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  + -  Canale Preparazione dei Portieri
    Portieri: conoscere e sapere poco di tanto o tanto di poco?  | 3^ Parte
   
Autore: Sergio Rossi

 
 

Metodo di valutazione
Prendiamo i giornali che, il lunedì, valutano le prestazioni dei giocatori. Quasi sempre vengono espresse in voti e corredate da un sintetico giudizio. Concentriamoci su una partita a caso e raccogliamo tutti gli elementi inerenti (voti e giudizi) da tutte le testate giornalistiche. Osserveremo una gamma piuttosto ampia di valutazioni per lo stesso giocatore che possono andare dal positivo al negativo o viceversa. Vi è quindi una grande varietà di interpretazione di quanto offerto in campo da un calciatore. Entrando poi sullo specifico del portiere non di rado ci si rende conto delle contraddizioni di alcune classifiche. Per esempio, le classifiche di fine girone di andata o del campionato che comprendono le medie delle votazioni di giornalisti forniscono indicazioni che sono puramente illogiche rispetto al valore riconosciuto del singolo estremo difensore. Risulta spesso che i migliori portieri siano quelli che giocano nelle squadre meno quotate; si evidenzia anche che i portieri ritenuti più bravi e per questo convocati in Nazionale, risultino posizionati a centro classifica. E' sicuramente una assurdità dal punto di vista strettamente logico.
La motivazione di queste incongruenze è molto semplice, a mio avviso: in una squadra più "debole" è più probabile che un portiere sia chiamato in causa e, in caso di eventuale errore o imperfezione, dispone sempre di altre chanches di intervento per poter innalzare il livello della propria prestazione. Per contro, in grandi club il portiere è chiamato meno in causa (normalmente); ad un eventuale errore e/o imperfezione può non avere più possibilità di porvi rimedio perché non viene più "sollecitato ad intervenire" se non per quella che è definita ordinaria amministrazione, cioè interventi di bassa difficoltà tecnico-tattica.
Succede inoltre che i portieri di club top level non debbano "partecipare attivamente" con parate di grandi difficoltà per cui la prestazione viene giudicata con un voto di sufficienza che non si basa sulla prestazione stessa ma su una sorta di voto di fiducia: "non ha fatto bene, non ha fatto male quindi la sufficienza e nulla più". Altre volte viene utilizzato s.v. (senza voto) ma in questo caso non si potrebbe stillare le classifiche di comparazione sopra citate per cui l'uso è molto limitato. 

Insomma, un modo di procedere che non ritenni poter essere utile per ciò che mi prefiggevo. Ho quindi scartato questo modo di procedere perché cercavo qualcosa di più "oggettivo" che non semplici opinioni seppure di esperti in conflitto tra di loro. Nel mio modo di pensare però la prestazione era solo un elemento per quanto importante. Se volevo innalzare la prestazione del mio portiere avrei dovuto essere in grado di stabilirne le potenzialità in modo attendibile, il più possibile oggettivo e, soprattutto, la relazione intercorrente tra potenzialità e prestazione. Con simili premesse sono arrivato ad un modello di valutazione che si basa sulle già citate tipologie di forze: elastica, esplosiva e gravitazionale. Tutto ciò rapportato a livelli orizzontali che coincidono con la distanza dal suolo delle ginocchia e delle spalle. Dalle sovrapposizioni degli archi ribassati delle forze ed i livelli già descritti si ottengono superfici che caratterizzano gli schemi corporei per singole tipologie di parata. I motivi di queste scelte sono troppo lunghi per essere spiegati in questo ristretto spazio.

 

 
 

Il disegno sopra è un esempio di valutazione verticale di Kahn Oliver. Si tratta di una rappresentazione individualizzata in quanto la stessa nasce dalla interazione di elementi morfologici e fisici del soggetto. Si può notare che in basso a destra risulta particolarmente vulnerabile in quanto (ad un voto alto corrisponde un punto di forza e viceversa).
Avevo una piattaforma di lavoro che giustificava una teoria ed andava verificata l'efficacia. Contattai diverse redazioni sportive per propormi come colui che avrebbe valutato i portieri delle Nazionali partecipanti alle fasi finali di Francia '98. Al Guerin Sportivo, Aloi Andrea e Della Vite Marco, mi lasciarono spazio per un accordo: avrei dovuto valutare un portiere fornendo loro uno o due caratteristiche importanti ed essi lo avrebbero seguito per averne un riscontro. Venne scelto l'unico portiere "sconosciuto" al nostro campionato: Konsel. Dopo la prima partita, osservando i filmati relativi a Konsel, affermai che era molto bravo nelle parate alla sua destra e "inadeguato" alla sua sinistra. Il portiere della Roma giocò un inizio campionato strepitoso. La mia giustificazione, desunta anche dai filmati, era che veniva raramente sollecitato ad intervenire alla sua sinistra.
La settimana del primo derby con la Lazio inviai una fax ad Ericksson spiegando questa mia teoria. Lo avevo conosciuto personalmente in precedenti occasioni per cui speravo che, se possibile, comunicasse agli attaccanti di calciare alla sinistra del portiere. Non so se vi fu questa comunicazione ma la Lazio stravinse il derby e si evidenziò quanto da me previsto. Della Vite assistette ad una amichevole dell'Austria a Vienna e le sue conclusioni le potete leggere direttamente sul Guerin Sportivo: "Difetti? Ne abbiamo riscontrato uno soltanto: soffre i tiri sul proprio lato sinistro..." ed ancora, "...quando il tiro va in quel settore, lui si butta a destra tentando la respinta coi piedi..." "...La conferma si è avuta proprio a Vienna: tre gol degli ungheresi tutti sul lato sinistro. Fateci caso."
Prima che si verificasse la conoscenza di questo "difetto" il mio modello di valutazione mi aveva permesso di stabilirlo. Ne ero talmente convinto che, in internet, pubblicai diversi articoli i quali "prevedevano" gli anelli deboli delle prestazioni di diversi portieri anche molto quotati a livello internazionale come Van der Sar, Kahn prima che fossero notati o che si verificassero nella realtà.
Ovviamente non avevo nessuna certezza che l'errore si sarebbe verificato in quella partita specifica anche perché non avevo nessuna certezza che un qualche tiro finisse esattamente in quel settore. Avevo però tra le mani uno strumento che mi permetteva di valutare i punti di forza e di debolezza delle potenzialità del singolo portiere.
In sintesi ritenevo di avere uno strumento per far diminuire il divario tra prestazione e potenzialità. L'obiettivo finale era: il livello della prestazione doveva essere il più vicino possibile al livello delle potenzialità individuali del singolo portiere.

 
    Video - Prevenzione Gobbato
 

 
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    L'Autore
 

Sergio Rossi è nato a Sassuolo (MO) l’11 giugno 1957. Allenatore Giovani Calciatori e Allenatore di Base UEFA. E'stato delegato di S. Marino per i corsi di aggiornamento sui portieri presso l'UEFA. Ideatore e realizzatore di nuove metodiche di allenamento specifico per i portieri una delle quali migliora notevolmente la prestazione del gesto tecnico del tuffo distante dal corpo.
Pubblicazioni:
Professione portiere edito dalla ditta Nuova Phromos di Città di Castello (PG).
Relazioni e dimostrazioni:
· Master del Settore Tecnico di Coverciano anno 1996: dimostrazione di miglioramento del tuffo distante dal corpo di almeno 80 cm. Obiettivo pienamente raggiunto e visionabile da videocassetta inerente.
· Convegni e conferenze con diversi Comitati provinciali e Regionali AIAC
· Dimostrazioni e conseguimento di risultati in una sola seduta presso club professionistici (cinque portieri sottoposti solo alla metodica di base calcano domenicalmente campi di Serie A ed altri tra la B e la C 2).

 
  Indice de " Portieri: conoscere e sapere poco di tanto o tanto di poco?"
 

 

 

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