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Osservazioni
iniziali |
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Cosa avviene nella mente di un portiere durante l’apprendimento e
l’esecuzione di un gesto tecnico? Cosa fa la differenza tra
l’esperto ed il debuttante? Come motivare l’apprendimento? Quali
forme di esercitazioni scegliere?: |
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Chiarezza in testa, coraggio nello spirito e forza nelle gambe e nelle
braccia |
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Le differenze nei risultati e nell'effetto d'apprendimento sono fortemente influenzate dai processi di percezione e di anticipazione (processi cognitivi).
Ciò vuol dire che, accanto alla tecnica ed alla condizione fisica, anche i presupposti cognitivi rappresentano un punto basilare dell'attività sportiva inerente il ruolo del giovane portiere di calcio. Secondo Hotz
(1985,13) "la tecnica sportiva è difficile da acquisire, ma in
rapporto alle esigenze della competizione, è un gioco da ragazzi".
Le funzioni delle capacità cognitive possono essere definite come i
presupposti che permettono di percepire le situazioni attraverso i
processi di elaborazioni delle informazioni, di anticipare le
soluzioni adeguate alla situazione per poi eseguirle e valutarle con
l'intervento delle capacità coordinative e condizionali. |
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Informazioni essenziali al
gesto tecnico (capacità cognitive). |
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Qual è l'informazione essenziale riferita al proprio io e
all'ambiente che un portiere deve elaborare per realizzare un
intervento tecnico?Il problema mio di allenatore nel contesto delle
capacità cognitive è il seguente: se i processi cognitivi registrano
le informazioni, le elaborano,le collegano e le trasformano, in
primo luogo ci deve interessare il contenuto del gesto motorio. Per
la pratica quindi non è ne' sensato ne' utile parlare di capacità
d'osservazione o d'anticipazione, se contemporaneamente non si può
definire in modo concreto cosa bisogna osservare e anticipare. Una
condizione indispensabile è il contenuto informativo e quindi le
nozioni sulla situazione e le competenze cognitive. Nell'allenamento
dei giovani portieri ciò risulta opportunamente collegato con i
concetti di tecnica e tattica. La tecnica è stata spesso, e troppo a
lungo, ridotta alla semplice esecuzione gestuale. Esercizi
sviluppati solo in situazioni chiuse o in analitico e soltanto
perché fanno parte del corredo classico dell'eserciziario del
portiere quando proprio gli esercizi dovrebbero essere fulcro di una
ricerca scientifica e approfondita. Ed è per questo che spesso
giovani portieri sono allenati con forme di esercitazioni poco
adatte alle reali situazioni di gioco che spesso non trovano
riferimento alcuno in rapporto alle esigenze della competizione. |
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Esempi |
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Le figure illustrano due di una lunghissime serie di esercizi che sviluppo in situazioni di gioco con vari riferimenti di tipo coordinativo, tecnico e tattico. Non solo, ma l'aspetto importante che ritengo di fondamentale importanza è che nel riprodurre le situazioni di gioco bisogna abituare i portieri stessi a calciare in porta e sviluppare quanto più è possibile interventi con palla in movimento (spesso i portieri vengono allenati su tiri con palla ferma ciò che in partita capita solo in occasioni particolari e non riferite al normale sviluppo di gioco). Nell'esercizio n°1 il portiere (P) è chiamato ad un intervento su un attaccante che ha a disposizione due tocchi: uno per entrare nei 5m e l'altro per tirare. Idem per la stessa situazione che si sviluppa sui 16m con P' in porta e l'attaccante (A') che ha a disposizione due tocchi. In questo caso (come in tanti altri esercizi simili) abituiamo il portiere al pensiero tattico e alla lettura della situazione che si sviluppa (il portiere deve scegliere la strategia più idonea in base al movimento della palla, alla velocità, alla distanza, al piede portante, ecc.).Questo mi consente di poter ulteriormente dire che partendo da prestazioni percettive osservabili bisogna dedurre le informazioni
necessarie. L'allenatore deve conoscere le informazioni, saper richiamare l'attenzione del portiere sugli aspetti fondamentali e saper proporre modelli di interpretazione adeguati.
L'esercizio n°2 è uno di quelli che appartiene al patrimonio della pallavolo disciplina sportiva che ha dei transfert di notevole spessore per le nostre applicazioni. Con questo esercizio (con le opportune modifiche) i pallavolisti allenano la ricezione!
Il nostro portiere in porta ha 3 riferimenti, ma solo uno ha l'informazione portante perché dovrà parare il pallone che viaggia da solo. Al segnale A' calcia verso il suo palo corrispondente, A''' farà la stessa cosa e A'' sceglierà di tirare a dx o a sx. I tre calciano contemporaneamente e P dovrà parare quel pallone che sarà opposto a quello tirato da A''. Immaginate che tipo di lettura del contesto piede palla dovrà fare il portiere e non solo, ma cercare di parare poi un pallone che vedrà solo quando è partito. Sarà una cosa da intense sollecitazioni. Qui ritrovano applicazioni tecniche, coordinative e di lettura. Come vi sembra? Per una migliore comprensione dei contenuti cognitivi è quindi importante problematizzare le situazioni d'apprendimento con un comportamento adeguato da parte di noi allenatori. Ciò significa mostrare al portiere che la sua capacità d'intervento e la qualità dell'intervento stesso sono influenzabili grazie ai processi cognitivi. Le procedure possibili sono:
- Compiti d'osservazione (come fai a capire quello che da lì a poco intende fare l'attaccante se un cross o tiro in porta?)
- Descrizione delle osservazioni (a cosa presti maggiormente attenzione nella fase che precede l'intervento e durante l'esecuzione stessa?)
- Esperienza per contrasti (quale sostanziale differenza avverti nell'uscire in presa alta su un pallone staccando a piedi pari e staccando su un solo piede?).
L'apprendimento motorio è basato su situazioni globali e parte quindi dal principio che i maggiori progressi nella prestazione e nell'apprendimento si ottengono tenendo conto dell'unità e delle
correlazioni tra gli aspetti condizionali,coordinativi, cognitivi,
emotivi, accentuandoli al momento opportuno
(figura
3).
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Conclusioni |
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Apprendere non è mai diventare capaci di ripetere lo stesso gesto,
ma fornire con mezzi diversi una risposta adatta alla situazione. E'
la situazione e non solo l'istruzione che insegna. Bisogna quindi
esaminare la scelta degli esercizi per valutare il loro effetto
anche sullo sviluppo cognitivo del portiere. Fino a quando manca un
vero modello d'orientamento, i processi cognitivi sono abbandonati a
sé stessi. E' una situazione di transizione. E' solo grazie ad un
orientamento verso degli aspetti determinanti (es. l'anticipazione)
ed un corrispondente controllo, che il caso lascia progressivamente
il posto al metodo. |
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L'Autore |
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Prof.
Salvatore Capuano * Nella sua carriera di giocatore ha militato in diverse squadre tra cui: Succivo (promozione), Montesarchio (prom.), Grumese (Serie D), Aversa (Serie D), Giovani Lauro (Serie D), Afragola
(Serie C2).
Possiede i seguenti attestati: ISEF, IGC, Formatore Nazionale Giocosport calcio 1° e 2° livello, CONI IEI multimdiale 1° e 2° livello, Centro Pilota Regionale Lombardia per la Società Vigevano, Stage a Milanello per conto dell' A.C. Milan con Seno e Burrell Stag. Sport. 1998/99, Raduni Nazionali FIGC a Valle Pellice (1998), Coverciano (1994), Ostia (1996) e Cavalese (1991) e raduno CONI a Sanpellegrino
Terme (1995). |
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