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Canale
Preparazione dei Portieri |
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Attacco alla Palla? Attacco alla palla! |
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Per quanto mi è stato possibile,
ritengo di essermi informato in modo sufficiente, soprattutto dal
punto di vista quantitativo, per poter chiedermi che cosa sia
l'attacco alla palla. La mia conclusione è che non ho trovato
risposta e quando anche questa mi viene fornita nell'articolo, nel
libro o nella Conferenza, la ritengo insoddisfacente o addirittura
errata per l'obiettivo che si desidera raggiungere. Ironizzando un
po, dal mio punto di vista, questo indirizzo metodologico chiamato
"attacco alla palla" andrebbe indicato al plurale...
Cos'è l'attacco alla palla? Una filosofia? In qualche articolo ho
avuto questa sensazione perché si parla di posizione di partenza
(cioè dove il portiere si colloca nel contesto
campo/avversari/compagni), di "chiudere gli spazi" e "tagliare in
avanti su tiri da fuori area". Quindi sarebbe un insieme di questi
concetti.
Qualcun altro aggiunge anche la tecnica di attacco del portiere che,
secondo quanto rilevato tramite gli scouting, raggiunge un numero
rilevante di interventi, anche oltre i 30 per intenderci...
Ed ancora c'è chi si limita al singolo "attacco alla palla" in
occasione di 1 contro 1 e tiri da fuori area. Quest'ultimo elemento
l'ho riscontato in tutti gli autori, almeno quelli che ho avuto
occasione di leggere. Personalmente l'ho quindi interpretato come il
"nocciolo centrale", la chiave di lettura anche della presunta
filosofia.
La giustificazione del taglio in avanti viene presentata agli
allievi (ed ai preparatori di portieri) più o meno in questo modo:
portiere e preparatore di fronte a 3-4 metri di distanza; il
preparatore lancia la palla ed il portiere esegue il tuffo cercando
la traiettoria laterale. Si ripete il lancio ma stavolta, al
portiere, viene chiesto di tagliare in avanti, normalmente tra i 40
ed i 50 gradi. Conclusione: viene posto in evidenza che, con il
secondo comportamento, il portiere arriva prima sulla palla e
"copre" uno spazio posteriore maggiore. Oltre all'impatto visivo,
viene fornita una giustificazione scientifica basata sulla geometria
Euclidea. Ergo, ne consegue che è giusto/logico/corretto tagliare in
avanti. Attenzione, concordo perfettamente sino a questo punto pur
facendo rilevare che, nella traiettoria piatta, si dispone di
maggior tempo dovendo il pallone percorrere più spazio. Si guadagna
spazio e anticipo di contatto sulla palla ma si perde tempo per
l'intervento. |
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Paradosso |
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Accantono un attimo
questo argomento e mi sposto verso un'ottica diversa. Negli anni 30
del XX secolo, un fisico propose un esperimento che dimostra come
l'oggettività non esiste: è il famoso gatto di Schroedingen. Propose
di porre un gatto all'interno della scatola d'acciaio con una fiala
di veleno che poteva o meno essere attivata da un generatore. Per
capire se il gatto fosse vivo o morto avremmo dovuto guardare
all'interno della scatola stessa. Questa è la dimostrazione che il
mondo è come lo percepiamo solo quando decidiamo di guardarlo.
Oltre a questo esperimento, ritengo sia interessante porre in
rilievo anche un altro principio della meccanica quantistica: il
principio di indeterminazione di Heisenberg. In estrema sintesi, se
di un "elemento" si è in grado di stabilire la velocità non si è il
grado di stabilire dove esso si trovi e viceversa. Insomma, abbiamo
solo una probabilità che sia in un punto piuttosto che in un altro o
una velocità piuttosto che un'altra. Nella fisica meccanica invece
data la velocità ed il tempo (ed ovviamente la direzione) si può
stabilire il luogo dove l'elemento si troverà. Pensiamo ad un auto
che è qui adesso e che, secondo la formula km/h, siamo in grado di
collocare in un altro luogo con certezza (relativa). Se l'auto
viaggia a 100 km orari, tra un'ora, a velocità costante, essa si
troverà a 100 km di distanza.
Ancora, direttamente dalla teoria della relatività di Einstein,
propongo di approfondire il concetto di sistemi di riferimento: essi
consistono nella definizione delle variabili di ogni tipo, genere,
quantità e qualità di tutto ciò che in essi interagiscono o sono
comunque presenti.
Un altro concetto interessante è un paradosso della cultura greca:
se un chicco di riso cade e non fa rumore, due chicchi cadono e non
fanno rumore perché un sacco di chicchi da un quintale fa rumore
quando cade? La somma di zero (rumore) più zero (rumore) dovrebbe
dare zero (sempre rumore); invece il risultato è un tonfo e quindi
non zero rumore...
Sulla base di questi preamboli pongo il quesito:
perché Sergio Rossi afferma che condivide la conclusione inerente al
taglio in avanti ma se gli si chiede se lo applica con i suoi
portieri afferma che non lo attua perché E' SBAGLIATO?
La geometria euclidea lo verifica scientificamente, la logica lo
avvalla sequenzialmente e la dimostrazione sul campo lo conferma
visivamente... Dov'è l'inghippo? Sotto il naso, usando il
procedimento analogo a quello che mi ha portato ai risultati
pubblicati nell'articolo “Conoscere e sapere tanto di poco o poco di
tanto?”
Aggiungo un'altra considerazione per dimostrare che molte delle
nostre convinzioni/conoscenze sono riconducibili al gatto di
Schroedinger e questi "errori" sono letteralmente sotto il nostro
naso. Quando andiamo al supermercato chiediamo un chilo di pane per
esempio. Sappiate che l'utilizzo dell'unità di misura (il chilo) è
scientificamente sbagliata; essa è una unità di massa non di peso.
L'unità di peso è il Newton. La consuetudine e l'ambiente ci portano
a non riscontrare particolari differenze; gli stessi fisici usano il
chilo al posto del Newton nella vita quotidiana. Però esistono
sistemi di riferimento che non accettano questa incongruenza a
scapito della validità del risultato.
Una navicella spaziale NASA destinata alla osservazione di Marte,
nell'entrare nel raggio del campo di gravitazione, è andata
distrutta. L'origine del problema, a monte della distruzione, stava
nel fatto che l'azienda incaricata della creazione del software e
quella incaricata della creazione della struttura hanno utilizzato
una il chilo e l'altra il Newton come unità di misura...
Il trovare una risposta a quanto sopra porta alla conferma della
inutilità o, meglio ancora, della dannosità del taglio in avanti su
tiri da fuori area. |
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Nota bene |
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Ovviamente, a
questo quesito, non ha senso che rispondano coloro che hanno
partecipato agli incontri presso l'Università di Scienze Motorie di
Urbino e a coloro che hanno partecipato ai Corsi di Abilitazione ad
Allenatori UEFA nonché a diversi preparatori di portieri della Juve
Soccer School in visita ove allenavo. Loro la risposta, verificata
sul campo, la conoscono già....
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L'Autore |
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Sergio Rossi
è nato a Sassuolo (MO) l’11 giugno 1957. Allenatore Giovani
Calciatori e Allenatore di Base UEFA. E'stato delegato di S. Marino
per i corsi di aggiornamento sui portieri presso l'UEFA. Ideatore e
realizzatore di nuove metodiche di allenamento specifico per i
portieri una delle quali migliora notevolmente la prestazione del
gesto tecnico del tuffo distante dal corpo.
Pubblicazioni:
Professione portiere edito dalla ditta Nuova Phromos di Città di
Castello (PG).
Relazioni e dimostrazioni:
· Master del Settore Tecnico di Coverciano anno 1996: dimostrazione
di miglioramento del tuffo distante dal corpo di almeno 80 cm.
Obiettivo pienamente raggiunto e visionabile da videocassetta
inerente.
· Convegni e conferenze con diversi Comitati provinciali e Regionali
AIAC
· Dimostrazioni e conseguimento di risultati in una sola seduta
presso club professionistici (cinque portieri sottoposti solo alla
metodica di base calcano domenicalmente campi di Serie A ed altri
tra la B e la C 2).
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