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    Gli Allenatori dei Mondiali Giappone - Corea del Sud
 


   Allenatori 1

   Camacho Metsu Troussier Hiddink Lemerre Schafer Sono Souyah


   Allenatori 2

   Bielsa Onigbinde Engel Sodemberg Guimares Romantsev  Eriksson Jozic


   Allenatori 3

 R. de Oliveira Olsen Trapattoni Arena Pua Sosa Milutinovic  Al Johar G. Jamarillo


   Allenatori 4

   Maldini Onaindia Waseige Voeller Gunes Scolari  McCarthy Katanec
  Antonio Luis Ribeiro de Oliveira | 10/06/1952 | Nazionalità: portoghese | Squadra: Portogallo

Ribeiro de Oliveira ha la grande fortuna di guidare la migliore generazione di giocatori lusitani da una quarantina d'anni a questa parte. Durante le qualificazioni il Portogallo ha mantenuto l'imbattibilità, e vanta elementi di enorme talento. Da calciatore è stato un centrocampista dal grande rendimento 107 reti in 228 partite di club con Porto, Betis Siviglia e Sporting Lisbona. Da allenatore è stato c.t. già nel 1994, subendo però l'esonero ed emigrando in Arabia Saudita come vice c.t. alle spalle di Carlos Queiroz (ex Sudafrica). In seguito, brevemente, è diventato responsabile della Nazionale asiatica, ma un nuovo esonero lo ha riportato in Patria in tempo per assumere di nuovo il ruolo di c.t. dopo gli Europei '96. 

  Morten Olsen | 14/08/1949 | Nazionalità: danese | Squadra: Danimarca

Morten Olsen ha una grande fortuna: gode del pieno appoggio della sua Federazione, che gli ha rinnovato il contratto prima ancora che fosse certa la qualificazione alla Coppa del Mondo. Questo grazie al carisma dell'allenatore, veterano delle panchine, e alla sua alleanza con la vecchia gloria del calcio locale, Michael Laudrup. Il gruppo, però, è in fase di rinnovamento e ha perso anche la sua chioccia, il portiere Peter Schmeichel che ha dato l'addio durante il girone di qualificazione. Da calciatore è stato uno dei più grandi della storia del calcio danese, al pari dei fratelli Laudrup (Michael è il suo vice): è stato Nazionale 102 volte segnando 4 reti, partecipando anche ai Mondiali 1986 sotto la guida del polacco Piontek.

  Giovanni Trapattoni | 17/03/1939 | Nazionalità: italiana | Squadra: Italia

Nel paese dove risiedono circa 45 milioni di commissari tecnici (e altri 12 milioni di persone non si interessano al calcio) lui è quello che ha vinto di più: in 28 anni sulle panchine d'Italia (e Germania, con il Bayern Monaco) ha vinto qualcosa come 18 titoli maggiori. In più, ha il merito di essersi seduto sulle tre panchine dei club più amati del Paese, Juventus, Milan e Inter, lasciando un segno nel cuore di tutti i tifosi. e' passato anche dalla Fiorentina e dal Cagliari, e anche lì è tuttora amato. Difficile immaginare un uomo migliore per sedere al comando degli Azzurri. Da Cusano Milanino a Tokyo il passo è breve, anche se ad accrescere le responsabilità del nostro c.t. c'è un fattore storico: vent'anni fa l'Italia ha vinto il suo ultimo Mondiale, e la gente crede nelle ricorrenze. Ma se non ci riesce il Trap, chi ce la può fare? Che buon profumo d’antico con Trapattoni! Non c’è stato ricambio generazionale tra gli allenatori, torna di moda il vecchio e gli azzurri vincono e convincono. Il pre-Sacchi ha preso il sopravvento e dopo la rivalutazione in campionato, finalmente anche la Nazionale, la squadra più amata dagli italiani, si è adeguata. Il Trap preferisce i giocatori al gioco e i Mondiali sono dietro l’angolo. Giappone aspettaci. A Bucarest mancavano due giocatori, Vieri e Totti, che sono in grado di cambiare l’assetto di qualsiasi squadra del pianeta, compresa la Francia campione del mondo e d’Europa, eppure l’Italia è riuscita a emergere grazie alle prodezze dei suoi campioni, messi nelle condizioni di rendere al meglio da chi campione non è. Il tanto bistrattato “gioco all’italiana”, lo stesso che portò gli azzurri di Bearzot a divertire nel 1978 in Argentina e a vincere in Spagna quattro anni più tardi, è stato coraggiosamente riscoperto da Trapattoni, l’unico allenatore italiano capace di rigenerarsi continuamente, di modernizzarsi pur rimanendo legato alla tradizione. Passa per difensivista, ma in realtà è un continuo innovatore (ricordate la Juventus di Rossi, Platini, Boniek e Bettega? La chiamereste catenacciara?) e soprattutto un grande psicologo per i suoi giocatori. La forte difesa Azzurra non difese e basta: è la base per consentire al centrocampo di lavorare meno dietro e creare di più per l'attacco al fulmicotone dell'Italia. Semplice no?

  Bruce Arena | 21/09/1948 | Nazionalità: americana | Squadra: USA

L'uomo del ponte - è nato a Brooklyn - guida gli Stati Uniti dall'ottobre 1998. Da calciatore ha giocato sempre negli Stati Uniti come professionista, raggiungendo anche una volta la Nazionale. Da allenatore ha guidato diversi College prima di approdare alla guida dell'Olimpica per i Giochi 1996. Al termine dell'esperienza assume l'incarico dei Washington D.C: vincendo due campionati e una Coppa dei Campioni della Concacaf. Tornato alla Nazionale, si qualifica per i Mondiali 2002 vincendo anche il campionato continentale (Gold Cup). 

 |  Victor Pua Sosa | 31/03/1956 | Nazionalità: uruguayana | Squadra: Uruguay

Victor Pua nel 1999 era commissario tecnico dell'Uruguay solamente ad interim. La sua Nazionale arrivò alla finale di Coppa America. Poi iniziò l'era Passarella, ma nel novembre 2000 tutti avevano già deciso che Pua doveva essere reintegrato. Così fu. Come allenatore, dal 1994 era già incaricato delle selezioni giovanili. E con l'Under 20, cinque anni fa, ha raggiunto la finale dei Mondiali di categoria. La sconfitta pattuita contro l'Argentina negò alla Celeste la gioia di un titolo mondiale. Che, secondo alcuni critici, potrebbe arrivare molto presto. L'Uruguay - campione nel 1930 e nel 1950 - è infatti indicato come una delle possibili sorprese di questo torneo. 

   Velibor Milutinovic | 07/09/1944 | Nazionalità: Yugoslavia | Squadra: Cina

Parte una controversia sulla data di nascita (almanacchi degli anni Sessanta e Settanta asseriscono che "Bora" è nato nel 1940), il personaggio è indiscutibile: Cinque qualificazioni ai Mondiali, cinque Nazionali diverse, ma anche cinque lingue. Questi sono i numeri del c.t. della Cina Bora Milutinovic, che ha portato Pechino per la prima volta nella storia alla Coppa del Mondo. Da allenatore è passato anche dall'Udinese - nove partite nel 1987/88 - prima di dedicarsi al ruolo di c.t. A dire il vero aveva già guidato per tre anni il Messico (1983/86), ma dal 1988 assume per due anni la guida della Costarica approdando a Italia '90. Tra il 1991 e il '94 tocca agli Stati Uniti, la Nigeria fino al 1998 e ora, appunto, la Cina. Tutte le sue squadre hanno sempre passato la prima fase, e ora la Cina sogna. Ma con Bora comunque vada è sempre un successo

   Nasser Al Joahar | 01/01/1948 | Nazionalità: saudita | Squadra: Arabia Saudita

E' alla guida della Nazionale per la seconda volta: la prima è stato messo da parte per i grandi nomi graditi al pubblico. Però in questo biennio ha centrato - a singhiozzo - la qualificazione dopo aver rilevato la panchina da Macala e da Santrac. L'ex tecnico di Al-Ahly e Al-Ittihad è al suo primo Mondiale. 

 |  Hernan Dario Gomez Jaramillo | 03/02/1956 | Nazionalità: colombiana | Squadra: Ecuador

El Bolillo, come è soprannominato, ha chiuso una buona carriera di calciatore - era un'ala - nel 1985 quando ha iniziato ad allenare le giovanili del Nacional di Medellin, la sua città natale. Tra l'87 e l'89 è promosso alla prima squadra come vice di Francisco Maturana. Nel 1990 esordisce come allenatore in prima ma segue anche Maturana in Nazionale, e dal 1994 al 1998 è c.t. della Colombia. Ha rilevato l'Ecuador portandolo alla storica qualificazione nel 1999. Questa per lui sarà la quarta partecipazione consecutiva ai Mondiali: nel 1990 e nel 1994 era vice di Maturana, nel 1998 come detto era c.t. ed ora è all'esordio da "straniero". Uomo dal carattere forte, è in perenne, aspro contrasto con i dirigenti della Federcalcio di Quito. E queste liti non lo rendono ben gradito al pubblico. A maggio dell'anno scorso è stato aggredito a colpi di pistola in un albergo di Guayaquil: non aveva convocato il figlio dell'ex presidente della Repubblica. Si dimise, ma fu riconvocato a furor di giocatori.   

 

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