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| Cosa
intendiamo allenare? Il meccanismo energetico |
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| Autore:
Claudio
Damiani |
Fonte:
farecalcio.it |
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Premessa |
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Per meglio
organizzare la seduta di allenamento con lo scopo di migliorare le
capacità condizionali dell’atleta (forza, resistenza, velocità), mi
soffermerei sull’importanza del meccanismo energetico a seconda
delle finalità metaboliche che si intendono ottenere in uno o più
atleti. Premetto che per finalità metaboliche intendo il “cosa
intendo allenare” ovvero quale capacità condizionale. I muscoli
utilizzano l'energia biochimica contenuta in una particolare
molecola chiamata ATP (adenosintrifosfato).Durante il lavoro
muscolare essa si trasforma in un sottoprodotto detto ADP (adenosindifosfato),
il quale però da solo non può produrre altra energia. Ed è quindi
attraverso particolari meccanismi energetici, aerobici e anaerobici
eseguiti all’unisono che l'ATP deve essere continuamente
“ricostruito” per avere funzione di "benzina" per il nostro
organismo.
L'ATP può essere considerato la "benzina" necessaria per far muovere
la "macchina umana".
E' l'unica fonte di energia che i muscoli sanno utilizzare.
I tre fondamentali processi da utilizzare allo scopo sono i
seguenti. |
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| Meccanismo
aerobico.
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L'ATP è ottenuto dal glucosio (zuccheri), in presenza di ossigeno:
glicolisi aerobica.
Corrisponde a degli sforzi fisici non necessariamente onerosi, come
ad esempio una corsa lenta per circa un'ora al 50% della massima
velocità. (Lavori di "potenza aerobica").
L'ATP può essere altresì ottenuto dalla coesione di lipidi (grassi)
con l'ossigeno ed enzimi aerobici. Corsa al 25% per delle ore
(maratona), che è un meccanismo detto di "capacità aerobica". |
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| Meccanismo
anaerobico lattacido. |
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In questo caso l'ATP viene risintetizzato attraverso la reazione
chimica degli zuccheri in assenza di ossigeno, (glicolisi anaerobica
lattacida). Questo meccanismo ha luogo attraverso una corsa
sub-massimale, massimale (85-90%) per un tempo non superiore ai due
minuti.
Questo modo di produrre ATP ha il "difetto" di produrre acidità nei
muscoli (acido lattico) che crea dei disagi all'organismo:
impedimento di correre all'intensità voluta, scadimento della
prestazione sino alla cessazione dell'attività.
Esempi di lavori che utilizzano il meccanismo in questione, possono
essere le ripetute con metodo ad intervalli entro i tempi citati
all'intensità citata, i "vai e torna", le partite 1>1 a tutto campo,
ecc. (lavori che allenano la resistenza). |
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| Meccanismo
anaerobico alattacido |
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L'ATP si ottiene attraverso la fosfocreatina presente nei muscoli e
in assenza di ossigeno.
In questo caso il procedimento di rielaborazione dell'ATP avviene
attraverso sforzi brevissimi (20'' circa), in cui i muscoli si
contraggono alla massima velocità.
La "benzina" prodotta, non ha una durata lunga nel tempo ma lo
sforzo per ottenerla è recuperabile nel giro di qualche minuto di
recupero.
(Lavori di sprint, skip, tira e molla, reattività, velocità, ecc). |
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| Il
meccanismo energetico |
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E’
superfluo affermare che qualsiasi tipo di finalità si può ottenere
tanto attraverso l’utilizzo del pallone quanto senza lo “strumento”;
l’importante è avere le idee chiare sull’obiettivo che si vuole
ottenere avendo l’accortezza di distribuire bene le forze degli
atleti nell’arco di una settimana di carico, in vista dell’evento
sportivo da affrontare.
Questi sono dati teorici che devono anche tenere in considerazione
alcuni fattori:
L’età media del gruppo di lavoro (squadra giovanile o prima
squadra?). E’ impensabile far sostenere a una squadra “Giovanissimi”
il carico di lavoro che normalmente sosterrebbe una “Prima Squadra”
Le condizioni del terreno di allenamento (pesante, fangoso o
asciutto?); si pensi che soprattutto tra i dilettanti, ci si allena
di sera e nei periodi invernali molto spesso i campi si presentano
molto fangosi. In questi casi è preferibile:
Rendere la seduta più intensa possibile tralasciando le pause troppo
lunghe tra un esercizio e l’altro per meglio attenuare la morsa del
freddo.
Valutare bene che svolgere attività fisica su un terreno molto
pesante comporta già un allenamento “implicito” degli arti inferiori
di un’entità da non sottovalutare (forza).
Il morale della squadra: per esperienza personale, alcune volte
nella seduta successiva a una gara persa in malo modo, tendo a
rendere la seduta più divertente e meno onerosa dal punto di vista
fisico, puntando più che altro a un ripristino morale del gruppo più
che a una finalità prettamente legata ai programmi abituali di
lavoro. (Riscaldamento e partitelle “a tema”, esercitazioni ludiche,
utilizzo esasperato del pallone evitando il più possibile esercizi
“a secco”).
Ecco, in sintesi, una tabella che esprime la finalità metabolica
raggiunta in funzione del lavoro svolto e quindi dei battiti
cardiaci per minuto (b.p.m.).
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| Frequenza
cardiaca e finalità metabolica del carico |
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fino a 135 b.p.m |
aerobico
di bassa intensità |
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135 - 150 |
aerobico
di media intensità |
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150 - 165 |
aerobico
di alta intensità (potenza aerobica) |
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165 - 180 |
anaerobico
(superamento della soglia anaerobica) |
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oltre 180 |
anaerobico
lattacido di alta intensità (sub-massimale- massimale) |
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