Fugalli Fugalli

CANALI TEMATICI

     Alimentazione e diete

     Divisione Calcio a 5

     Formazione Tecnica

     Medicina e Psicologia

     Organizzazione Tattica

     Moduli di gioco

     Prep. Precampionato

     Prep. Fisica

     Proposte di Mesociclo

     Prepariamo i Portieri

     Recupero Infortunati

     Settimana Tipo

     Settore Giovanile

     Video didattici

CANALI INFORMAZIONI

     AIAC   

     Cambi di guida tecnica   

     Come diventare Allenatori

     Comunicati ed Eventi

     Agenda Corsi ed Eventi  

     Corsi ed aggiornamenti  

     Fair Play ...

     Libri di Calcio

     Magazine

     Profili

     Solidarietà Sportiva

     Settore Tecnico F.I.G.C.

CANALI SERVIZI

     Allenatori

     Download Documenti

     Feed contenuti proposti

     Link club ed indirizzi utili

     Mappa Sito

     Ultimi articoli inseriti

CANALI VIDEO

     Home Video

     Video Abilità Tecniche

     Video Calcio a Cinque

     Video Preparazione Fisica

     Video Settore Giovanile

     Video Training Club Prof.

     Schemi e palle inattive

     Video Storici e Profili

BUONE FREQUENTAZIONI

     Radio Olanda

     Calciopassioni

     Generazione Talenti

     Todo sobre mi fútbol

     Silvio Fede blogspot

     It's not just about football

     Calcio spagnolo

     Football Poets Society

     Il Pallone racconta

WIDGET A.COM

 News  blogcom  weblog 

 

 

+ - Canale Preparazione dei Portieri
    Il conte Buffon e l'evoluzione della specie portiere. Modello applicativo | 5^ Parte  
    Autore:  Sergio Rossi
 
    Fonte:  Alleniamo.com

 
 

 

Facciamo il punto della situazione:
- penso di aver messo a punto un modello biomeccanico “ottimizzato” in modo individuale; esso incrementa la prestazione e, contemporaneamente, diminuisce la possibilità di infortunio. A certe condizioni. Lo stesso modello con differenze sostanziali nel contenuto ma DIFFICILMENTE PERCEPIBILI A LIVELLO VISIVO, permette il recupero funzionale di atleti che siano AL DI FUORI DELLA FASE MEDICA
- penso di disporre di modelli tecnico-tattici-atletici funzionali e finalizzati al modello succitato
- penso di conoscere almeno tre strade per incrementare l'efficacia e la velocità di apprendimento, nonché di precisione e scelta del progetto ideomotorio da eseguire

Rammentando le premesse degli altri articoli relativi alla gestione dell'albero già citato in altri articoli e delle sue ramificazioni, nonché la portata del cambiamento e lo status quo una domanda sorge spontanea: perché dovrei trasmettere tutte queste informazioni ad altri? Non sarebbe meglio utilizzarli in proprio dato l'attuale immobilismo delle strutture ed il relativo “raschiare il barile” di quanto conosciuto delle attuali metodologie? A ciò mi riferivo quando ho scritto che non intendevo più aspettare l'evolversi delle situazioni; un inciso lo si trova anche nel 3° articolo quando menziono le scuole T, U e V, basta rileggere in quest'ottica quell'intervento.
Tornando all'argomento attuale, ho preparato alcuni protocolli per il training individuale di portieri e giocatori che hanno un obiettivo di preparazione all'allenamento ed altri che ricalcano protocolli tecnico-tattici-atletici (ho esperienze di preparatore atletico di squadre professionistiche...).
Il passo successivo è la creazione di una struttura flessibile che permetta di sfruttare ciò, una sorta di scuola analoga a quella di tennis di Bollettieri ovviamente rapportata soprattutto al calcio.
Nonostante quanto scritto sopra ed in precedenza, il tuffo lungo e i risultati prestativi ottenuti con giocatori reduci da infortuni (ciò di cui sono più orgoglioso...) potreste avere avere qualche perplessità. Eccovi quindi un filmato che dimostra i risultati di ancora più sorprendenti.
Maggio 2008 Università Scienze Motorie di Urbino. Siamo sul campo di calcio per la prova pratica del tuffo lungo. Alcuni ragazzi sono all'esecuzione dell'ultima fase. Mentre spiegavo, sin dall'inizio nella parte teorica, scrutavo i miei interlocutori; ho incrociato alcune volte lo “sguardo” di una ragazza. A prescindere dalla gradevolezza estetica, mi colpi l'”ambito mentale” con il quale osservava. Le chiesi di portarsi insieme agli altri e se voleva provare il tuffo. Quello che vedete nelle clip sono i primi due interventi da portiere della sua vita. La porta è regolare tant'è che il campo dove abbiamo eseguito la prova è lo stadio di Urbino. Da posizione centrale arriva oltre il palo...

    Maggio 2008 Università Scienze Motorie di Urbino: esempio
 
  Video Università Urbino
 

Altri filmati sui Portieri:     

 

 

Ottimo risultato, bravissima lei e a me è risultato facile soprattutto grazie al suo modo di interfacciarsi alla “realtà esterna”, al suo ambito mentale. Di mio ho SOLO messo la “comprensione” del “veicolo” che lei utilizza per rapportare mondo interno/esterno. In pratica ho limitato al minimo, per quanto sono stato capace, la possibilità di interpretazioni contrastanti.
In estrema sintesi, come può un atleta che non ha mai eseguito il gesto tecnico del tuffo ottenere un risultato migliore di molti portieri professionisti in meno di tre minuti?
DA NON CREDERE!!!
Eppure è lì, sotto gli occhi... Si è riusciti a sovrapporre il territorio con la mappa rendendoli analoghi; è un concetto difficile sul quale magari torneremo ma l'ho anticipato per coloro che conoscono la PNL e sono renitenti ad utilizzarla per l'apprendimento, il consolidamento e la correzione del ricordo/schema.

    Esempio di tuffo lungo ragazzo di 12 anni dx
 
  Video "Metodo tuffo lungo"
 

Altri filmati sui Portieri:     

    Esempio di tuffo lungo ragazzo di 12 anni sx
 
  Video "Metodo tuffo lungo"
 

Altri filmati sui Portieri:     

 

 

E che commentare della prestazione di questo ragazzo di 12 anni non ancora compiuti, prestazione realizzata tra i pali di una porta regolamentare? (NB il ragazzo allunga, da sdraiato lateralmente, le braccia per poter dimostrare visivamente il punto massimo di spazio coperto con quel tuffo)
Suppongo che anche voi possiate cominciare a pensare che ci sono margini non presi attualmente in considerazione e che possono essere sfruttati. Ora arriva un ulteriore scossone, quello anticipatovi nell'articolo precedente. Tratto da “Il computer di Dio” di Odifreddi:
“Da sempre i filosofi e i teologi hanno speculato, in entrambi i sensi del termine, sul libero arbitrio, pur senza poter definire precisamente il termine, né riuscire a dimostrare che esso non nascondesse una vuota illusione. E continuano a farlo anche oggi, nonostante molti decenni fa il neurochirurgo statunitense Benjamin Libet e il fisiologo tedesco Hans Kornhuber abbiano condotto un esperimento cruciale: misurando l'elettroencefalogramma di soggetti ai quali era stato chiesto di muovere un dito a loro piacere, si accorsero che il comando cerebrale all'azione precedeva di quasi un secondo la sensazione soggettiva della decisione cosciente ! Ora, come può la volontà essere la causa di un'azione, se i comandi del cervello la precedono ? Non sarà che, da sempre, abbiamo scambiato l'effetto con la causa?”
Quando lessi di quegli studi, se non ricordo male alla fine degli anni 80 del secolo passato, cominciai ad interessarmene sino a farne una parte preminente del mio concetto di apprendimento. Ricordo ancora con affetto una delle prime (estremamente rudimentali) applicazioni con una giovanissima Brenzan Giorgia, agli albori di quella che fu poi una notevole carriera. Il club era l'Euromobil di Modena. Approfitto di queste righe per onorare un'atleta che ha rappresentato l'Italia per quasi due decenni ed è tuttora nei quadri della Federazione Italiana Gioco Calcio. Grande Giorgia!!!
Lo sviluppo di quegli studi mi porta attualmente ad una “calibrazione” degli ambiti mentali di cui ho parlato sopra. Non entro in merito al libero arbitrio che è un argomento attraente ma fuorviante per quanto stiamo trattando ma la domanda principale è:
- se i comandi esecutivi del cervello precedono la decisione
- se l'allenamento serve a definire la volontà del decidere “cosa fare” (vissuto)
- ovvia conclusione: è la migliore procedura per apprendere quella che “allena” la decisione invece che quella che allena direttamente i comandi esecutivi?

E le domande che ne derivano??? Riuscite a “vedere”, a “percepire”, a “fiutare” che vi sono molti aspetti che vanno ben oltre alle suddihttp://web.tiscali.it/quattroquattrodue/tuffo.lungo.jpg all'elenco dei prerequisiti? In pratica è come se fino ad oggi avessimo studiato le molecole e ora si sia arrivati alla prova che esistono le particelle sub-atomiche. E' tutto da riscrivere!!! Ma uno non esclude l'altro, più semplicemente sono complementari, diverse prospettive di singoli aspetti.
O, per rimanere nell'attualità, sappiamo abbastanza sugli atomi ma la comunità scientifica sta cercando le prove dell'esistenza del bosone di Higgs detto anche bosone di Dio perché aprirebbe degli scenari sulla nascita dell'universo. In questa saga potrebbero essere i mattoni più piccoli del tutto, ciò che Democrito pensava rappresentasse l'atomo (dal greco indivisibile). E se vi fosse una serie di mattoni più piccoli ed indivisibili che formano la base dell'esercizio (inteso come mezzo allenante in generale)? Tutto ciò che potrebbe essere incremento di prestazione sarebbe oggetto di casualità, forse la stessa casualità che, ove si verifichino particolari condizioni attualmente poco o per nulla conosciute, sta a monte del “campione” o del “talento”..
A qualcosa di indicativo a ciò ha assistito chi ha partecipato al mio intervento al Convegno sul “Talento di calcio” in Umbria, a Todi se non ricordo male, nel 1998.

    L'Autore
 
 

 

Sergio Rossi è nato a Sassuolo (MO) l’11 giugno 1957. Allenatore Giovani Calciatori e Allenatore di Base UEFA. E'stato delegato di S. Marino per i corsi di aggiornamento sui portieri presso l'UEFA. Ideatore e realizzatore di nuove metodiche di allenamento specifico per i portieri una delle quali migliora notevolmente la prestazione del gesto tecnico del tuffo distante dal corpo.
Pubblicazioni:
Professione portiere edito dalla ditta Nuova Phromos di Città di Castello (PG).
Relazioni e dimostrazioni:
· Master del Settore Tecnico di Coverciano anno 1996: dimostrazione di miglioramento del tuffo distante dal corpo di almeno 80 cm. Obiettivo pienamente raggiunto e visionabile da videocassetta inerente.
· Convegni e conferenze con diversi Comitati provinciali e Regionali AIAC
· Dimostrazioni e conseguimento di risultati in una sola seduta presso club professionistici (cinque portieri sottoposti solo alla metodica di base calcano domenicalmente campi di Serie A ed altri tra la B e la C 2).

 

 

Alleniamo.com |  Aggregatore di contenuti per Allenatori di Calcio prodotto da Developer Sport  - Condizioni di utilizzo - Tutti i diritti sono riservati | Sito ottimizzato per I. E. 7 e sup. -  Mozilla Firefox 3.5 e sup.

Portale per Allenatori di Calcio