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  + -  Canale Preparazione dei Portieri
      Portieri di notte  
 

Autore: Lorenzo Gottardi

Quando si è a tavola per pranzare e si hanno le posate alla propria destra, è incoerente prendere le stesse con la mano sinistra e mangiare utilizzando appunto la mano sbagliata. Per chi non è mancino di natura questo atteggiamento è per l'appunto innaturale e faticoso. Lo scopo è arrivare all'obiettivo facendo meno fatica e meno danni possibili. E' vero che ci si abitua a tutto e quindi anche ad usare una parte del corpo che dovrebbe essere destinata ad un altro ruolo, però è altresì vero che la logica e l'istinto ci impongono un corretto uso delle parti del corpo. Un biologo vissuto alla fine del 1700 (August Brummel) sosteneva che 10 uomini usando la testa per spingere un portone di 1000 chilogrammi, lo avrebbero aperto facendo meno fatica di 10 uomini che lo spingevano con la forza delle braccia. Non fu difficile smascherare l'assurda teoria di Brummel, poiché coloro che provarono si ritrovarono con un forte mal di testa e senza ottenere i risultati sperati mentre coloro che usarono la parte del corpo più indicata e ovvia per eseguire tale prova (le braccia) non ebbero nessuna difficoltà per riuscirci. Trasmettendo questa logica elementare nello sport e precisamente nel calcio, possiamo vedere che quasi sempre si tende a sbagliare facendo usare le parti del corpo in maniera errata; in tal senso è importante capire come fare per ottenere i migliori risultati con il giusto sforzo e senza cadere in pratiche errate. Prendiamo ad esempio il portiere, colui che ricopre un ruolo difficile e fondamentale per la squadra. Il compito del portiere è ovviamente quello di evitare il più possibile che i palloni calciati dagli avversari entrino indisturbati in porta. Spesso, anzi quasi sempre, non ci si cura affatto di come il portiere para i tiri, l'importante è non prendere gol, in che modo non conta, basta evitare che il pallone raggiunga la rete. Con questa stupida teoria, molti portieri, a cui è stato insegnato erroneamente che l'importante è parare, usano metodi improbabili e invalidi e perciò tecnicamente improduttivi; allora è facile notare alcune parate con i piedi dove invece ci si arriverebbe più facilmente con le mani, altre respinte di pugno dove invece sarebbe più naturale bloccare il pallone e ancora tante situazioni ove i portieri si "complicano" la vita da soli, dando così origine ad errori di valutazione. Vi sono tecniche importanti per fare capire ad un portiere come ottenere il miglior risultato dal minimo sforzo ma stranamente queste tecniche non vengono prese in considerazione. Cercherò con poche parole semplici di farvi capire il perchè. Il corpo umano è una macchina sensibile e perfetta e fino a qui nulla di nuovo ma per fare funzionare bene una macchina occorrono mani esperte e altrettanto esperti studiosi di meccanica, di ingegneria, di elettronica ed altro ancora; è pertanto improbabile che un riparatore di gomme sia in grado di fare sempre funzionare al meglio il motore, l'impianto elettrico, riparare gli urti sulla carrozzeria. Nello stesso modo è piuttosto difficile se non impossibile che un allenatore di portieri possa essere anche esperto conoscitore del corpo umano e che conosca perfettamente la natura biologica e pratica di ogni muscolo. Solitamente l'allenatore dei portieri è a sua volta un ex portiere, oppure un ex istruttore di educazione fisica, o addirittura nulla di tutto ciò, solo un ex giocatore e a volte nemmeno quello. Oltre a questa semplice considerazione, rimane anche un altro quesito ed è molto importante. Se anche un allenatore di portiere è a conoscenza delle nozioni di base del corpo umano, come può fare ad abbinare le due cose, cioè unire la conoscenza del corpo umano al tipo di allenamento da eseguire? Come fa ad insegnare la giusta tecnica ad un altro giovane portiere? O meglio, come può trasformare le sue conoscenze in "tecnica della parata"? Non lo fa, principalmente perchè non è uso allenare i portieri in questo modo, in secondo luogo perchè i pochi che sanno come fare non vengono interpellati e tutto ciò perchè ci si è ormai abituati a prendere le posate che si trovano a destra con la mano sinistra. Ci si è adattati ad un sistema fallibile e improduttivo dove il portiere non è più giudicato in base alla propria tecnica ma viene giudicato in base ai miracoli che riesce a compiere durante una partita, poichè parare un tiro essendo privo di tecnica è un vero e proprio miracolo. Vediamo sempre più di frequente portieri che parano tiri potenti ma che si fanno passare il pallone tra le gambe, oppure che escono alla ricerca di farfalle durante un traversone e ancora si tuffano a sacco e a mezz'aria mentre il pallone entra tranquillamente in rete passandogli sotto mentre loro vanno troppo oltre. Queste situazioni non sono dovute allo stato di forma del portiere, che magari ha lavorato duro in senso fisico ed è pronto a qualsiasi evenienza, è dovuto "solo" ad una mancanza di tecnica. In maniera analoga, anche se un uomo ha una tale forza fisica da tirare su un bilanciere con sopra 4 quintali ma nessuno gli insegna la tecnica, o non riesce nemmeno a spostarlo, o si spacca la schiena inutilmente. E' come essere proprietari di un meraviglioso paio di sci ma non sapere sciare e se si chiede insegnamento a qualcuno che a sua volta ha sciato, è probabilissimo che "se" e ribadisco "se" impariamo raccogliamo anche tutte le sue pecche e i suoi difetti, ma se ci rivolgiamo ad un istruttore tecnico, difficilmente partiremo con il piede sbagliato. Per concludere. è difficilissimo trovare un allenatore di portieri che sia anche tecnico, poiché ciò vorrebbe dire approfondire certi studi per molti anni, spendere tempo sui libri oltre che sui campi e siccome sappiamo molto bene che il tempo è denaro, le società calcistiche si accontentano di coloro che, bene o male, insegnano (se così si può dire) ai giovani portieri quello che a loro volta hanno imparato, trasmettendo una serie di errori e di improbabili teorie che però sono ormai diventate di uso comune. In Italia si contano sulle dita di una mano i preparatori di portieri che possono definirsi tali e, gioco della sorte, non sono nemmeno tenuti in considerazione dalle importanti società e più andiamo avanti e più ci si rende conto che invece di portieri si creano portinai, ma forse quello che più conta è tacere ed aspettare che qualcuno si svegli e che capisca dove stiamo andando, poichè oggi come oggi non vengono sfruttate appieno le potenzialità dell'essere umano, portieri compresi..

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