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Il presente
Se apriamo un qualsiasi quotidiano sportivo avremo modo di osservare
come il mondo calcistico si interroghi sugli infortuni quanto mai
presenti soprattutto in questa stagione agonistica. Al momento in
cui scrivo un club in particolare avrebbe superato il sessantesimo
infortunio stagionale, altre squadre non ne sarebbero molto
distanti. Si badi bene, si tratta di squadre di alto livello, con i
migliori preparatori atletici ed i migliori medici ed esperti
reperibili sul mercato. Insomma, non si bada a spese pur di avere il
massimo della professionalità anche perché un calciatore di serie A
non disponibile ha un costo economico diretto molto elevato.
Indirettamente il costo stesso aumenta in quanto, a fronte di una
prolungata assenza, occorre rimpiazzare il giocatore nel suo ruolo
con ulteriore aggravio economico. Convegni, tavole rotonde ed
incontri ad alto livello si susseguono alla ricerca dei motivi e dei
possibili rimedi a questa escalation infortunistica. Il primo
risultato è che l'infortunio da origine traumatica è spesso legato
al caso per cui difficilmente prevedibile; ma se anche escludiamo
quelli di origine traumatica ne rimane una buona percentuale di
origine osteomuscolare/posturale.
Detto ciò, cosa accosta un preparatore di portieri come me a
problematiche del genere? Non sto scrivendo di infortuni che possono
capitare ai portieri che sono da me allenati ma sto indirizzando la
mia attenzione (e vorrei anche la vostra) alla problematica completa
del calciatore e, più in generale, dell'atleta.
Il mio attuale presente è rappresentato in una metodica che
risolverebbe diverse di queste problematiche, successiva alla fase
medica ed integrandosi con quella di recupero nonché con la
prevenzione. I punti salienti sono:
- inizia quando il soggetto è al di fuori della fase medica;
- non utilizza medicinali né manipolazioni di alcun tipo, anzi non
vi è proprio contatto tra il soggetto e colui che indirizza;
- in molti casi può essere posta in essere in contemporanea alla
fase di riabilitazione;
- nel caso il soggetto, dal punto di vista medico, sia a
disposizione per i normali allenamenti la metodica si può attuare
senza restrizioni della metodica stessa;
- incremento della prestazione;
- prevenzione.
In pratica non si tratta di una proposta in ambito medico o della
preparazione atletica bensì di una ottimizzazione degli elementi a
disposizione del soggetto. Il tutto avviene con questa procedura:
- il soggetto si sottopone ad alcuni normali test tramite i quali si
cerca di desumere gli schemi motori; il tutto a livello visivo da
parte dell'interlocutore con la partecipazione diretta dell'atleta
- viene determinato un nuovo modello posturale.
La fase iniziale è terminata.
Il soggetto, prima di iniziare gli allenamenti, si sottopone ad una
quindicina di minuti di esercitazioni di skip ai quali, dopo un po'
di tempo, si aggiungono alcune andature e, via via, altri mezzi
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