| |
Esercizi
In cosa consiste il metodo da me utilizzato?
L'obiettivo principale è modificare lo schema corporeo (soprattutto
dinamico) in funzione della postura dinamica rapportata alle
caratteristiche morfo - strutturali.
I due sotto - obiettivi sono: diminuzione delle dispersioni e
diminuzione delle sollecitazioni ai comparti più deboli o comunque
dolenti.
Nel secondo sotto-obiettivo, che ho chiamato prevenzione, si procede
materialmente in questo modo:
1) test per valutare lo schema corporeo dinamico (da 45' a un'ora
circa, una volta sola);
2) esercizi. Generalmente si parte da skip per poi diversificare.
Qualche volta invece di skip si utilizza un altro mezzo allenante.
Dipende dai problemi del singolo atleta.
Tutto qua. Generalmente i tempi sono 4 settimane per la "conoscenza"
del ciclo completo del movimento rapportato allo spazio e 4
settimane per la memorizzazione. Nelle prime 4 settimane il soggetto
si impegna ad eseguire gli skip (ed altri esercizi come scritto in
precedenza) prima di iniziare il lavoro previsto dal preparatore
atletico o allenatore. Tutto qua.
Semplice? Si per l'atleta ma non proprio facile per chi deve
rimodellare e seguirne l'attuazione. La parte più delicata ed
importante nonché difficile è l'elaborazione del nuovo modello che
viene gestita in privato con l'ausilio delle riprese dei test
effettuati. Il grosso del lavoro è l'osservazione e le relative
correzioni da parte di colui che ha proposto il nuovo modello di
schema corporeo. Come funziona? All'interno degli esercizi sono
posti dei vincoli che interagiscono sullo schema corporeo. Un po
come il cavallo di Troia che era usato per immettere soldati
all'interno della città utilizzo gli esercizi per attivare i marker
che vanno poi ad interagire con lo schema corporeo. In pratica posso
utilizzare molte tipologie di esercizi per ottenere risultati
analoghi.
Comunque, credetemi, non è facile e neppure rilassante osservare
20-25 ragazzi che debbono interpretare lo stesso esercizio ma ognuno
con una adattamento diverso e così minimo da essere appena
percettibile. In difetto di ciò è probabile che venga vanificato
quanto predisposto con la ristrutturazione dello schema corporeo e
non si ottenga risultato positivo, anzi, se questo succedesse non
sarebbe più possibile riutilizzare la stessa metrica di "correzione"
ed occorrerebbe impostare una via diversa, più efficace ma molto più
lenta. Usando la simbologia del cavallo di Troja, il nuovo modello
sarebbe molto più invasivo e radicale e l'equivalente informatico
potrebbe essere l'installazione di un nuovo sistema operativo.
Torniamo a quanto scritto in un precedente intervento:
"La domanda che si ripropone è: se non sono gli esercizi a
determinare il cambiamento che permette di acquisire il metodo del
tuffo lungo, cos'è che lo determina? Senza tralasciare che il
portiere dispone di un modello consolidato da tempo ed allenamenti
in confronto ad un nuovo modello privo di consolidamento e tempo per
l'acquisizione!!!"
Abbiamo visto che, per "ricondizionare" i portieri utilizzo esercizi
che essi conoscono ed allenano praticamente tutte le settimane. I
giocatori sottoposti al mio modello di schema corporeo (che ho
chiamato prevenzione perché previene sovraccarichi ai distretti
dolenti o danneggiati ridistribuendo il "lavoro" ad altri distretti)
usano skip sempre e comunque presenti nel menù di ogni preparatore
atletico.
Non posso rispondere perché ora mi sto indirizzando ad un sistema
indotto che possa veicolare le informazioni tattiche (in pratica
velocizzare ed ampliare la gamma di movimenti e integrazioni
tattiche del singolo. Se fornissi informazioni dettagliate potrei
vanificare i miei risultati).
Comunque qualche indicazione voglio darla; non si sa mai che
qualcuno, partendo da questa strada indicata, trovi una qualche
soluzione migliore della mia e mi contatti per approfondire il
tutto.
I presupposti erano che il soggetto avrebbe dovuto essere il meno
possibile isolato dagli altri e che si sarebbe dovuto trattare di
protocolli che utilizzassero esercizi conosciuti e attuati da tutti.
Nel tuffo lungo avevo utilizzato una sorta di cavallo di Troia che,
inducendo gli esercizi scelti, QUALUNQUE ESSI FOSSERO, avessero al
loro interno una sorta di informazioni che inducessero il
cambiamento del gesto tecnico. Questo cavallo di Troia l'ho
utilizzato per mantenere un livello di prestazione alle prove ed
agli allenamenti superiore a quella che proponevo nel libro
Professione Portiere. In pratica, chi leggesse il libro (il video
non contempla l'allenamento qualitativo ed altri argomenti per cui
chi ha copiato la cassetta dispone solo della parte pratica del
tuffo lungo) ottiene dei risultati in linea con gli 80 cm previsti e
garantiti. Il problema è farlo diventare prestazione. Questa
prerogativa l'ho tenuta per me. Successivamente si è aperta la
strada della ottimizzazione posturale. Non bastava più il cavallo di
Troia. Ho dovuto rielaborare il tutto. Un grosso aiuto me lo ha reso
la logica fuzzy. Ora dispongo (o ritengo di disporre) di una sorta
di file .exe che si autoscompatta andando a rimodellare i componenti
dello schema corporeo.
La rimodellazione è basata su elementi di psicocibernetica, PNL,
logica fuzzy, teoria della incompletezza di Goedel, Teoria di
indeterminazione di Schroedingen, pensiero laterale, fisica
meccanica e meccanica quantistica ecc. Tutte materie di al di fuori
di quelle normalmente utilizzate per lo scopo dello studio della
prestazione. Non proprio facilissimo ma non escludo che qualcuno
riesca a trovare una strada più breve e magari più precisa. Per
quanto mi riguarda ho scelto di studiare altre materie perché non
posso competere, nè per mezzi disponibili nè per conoscenze
tecniche, con quelle normalmente studiate come la preparazione
atletica. Ho dovuto modificare le prospettive; chi ha partecipato ad
una qualche mia Conferenza più specifica come all'Università, si è
trovato proprio davanti a queste proposte. Per chi non ha avuto
possibilità di partecipare è in stesura un libro che ne riporta le
fasi salienti e proposto in modo divulgativo per cui fruibile da
tutti coloro che desiderano impegnarsi un po nel comprendere anziché
nel leggere fugacemente qua e là.
NB: questi sono skip di base, non è detto che siano uguali per tutti
anche se generalmente sono bene accettati da molte delle
problematiche per le quali sono finalizzati.
Nella stesura di questi interventi "salto" dall'argomento portieri a
calciatori continuamente perché sto seguendo l'evoluzione temporale
delle mie esperienze che hanno alternato portieri e preparazione
atletica o ambedue insieme. |