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Canale
Preparazione dei Portieri |
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Il conte Buffon e
l'evoluzione della specie portiere. Cosa ci riserva il futuro? |
2^
Parte |
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Autore:
Sergio Rossi
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Fonte:
Alleniamo.com
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L'albero a cui
faccio riferimento sopra è l'"albero
genealogico" delle speci tramite il quale si
possono "visualizzare" le concatenazioni e
relazioni più o meno dirette tra le speci
stesse. Ovviamente questo albero è in continua,
seppure lenta, evoluzione. Di aiuto nella
comprensione risulta essere la classificazione
di Linneo. Essa, riadattata alle esigenze
calcistiche, resta un obiettivo da raggiungere
ma ha una "profondità" ed una "specializzazione"
troppo elevata per quanto mi interessa
comunicare ora. Per inciso, per me, rappresenta
il punto di arrivo ed il punto di partenza
quotidiano, ovviamente in ambito calcistico.
La "versione alleggerita" dell'albero di cui
sopra prevede di sostituire le speci animali con
le varie componenti lo sport calcio e, nel
nostro caso, la figura del portiere.
I rami principali potrebbero essere: sezione
medica, preparazione atletica, preparazione
mentale, tecnica e tattica. Le prime diramazioni
rappresentano per esempio, i vari gesti tecnici.
Più "diramato", lungo la stessa direttrice, vi
sono le specifiche dei gesti tecnici.
Essendovi un interscambio di informazioni molto
più accentuato rispetto al passato,
orientativamente, quasi tutte le "scuole" per
portieri o preparatore di portieri dispongono
delle medesime conoscenze.
Immaginiamo che, nell'evoluzione, qualcuno
proponga una ulteriore sottodiramazione, per
esempio, che la specifica de gesto tecnico del
tuffo venga suddiviso in quello "laterale" e
quello "con taglio in avanti". Avremmo
provveduto ad una sorta di scissione che
riguarda diversi aspetti di uno stesso problema
del primo livello superiore a quello dato:
1 livello portiere
2 livello tecnica
3 livello gesto tecnico del tuffo
4 livello specifiche del gesto tecnico del tuffo
5 livello tuffo con taglio in avanti
Quindi, tornando al nostro esempio, il 5 livello
è un'approfondimento del primo livello superiore
che è il 4. In pratica, fondamentalmente, le
implicazioni di tale scissione riguardano un
"argomento" di 4 livello ed a esso sono
indirizzati gli "adattamenti" conseguenti
all'introduzione della nuova divisione.
Marginalmente può riguardare altri "sottorami"
per esempio in 2 livello preparazione atletica,
al 3 livello - forza si ritiene idoneo aumentare
che so, il carico di lavoro di forza esplosiva
in diagonale a supporto della modifica
effettuata.
Quanto può incidere sulla prestazione del
portiere questa modifica? Nei casi di tuffi.
Quanti tuffi esegue il portiere nell'unità di
misura (la partita)? Non tanti ma non è questo
il dato che interessa. Ovviamente non tutti i
tiri nello specchio della porta diventano gol
utilizzando il tuffo laterale così come non
tutti sono parabili utilizzano il tuffo con
taglio in avanti. Quindi il dato da prenedere in
considerazione é: a partità di difficltà di
tiri, si eseguono più interventi con risultati
efficaci utilizzando questa o quella metodica?
Pur essendovi un'altra possibilità (utilizzo di
ambedue le tipologie a condizioni da definire)
limitiamoci a questa contrapposizione in quaqnto
disquisire della terza intermedia sarebbe lunga
e ci porterebbe fuori argomento.
Tornando a noi, quanto può incidere sulla
prestazione l'introduzione della suddivisione di
5 livello? Sicuramente in modo marginale
rispetto ad una suddivisione o, addirittura,
inserimento di un elemento di 2 livello.
Nel mio articolo "Conoscere e sapere poco di
tanto o tanto di poco" si possono valutare
risultati ottenuti con atleti che, una volta
fuori dal:
1) contesto medico (quindi disponibili al lavoro
sul campo),
2) preparazione atletica: utilizzando esercizi
atletici già acquisiti e consolidati (skip e
corsa per esempio)
3) tecnica: non importa il lavoro
4) tattica: non importa il lavoro
5) preparazione mentale: modificati parametri
individuali di apprendimento
hanno incrementato notevolmente la prestazione
avicinandosi al loro potenziale ed aumentato la
fase di prevenzione da infortuni soprattutto nei
punti deboli individuali. |
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Ottimizzazione
individuale
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Sia come sia, e
l'albero cosa c'entra???
Introduzione di un elemento di 2 livello:
ottimizzazione individuale. Essa è trasversale
alle altre suddivisioni per cui incide nei
livelli più alti delle modifiche
"ottimizzandone" il risultato finale.
Il mio nuovo albero originato dall'esempio
iniziale sarebbe più o meno così:
1 livello portiere
2 livello contesto medico (CM) e relativi
sottolivelli
preparazione atletica (PA) e relativi
sottolivelli
preparazione mentale (PM) e relativi
sottolivelli
tecnica (TE) e relativi sottolivelli
tattica (TA) e relativi sottolivelli
con l'aggiunta di:
ottimizzazione (O)
La caratteristica di O è che, interagento
direttamente e trasversalmente con TE per
esempio, migliora la prestazione su tutti i
relativi sottolivelli
Un bel guadagno di efficacia nei risultati e di
tempo nell'apprendimento nonchè altri aspetti
che non ritengo si idoneo parlarne ora.
Facciamo il punto della situazione a questo
momento dell'articolo:
- le scuole si sono livellate verso l'alto ed il
prodotto che propongono, a portieri e
preparatori, sono analoghi. Le differenze
riguardano interpretazioni di livelli bassi e
quindi limitati
- stante la situazione e data l'uniformità di
metodologia proposta, gli atleti con le migliori
caratteristiche hanno più possibilità di
emergere dovendo contare su loro stessi.
Rientrano abbondantemente in gioco ragazzi che
provengono da zone del mondo dove la vita a
contatto con la natura permette loro di
aumentare e sfruttare il bagaglio motorio
- la tendenza generale alla quale assisto è un
"raschiare il barile" invece di vedere se vi
sono nuovi barili colmi all'orizzonte
Un simile contesto mi ricorda la Regina Rossa di
Lewis Carroll nel libro *Oltre lo specchio*. E'
un concetto noto ed "implementato" anche nella
teoria del caos. In pratica si corre, corre e
corre ma si è sempre lì... Questo concetto lo
approfondirò in seguito per un altro argomento.
Sia come sia, lo vedo come uno scenario da "cane
che si morde la coda".
L'immissione di un elemento congruo che
interagisce direttamente con i livelli più alti
arrivando sino a quelli più bassi in modo
pressochè contemporaneo, ribalta i termini del
problema.
Prendiamo il tuffo. Un portiere con
caratteristiche eccellenti, subisce gol da 30
metri con tiro diretto. Non arriva
all'intercettazione della traiettoria spesso
neppure utilizzando più appoggi di
avvicinamento. Premetto che ritengo Buffon uno
dei migliori portieri al mondo ma osservate il
gol subito da lontano contro la Lazio in Coppa
Italia: tiro alla sua sinistra, due appoggi e
non arriva alla traiettoria. E questo, ritengo,
sarebbe successo con tutti i portieri.
Potenzialmente però il portiere ha la
possibilità e disponibilità atletica di arrivare
oltre il palo senza utilizzo di appoggi. Occorre
cambiare tecnica; utilizzare uno svolgimento
innaturale come il metodo del tuffo lungo.
Osservate il video; è eseguito al
rallentatore ed in un riscaldamento pregara di
campionato. Quando intendo rallentato intendo
che non ha spinto al massimo ed in modo più
veloce possibile. Quindi il risultato finale è
migliorabile. E' vero che Gobbato è stato a
titolare alla Primavera del Milan ma questo lo
ha imparato tra i dilettanti. |
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Altro esempio
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Video Gobbato
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Cosa ci riserva il
futuro?
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Cosa ci riserva il
futuro? Penso che se non subentrano modifiche
e/o inserimenti ai livelli superiori, l'albero
sia destinato ad una lunga agonia e l'Italia
importerà portieri, calciatori ed atleti più in
generale. Poi una qualche scuola straniera
passerà al "salto di qualità" e diverrà punto di
riferimento a sua volta. Il ciclo si ripeterà su
se stesso come appunto prevede la Regina Rossa,
si corre corre corre per restare sempre lì.
Molto più interessante lo scenario nel quale,
invece di un Ente, a realizzare il salto
qualitativo sia una singola persona oppure un
ristretto gruppo.
Di cosa propongo (e cosa tengo invece per me)
scriverò la prossima volta. |
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L'Autore
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Sergio Rossi
è nato a Sassuolo (MO) l’11 giugno 1957. Allenatore Giovani
Calciatori e Allenatore di Base UEFA. E'stato delegato di S. Marino
per i corsi di aggiornamento sui portieri presso l'UEFA. Ideatore e
realizzatore di nuove metodiche di allenamento specifico per i
portieri una delle quali migliora notevolmente la prestazione del
gesto tecnico del tuffo distante dal corpo.
Pubblicazioni:
Professione portiere edito dalla ditta Nuova Phromos di Città di
Castello (PG).
Relazioni e dimostrazioni:
· Master del Settore Tecnico di Coverciano anno 1996: dimostrazione
di miglioramento del tuffo distante dal corpo di almeno 80 cm.
Obiettivo pienamente raggiunto e visionabile da videocassetta
inerente.
· Convegni e conferenze con diversi Comitati provinciali e Regionali
AIAC
· Dimostrazioni e conseguimento di risultati in una sola seduta
presso club professionistici (cinque portieri sottoposti solo alla
metodica di base calcano domenicalmente campi di Serie A ed altri
tra la B e la C 2). |
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