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  + -   Canale Preparazione dei Portieri
   Attacco alla Palla? Attacco alla palla!
   Autore: Sergio Rossi
   

Per quanto mi è stato possibile, ritengo di essermi informato in modo sufficiente, soprattutto dal punto di vista quantitativo, per poter chiedermi che cosa sia l'attacco alla palla. La mia conclusione è che non ho trovato risposta e quando anche questa mi viene fornita nell'articolo, nel libro o nella Conferenza, la ritengo insoddisfacente o addirittura errata per l'obiettivo che si desidera raggiungere. Ironizzando un po, dal mio punto di vista, questo indirizzo metodologico chiamato "attacco alla palla" andrebbe indicato al plurale...
Cos'è l'attacco alla palla? Una filosofia? In qualche articolo ho avuto questa sensazione perché si parla di posizione di partenza (cioè dove il portiere si colloca nel contesto campo/avversari/compagni), di "chiudere gli spazi" e "tagliare in avanti su tiri da fuori area". Quindi sarebbe un insieme di questi concetti.
Qualcun altro aggiunge anche la tecnica di attacco del portiere che, secondo quanto rilevato tramite gli scouting, raggiunge un numero rilevante di interventi, anche oltre i 30 per intenderci...
Ed ancora c'è chi si limita al singolo "attacco alla palla" in occasione di 1 contro 1 e tiri da fuori area. Quest'ultimo elemento l'ho riscontato in tutti gli autori, almeno quelli che ho avuto occasione di leggere. Personalmente l'ho quindi interpretato come il "nocciolo centrale", la chiave di lettura anche della presunta filosofia.
La giustificazione del taglio in avanti viene presentata agli allievi (ed ai preparatori di portieri) più o meno in questo modo:
portiere e preparatore di fronte a 3-4 metri di distanza; il preparatore lancia la palla ed il portiere esegue il tuffo cercando la traiettoria laterale. Si ripete il lancio ma stavolta, al portiere, viene chiesto di tagliare in avanti, normalmente tra i 40 ed i 50 gradi. Conclusione: viene posto in evidenza che, con il secondo comportamento, il portiere arriva prima sulla palla e "copre" uno spazio posteriore maggiore. Oltre all'impatto visivo, viene fornita una giustificazione scientifica basata sulla geometria Euclidea. Ergo, ne consegue che è giusto/logico/corretto tagliare in avanti. Attenzione, concordo perfettamente sino a questo punto pur facendo rilevare che, nella traiettoria piatta, si dispone di maggior tempo dovendo il pallone percorrere più spazio. Si guadagna spazio e anticipo di contatto sulla palla ma si perde tempo per l'intervento.
Paradosso
Accantono un attimo questo argomento e mi sposto verso un'ottica diversa. Negli anni 30 del XX secolo, un fisico propose un esperimento che dimostra come l'oggettività non esiste: è il famoso gatto di Schroedingen. Propose di porre un gatto all'interno della scatola d'acciaio con una fiala di veleno che poteva o meno essere attivata da un generatore. Per capire se il gatto fosse vivo o morto avremmo dovuto guardare all'interno della scatola stessa. Questa è la dimostrazione che il mondo è come lo percepiamo solo quando decidiamo di guardarlo.
Oltre a questo esperimento, ritengo sia interessante porre in rilievo anche un altro principio della meccanica quantistica: il principio di indeterminazione di Heisenberg. In estrema sintesi, se di un "elemento" si è in grado di stabilire la velocità non si è il grado di stabilire dove esso si trovi e viceversa. Insomma, abbiamo solo una probabilità che sia in un punto piuttosto che in un altro o una velocità piuttosto che un'altra. Nella fisica meccanica invece data la velocità ed il tempo (ed ovviamente la direzione) si può stabilire il luogo dove l'elemento si troverà. Pensiamo ad un auto che è qui adesso e che, secondo la formula km/h, siamo in grado di collocare in un altro luogo con certezza (relativa). Se l'auto viaggia a 100 km orari, tra un'ora, a velocità costante, essa si troverà a 100 km di distanza.
Ancora, direttamente dalla teoria della relatività di Einstein, propongo di approfondire il concetto di sistemi di riferimento: essi consistono nella definizione delle variabili di ogni tipo, genere, quantità e qualità di tutto ciò che in essi interagiscono o sono comunque presenti.
Un altro concetto interessante è un paradosso della cultura greca: se un chicco di riso cade e non fa rumore, due chicchi cadono e non fanno rumore perché un sacco di chicchi da un quintale fa rumore quando cade? La somma di zero (rumore) più zero (rumore) dovrebbe dare zero (sempre rumore); invece il risultato è un tonfo e quindi non zero rumore...
Sulla base di questi preamboli pongo il quesito:
perché Sergio Rossi afferma che condivide la conclusione inerente al taglio in avanti ma se gli si chiede se lo applica con i suoi portieri afferma che non lo attua perché E' SBAGLIATO?
La geometria euclidea lo verifica scientificamente, la logica lo avvalla sequenzialmente e la dimostrazione sul campo lo conferma visivamente... Dov'è l'inghippo? Sotto il naso, usando il procedimento analogo a quello che mi ha portato ai risultati pubblicati nell'articolo “Conoscere e sapere tanto di poco o poco di tanto?”
Aggiungo un'altra considerazione per dimostrare che molte delle nostre convinzioni/conoscenze sono riconducibili al gatto di Schroedinger e questi "errori" sono letteralmente sotto il nostro naso. Quando andiamo al supermercato chiediamo un chilo di pane per esempio. Sappiate che l'utilizzo dell'unità di misura (il chilo) è scientificamente sbagliata; essa è una unità di massa non di peso. L'unità di peso è il Newton. La consuetudine e l'ambiente ci portano a non riscontrare particolari differenze; gli stessi fisici usano il chilo al posto del Newton nella vita quotidiana. Però esistono sistemi di riferimento che non accettano questa incongruenza a scapito della validità del risultato.
Una navicella spaziale NASA destinata alla osservazione di Marte, nell'entrare nel raggio del campo di gravitazione, è andata distrutta. L'origine del problema, a monte della distruzione, stava nel fatto che l'azienda incaricata della creazione del software e quella incaricata della creazione della struttura hanno utilizzato una il chilo e l'altra il Newton come unità di misura...
Il trovare una risposta a quanto sopra porta alla conferma della inutilità o, meglio ancora, della dannosità del taglio in avanti su tiri da fuori area.
Nota bene
Ovviamente, a questo quesito, non ha senso che rispondano coloro che hanno partecipato agli incontri presso l'Università di Scienze Motorie di Urbino e a coloro che hanno partecipato ai Corsi di Abilitazione ad Allenatori UEFA nonché a diversi preparatori di portieri della Juve Soccer School in visita ove allenavo. Loro la risposta, verificata sul campo, la conoscono già....
L'Autore
Sergio Rossi è nato a Sassuolo (MO) l’11 giugno 1957. Allenatore Giovani Calciatori e Allenatore di Base UEFA. E'stato delegato di S. Marino per i corsi di aggiornamento sui portieri presso l'UEFA. Ideatore e realizzatore di nuove metodiche di allenamento specifico per i portieri una delle quali migliora notevolmente la prestazione del gesto tecnico del tuffo distante dal corpo.
Pubblicazioni:
Professione portiere edito dalla ditta Nuova Phromos di Città di Castello (PG).
Relazioni e dimostrazioni:
· Master del Settore Tecnico di Coverciano anno 1996: dimostrazione di miglioramento del tuffo distante dal corpo di almeno 80 cm. Obiettivo pienamente raggiunto e visionabile da videocassetta inerente.
· Convegni e conferenze con diversi Comitati provinciali e Regionali AIAC
· Dimostrazioni e conseguimento di risultati in una sola seduta presso club professionistici (cinque portieri sottoposti solo alla metodica di base calcano domenicalmente campi di Serie A ed altri tra la B e la C 2).
 

 

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