebbe
essere utile nei
match più complessi,
quando potrebbe
essere utilizzato un
più coperto 4-4-1-1.
Obiettivo
stagionale: Il
Norwich vuole
continuare quella
grande magia
iniziata con
l’arrivo di Paul
Lambert e stupire
anche in Premier
League: ottenere la
promozione nella
scorsa stagione è
stata un’impresa e
salvarsi in questa
Premier League che
si prospetta
abbastanza mediocre
(in particolare
nelle zone basse di
classifica) potrebbe
non essere
impossibile, in
particolare qualora
la squadra dovesse
mantenere la qualità
di gioco mostrata in
Championship. Sulla
carta, sono ben più
di tre le squadre di
Premier League che
giocheranno peggio
dei Canaries,
bisogna vedere
quanto questo verrà
tradotto in
risultati. |
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Punti di forza:
L’organizzazione
difensiva del QPR ha
raggiunto livelli
molto elevati nel
corso della scorsa
stagione, mantenendo
ad alti livelli una
squadra comunque con
mentalità molto
propositiva: in
Premier League ci
sarà molto da
lottare e chiedere
ancora di più dalla
terza linea, anche a
costo di dover
sudare molto e
difendere qualche
risultato in modo
strenuo. L’attacco
ha elementi di
impatto e anche
diverse alternative:
DJ Campbell ha
dimostrato la scorsa
stagione di trovarsi
a suo agio a questo
livello e può
garantire una decina
di gol, mentre Jay
Bothroyd è
un’alternativa molto
importante, un
attaccante di peso
con intelligenza e
lucidità
nell’appoggio per i
compagni. Tanto
dipenderà dalle
giocate di Adel
Taarabt, uomo in
grado di spaccare
una partita da solo:
in Championship ha
fatto la differenza
e ora è chiamato a
ripetersi anche in
Premier League,
dimostrando di
essere anche più
continuo e meno
bizzoso.
Punti deboli:
La difesa ha molta
organizzazione ma i
nomi dei singoli non
convincono del
tutto, in
particolare
centralmente: è
arrivato solo Danny
Gabbidon, che però è
reduce da una brutta
stagione ed è
apparso in
condizioni
sconfortanti in
preseason. Shaun
Derry è stato
l’anima del
centrocampo nella
scorsa stagione per
la sua bravura nel
lavoro di
interdizione, ma
sono molto i dubbi
sul suo possibile
impatto in Premier
League. Sulla carta
per questo è stato
ingaggiato Kieran
Dyer, che però è
chiaramente in
declino oltre ad
essere sempre
costantemente
infortunato. Le ali
non sembrano proprio
del livello
necessario per una
squadra di Premier
League: Tommy Smith
a questo livello può
essere un buon
gregario ma non più
un titolare, mentre
Jamie Mackie stava
vivendo un periodo
di grazia nella
scorsa stagione ma
poi s’è rotto la
gamba a Blackburn in
FA Cup e sembra aver
perso lì il treno
migliore della
propria carriera.
Oltretutto, le
riserve in questo
ruolo sembrano poca
cosa.
Movimenti di
mercato: Neil
Warnock deve
lavorare con alle
spalle una società
inesistente o quasi:
Flavio Briatore è
buono solo per fare
bella presenza
davanti ai microfoni
come dire “è tutto
merito mio”, quando
non a caso la
squadra ha ottenuto
la promozione
proprio quando lui
s’è defilato.
Bisogna sperare
nella cessione
societaria. In
queste condizioni
Warnock ha dovuto
affidarsi
soprattutto agli
arrivi a parametro
zero, il che vuol
dire anche a nomi
non di primissimo
piano anche per una
squadra di
medio-bassa
classifica: Danny
Gabbidon deve
ritrovarsi, Kieran
Dyer è destinato a
passare sempre tanto
tempo in infermeria,
mentre Brian Murphy
può essere un buon
vice di Paddy Kenny.
Buono l’arrivo di
Jay Bothroyd,
eccellente
l’investimento di DJ
Campbell. Il
colpaccio tuttavia è
l’esser riusciti a
trattenere Adel
Taarabt. Voto: 6
Possibile
formazione tipo
(4-2-3-1):
Kenny; Orr, Hall,
GABBIDON, Hill; DYER,
Faurlin; Mackie,
Taarabt, Smith;
CAMPBELL ---
(MURPHY; Doughty,
Shittu, Gorkss,
Connolly; Derry,
Buzsaky; Vaagan Moen,
Ephraim, Helguson;
BOTHROYD)
Alternative
tattiche: L’anno
scorso l’alternativa
al 4-2-3-1 è stata…
il 4-2-3-1.
Verosimilmente non
ci si muoverà da
questo modulo
neanche in questa
stagione, anche se
potrebbe esserci una
chiave di lettura
più difensiva.
Obiettivo
stagionale:
Nella speranza di
una cessione
societaria, l’unico
obiettivo possibile
è quello della
salvezza: senza
società decente alle
spalle, non sarà
neppure semplice,
anche se con Adel
Taarabt nulla è
irraggiungibile.
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Punti di forza:
L’organizzazione
tattica in
particolare nella
fase difensiva è
sempre molto
rimarchevole e
permette spesso e
volentieri allo
Stoke City di andare
anche ben oltre i
propri limiti: in
tal senso, il lavoro
del manager Tony
Pulis è sicuramente
una garanzia. Il
reparto difensivo
continua ad avere
grande forza fisica:
lo scorso anno Ryan
Shawcross e Robert
Huth hanno composto
una grande coppia
centrale (con il
tedesco protagonista
anche in attacco) e
a loro si sono
aggiunti Matthew
Upson e Jonathan
Woodgate, a regalare
comunque qualche
alternativa più
attendibile del non
qualitativo Danny
Higginbotham.
Peraltro, con
l’acquisto di Upson
ci potrebbe essere
un ritorno di Huth
nel ruolo di terzino
destro. La forza
atletica di Kenwyne
Jones rappresenta
uno sfogo molto
importante per il
calcio molto fisico
di Pulis, così come
ben più importante
del previsto è
diventata la corsa e
il gioco umile di
Jonathan Walters. La
qualità degli
esterni Jermaine
Pennant e Matthew
Etherington è ormai
l’arma in più per i
Potters: una fuga di
uno dei due può
cambiare una
partita.
Punti deboli:
La coppia d’attacco
titolare
necessiterebbe
maggiori
alternative, ma
finora Tony Pulis ha
fallito nel
tentativo di
ingaggiare una nuova
punta: ci sarebbe in
realtà Ricardo
Fuller, che però è
reduce da una
stagione tormentata
da infortuni. La
mediana è buona per
umiltà e nel gioco
di quantità, ma
ancora una volta
manca un elemento in
grado di far girare
il pallone con
lucidità, un interno
con caratteristiche
da regista che possa
portare sbocchi
alternativi nel
gioco. Oltretutto,
Rory Delap ha
compiuto 35 anni e
non può essere
troppo continuo
nelle proprie
prestazioni e
l’unica vera
alternativa in
panchina è Glenn
Whelan, reduce da
una stagione
anonima.
Movimenti di
mercato: Tony
Pulis ha provato a
formalizzare
acquisti a
centrocampo e in
attacco, ma ha
ricevuto tanti no,
non riuscendo così a
rinforzare la
squadra per come
avrebbe voluto: un
paio di innesti a
centrocampo e un
attaccante
renderebbero la rosa
quasi completa. In
difesa sono arrivati
due elementi esperti
che possono essere
utili: Matthew Upson
è reduce da una
stagione negativa ma
merita del credito
visto il suo
rendimento
precedente, mentre
Jonathan Woodgate è
un punto
interrogativo per i
mille infortuni che
lo hanno colpito
negli ultimi anni.
Voto: 5
Possibile
formazione tipo
(4-4-2): Begovic;
Huth, Shawcross,
UPSON, Wilson;
Pennant, Whitehead,
Delap, Etherington;
Jones, Walters --- (Sorensen;
Wilkinson, WOODGATE,
Higginbotham,
Collins; Tonge,
Whelan, Diao, Pugh;
Sidibe, Fuller)
Alternative
tattiche: Nelle
partite esterne più
complicate, Pulis
potrebbe ricorrere
ad un 4-5-1,
rinunciando ad una
punta: oppure, nel
match di Europa
League contro l’Hajduk
Spalato, s’è visto
anche un Jonathan
Walters più
arretrato a fare da
raccordo tra
centrocampo e
Kenwyne Jones in un
4-4-1-1.
Obiettivo
stagionale: Lo
Stoke City è ormai
una realtà
consolidata in
Premier League:
proverà a prendersi
grosse soddisfazioni
in Europa League
senza perdere
d’occhio le
prestazioni in
campionato, in cui
l’obiettivo è quello
di confermare un
piazzamento da metà
classifica, con se
possibile un
inserimento tra le
prime 10.
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Punti di forza:
Una rotazione del
centrocampo non
sempre perfetta nel
corso della scorsa
stagione adesso
risulta molto più
ampia, nonostante la
cessione (molto ben
retribuita) di
Jordan Henderson al
Liverpool, peraltro
non proprio un cuor
di leone in grado di
cambiare i destini
della squadra nei
pomeriggi negativi
del gruppo:
apparentemente Steve
Bruce ha gli uomini
da ruotare a seconda
delle esigenze
tattiche e una buona
quantità di elementi
per affrontare i
vari infortuni,
specialmente qualora
Jack Colback (su cui
il manager dei Black
Cats sta puntando
molto in preseason)
dovesse risultare il
nome nuovo della
stagione. David
Vaughan potrebbe
risultare l’elemento
in grado di far
girare la manovra
con un po’ di
lucidità, un interno
con qualche
attitudine da
regista che troppo
spesso è mancato
negli ultimi anni.
La difesa è stata
capace di incassare
ben 13 clean sheet
nella passata
Premier League (la
maggior parte nella
prima parte della
stagione) e ha
importato una buona
dose di esperienza
dal Manchester
United con gli
arrivi di Wes Brown
e soprattutto John
O’Shea, destinato a
diventare capitano e
leader del gruppo.
Punti deboli:
Gli elementi
d’attacco al fianco
di Asamoah Gyan
rimangono un punto
interrogativo:
Connor Wickham e Ji
Dong-Won hanno
grande potenziale ma
non è certo il loro
impatto immediato a
livello di Premier
League, mentre
Fraizer Campbell è
da verificare dopo
il grave infortunio
della passata
stagione. La fascia
sinistra potrebbe
risultare
ulteriormente il
punto debole dei
Black Cats, in
particolare dopo la
partenza di Steed
Malbranque: sia in
difesa che a
centrocampo, c’è
solo un vero esterno
sinistro ed è
Stephane Sessegnon,
il quale peraltro
spesso sarà
utilizzato alle
spalle della punta:
c’è adesso anche
James McClean, il
cui impatto
immediato con la
Premier League è
tutto da verificare.
Tutto il resto
riguarderà elementi
riadattati, come lo
stesso Phil Bardsley
(peraltro positivo
nella passata
stagione). La
rotazione dei
portieri ha visto
l’aggiunta di Keiren
Westwood ed è
tutt’altro che
chiara: questa
incertezza sul
titolare potrebbe
portare più problemi
che altro. Titus
Bramble ha fatto
molto bene negli
ultimi anni, ma è
reduce da una
preseason pessima e
ciò potrebbe
ripercuotersi nel
suo avvio di
stagione.
Movimenti di
mercato: Per
quanto sia un
elemento
promettente, cedere
Jordan Henderson a
quasi 16 milioni di
pounds è un grosso
affare e ha permesso
a Steve Bruce di
ritoccare un po’
tutti i reparti, con
il colpaccio
rappresentato
dall’arrivo di
Connor Wickham,
considerato
potenzialmente il
centravanti del
futuro del calcio
inglese e strappato
ad una concorrenza
composta
principalmente dalle
big della Premier
League. Da tenere
d’occhio anche
l’arrivo di Ji
Dong-Won: potrebbe
essere la nuova
perla scovata da
Steve Bruce. A
centrocampo forse
non è arrivato
l’elemento in grado
di fare la
differenza, ma gli
arrivi di Sebastian
Larsson, Craig
Gardner e David
Vaughan saranno
decisamente d’aiuto:
arrivano da squadre
retrocesse dalla
passata Premier
League, ma sono
elementi che
meritavano di
restare in massima
serie. Tutto da
scoprire James
McClean, ala 22enne
arrivata dal Derry
City e di cui si
dice un grandissimo
bene. La difesa
necessitava ritocchi
più a livello di
personalità che a
livello puramente
tecnico: gli arrivi
di John O’Shea e Wes
Brown sembrano
perfetti sotto
questo aspetto.
Voto: 7,5
Possibile
formazione tipo
(4-4-2):
Mignolet; O’SHEA,
BROWN, Bramble,
Bardsley; LARSSON,
Cattermole, GARDNER,
Sessegnon; Gyan,
WICKHAM --- (Gordon;
El Mohamady, Turner,
Ferdinand,
Richardson; Colback,
Meyler, VAUGHAN,
MCCLEAN; JI DONG-WON,
Fraizer Campbell)
Alternative
tattiche:
Abbiamo proposto il
4-4-2 nella
potenziale
formazione tipo, ma
in realtà è più
probabile che il
Sunderland giochi la
maggior parte delle
proprie partite con
un 4-4-1-1, con
Stephane Sessegnon
che sembra essersi
inserito molto bene
negli schemi di
Bruce come pendolo
alle spalle
dell’unica punta.
Obiettivo
stagionale: In
primis quello di
evitare i mesi di
buio totale che
nelle ultime due
stagioni hanno
colpito senza
soluzione i Black
Cats, finendo per
costare diverse
posizioni in
classifica. Risolto
questo problema, la
squadra
guadagnerebbe
ulteriori posizioni
nelle gerarchie
della Premier League
e quindi migliorare
il decimo posto
della passata
stagione.
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Punti di forza:
L’organizzazione di
gioco è talmente
elevata che
verosimilmente
permetterà ai Jacks
di avere un grosso
possesso palla nelle
partite contro
squadre di
media-bassa
classifica, rendendo
così la squadra
particolarmente
propositiva e
facendo girare a
vuoto gli avversari.
Gli schemi e i
meccanismi dovranno
subire una modifica
con il salto di
categoria ma
dovrebbero rimanere
efficaci ed evoluti,
in particolare in
difesa dove Brendan
Rodgers può disporre
anche di una delle
possibili sorprese
del campionato come
Ashley Williams,
difensore centrale
reduce da stagioni
eccellenti in
Championship. Leon
Britton è un mediano
molto intelligente
sul piano tattico ed
è fondamentale per
mantenere gli
equilibri a
centrocampo. Gli
esterni sono la
maggior fonte di
qualità in fase
offensiva: Nathan
Dyer è reduce da una
stagione di grande
continuità, mentre
da Scott Sinclair si
attendono spunti e
gol. Quest’ultimo ha
sempre fallito
bruscamente in
Premier League
(soprattutto nella
stagione 2009/10 al
Wigan), ma è reduce
dalla stagione della
maturità e adesso
sembra in grado di
fare sul serio.
Punti deboli:
La difesa è molto
organizzata, ma
potrebbe pagare una
scarsa esperienza in
Premier League: in
questi casi una
guida che conosce
bene questo
campionato è sempre
più che utile. Joe
Allen è un elemento
di buone qualità, ma
deve ancora crescere
in personalità e
sembra tendere un
po’ a nascondersi
nelle partite più
complesse, più
importanti. Il
centrocampo non
sembra
particolarmente
attrezzato nelle sue
seconde linee in
zona centrale. Il
difetto delle ultime
stagioni dei Jacks è
stata l’assenza di
un vero bomber in
grado di regalare
gol con continuità:
non tutti sono
convinti che Danny
Graham possa esserlo
immediatamente a
questo livello,
seppure l’ex Watford
è stato il
capocannoniere della
passata Championship.
Oltretutto il
centravanti deve
integrarsi negli
schemi dello Swansea
City e questo
potrebbe richiedere
un po’ di tempo.
L’alternativa è
Leroy Lita, il cui
carattere è sempre
un grosso punto
interrogativo e
spesso ha portato a
limitarlo
calcisticamente. In
porta si sentirà
tantissimo l’assenza
di Dorus De Vries,
anche perché non è
arrivato un portiere
di pari livello.
Movimenti di
mercato:
Probabilmente
l’accesso in Premier
League andava
accompagnato da un
mercato di livello
un po’ più alto. Il
grande colpo è
l’acquisto di Danny
Graham, mentre Leroy
Lita potrebbe essere
una discreta
alternativa:
l’attacco non è
ancora sicuro al
100%, ma ora dipende
da Brendan Rodgers
riuscire a
coinvolgere meglio
le punte. Steven
Caulker è un
elemento molto
futuribile, ma non
certo l’uomo con
esperienza da
Premier League che
sarebbe servito.
Wayne Routledge è in
grado di fare la
differenza in
Championship, ma in
massima serie è
sempre apparso più
spento, non in grado
di saltare l’uomo
come in seconda
serie. Pessimo non
esser riusciti a
trattenere l’ottimo
portiere Dorus De
Vries: è arrivato
Josè Moreira,
pressoché inattivo
nelle ultime due
stagioni al Benfica.
Meglio l’arrivo di
Michel Vorm, che
però rimane un
portiere comunque da
verificare. Voto: 5
Possibile
formazione tipo
(4-2-3-1): VORM;
Rangel, Williams,
Tate, Taylor;
Britton, Allen; Dyer,
Dobbie, Sinclair;
GRAHAM --- (MOREIRA;
Richards, CAULKER,
Monk, Walsh;
Agustien, Gower;
ROUTLEDGE, Orlandi,
Cotterill; LITA)
Alternative
tattiche: Il
4-2-3-1 di Brendan
Rodgers sembra
destinato a cambiare
per caratteristiche
degli uomini
(specialmente per il
tipo di movimento
effettuato dal
trequartista) o per
variazioni
impercettibili (con
il trequartista più
basso si può parlare
di 4-5-1, con le ali
più alte di 4-3-3),
ma nella sostanza
non muterà mai più
di tanto: lo scorso
anno solo qualche
volta Rodgers è
ricorso ad un 4-4-2,
ma paradossalmente
proprio in assenza
di punte vere.
Obiettivo
stagionale: Lo
Swansea City è
riuscito
nell’impresa di
diventare la prima
squadra gallese a
partecipare in
Premier League:
Brendan Rodgers
spera di bagnare
questo traguardo con
una salvezza. Come
spesso capita alle
squadre neopromosse,
già un 17esimo posto
sarebbe un successo.
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Punti di forza:
Gareth Bale ha
svolto una ottima
preseason ed è
subito pronto per
svolgere ad alto
livello il doppio
ruolo di ala e
terzino sinistro, in
particolare con una
consapevolezza dei
propri mezzi sempre
più alta: riuscisse
a tenersi lontano
dagli infortuni,
diventerebbe il
grande trascinatore
degli Spurs. Luka
Modric sembra poter
rimanere e la sua
conferma manterrebbe
un centrocampo di
alto livello, che
però deve assumere
maggiore maturità e
evitare gli alti e
bassi della scorsa
stagione: di certo,
aiuterebbe anche una
stagione a tempo
pieno di Tom
Huddlestone, sempre
ottimo quando
disponibile. Al
secondo anno a
Londra, Rafael Van
der Vaart dovrebbe
essere maggiormente
abituato ai ritmi
inglesi e aver
svolto la
preparazione estiva
con il club potrebbe
aiutarlo ad evitare
il calo della
seconda metà della
scorsa stagione,
dopo che per la
prima l’olandese era
stato assolutamente
esaltante.
Punti deboli:
Non è ancora
arrivato alcun
rinforzo in attacco
e proprio qua
risiede il più
grande punto
interrogativo per
gli Spurs, che
troppo spesso lo
scorso anno hanno
concretizzato molto
meno del dovuto il
gioco prodotto: in
particolare, può
essere un rischio
puntare ancora su
Jermain Defoe dopo i
disastri della
scorsa stagione,
mentre Peter Crouch
può sempre risultare
utile sul gioco
aereo. La difesa
deve compiere un
passo avanti in
autorità rispetto
alla scorsa stagione
ed evitare le
distrazioni che sono
costate tanti punti.
Il punto debole
sembra essere a
destra, con Vedran
Corluka che è reduce
da una stagione
mediocre: potrebbe
però essere risolto
lanciando Kyle
Walker come
titolare.
Movimenti di
mercato: Il
Tottenham
necessiterebbe di
vari ritocchi qua e
là, ma per ora è
arrivato soltanto un
acquisto: è arrivato
il vecchio Brad
Friedel, che
dovrebbe permettere
ai tifosi Spurs di
evitare l’incubo
Heurelho Gomes (il
quale tuttavia è
ancora in rosa).
Triste soprattutto
la mancanza di
rinforzi in attacco
fin qui, mentre è un
segnale positivo non
aver (finora) ceduto
alle richieste del
Chelsea per Luka
Modric. Voto: 4,5
Possibile
formazione tipo
(4-4-1-1):
FRIEDEL; Corluka,
Gallas, Dawson,
Assou-Ekotto;
Lennon, Huddlestone,
Modric, Bale; Van
der Vaart; Crouch ---
(Gomes; Walker,
Kaboul, King,
Bassong; Rose,
Palacios, Jenas,
Pienaar; Kranjcar;
Defoe)
Alternative
tattiche: Il
modulo base di
partenza è il
4-4-1-1, ma l’uomo
chiave è Rafael Van
der Vaart per i
cambi di modulo che
Harry Redknapp ha
provato di tanto in
tanto anche nella
scorsa stagione: con
l’olandese a destra
si potrebbe vedere
un 4-4-2, con il suo
utilizzo da interno
di centrocampo un
4-3-3. Tuttavia, lo
scorso anno nessuna
delle due
alternative ha
convinto realmente e
entrambe le
soluzioni sono da
collaudare.
Obiettivo
stagionale: La
campagna in
Champions League
della scorsa
stagione ha esaltato
tifosi e club: i
ricordi sono
talmente belli che è
fortissima la voglia
degli Spurs di
tornare a giocare la
massima competizione
europea.
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Punti di forza:
Non ci sarà più
Scott Carson tra i
pali e questo è già
un grande punto di
forza: Ben Foster ha
la tendenza di
concedere qualche
errore banale nel
corso della
stagione, ma
rappresenta un
notevole salto di
qualità. La coppia
Mulumbu-Scharner è
apparsa decisamente
affiatata nel corso
della scorsa
stagione e compie un
lavoro di quantità
molto importante,
garantendo anche un
ottimo numero di
reti con gli
inserimenti del
congolese e le
qualità aeree su
palla inattiva
dell’austriaco. Il
tutto in un
centrocampo che
sembra avere sugli
esterni la qualità
necessaria per
creare gioco (Chris
Brunt) e trovare
spunti (Jerome
Thomas) decisivi per
vincere partite
importanti, con
anche una discreta
rotazione visto
l’innesto di Zoltan
Gera, la presenza di
Somen Tchoyi
(utilizzato anche da
seconda punta in
questa preseason) e
Graham Dorrans e la
crescita decisa di
Simon Cox, che si
candida ad un ruolo
importante nel
prossimo campionato.
Peter Odemwingie
sembra trovarsi alla
grandissima
nell’ambiente del
The Hawthorns ed è
in grado di
confermare le grandi
prestazioni dello
scorso anno,
garantendo gol e
tanto movimento ad
aprire e sfiancare
le difese
avversarie.
Oltretutto, adesso
rispetto all’anno
scorso avrà al
fianco una
spalla/alternativa
di buon livello come
Shane Long, il quale
dovrebbe essere più
affidabile di
Marc-Antoine Fortunè.
Punti deboli:
Continua a non
esserci un terzino
destro del tutto
affidabile:
l’improponibile
Gonzalo Jara ha
perso il posto in
favore di Steven
Reid, che appare
meno incerto ma che
rimane un
centrocampista
riadattato e quindi
con possibili
passaggio a vuoto,
considerando anche
che l’irlandese
tende spesso ad
infortunarsi. Il
mercato ha portato
l’ingaggio di Billy
Jones, il quale però
non sembra pronto
per assumere subito
il ruolo da
titolare. I Baggies
sperano di subire
meno gol su palla
ferma con il lavoro
di Roy Hodgson e con
l’ingaggio di due
difensori centrali
bravi nel gioco
aereo come Gareth
McAuley e Craig
Dawson: gli
eventuali passi
avanti vanno però
testati in campo per
cui il punto
interrogativo
rimane.
Movimenti di
mercato: La cosa
più importante era
trattenere i due
uomini mercato,
ovvero Youssuf
Mulumbu e Peter
Odemwingie: al primo
è stato rinnovato il
contratto, mentre il
secondo rimarrà a
meno di
sconvolgimenti negli
ultimi giorni. Non
solo, al reparto
offensivo è stato
aggiunto anche Shane
Long, attaccante
irlandese lanciatosi
totalmente nella
passata stagione:
fino a due stagioni
fa era considerato
un attaccante
sprecone e proprio
concreto, ma nella
passata Championship
ha avuto un
rendimento
assolutamente
eccellente,
apparendo
decisamente
maturato. Qualora
confermasse queste
prestazioni,
potrebbe essere un
colpaccio in grado
di far compiere un
ulteriore salto di
qualità alla
squadra. Roy Hodgson
sta provando a
mettere una propria
impronta in difesa
con l’arrivo di un
difensore centrale
ruvido e determinato
come Gareth McAuley
(da verificare però
a livello tecnico in
Premier League) e di
un giovane apparso
di grande potenziale
come Craig Dawson,
oltre all’arrivo del
discreto terzino
Billy Jones. Buono
l’ingaggio di Ben
Foster tra i pali,
mentre Zoltan Gera
sembra un po’ in
declino ma è una
buona aggiunta per
la rotazione. Voto:
6,5
Possibile
formazione tipo
(4-2-3-1):
FOSTER; Reid,
MCAULEY, Olsson,
Shorey; Mulumbu,
Scharner; Brunt,
Morrison, Thomas;
Odemwingie --- (FULOP;
JONES, Tamas,
DAWSON, Cech; Jara,
Dorrans; Tchoyi, Cox,
GERA; LONG)
Alternative
tattiche:
Un’alternativa al
4-2-3-1 sembra
qualche flirt con il
4-1-4-1, con
l’avanzamento di
Graham Dorrans di
qualche metro per
avere un po’ più di
creatività in fase
offensiva. Nella
scorsa stagione però
nelle prime due
partite dopo
l’esonero di Roberto
Di Matteo il West
Bromwich s’è
schierato con il
4-4-2, modulo però
non più riproposto,
anche perché la
spalla di Peter
Odemwingie era
Marc-Antoine Fortunè,
non proprio il
massimo: l’arrivo di
Shane Long potrebbe
portare Hodgson ad
utilizzare il modulo
a due punte anche
come formazione
base, creando un
attacco molto rapido
e sicuramente non
facile da
controllare.
Obiettivo
stagionale: Il
West Bromwich Albion
ha mantenuto
compatto il gruppo
capace di
raggiungere
l’undicesimo posto
nella passata
stagione: al secondo
anno l’obiettivo
rimane quello di una
salvezza tranquilla,
magari evitando
qualche passaggio a
vuoto nel corso del
campionato. Subendo
qualcosa in meno dei
71 gol del passato
campionato (solo il
Blackpool fece
peggio) i Baggies
potrebbero tenersi
abbastanza lontani
dalle zone calde di
classifica.
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Punti di forza:
Ammesso che la
società riesca a
risolvere la
querelle del rinnovo
di contratto e a
trattenerlo, James
McCarthy è in
continua crescita e
sta diventando
completo nelle due
fasi di gioco:
lucido nel palleggio
come intelligente in
fase di
interdizione.
L’irlandese
rappresenta
l’elemento più
qualitativo in un
buon centrocampo,
abile nel tenere un
buon possesso palla
in particolare nelle
partite contro
squadre di pari
rango. Reduce da
mesi in cui ha
lanciato mille
segnali di voler
lasciare Wigan
(arrivando anche a
parlare male delle
donne della città),
Mohamed Diamè sembra
destinato a rimanere
e può essere un buon
segnale visto che ha
chiuso la passata
stagione in grande
crescendo.
Nonostante una
stagione al di sotto
rispetto agli
standard a cui aveva
abituato, Hugo
Rodallega ha saputo
come risultare
decisivo nella
salvezza dei Latics
nel passato
campionato e
rappresenta sempre
la grande speranza
di Roberto Martinez.
Destinato ad essere
quasi titolare
fisso, Victor Moses
è atteso al salto di
qualità, riuscendo
magari ad avere un
rendimento meno
altalenante e più
decisivo dell’anno
scorso.
Punti deboli:
Nel passato
campionato col
passare delle
settimane, la difesa
del Wigan ha
migliorato le
proprie medie ma più
per frutto di un
atteggiamento più
attendista della
squadra che per
meriti reali del
reparto: ancora una
volta il titolare
fisso sarà Antolin
Alcaraz, reduce da
una stagione orrenda
e che non sembra
certo destinato ad
un grosso
miglioramento di
prestazioni. Con il
paraguaiano l’errore
di piazzamento e la
scelta sbagliata ad
aprire buchi
devastanti è sempre
dietro l’angolo. Il
settore offensivo è
stato decisamente
indebolito dalle
partenze dell’estate
e non ha alcuna
alternativa di
livello, con il
rischio di avere una
squadra ancora più
incapace di pungere
rispetto alle ultime
due stagioni.
L’undici titolare
sembra debole, ma la
consistenza della
panchina mette
davvero i brividi,
in particolare in
difesa: per
l’ennesimo anno, i
Latics non avranno
alcun terzino
sinistro da
utilizzare in caso
di assenza di Maynor
Figueroa.
Movimenti di
mercato: Prima o
poi doveva arrivare
il momento
dell’addio di
Charles N’Zogbia, a
cui si aggiunge
anche la partenza di
Tom Cleverley per
fine prestito: a
fronte dell’addio
dei due elementi più
vivaci della passata
stagione, in entrata
non si vede ancora
nessun volto nuovo e
questo può
indebolire in modo
decisivo una squadra
che peraltro è
reduce da una
salvezza per il
rotto della cuffia.
A parte il riscatto
di Ali Al Habsi,
portiere comunque
non così affidabile,
l’unico arrivo
riguarda David
Jones, giocatore
discreto ma se è
stato svincolato
senza problemi da
una squadra di pari
rango come il
Wolverhampton
qualche motivo ci
sarà pure. E’ vero
che l’immobilità di
mercato è un morbo
che ha colpito tante
squadre di Premier
League in
quest’estate, ma il
Wigan rischia di
pagarla più di tante
altre. Voto: 3
Possibile
formazione tipo
(4-3-3): Al
Habsi; Boyce,
Caldwell, Alcaraz,
Figueroa; McCarthy,
Watson, JONES;
Moses, Sammon,
Rodallega --- (Kirkland;
Stam, Adrian Lopez,
Golobart, Gohouri;
McArthur, Thomas,
Diamè; Jordi Gomez,
Di Santo, McManaman)
Alternative
tattiche: Il 4-3-3
tendente al 4-5-1 è
pressoché
interscambiabile con
il 4-2-3-1,
alternativa che
cambia in parte il
piazzamento degli
uomini a centrocampo
ma non più di tanto
lo stile di gioco.
Obiettivo
stagionale: Dopo
aver evitato in modo
sofferto e per certo
versi imprevisto la
salvezza, il grande
obiettivo rimane
identico: evitare il
ritorno in
Championship. Non
sarà facile
raggiungerlo con una
rosa che arriverà ai
nastri di partenza
decisamente
indebolita.
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Punti di forza:
Presumibilmente
Stephen Hunt non
avrà un lungo
periodo di stop come
nella scorsa
stagione e questo
potrebbe regalare al
Wolverhampton
un’ottima coppia di
esterni con Matt
Jarvis (uomo mercato
ma al momento
destinato a
rimanere), da
invertire
continuamente di
corsia:
principalmente i due
saranno utilizzati
nel versante opposto
rispetto al piede
preferito per
permettere loro di
rientrare e andare
al tiro, un po’ la
moda del calcio
moderno. Attenzione
però anche ad Adam
Hammill, che parte
da riserva ma che
potrebbe esplodere
alla sua prima
stagione a tempo
pieno al Molineux
visti i propri
numeri. In una
squadra che tante
volte finisce per
proporre un calcio
intenso di grande
corsa ma senza
troppa fantasia,
risulta fondamentale
l’apporto di Jamie
O’Hara,
centrocampista di
ottimo piede e corsa
che Mick McCarthy è
riuscito a
trattenere. Con
Roger Johnson la
difesa assume un
nuovo leader e
finalmente un
centrale di alto
livello: la qualità
della fase difensiva
potrebbe compiere un
sensibile passo
avanti. Steven
Fletcher ha chiuso
in grande crescendo
la passata stagione
che invece aveva
iniziato molto male:
Kevin Doyle potrebbe
finalmente avere un
appoggio importante
in attacco.
Punti deboli:
George Elokobi è
reduce da una
stagione quasi
miracolosa,
considerando anche
che non parliamo di
un calciatore di
grande qualità: ma
riuscirà a
ripetersi? Qualche
dubbio può esserci
sul difensore
centrale da
affiancare a Roger
Johnson: Christophe
Berra è calato
tantissimo nel
finale della passata
stagione tanto da
perdere il posto,
Jody Craddock sembra
in declino fisico
tanto che Mick
McCarthy ci ha messo
una vita prima di
decidere di
rinnovargli il
contratto (che era
in scadenza) e
allora il titolare
potrebbe essere
ancora Richard
Stearman,
decisamente poco
bravo nel
piazzamento e
tendente all’errore
grave. Sylvan
Ebanks-Blake ha
avuto un livello
migliore nella
scorsa stagione, ma
non può certo essere
lui l’unica
plausibile
alternativa in
attacco: addirittura
nella preseason s’è
visto McCarthy
riproporre Stefan
Maierhofer e
l’austriaco potrebbe
avere un’altra
chance.
Movimenti di
mercato: Pochi
colpi ma molto
buoni. Dorus De
Vries ha dimostrato
ampiamente allo
Swansea City di
essere un portiere
di alto livello e
potrebbe dare
sicurezza alla fase
difensiva, che ha
aggiunto un tassello
fondamentale in
Roger Johnson, un
vero e proprio
colpaccio visto che
l’ex Birmingham City
interessava a
squadre anche di
miglior rango dei
Wolves. Non vedrete
il suo nome in
“maiuscolo” nella
formazione tipo, ma
è un colpaccio anche
l’aver acquistato a
titolo definitivo
Jamie O’Hara dal
Tottenham.
Servirebbero però un
altro paio di
ritocchi, uno in
attacco e uno nel
settore dei terzini
per rendere completo
questo mercato.
Voto: 7
Possibile
formazione tipo
(4-4-2): DE
VRIES; Foley,
JOHNSON, Berra,
Elokobi; Hunt,
Henry, O’Hara,
Jarvis; Doyle,
Fletcher --- (Hennessey;
Zubar, Craddock,
Stearman, Ward;
Hammill, Guedioura,
Milijas, Kightly;
Ebanks-Blake, Keogh)
Alternative
tattiche: Il
4-4-2 è l’opzione
principale in un
certo tipo di
partite qualora sia
Kevin Doyle che
Stephen Fletcher
saranno disponibile:
è stato proposto una
decina di volte dal
primo minuto nella
passata Premier
League, compresi
match sulla carta
molto complicati
contro Chelsea (nel
match vinto al
Molineux) o
Liverpool. Molto
rilevante sarà però
l’utilizzo del
4-4-1-1, con
l’inserimento di un
altro centrocampista
e l’avanzamento di
qualche metro di
Jamie O’Hara.
Obiettivo
stagionale: A 10
minuti dalla fine
della passata
Premier League i
Wolves erano in zona
retrocessione: la
salvezza è arrivata
proprio sul filo di
lana e la speranza
di quest’anno per
Mick McCarthy è che
i suoi evitino le
tante ingenuità (in
particolare in
difesa) della scorsa
stagione, anche con
l’aiuto dei nuovi
arrivi. La squadra
sembra più forte,
con Hunt e O’Hara
che giocheranno già
dalle prime giornate
e con i due nuovi
acquisti, anche se
forse ci vorrebbe
qualche altro colpo
a completare la
rosa.
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