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  + - PROFILI ALLENATORI  
   Il grande lavoro di Franco Colomba al Bologna  
  A poco più di tre mesi dal suo arrivo al Bologna (era il 21 ottobre del 2009) molti si fanno ora due conti e vogliono salire sul carro vincente. Un carro che per il momento corre spedito, con autorevolezza e con punti, tanti ed in media con le squadre che ambiscono ad andare in Europa.
E dire che fu accolto con scetticismo e freddezza, molti mugugni per presunti accostamenti alla sfera Moggi che sotto la torre è visto come il cane in chiesa.
Tutti a descriverlo come Allenatore finito, vecchio e molto pratico di fallimenti.
Esempi e score che guarda caso si riferivano si a stagioni poco felici, Avellino e Cagliari, ma quale Allenatore è senza macchia?.
Ne esiste qualcuno non nato con la camicia, che partendo dalle giovanili ed allenando in tutte le categorie, può non incappare in una o più stagioni negative?
Abbiamo la pretesa di capirne qualcosa ed appunto, in tempi non sospetti, su Franco Colomba ci siamo  già espressi in maniera molto positiva.
Non siamo manipolati da nessuno e quindi ricordiamo anche le belle imprese dell’allenatore di Grosseto. Quelle rimangono, e nessun procuratore maneggione o giornalista poco compiacente potrà mai cancellare.
Ci riferiamo già ai suoi esordi in Primavera, con la Spal. I suoi ragazzi giocavano divinamente.
Primi anni ottanta e si parlava poco in quei periodi di sovrapposizioni, tagli, scalate, zona.
Lui invece, nel campo antistante lo stadio Paolo Mazza di Ferrara, proponeva ai suoi ragazzi nuove idee e nuove prospettive di gioco.
Fase di possesso che curava in maniera quasi maniacale, ventaglio di soluzioni al portatore di palla, varietà di opzioni e scelte con un principio che doveva essere dominante: arrivare a fare risultato attraverso il gioco, fornire ai ragazzi validi strumenti di crescita. Se ne accorse Bruno Selleri, vero conoscitore e scopritore di talenti che lo portò all’Olbia, affidandogli per la prima volta una panchina professionistica.
Nel centro gallurese lo ricordano come il miglior allenatore mai passato da quelle parti, ottenendo sotto la sua gestione, il miglior piazzamento di sempre.
Poi Novara, Salernitana, Reggina, Livorno ed ancora Reggio, successi, promozioni e tanto calcio, di qualità, pragmatico e serio, non ultima la miracolosa salvezza e anche di più con l'Ascoli, nella passata stagione.
Poca televisione, atteggiamenti pacati, mai una volta sopra le righe. Non ammicca alla telecamera, non si arruffiana con la curva e gli arbitri fanno parte del gioco, quando si vince e quando si perde.
Ci piace evidenziare la sua disponibilità verso i colleghi Allenatori attraverso un episodio accaduto ad uno stage AIAC in Sardegna, organizzato da Alleniamo. com.
Eravamo a fine giugno del 2003, tutto pronto, relatori importanti, vari argomenti da trattare.
Due giorni di lezioni ed aggiornamenti con medicina, psicologia, preparazione fisica, settore giovanile ed il clou con un Allenatore importante, di grido.
Non faremo il nome, ma chi segue il calcio capirà presto.
Questo santone aveva strabiliato la Serie A con la sua squadra il quel 2002 - 2003 e la gente faceva a cazzotti per invitarlo ma anche per ingaggiarlo.
Di lì a poco infatti fu assunto da un grosso club portoghese, campione d'Europa a sostituire Mourinho (il nome …. non lo facciamo).
Domenica ore 18,00, la locandina in bella mostra all’entrata dell’Hotel Palau diceva che la chiusura dei lavori dello Stage Alleniamo. com era affidata alla straordinaria partecipazione di … “Santone”.
Iscrizioni schizzate a mille, il nome tirava parecchio.
Quella domenica di fine giugno faceva molto caldo in Costa Smeralda. Circa 36 gradi all’ombra che solo pazzi ed appassionati come noi potevano affrontare al campo di Baragge per seguire la lezione con Mister Musicco su “l’Attacco al Castello” e lezioni sulla psicocinetica.
A chi vi scrive squilla il cellulare alle ore 15,00 dove gli si comunica che il Santone, colto da improvvisa colica renale, manda a dire che non potrà presenziare.
Grande figura di merda in arrivo, ai 60 allenatori partecipanti cosa gli si va a dire? Ci attiviamo con amici della zona e ad Olbia, il buon Armando Farina, grande socio, si attiva e mi dice che Franco Colomba è in Costa, a Marina di Portisco. Ma sono le 15,30 e sta in vacanza …
Non insisto molto, si muove lo chiama e, morale della favola alle 18,00 come da programma, è con noi a parlare di calcio in maniera esemplare, semplice, chiara, coinvolgente.
Lui che chiedeva ai colleghi, lui che poneva questioni. Uno spettacolo e una gratitudine immensa.
Il santone aveva le coliche davvero?
No, la sera stessa a cena sapemmo che stava beatamente sdraiato al sole nella Spiaggia di Cala Corsara a Spargi, non poteva certo mollare per relazionare quattro poveri imbecilli.
Lui ormai stava in Champions League!! Altre priorità, altri profili; gli impegni assunti? Un insignificante dettaglio.
Buon lavoro Franco, il Bologna ti merita.
 
  Fonte: Zerocinquantuno Bologna FC Unofficial  
  Lettera di una tifosa
Mi cospargo il capo di cenere per avere accolto Colomba con la stessa fiducia che avrei avuto a chi mi avesse proposto di investire tutti i miei risparmi per costruire una casa sulle sabbie mobili! Ebbene sì, devo dire che il Bologna che vedo adesso è il Bologna che non mi sarei aspettata quando è stato ingaggiato, ma solo gli ottusi non cambiano idea e non ammettono i propri errori. Grazie nt ldenteui secee si vede, si sente lo spirito di squadra, cosa che non c'era prima, non mi è dato sapere se qualcuno dei giocatori ceduti poteva essere la causa di qualche spaccatura nello spogliatoio, chissà, potrebbe essere, ma quel che conta è il risultato, e adesso il Bologna è una squadra, e non un insieme di singoli giocatori. Quello che conta è il risultato e 3 punti in trasferta con una diretta concorrente, sono 3 punti che valgono più di quanto sembri. Andando avanti così possiamo toglierci la soddisfazione di salvarci con qualche giornata di anticipo, ma adesso guai a pensare che sia già scontata la salvezza, sarebbe un errore enorme, un errore imperdonabile, Parma di Guidolin docet! Quando una serie di risultati utili consecutivi ti fanno sentire come se stessi sognando, quando ti fanno tornare la voglia di scherzare parlando del nostro Bologna, ecco che arrivano le tegole degli infortuni; inutile fasciarsi la testa prima di avere dei dati certi, solo gli accertamenti medici potranno darci esattamente la misura del tempo di recupero, se adesso la squadra ci crede, un punto alla volta, niente è impossibile. La vittoria di ieri oltre ai 3 punti, ha portato, mi auguro, una certa serenità, che ci permette di non affrontare la partita in casa con i bianconeri come fosse la partita della vita, non con l’acqua alla gola, ma come una match in casa con una squadra più forte di noi, non invincibile. Vorrei un Dall’Ara pieno di tifosi orgogliosi di essere bolognesi, ricordando che, anche se l’avversario si chiama “Juventus”, la gara parte sempre e comunque da uno 0-0, la gara dura sempre e comunque 90’, e la palla è sempre rotonda, siamo sempre 11 contro 11. Ricordiamo che fino al fischio finale tutto può succedere, quando ci credi possono avverarsi anche i "miracoli", a Bologna se ne sente una gran voglia, è da quel 3-0 di tanti, troppi anni fa. Tutti al Dall’Ara domenica, facciamoci riconoscere tutti, sciarpe e bandiere sono fatti per sventolare il nostro orgoglio rossoblù.
 
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