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Premessa |
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Il
new calcio viene da Cittadella, piccolo comune nel padovano. E il suo
profeta è Ezio Glerean, capace di portare in pochi anni un gruppo di
giocatori dai dilettanti alla Serie B con un gioco ultra-offensivo. Un
modulo che di fatto schiera quattro attaccanti di ruolo e che produce
sempre partite piacevoli qualunque sia e comunque giochi l'avversario
che sta di fronte. Un calcio nuovo, ma che sa molto di antico, perchè
si basa sulla specializzazione dei ruoli, in controtendenza rispetto
alle ultime evoluzioni tattiche. E che lascia giocare gli avversari. Ma
come si schiera in campo il Cittadella? In parte ce lo ha spiegato Mr
Glerean, nell'intervista che ci ha concesso. Qui aggiungiamo le
impressioni che abbiamo avuto osservando i veneti all'Euganeo contro
l'Empoli |
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Difesa |
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Turato
a destra, Zanon centrale e Cinetto a sinistra. Disposti rigorosamente a
zona, i tre difensori sono tutti molto veloci. Fino a trequarti
campo giocano alti, cercando anche il fuorigioco. Nessuno di loro si
sgancia oltre la metà campo, a parte in occasione dei calci piazzati |
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Centrocampo |
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Migliorini
gioca al centro, aiutato a destra da Giacomin e a sinistra da Mazzoleni.
I tre centrocampisti sono molto vicini in partenza e quando sono in
possesso di palla giocano tutti sulla stessa linea. In fase
difensiva i due esterni a volte scalano in fascia. |
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Attacco |
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Ghirardello
è la torre centrale. Scarpa e Rimondini (o Sturba) i due esterni. In
genere Scarpa parte da destra e Rimondini da sinistra, ma i due si
scambiano la posizione diverse volte durante la partita. Agli attaccanti
esterni tocca il maggior lavoro di rientro in copertura. Quello che è
innovativo nel sistema di Glerean è che gli esterni non giocano larghi
come per esempio nel modulo dell'Ajax, ma i loro movimenti offensivi
sono quasi sempre a stringere verso il centro. Caverzan
: è l'uomo chiave della squadra. È il giocatore di maggior qualità,
attraverso cui passa il gioco. È l'unico, nello schema di Glerean, che
gode di libertà assoluta in campo. La posizione di partenza è centrale
dietro la torre Ghiradello, molto vicino a lui. Da qui si inserisce negli
spazi che creano i tre attaccanti, oppure torna a centrocampo (a
volte fino al limite dell'area), per avviare l'azione. |
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Come attacca |
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Il credo è quello della profondità. Che fa rima con velocità.
Si cerca subito la verticalizzazione, si attacca sempre per linee
verticali. Ignorate le fasce laterali, i difensori e i centrocampisti
cercano subito la torre Ghirardello, con gli altri tre attaccanti che gli
girano intorno. Caverzan è l'ispiratore di ogni manovra, ma anche il
primo beneficiario degli spazi che si creano. |
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Come si difende |
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Tutti parlano delle quattro punte, ma chi segue sempre il
Cittadella è pronto a decantare le lodi alla difesa. In effetti, pur
trovandosi spesso in parità, se non inferiorità numerica, i difensori
riescono sempre a chiudere gli spazi grazie ai movimenti dei "tre
liberi" (così li intende Glerean), agevolati nel compito dai
centrocampisti, abili a portare l'azione verso l'esterno |
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Calci piazzati |
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Sia quando sono a favore che quando sono contro, i giocatori
del Cittadella presidiano in massa l'area piccola. Al suo arrivo in
Italia, Van Basten si meravigliò di come "le squadre italiane tengono 4-5
uomini fissi in difesa anche quando tutta la squadra avversaria è
rintanata ai limiti dell'area". Questo con il Cittadella non succede
e ogni esecuzione da fermo è potenzialmente molto più pericolosa. |
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L'intervista |
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Mr Glerean, come è arrivato a questo modulo di gioco? A quali
squadre si è ispirato? Questo modulo è il risultato di tanti
anni di sperimentazioni, partiti da un gruppo di giocatori che avevo
a San Donà, alcuni dei quali sono adesso a Cittadella. Allora avevo
a disposizione degli attaccanti molto bravi, tecnicamente superiori
considerando la categoria. Da qui e da alcune esperienze che ho
fatto osservando il calcio estero è nata l'idea di giocare con 4
attaccanti fissi. Le squadre da cui ho tratto maggiori insegnamenti
sono soprattutto l'Ajax e l'Auxerre di qualche anno fa. - Ritiene
che ad alto livello questo modulo sia applicabile o richiede
correttivi? È una domanda che mi viene ripetuta tutti gli anni.
In C2 mi dicevano che in C1 non sarebbe stato possibile, in C1 che
avremmo dovuto cambiare una volta promossi in B... In serie A non ci
sono mai stato quindi non posso esprimermi. Comunque ogni
avversario richiede i suoi accorgimenti Ci sono state delle
differenze nell'applicazione del modulo passando dalla C alla B?
Ogni anno ci sono delle differenze, ogni partita cerchiamo di
migliorare qualcosa. Il punto su cui stiamo esercitando maggior
impegno in questo inizio di stagione è quello delle chiusure
difensive, dove cerchiamo di migliorare la rapidità nello scalare le
posizioni. - Quali sono i punti forti e quali invece i rischi di
questo modulo? Giocando con 4 uomini dediti quasi esclusivamente
alla fase offensiva costruiamo molte palle-gol e obblighiamo gli
avversari a preoccuparsi di noi. D'altro canto concediamo qualcosa
sulle fasce laterali, dove cerchiamo di portare gli avversari che
attaccno, per avere il tempo di chiudere. Ci spiega in dettaglio
come devono muoversi i reparti? I difensori devono concentrarsi
su quello che avviene nella nostra metà campo. Non devono seguire
l'uomo ma giocare come reparto. E come se giocassimo con tre liberi
dietro, ognuno dei quali deve presidiare la sua zona. Anche ai
centrocampisti chiedo principalmente un lavoro di interdizione. Se
sono bravi a giocare di posizione faticano meno, anche se ovviamente
devono coprire una zona più ampia di campo rispetto a difensori e
attaccanti, quindi devono possedere qualità dinamiche. Gli
attaccanti esterni infine devono essere abili finalizzatori più che
andare sul fondo alla ricerca del cross. I loro movimenti devono
essere alla ricerca della profondità immediata, più che ad
allargarsi per aprire il gioco. Il centravanti invece deve fare la
boa ed essere bravo a giocare di sponda. Per il suo ruolo è
importante la prestanza fisica. - L'uomo chiave di questo sistema
è Caverzan? Lui è l'unico giocatore libero di muoversi ovunque
per il campo. E con la sua intelligenza e tecnica riesce a creare
situazione di superiorità numerica e a infilarsi negli spazi che
creano gli attaccanti. - Quanto è importante la condizione fisica
nell'applicazione di questo modulo? Più che di condizione fisica
è importante la condizione psico - fisica. Bisogna stare concentrati
per tutto la partita per riuscire a stare corti in campo ed eseguire
bene i movimenti di squadra. Finora abbiamo difettato proprio in
questo. Nell'ultima partita con l'Empoli siamo spariti nella ripresa
dopo un ottimo primo tempo. In altre occasioni era successo il
contrario. Ma non si tratta dell'incapacità di reggere certi ritmi,
in quanto il dispendio di energie richieste non è particolarmente
elevato, piuttosto della capacità di riuscire a mantenere alta
l'attenzione per garantire i sincronismi nei movimenti |
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