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  + - PROFILI ALLENATORI  
   Il 2010 nel segno di Bisoli  
  Fonti: Pianeta Empoli - La Gazzetta dell'Appennino - Alleniamo.com  
  Pierpaolo Bisoli è un allenatore che in questo momento sta attirando parecchie attenzioni da parte della critica sportiva e degli addetti ai lavori. Lo testimonia l'interminabile lista di Allenatori di Base che, nelle more degli aggiornamenti periodici AIAC, vogliono assistere ai suoi allenamenti e ne fanno richiesta alla società romagnola. Il suo Cesena rappresenta infatti la vera rivelazione di questa serie B con un andamento stagionale a dir poco sorprendente. I romagnoli occupano attualmente il terzo posto in classifica ed hanno perso una sola gara in queste prime 15 giornate. Non subiscono sconfitte da più di 4 mesi (l'unico match perso risale alla giornata inaugurale di questo campionato: 0-1 in casa con la Reggina il 24 agosto scorso), e gli archivi storici narrano addirittura di un record eguagliato risalente alla stagione 1972-73 quando il Cesena era allenato da Gigi Radice.
Se si considera inoltre che la compagine romagnola non ha mai perso in trasferta (2 vittorie e 5 pareggi fin ad ora lontano dal Manuzzi), e detiene nettamente la miglior difesa del torneo con appena 7 reti subite, si può a ragione inserire il Cesena tra le pretendenti ad un posto nei playoff, traguardo a dir poco
straordinario per una squadra che lo scorso anno militava in Lega Pro. Ma non si tratta esattamente di miracolo quello realizzato dai ragazzi di Bisoli.
Le soddisfazioni del presente sono infatti frutto di un'ottima organizzazione societaria e di un'attenta programmazione tecnica pianificata dal presidente Igor Campedelli.
Il giovane imprenditore cesenate (fratello dell'ex giocatore di Cesena, Modena, Salernitana, Nicola Campedelli), ha rilevato le quote societarie a fine 2007 da Edmeo Lugaresi  dopo essersi affidato ad un gruppo di giocatori giovani e motivati, ha chiamato in panchina l'emergente Pierpaolo Bisoli.
Nasce a Porretta Terme nel 1966, e inizia a giocare nelle giovanili del Porretta Calcio.
A seguirlo e ad incoraggiarlo è soprattutto il fratello maggiore, Poldo che svolgerà un ruolo molto importante nella vita di Pier Paolo anche a causa della prematura scomparsa del padre avvenuta nel 1974.
Pier Paolo, grazie alla sua caparbietà e serietà, riesce a mettersi in evidenza fin da giovane, tanto da meritare l'attenzione e l'interesse degli osservatori delle giovanili del Bologna Calcio che lo selezionano per un provino che lo porterà a vestire la maglia della squadra del cuore.
L'avventura nelle giovanili del Bologna durerà però ben poco. A causa di un fastidioso soffio al cuore che gli viene diagnosticato, Bisoli viene scartato.
Sembra tutto finito, ma in realtà è solo questione di tempo, perché l'anno successivo è la Pistoiese ad interessarsi a lui, e questa volta il risultato sarà diverso.
Vi approda nel campionato di C1 nella stagione 1984-'85 dove inizia ad ambientarsi e giocare in Primavera. L'anno successivo, a vent'anni appena compiuti, sarà già titolare fisso con 32 presenze.
Tra il 1986 e il 1991 girovaga tra Pistoia, Alessandria, Arezzo e Viareggio, sempre in C1, disputando ottimi campionati.
Nell'estate del 1991, il Cagliari di Cellino, allenato da Giacomini, si accorge di lui e per Bisoli si aprono le porte della Serie A.
Sarà Mazzone però a dargli fiducia definitivamente, promuovendolo a titolare fisso e facendone un vero e proprio punto di riferimento del centrocampo e della squadra.
Grinta, caparbietà, serietà e costanza ne fanno un centrocampista di grande generosità.
Dopo aver raggiunto le semifinali di Coppa Uefa nella stagione 1993-'94, riesce perfino a sfiorare la convocazione in Nazionale ma un gravissimo infortunio al ginocchio, con conseguente operazione, lo tiene lontano dai campi di calcio per diversi mesi.
Nella stagione 1997-'98, lascia Cagliari per trasferirsi ad Empoli dove rimane due stagioni. Riemerge però lo speciale rapporto che lo lega a Mazzone che ne fa uno dei suoi fedelissimi, e così segue il tecnico romano prima a Perugia, poi nel Brescia di Roberto Baggio nella stagione 2000-'01.
A 35 anni dopo 10 stagioni nella massima serie, dove ha collezionato 271 presenze e 7 reti, Bisoli torna nella Pistoiese in Serie B, la squadra che lo ha lanciato, per chiudere la carriera tra i Professionisti.
L'anno successivo, la stagione 2002-'03, è quella di transizione in cui accetta di svolgere il ruolo di allenatore-giocatore del Porretta Calcio tra i dilettanti della Promozione.
Come la carriera calcistica, anche quella da allenatore si apre proprio a Porretta e, dopo solo due stagioni, nel 2005, Dino Zoff lo chiama come vice-allenatore a Firenze.
Bisoli mette subito in mostra le sue doti di allenatore ottenendo buoni risultati sia a Prato nel campionato di C2 che a Foligno, dove guadagna il titolo di miglior allenatore di C1 sfiorando la promozione nella serie cadetta.
Il Cesena, appena retrocesso dalla Serie B, si affida a lui per una pronta risalita che ottiene al termine di una stagione esaltante.
Il 2010 si apre con il Cesena nelle prime posizioni, con un impianto di gioco solido, collaudato e che consente di far pensare che le soddisfazioni per  Bisoli nel nuovo anno saranno molte.
Probabilmente a fine stagione, comunque vada il suo campionato, diventerà l'allenatore del Cagliari. Rileverà alla guida dei rossoblu l'amico Max Allegri che, secondo i bene informati delle vicende del club di Viale La Playa,  ha già un accordo con il
Tottenham Hotspur FC
 
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