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Canale
Preparazione dei Portieri |
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Evoluz. delle capacità elastiche -
espl. e di comb.e accopp. nel salto vert. dei
giovani portieri
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Autore: Giacomo Martone
- Fonte: AIAC |
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Premessa
L'obiettivo di questa ricerca è quello di evidenziare
come evolvono le capacità di salto durante
l'accrescimento e di evidenziare, qualora vengano
trovati, i parametri che possono risultare più
influenzabili con l'allenamento secondo il grado di
maturazione psico-ficica. I dati numerici sono stati
rilevati mediante l'Ergojump di Bosco ed i test
somministrati sono stati i seguenti: SJ (Squat Jump) e
CMJ (Counter Movement Jump) secondo la tecnica classica
(Bosco, 1992) e il CMJ con le mani e busto "liberi" (CMJ
m.e b.l.) . Descrizione.
Durante il mio ultimo anno di insegnamento (94-95)
presso il Centro Calcio federale dell'Acquacetosa (dove
oltre ad essere il responsabile della scuola portieri,
svolgevo anche il ruolo di coordinatore dell'attività di
ricerca scientifica), durante l'anno successivo presso
l'A.S.Lodigiani e negli anni successivi presso il Savio
Calcio di Roma, ho somministrato ai miei giovani
portieri i test sopra elencati. Alcuni portieri, alla
fine del 4°anno presso il Centro Calcio federale, sono
stati nuovamente testati presso la società Acquacetosa
Calcio di Roma. In base ha quanto detto, ho cercato di
individuare alcuni aspetti caratteristici
dell'evoluzione delle capacità condizionali e (per la
capacità di combinazione ed accoppiamento) coordinative
di alcuni giovani portieri. Premetto che solo pochi
allievi sono stati seguiti senza soluzione di
continuità, mentre altri dati sono stati utilizzati per
un confronto trasversale. |
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Elementi valutati 1 |
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1.
Un dato abbastanza interessante riguarda i portieri di 11 e 12 anni:
i valori medi assoluti dei test condizionali diminuiscono nel corso
del periodo invernale rispetto ai valori di inizio campionato così
come accade nei giocatori adulti, vedi tabella 1 |
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Test
condizionali |
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Tab. 1 |
Inizio
campionato |
Febbraio |
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SJ |
CMJ |
SJ |
CMJ |
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età 11 anni |
cm 22,7 |
cm 25,6 |
cm 21,4 |
cm 21,3 |
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età 12 anni |
cm 21,6 |
cm 25,3 |
cm 20,4 |
cm 24,8 |
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Elementi valutati 2 |
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2.
Durante la fase invernale, nonostante la diminuzione dei valori medi
di SJ e CMJ, si è sempre evidenziato un aumento dell'indice
coordinativo (differenza tra CMJ m. e b.l. e CMJ), vedi tabella 2 |
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Aumento indice
coordinativo |
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Tab. 2 |
Inizio
campionato |
Febbraio |
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età 11 anni |
cm 5 |
cm 5,4 |
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età 12 anni |
cm 3 |
cm 3,7 |
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età 13 anni |
cm 4,2 |
cm 4,9 |
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Elementi
valutati 2 |
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3.
I valori di elasticità dati dalla differenza tra CMJ e SJ sono molto
bassi ad 11 anni e tendono a migliorare a 12 e 13 anni, vedi tabella
3. 4. I valori medi dell'indice coordinativo sono maggiori a 11
anni, peggiorano sensibilmente a 12 anni per poi aumentare
nuovamente a 13 (vedi valori tabella 2). 5. Dai 12 ai 13 anni si
manifesta un marcatissimo aumento dei valori medi dei tre test dal
15 al 20% circa |
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Valori di
elasticità |
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Tab. 3 |
Inizio
campionato |
Febbraio |
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età 11 anni |
cm 1,9 |
cm 2,9 |
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età 12 anni |
cm 3,7 |
cm 4,4 |
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età 13 anni |
cm 4,4 |
cm 5,5 |
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Discussione |
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1.
La diminuzione delle capacità di salto durante la fase invernale del
campionato è probabilmente da riferirsi all'influenza dei terreni di
gioco più "pesanti", che aumentano i tempi di appoggio, provocano
una diminuzione del rendimento delle capacità esplosive - elastiche
della muscolatura propulsiva degli arti inferiori ( Marella, 1999).
Considerando che la zona antistante la porta è spesso più infangata,
il calo prestativo potrebbe risultare ancora più evidente per i
giovani portieri che tendono a stazionare maggiormente nelle
immediate vicinanze della porta. Si deve anche considerare che, per
i giovani portieri, gli allenamenti tecnici vengono svolti
generalmente su superfici morbide "capaci di attutire l'impatto al
suolo per non creare preclusioni a livello psicologico " (G.Martone,
Aspetti psicologici e didattici del giovane portiere, Notiziario
S.T.,n.2/97) e infatti "appare alquanto problematico invogliare un
bambino a tuffarsi di nuovo se in precedenza ha subito traumi".
Queste stesse superfici tendono però ad aumentare i tempi di
appoggio al suolo e possono pregiudicare il rendimento delle
capacità esplosive classiche degli arti inferiori. Per quanto
sopracitato, nelle mie sedute dio allenamento con giovani portieri
uso molto raramente la buca di sabbia (specialmente con campi
pesanti) ma utilizzo con maggiore frequenza paracadute o tappeti che
posso posizionare su qualsiasi superficie o parte del campo (più
asciutta), in modo tale che il tempo di appoggio del piede di stacco
non risulti troppo lungo.
2. La metodologia adottata per l'allenamento dei giovani portieri,
in linea con le recenti indicazioni metodologiche, è mista ma ad
alta percentuale induttiva. Da un punto di vista prettamente
classificativo il metodo di cui mi avvalgo è quello
dell'assegnazione dei compiti. E' necessario, però, precisare che la
sua applicazione all'interno dei metodi deduttivi si riferisce
esclusivamente all'organizzazione dell'attività (circuito, stazioni
- Martone, Notiziario S.T.n.2/97,n.3/92, n.3/94) . "Bisognerà perciò
ricorrere a metodologie di lavoro che favoriscano lo sviluppo
generale della motricità, ampliando la base delle possibilità,
proponendo esperienze di tipo polisportivo a valenza multiforme "(D.Ottavio,
La prestazione del giovane calciatore, pag. 26), quindi la didattica
dovrà essere abbastanza multilaterale ed impostata sullo sviluppo
delle capacità coordinative che attraversano una fase sensibile
proprio tra i 7 e gli 11 anni anzi, secondo alcuni autori ( Farfel,
1959, Stemmler, 1977, Winter Grassalet, 1969), circa il 75%
dell'intero sviluppo della destrezza (intesa come insieme delle
capacità coordinative) nei soggetti di sesso maschile viene
raggiunto a 12 anni (Winter, 1984). Questo tipo di impostazione
metodologica, nonostante un calo generale delle prestazioni di
forza, ha permesso, comunque, un miglioramento delle prestazioni
coordinative. 3. Secondo alcuni studi fatti su giovani sollevatori
di pesi, il tessuto tendineo, formato da collagene rigido, si adatta
con gradualità all'azione della forza muscolare che deve trasmettere
allo scheletro (K.Tittel,1990). Per quanto riguarda l'evoluzione
dell'influenza del riflesso mioatico nei salti con contromovoimento,
non ho trovato riferimenti bibliografici. Pertanto, posso trarre
delle supposizioni sui soli aspetti riferiti agli elementi elastici
in parallelo. Dai dati rilevati si potrebbe ipotizzare che fino agli
11 anni il tessuto tendineo non sia ancora bene adattato alle
sollecitazioni di forza esplosiva-elastica e che il riuso elastico
inizi ad essere più influente a 12 anni. 4. Come visto in
precedenza, le capacità coordinative attraversano un periodo
sensibile fino agli 11 anni, "dopo i 12 anni, di regola, c'è un
periodo di minor dinamica in questo sviluppo ed una stasi parziale
"(Winter, 1984). Altri autori indicano i 12 anni come limite della
fase sensibile per le capacità coordinative "in quanto, dopo questa
fase, il loro incremento appare più lento, ovvero gli stimoli di
adattamento non provocano risposte adeguate" (D'Ottavio, 1994).
Inoltre, con l'inizio della fase prepuberale, caratterizzata da una
fase di intenso accrescimento morfologico, gli schemi posturali e
motori devono essere ristrutturati e ciò può provocare un calo del
rendimento coordinativo e tecnico. Queste premesse potrebbero
giustificare il calo delle prestazioni delle capacità di
combinazione ed accoppiamento che risulta fondamentale nella
valutazione dell'indice coordinativo".
5. Il marcati aumento delle capacità di forza esplosiva - elastica,
oltre che da un miglioramento della coordinazione intramuscolare
(reclutamento e sincronizzazione), dovrebbe essere provocato
dall'aumento dell'increzione (sevrezione) di alcuni ormoni
(tiroxina, somatropo e, principalmente, testosterone) che
diventeranno poi estremamente attivi, reagendo sensibilmente alle
sollecitazioni fisiche nel periodo puberale (Kittel, 1990). |
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Conclusioni |
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Durante il periodo evolutivo si evidenziano delle fasi di
alternanza nel miglioramento delle capacità di salto che
possono essere definite fisiologiche e che spesso non possono
essere riconducibili ad un periodo cronologico ben specifico, in
quanto i processi di maturazione biologica seguono ritmi
individuali. L'allenatore deve sempre tener presente questi
aspetti sia per impostare il lavoro (sempre secondo le esigenze
psico-fisiche degli allievi ed il grado di maturazione
biologica), sia per non incorrere in erronee conclusioni qualora
si verifichino improvvisi cali prestativi degli aspetti
tecnico-coordinativi che potrebbero coincidere con fasi più
veloci di crescita morfologica. Si deve, inoltre, considerare
che gli aspetti climatici possono influenzare più o meno
negativamente le capacità di salto; perciò nella valutazione
della forza esplosiva durante il periodo invernale,
caratterizzato da campi pesanti, dato che il tempo di appoggio
al suolo tende ad aumentare, si potrà verificare,
conseguentemente, una diminuzione delle capacità di salto.
Alcuni autori (Tihani, Apor, Ferkete, 1983) hanno riscontrato
tempi di appoggio minori negli atleti con percentuali elevate di
fibre rapide, perciò questo tipo di atleti "ha bisogno di
traiettorie di accelerazione del baricentro più brevi nello
stacco e, di conseguenza, tempi di appoggio più brevi "(G.Voss,
T.Kreuse,1992). I portieri, che dovrebbero essere i calciatori
con la percentuale più alta di FT, potrebbero perciò subire
maggiormente l'influenza negativa dei campi pesanti. A volte gli
aspetti che influenzano un salto (che per i portieri si tramuta
in un tuffo) vengono valutati complessivamente, ma ci sono
molteplici variabili da valutare: forza esplosiva, forze
elastiche, aspetti coordinativi e biomeccanici (Bosco, 1992).
Una valutazione globale potrebbe non dare delle giuste indicazioni
per individuare carenze di uno dei quattro aspetti appena elencati
e, conseguentemente, l'intervento non sarebbe specifico. Pertanto è
consigliabile valutare i quattro parametri separatamente. |
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