|
|
|
|
Il ruolo del Preparatore
coordinativo |
|
|
Autore:
Sergio Ruosi
|
|
|
Fonte: Settore Tecnico
|
|
|
Introduzione
|
|
|
|
L'intento di questo articolo è cercare di
chiarire l'importanza dell'aspetto coordinativo
nello sport e quale deve essere la progressione
didattica per uno sviluppo motorio armonico del
bambino.
|
|
|
|
Perchè
|
|
|
|
E'
ormai confermato da numerose ricerche
scientifiche che sono sempre di più i bambini
che in età evolutiva presentano delle scarse
abilità motorie (SdS n°72 e 80). Questa
situazione si ripercuote sul mondo sportivo in
quanto gli allievi che si apprestano ad iniziare
una qualsiasi disciplina partono con un bagaglio
motorio nettamente inferiore rispetto a qualche
anno fa, occorre quindi apportare delle
modifiche sostanziali alla tradizionale
metodologia di lavoro in ambito giovanile.
Bisogna riconsiderare: i contenuti (inserire
esercizi puramente coordinativi per dare solide
basi motorie), i tempi di apprendimento (che
saranno più lunghi), i mezzi (inserire più
giochi e meno esercizi) e i metodi di lavoro
(proporre più esperienze e meno ripetizione).
|
|
|
|
Chi è
|
|
|
|
Indipendentemente da quali sono gli obiettivi e
dal livello del proprio settore giovanile
occorre quindi avere istruttori che siano capaci
di rielaborare la situazione didattica
riproponendola adattata alle nuove esigenze. Non
potendo cambiare quasi tutto il gruppo degli
allenatori, una soluzione possibile è quella di
affidare il compito di organizzare il lavoro
sulla motricità ad un esperto del settore,
ovvero un laureato in scienze motorie che
collabori con gli istruttori delle singole
squadre del settore giovanile. Questa nuova
figura professionale può essere quindi definita
preparatore coordinativo. |
|
|
|
Cosa fa
|
|
|
|
Il
suo compito sarà quello di organizzare adeguate
progressioni didattiche che aiutino il bambino a
recuperare i deficit motori, ad esaltare le
proprie caratteristiche e nello stesso tempo ad
apprendere le regole di comportamento nel gruppo
attraverso il gioco. Creando le giuste
condizioni gli allievi avranno la possibilità di
sviluppare gli schemi motori di base e le
capacità coordinative, le quali col tempo si
trasformeranno in abilità motorie e che
successivamente, grazie al lavoro
tecnico-tattico, diventeranno abilità sportive.
Tutto questo avviene nel rispetto dello sviluppo
psicomotorio del bambino creando, oltre ad un
buon giocatore anche un ottimo “sportivo”. E'
indispensabile che tutti abbiano chiaro che per
una corretta tecnica sportiva occorre una buona
base coordinativa, senza la quale i ragazzi non
saranno mai in grado di adeguarsi nel migliore
dei modi alle varie situazioni di gara. |
|
|
|
Coordina che?
|
|
|
|
Una
volta si esercitava la motricità di base
spontaneamente nei parchi sotto casa, quindi
quando si iniziavano le attività sportive, buona
parte del bagaglio motorio era già sviluppato.
Ora invece occorre creare esercizi e riprendere
quei giochi tradizionali che si basano sul
correre, saltare, strisciare, rotolare,
arrampicare, sull'equilibrio, sulle traiettorie,
sulla combinazione, sulla reazione... Queste
capacità coordinative speciali e schemi motori
di base quando ben sviluppate, consentono di
adattarsi meglio alla situazione, di apprendere
più velocemente nuove gestualità e di
controllare con più facilità il movimento (che
sono le tre capacità coordinative generali).
Capacità coordinative e schemi motori di base
sono le fondamenta di tutti i movimenti del
nostro corpo sui quali poi si costruiscono i
gesti sportivi, non è quindi corretto sostenere
di migliorarle attraverso esercitazioni e giochi
prevalentemente tecnico-tattici ma occorre una
programmazione adeguata.
|
|
|
|
Programmazione
|
|
|
|
L'ideale sarebbe fare un lavoro vario e
multilaterale fino ai 10 anni per poi
specializzare l'allievo in una determinata
disciplina. Questo è chiedere troppo, quindi
accontentiamoci di inserire ,a partire dalla
scuola calcio fino ai giovanissimi, delle
esercitazioni che si prefiggano obiettivi
principalmente coordinativi. Le linee guida per
una buona pianificazione del lavoro sono:
variare il più possibile le proposte e le
richieste, far conoscere e utilizzare tutte le
parti del corpo, prendere spunto da altre
discipline sportive, non dare suggerimenti ma
lasciare sperimentare, fornire proposte
stimolanti richiedendo sempre la massima
velocità di esecuzione. Queste esercitazioni si
inseriscono a meraviglia nella fase di
avviamento in quanto permettono al bambino di
sfogare la sua gioia di essere arrivato sul
campo, hanno un naturale incremento di
difficoltà e concentrazione e sono facili da
spiegare.
|
|
|
|
L'Autore
|
|
|
|
Sergio Ruosi,
Preparatore Atletico Professionista |
 |
|
 |
 |
|
|
|
|