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Canale
Preparazione dei Portieri |
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Portieri:
conoscere e sapere poco di tanto o tanto di poco? |
3^ Parte |
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Metodo di valutazione
Prendiamo i giornali che, il lunedì, valutano le prestazioni dei
giocatori. Quasi sempre vengono espresse in voti e corredate da un
sintetico giudizio. Concentriamoci su una partita a caso e
raccogliamo tutti gli elementi inerenti (voti e giudizi) da tutte le
testate giornalistiche. Osserveremo una gamma piuttosto ampia di
valutazioni per lo stesso giocatore che possono andare dal positivo
al negativo o viceversa. Vi è quindi una grande varietà di
interpretazione di quanto offerto in campo da un calciatore.
Entrando poi sullo specifico del portiere non di rado ci si rende
conto delle contraddizioni di alcune classifiche. Per esempio, le
classifiche di fine girone di andata o del campionato che
comprendono le medie delle votazioni di giornalisti forniscono
indicazioni che sono puramente illogiche rispetto al valore
riconosciuto del singolo estremo difensore. Risulta spesso che i
migliori portieri siano quelli che giocano nelle squadre meno
quotate; si evidenzia anche che i portieri ritenuti più bravi e per
questo convocati in Nazionale, risultino posizionati a centro
classifica. E' sicuramente una assurdità dal punto di vista
strettamente logico.
La motivazione di queste incongruenze è molto semplice, a mio
avviso: in una squadra più "debole" è più probabile che un portiere
sia chiamato in causa e, in caso di eventuale errore o imperfezione,
dispone sempre di altre chanches di intervento per poter innalzare
il livello della propria prestazione. Per contro, in grandi club il
portiere è chiamato meno in causa (normalmente); ad un eventuale
errore e/o imperfezione può non avere più possibilità di porvi
rimedio perché non viene più "sollecitato ad intervenire" se non per
quella che è definita ordinaria amministrazione, cioè interventi di
bassa difficoltà tecnico-tattica.
Succede inoltre che i portieri di club top level non debbano
"partecipare attivamente" con parate di grandi difficoltà per cui la
prestazione viene giudicata con un voto di sufficienza che non si
basa sulla prestazione stessa ma su una sorta di voto di fiducia:
"non ha fatto bene, non ha fatto male quindi la sufficienza e nulla
più". Altre volte viene utilizzato s.v. (senza voto) ma in questo
caso non si potrebbe stillare le classifiche di comparazione sopra
citate per cui l'uso è molto limitato. |
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Insomma, un
modo di procedere che non ritenni poter essere utile per ciò
che mi prefiggevo. Ho quindi scartato questo modo di
procedere perché cercavo qualcosa di più "oggettivo" che non
semplici opinioni seppure di esperti in conflitto tra di
loro. Nel mio modo di pensare però la prestazione era solo
un elemento per quanto importante. Se volevo innalzare la
prestazione del mio portiere avrei dovuto essere in grado di
stabilirne le potenzialità in modo attendibile, il più
possibile oggettivo e, soprattutto, la relazione
intercorrente tra potenzialità e prestazione. Con simili
premesse sono arrivato ad un modello di valutazione che si
basa sulle già citate tipologie di forze: elastica,
esplosiva e gravitazionale. Tutto ciò rapportato a livelli
orizzontali che coincidono con la distanza dal suolo delle
ginocchia e delle spalle. Dalle sovrapposizioni degli archi
ribassati delle forze ed i livelli già descritti si
ottengono superfici che caratterizzano gli schemi corporei
per singole tipologie di parata. I motivi di queste scelte
sono troppo lunghi per essere spiegati in questo ristretto
spazio. |
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Il disegno sopra è un
esempio di valutazione verticale di Kahn Oliver. Si tratta di una
rappresentazione individualizzata in quanto la stessa nasce dalla
interazione di elementi morfologici e fisici del soggetto. Si può
notare che in basso a destra risulta particolarmente vulnerabile in
quanto (ad un voto alto corrisponde un punto di forza e viceversa).
Avevo una piattaforma di lavoro che giustificava una teoria ed
andava verificata l'efficacia. Contattai diverse redazioni sportive
per propormi come colui che avrebbe valutato i portieri delle
Nazionali partecipanti alle fasi finali di Francia '98. Al Guerin
Sportivo, Aloi Andrea e Della Vite Marco, mi lasciarono spazio per
un accordo: avrei dovuto valutare un portiere fornendo loro uno o
due caratteristiche importanti ed essi lo avrebbero seguito per
averne un riscontro. Venne scelto l'unico portiere "sconosciuto" al
nostro campionato: Konsel. Dopo la prima partita, osservando i
filmati relativi a Konsel, affermai che era molto bravo nelle parate
alla sua destra e "inadeguato" alla sua sinistra. Il portiere della
Roma giocò un inizio campionato strepitoso. La mia giustificazione,
desunta anche dai filmati, era che veniva raramente sollecitato ad
intervenire alla sua sinistra.
La settimana del primo derby con la Lazio inviai una fax ad
Ericksson spiegando questa mia teoria. Lo avevo conosciuto
personalmente in precedenti occasioni per cui speravo che, se
possibile, comunicasse agli attaccanti di calciare alla sinistra del
portiere. Non so se vi fu questa comunicazione ma la Lazio stravinse
il derby e si evidenziò quanto da me previsto. Della Vite assistette
ad una amichevole dell'Austria a Vienna e le sue conclusioni le
potete leggere direttamente sul Guerin Sportivo: "Difetti? Ne
abbiamo riscontrato uno soltanto: soffre i tiri sul proprio lato
sinistro..." ed ancora, "...quando il tiro va in quel settore, lui
si butta a destra tentando la respinta coi piedi..." "...La conferma
si è avuta proprio a Vienna: tre gol degli ungheresi tutti sul lato
sinistro. Fateci caso."
Prima che si verificasse la conoscenza di questo "difetto" il mio
modello di valutazione mi aveva permesso di stabilirlo. Ne ero
talmente convinto che, in internet, pubblicai diversi articoli i
quali "prevedevano" gli anelli deboli delle prestazioni di diversi
portieri anche molto quotati a livello internazionale come Van der
Sar, Kahn prima che fossero notati o che si verificassero nella
realtà.
Ovviamente non avevo nessuna certezza che l'errore si sarebbe
verificato in quella partita specifica anche perché non avevo
nessuna certezza che un qualche tiro finisse esattamente in quel
settore. Avevo però tra le mani uno strumento che mi permetteva di
valutare i punti di forza e di debolezza delle potenzialità del
singolo portiere.
In sintesi ritenevo di avere uno strumento per far diminuire il
divario tra prestazione e potenzialità. L'obiettivo finale era: il
livello della prestazione doveva essere il più vicino possibile al
livello delle potenzialità individuali del singolo portiere. |
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Video
- Prevenzione Gobbato |
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Video
- Rivaroli |
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L'Autore |
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Sergio Rossi
è nato a Sassuolo (MO) l’11 giugno 1957.
Allenatore Giovani Calciatori e Allenatore di Base UEFA.
E'stato delegato di S. Marino per i corsi di aggiornamento sui
portieri presso l'UEFA.
Ideatore e realizzatore di nuove metodiche di allenamento specifico
per i portieri una delle quali migliora notevolmente la prestazione
del gesto tecnico del tuffo distante dal corpo.
Pubblicazioni:
Professione portiere edito dalla ditta Nuova Phromos di Città di
Castello (PG).
Relazioni e dimostrazioni:
· Master del Settore Tecnico di Coverciano anno 1996: dimostrazione
di miglioramento del tuffo distante dal corpo di almeno 80 cm.
Obiettivo pienamente raggiunto e visionabile da videocassetta
inerente.
· Convegni e conferenze con diversi Comitati provinciali e Regionali
AIAC
· Dimostrazioni e conseguimento di risultati in una sola seduta
presso club professionistici (cinque portieri sottoposti solo alla
metodica di base calcano domenicalmente campi di Serie A ed altri
tra la B e la C 2).
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Indice de " Portieri:
conoscere e sapere poco di tanto o tanto di poco?"
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