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  + -  Canale Preparazione dei Portieri
    Portieri: conoscere e sapere poco di tanto o tanto di poco?  | 5^ Parte
   
Autore: Sergio Rossi

 

 
 

Esercizi
In cosa consiste il metodo da me utilizzato?
L'obiettivo principale è modificare lo schema corporeo (soprattutto dinamico) in funzione della postura dinamica rapportata alle caratteristiche morfo - strutturali.
I due sotto - obiettivi sono: diminuzione delle dispersioni e diminuzione delle sollecitazioni ai comparti più deboli o comunque dolenti.
Nel secondo sotto-obiettivo, che ho chiamato prevenzione, si procede materialmente in questo modo:
1) test per valutare lo schema corporeo dinamico (da 45' a un'ora circa, una volta sola);
2) esercizi. Generalmente si parte da skip per poi diversificare. Qualche volta invece di skip si utilizza un altro mezzo allenante. Dipende dai problemi del singolo atleta.
Tutto qua. Generalmente i tempi sono 4 settimane per la "conoscenza" del ciclo completo del movimento rapportato allo spazio e 4 settimane per la memorizzazione. Nelle prime 4 settimane il soggetto si impegna ad eseguire gli skip (ed altri esercizi come scritto in precedenza) prima di iniziare il lavoro previsto dal preparatore atletico o allenatore. Tutto qua.
Semplice? Si per l'atleta ma non proprio facile per chi deve rimodellare e seguirne l'attuazione. La parte più delicata ed importante nonché difficile è l'elaborazione del nuovo modello che viene gestita in privato con l'ausilio delle riprese dei test effettuati. Il grosso del lavoro è l'osservazione e le relative correzioni da parte di colui che ha proposto il nuovo modello di schema corporeo. Come funziona? All'interno degli esercizi sono posti dei vincoli che interagiscono sullo schema corporeo. Un po come il cavallo di Troia che era usato per immettere soldati all'interno della città utilizzo gli esercizi per attivare i marker che vanno poi ad interagire con lo schema corporeo. In pratica posso utilizzare molte tipologie di esercizi per ottenere risultati analoghi.
Comunque, credetemi, non è facile e neppure rilassante osservare 20-25 ragazzi che debbono interpretare lo stesso esercizio ma ognuno con una adattamento diverso e così minimo da essere appena percettibile. In difetto di ciò è probabile che venga vanificato quanto predisposto con la ristrutturazione dello schema corporeo e non si ottenga risultato positivo, anzi, se questo succedesse non sarebbe più possibile riutilizzare la stessa metrica di "correzione" ed occorrerebbe impostare una via diversa, più efficace ma molto più lenta. Usando la simbologia del cavallo di Troja, il nuovo modello sarebbe molto più invasivo e radicale e l'equivalente informatico potrebbe essere l'installazione di un nuovo sistema operativo.
Torniamo a quanto scritto in un precedente intervento:
"La domanda che si ripropone è: se non sono gli esercizi a determinare il cambiamento che permette di acquisire il metodo del tuffo lungo, cos'è che lo determina? Senza tralasciare che il portiere dispone di un modello consolidato da tempo ed allenamenti in confronto ad un nuovo modello privo di consolidamento e tempo per l'acquisizione!!!"
Abbiamo visto che, per "ricondizionare" i portieri utilizzo esercizi che essi conoscono ed allenano praticamente tutte le settimane. I giocatori sottoposti al mio modello di schema corporeo (che ho chiamato prevenzione perché previene sovraccarichi ai distretti dolenti o danneggiati ridistribuendo il "lavoro" ad altri distretti) usano skip sempre e comunque presenti nel menù di ogni preparatore atletico.
Non posso rispondere perché ora mi sto indirizzando ad un sistema indotto che possa veicolare le informazioni tattiche (in pratica velocizzare ed ampliare la gamma di movimenti e integrazioni tattiche del singolo. Se fornissi informazioni dettagliate potrei vanificare i miei risultati).
Comunque qualche indicazione voglio darla; non si sa mai che qualcuno, partendo da questa strada indicata, trovi una qualche soluzione migliore della mia e mi contatti per approfondire il tutto.
I presupposti erano che il soggetto avrebbe dovuto essere il meno possibile isolato dagli altri e che si sarebbe dovuto trattare di protocolli che utilizzassero esercizi conosciuti e attuati da tutti. Nel tuffo lungo avevo utilizzato una sorta di cavallo di Troia che, inducendo gli esercizi scelti, QUALUNQUE ESSI FOSSERO, avessero al loro interno una sorta di informazioni che inducessero il cambiamento del gesto tecnico. Questo cavallo di Troia l'ho utilizzato per mantenere un livello di prestazione alle prove ed agli allenamenti superiore a quella che proponevo nel libro Professione Portiere. In pratica, chi leggesse il libro (il video non contempla l'allenamento qualitativo ed altri argomenti per cui chi ha copiato la cassetta dispone solo della parte pratica del tuffo lungo) ottiene dei risultati in linea con gli 80 cm previsti e garantiti. Il problema è farlo diventare prestazione. Questa prerogativa l'ho tenuta per me. Successivamente si è aperta la strada della ottimizzazione posturale. Non bastava più il cavallo di Troia. Ho dovuto rielaborare il tutto. Un grosso aiuto me lo ha reso la logica fuzzy. Ora dispongo (o ritengo di disporre) di una sorta di file .exe che si autoscompatta andando a rimodellare i componenti dello schema corporeo.
La rimodellazione è basata su elementi di psicocibernetica, PNL, logica fuzzy, teoria della incompletezza di Goedel, Teoria di indeterminazione di Schroedingen, pensiero laterale, fisica meccanica e meccanica quantistica ecc. Tutte materie di al di fuori di quelle normalmente utilizzate per lo scopo dello studio della prestazione. Non proprio facilissimo ma non escludo che qualcuno riesca a trovare una strada più breve e magari più precisa. Per quanto mi riguarda ho scelto di studiare altre materie perché non posso competere, nè per mezzi disponibili nè per conoscenze tecniche, con quelle normalmente studiate come la preparazione atletica. Ho dovuto modificare le prospettive; chi ha partecipato ad una qualche mia Conferenza più specifica come all'Università, si è trovato proprio davanti a queste proposte. Per chi non ha avuto possibilità di partecipare è in stesura un libro che ne riporta le fasi salienti e proposto in modo divulgativo per cui fruibile da tutti coloro che desiderano impegnarsi un po nel comprendere anziché nel leggere fugacemente qua e là.
NB: questi sono skip di base, non è detto che siano uguali per tutti anche se generalmente sono bene accettati da molte delle problematiche per le quali sono finalizzati.
Nella stesura di questi interventi "salto" dall'argomento portieri a calciatori continuamente perché sto seguendo l'evoluzione temporale delle mie esperienze che hanno alternato portieri e preparazione atletica o ambedue insieme. 

 
    Video - Valli
 

 
    Video - Skip
 

 
    L'Autore
 

Sergio Rossi è nato a Sassuolo (MO) l’11 giugno 1957. Allenatore Giovani Calciatori e Allenatore di Base UEFA. E'stato delegato di S. Marino per i corsi di aggiornamento sui portieri presso l'UEFA. Ideatore e realizzatore di nuove metodiche di allenamento specifico per i portieri una delle quali migliora notevolmente la prestazione del gesto tecnico del tuffo distante dal corpo.
Pubblicazioni:
Professione portiere edito dalla ditta Nuova Phromos di Città di Castello (PG).
Relazioni e dimostrazioni:
· Master del Settore Tecnico di Coverciano anno 1996: dimostrazione di miglioramento del tuffo distante dal corpo di almeno 80 cm. Obiettivo pienamente raggiunto e visionabile da videocassetta inerente.
· Convegni e conferenze con diversi Comitati provinciali e Regionali AIAC
· Dimostrazioni e conseguimento di risultati in una sola seduta presso club professionistici (cinque portieri sottoposti solo alla metodica di base calcano domenicalmente campi di Serie A ed altri tra la B e la C 2).

 
  Indice de " Portieri: conoscere e sapere poco di tanto o tanto di poco?"
 

 

 

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