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CANALE PREPARAZIONE DEI PORTIERI |
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Portieri:
conoscere e sapere poco di tanto o tanto di poco? |
2^ Parte |
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C'era una volta
Questa è una storia iniziata, nei sui sviluppi, giusto vent'anni
addietro. L'evoluzione di ciò mi ha portato a pensare che esistevano
margini notevoli di incremento della prestazione di un portiere di
calcio. All'inizio cominciai con una sensazione di incertezza
diffusa poi in modo sempre più convinto. La succitata convinzione
nasce da esperienze personali. Il mio approccio al problema fu
completamente diverso dal modello classico di esperienze ed avremo
modo di approfondire in seguito. Il risultato più eclatante venne
confermato alla dimostrazione del Master di Coverciano del 1996 e
dal libro Professione portiere (www.calciolibri.com
entrando in Portieri): il tuffo lungo. |
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In esso veniva
spiegato un nuovo utilizzo delle forze a disposizione del
portiere in funzione dell'incremento della gittata nel gesto
tecnico del tuffo. Per la prima volta, almeno ciò mi
risulta, oltre alle principali tipologie di forza (elastica
ed esplosiva) venne presa in eguale considerazione la forza
per eccellenza: la forza di gravità. Ciò implicava
conoscenze di fisica meccanica ed argomenti correlati. Il
risultato fu un nuovo tipo di forza che sfruttava
direttamente l'accelerazione di gravità; una forza che non
era esplosiva in quanto prevedeva un prestiramento tipico
della forza elastica ma al tempo stesso non era forza
elastica in quanto il tempo che trascorreva tra il
prestiramento e l'esplosione era troppo ampio. Il risultato
sul campo fu un incremento dello spazio coperto in tuffo di
almeno 80 cm (per adulti e ragazzi). Al Master era presente
un solo ex portiere, Sorrentino; l'argomento della sua tesi
d'esame era la valutazione dei portieri dell'Europeo England
96. |
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Ciononostante
rimase così colpito dal risultato pratico di quanto da me
proposto che, l'introduzione della sua tesi di esame, fu
imperniata su questo nuovo metodo.
Estratto dell'intervento di Roberto Sorrentino pubblicato
nel Notiziario del Settore Tecnico n 2 del 1997.
"Nell'osservare il comportamento dei portieri ho notato che
quasi tutti, in fase di partenza, tendono a tenere le gambe
in posizione troppo aperta, limitando così il passo di
spinta o il passo di caricamento (per poi sprigionare tutta
la forza esplosiva) che permette di raggiungere palloni
sempre più distanti dalla sua figura. Si tratta sicuramente
di una nuova tecnica di base che porterà dei cambiamenti nel
ruolo del portiere e nel modo di allenarli. Credo che
andranno evidenziate di più la rapidità e la reattività a
discapito della forza di spinta laterale e non mi
meraviglierei se, nel prossimo futuro, si vedessero
realizzate nei campi di allenamento salitine (partenza da 0°
fino a 50° e lunghe pochi metri) per migliorare la spinta
laterale". Egli introdusse già allora un elemento che
riprenderò in seguito: la preparazione atletica del
portiere. Per il momento mi limito a far osservare una
applicazione (il tuffo lungo) del mio concetto di
ottimizzazione.
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Egli introdusse già
allora un elemento che riprenderò in seguito: la preparazione
atletica del portiere. Per il momento mi limito a far osservare una
applicazione (il tuffo lungo) del mio concetto di ottimizzazione. In
altre parole non si ottiene un miglioramento (incremento) aumentando
una o più variabili (forza, velocità, resistenza...tempo, mezzi...)
ma rimescolando gli elementi in modalità differenti. Cerco di essere
più esplicito con un banale esempio ma che può servire al caso.
Per preparare un piatto di pasta normalmente la sequenza è:
- acqua nella pentola
- quando bolle si mette il sale
- e si mette la pasta
- dopo il tempo previsto si scola la pasta
- si mette l'olio e formaggio
Usando sempre gli stessi elementi ma modificando la sequenza:
- acqua nella pentola
- quando bolle si mette il sale
- si mette l'olio e formaggio
- e si mette la pasta
- dopo il tempo previsto si scola la pasta
Forse il risultato non è lo stesso che nel caso precedente, voi cosa
ne dite? Ma si può fare anche di peggio (almeno per il mio palato):
- pentola sul fuoco con la pasta all'interno
- quando si inizia a sentire odore di strinato si aggiunge l'acqua
- quando bolle l'acqua si mette sale olio e formaggio
- dopo il tempo previsto si scola la pasta
Sicuramente l'ultimo caso è più difficile che si verifichi però
potrebbe essere una bella scoperta della nouvelle cousine se il
sapore, tutto sommato, fosse commestibile e diverso da quelli
attualmente in circolazione.
Quello che a noi interessa di quanto esposto è il prendere atto che
si può uscire da schemi standardizzati; provando qua e là a
rimescolare si trovano sicuramente obbrobri di risultati MA SE uno,
uno solo, fosse talmente efficace ed assimilabile da incrementare la
prestazione dell'atleta, avremmo ottenuto un eccellente metodo di
lavoro. Tra l'altro occorre tener presente che se tra un confronto
- con il vissuto (gesto tecnico del tuffo standard acquisito e
consolidato)
- ed il nuovo (gesto tecnico del tuffo lungo eseguito per la prima
volta)
il risultato è uguale o maggiore a favore del nuovo, provate a
pensare quanto ancora si può migliorare quando il nuovo sarà
acquisito e consolidato come il vissuto. |
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Informazioni sui video
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Propongo video di
interpretazioni del tuffo lungo. Alcune considerazioni sulle clip:
- le porte sono regolamentari
- la distanza del portiere dalla linea di porta è deducibile dalla
distanza dalla linea dell'area del portiere mentre la centralità del
portiere è deducibile dal dischetto del rigore
- il portiere Franci ha 15 anni
- nella clip Gobbato il tuffo viene eseguito il più possibile
rallentato al naturale per permettere di comprendere la sequenza
temporale tramite l'accentuazione dei singoli movimenti. Nel
penultimo tuffo si vede come il movimento utilizzato porti il
portiere ad arrivare al palo con la testa. Le riprese sono state
effettuate con un telefonino durante un riscaldamento pre - gara 2007.
La porta è regolamentare.
Questi sono alcuni dei risultati; ma come ci si è arrivati? La
prossima volta avremo modo di approfondirlo. |
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Video
- Battout |
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Video
- Franci 1 |
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Video
- Franci 2 |
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Video
- Franci 3 |
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Video
- Franci 4 |
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Video
- Gobbato |
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L'Autore |
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Sergio Rossi
è nato a Sassuolo (MO) l’11 giugno 1957.
Allenatore Giovani Calciatori e Allenatore di Base UEFA.
E'stato delegato di S. Marino per i corsi di aggiornamento sui
portieri presso l'UEFA.
Ideatore e realizzatore di nuove metodiche di allenamento specifico
per i portieri una delle quali migliora notevolmente la prestazione
del gesto tecnico del tuffo distante dal corpo.
Pubblicazioni:
Professione portiere edito dalla ditta Nuova Phromos di Città di
Castello (PG).
Relazioni e dimostrazioni:
· Master del Settore Tecnico di Coverciano anno 1996: dimostrazione
di miglioramento del tuffo distante dal corpo di almeno 80 cm.
Obiettivo pienamente raggiunto e visionabile da videocassetta
inerente.
· Convegni e conferenze con diversi Comitati provinciali e Regionali
AIAC
· Dimostrazioni e conseguimento di risultati in una sola seduta
presso club professionistici (cinque portieri sottoposti solo alla
metodica di base calcano domenicalmente campi di Serie A ed altri
tra la B e la C 2).
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Indice de " Portieri:
conoscere e sapere poco di tanto o tanto di poco?"
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