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Approfitto
di tornare a scrivere dopo la partita Palermo – Milan,
gara di ritorno della semifinale di Coppa Italia, vinta
dal Palermo di Delio Rossi, per celebrare ed apprezzare
un tecnico che stimo e di cui mi piace il comportamento
da “signore della panchina”. Allenatore nato nel 1960
quindi relativamente giovane (solo due anni più di me),
ma con i valori ed i concetti della generazione di
tecnici precedente, quella per intenderci, dei Reja e di
molti altri che hanno iniziato e fatto grandi cose nel
calcio quando ancora si allenavano delle squadre di
calcio e non delle “aziende sportive”.
Bravo quindi ad adattarsi alla “commercializzazione” del
fenomeno calcio, restando sempre e comunque un
allenatore, il responsabile tecnico di un gruppo di
giocatori, che deve far diventare una “squadra”, capace
di raggiungere il miglior risultato sportivo possibile.
E la qualificazione alla finale di Coppa Italia a danni
del Milan appena laureatosi Campione d’Italia è
veramente un risultato straordinario, soprattutto in
funzione della età media della squadra (la rosa in
assoluto più giovane della Serie A), e della particolare
annata vissuta dal Palermo in questa stagione. Dico la
verità non ho visto la partita in televisione e quindi
non sono in grado di analizzare nel dettaglio
l’andamento dell’incontro, ma già solo leggendo i
giornali sportivi (ebbene sì, per una volta do retta ad
uno strumento di cui in genere purtroppo ho una dubbia
opinione…) ci si rende conto dell’ enormità del
risultato.
Ho però avuto modo di vedere le immagini dei
festeggiamenti degli increduli ed entusiasti tifosi
palermitani, e poi ci sono le interviste rilasciate sia
dall’allenatore, persona a modo, che non chiacchera a
vanvera (come purtroppo a volte capita ad alcuni altri
rappresentanti della categoria, di cui anch’io faccio
parte) e dallo stesso presidente Zamparini. Sì, proprio
lui che ha prima mandato via e poi richiamato il buon
Delio, come ormai sembra essere abituato a fare, senza
evidentemente imparare dagli errori commessi in
precedenza. Naturalmente è solo la mia opinione, può
anche darsi che abbia ragione il presidente, ma sempre
le stesse decisioni poi rimangiate, mi lasciano un po’
perplesso… (chiedere eventualmente al buon Checco…
Guidolin cosa ne pensa in merito). E il paragone Rossi –
Guidolin non è assolutamente casuale.
Stessa generazione di tecnici e soprattutto stessa
onestà intellettuale (si dice così adesso quando uno è
coerente e non scende troppo a compromessi…) nel modo di
fare l’allenatore. Bene sono veramente contento di
inserire tra i Very Slowfootball Person proprio Delio
Rossi, l’allenatore capace di far gioire così tanto il
pubblico palermitano, quello stesso pubblico che lo
aveva applaudito ed acclamato anche dopo il 7 – 0 subito
in casa contro l’Udinese, prima dell’esonero.
Non è facile dopo essere stato “mandato via”, tornare ed
in così poco tempo rimettere a posto le cose e riuscire
ad eliminare in semifinale il Milan. E allora benvenuti
nel club V.S.P. a Delio Rossi e a tutto il pubblico
palermitano, in bocca al lupo e forza Palermo per la
finale.
Maurizio Trombetta |
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