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Il microciclo in una
squadra professionistica | Cura degli aspetti tecnico, tattico e
psicofisici |
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Autore: Guido Carboni | Fonte: Notiziario Settore Tecnico |
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| *Tesi
di fine studio del Corso Master 2003/2004 per l’abilitazione ad
allenatore professionista di 1ª Categoria |
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| Premessa |
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L’idea
di presentare la mia tesi riguardo il microciclo settimanale, è
nata durante la pausa di una lezione del Prof. Ferrari, nelle aule di
Coverciano nell’ottobre 2003. Parlando liberamente il docente mi chiedeva
della mia squadra (Viterbese), quale sistema di gioco applicavo, in che
modo preparavo la gara di campionato, che tipo di lavoro programmavo, gli
aspetti tecnico tattici, le esercitazioni….
Mi resi conto che non era così semplice riuscire a spiegare in poco tempo
l’impostazione del mio lavoro, così ho voluto presentare, come tesi
d’esame, una valutazione, nello specifico, del microciclo settimanale –
cura degli aspetti tecnico tattici
– psicofisici; gli obiettivi, i mezzi, la didattica. I metodi, i concetti
presentati non sono e non possono essere definiti verità assolute, ma sono
i mezzi usati dal sottoscritto e spero siano motivo di confronto per
approfondire le idee e nello stesso tempo un punto di partenza per
migliorare. Necessità primaria in qualsiasi campo si operi è fondamentale
porsi degli obiettivi e soprattutto avere un’idea per poterli raggiungere,
sfruttando i mezzi a disposizione. |
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| Capitolo 1 |
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La programmazione del microciclo settimanale nel calcio professionistico |
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Il microciclo è caratterizzato principalmente dalla struttura del carico
che varia nel corso del “macrociclo”. In esso, in genere, si individuano
le sedute che si svolgono in una settimana; vi si possono notare gli
obiettivi del periodo nella distribuzione delle quantità e delle intensità
dell’allenamento. Il microciclo può essere considerato la struttura
portante dell’allenamento e permette di impiegare l’atleta ai limiti
relativi del proprio carico interno, definito con test periodici, con un
assorbimento efficace, stabilendo un rapporto ottimale fra carico e
recupero ed evitando forme di sovrallenamento.
Quest’ultimo sopraggiunge per una poco razionale distribuzione dei carichi
piuttosto che per un volume di carico realmente elevato. Tutta la
distribuzione è volta alla realizzazione di recuperi ottimali che
permettono il mantenimento di una relativa freschezza e per predisporre
meglio l’atleta all’assorbimento dei carichi. Esso può essere composto da
un ciclo di 7 giorni. L’orientamento della scuola italiana in materia di
programmazione è per il microciclo settimanale, piuttosto che su quello
del mesociclo (un mese), poiché la scadenza fissa della partita
domenicale, obbliga l’allenatore a dover programmare il lavoro di
preparazione facendo riferimento al microciclo settimanale di allenamento.
Ma è anche vero che, dentro la struttura dell’allenamento, viene da
considerare il macrociclo per alcuni periodi non molto lunghi, in modo da
poter compensare il lavoro a seconda del periodo di allenamento (esempio:
2 settimane di carico più una di scarico). |
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Impostazione del lavoro atletico del microciclo |
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Mattino |
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Lunedì |
Riposo |
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Martedì |
Riposo |
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Mercoledì |
Forza con sovraccarichi in base al carico interno di ogni
giocatore, da valutazioni fatte periodicamente
(pressa orizzontale, castello, leg exension, calf machine)
Trasformazione velocità - rapidità
Forza veloce (traino o salite) - Resistenza alla forza (navette)
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Giovedì |
Riposo |
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Venerdì |
Forza con sovraccarichi a regime ridotto
Trasformazione velocità e propriocettiva |
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Sabato |
Riposo |
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Domenica |
Riposo |
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Pomeriggio |
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Lunedì |
Riposo |
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Martedì |
Forza
esplosiva carico naturale (ostacoli alti e bassi)
Mini circuiti basati sui vari tipi di contrazione muscolare
(isometrica - isotonica - pliometrica)
Circuit training a tempo
Trasformazione velocità - rapidità resistenza alla velocità (chi
non ha giocato)
Potenza aerobica fartlek, variazioni di ritmo, ripetute frazionate
su distanze fisse (chi ha giocato) |
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Mercoledì |
Capacità lattacida attraverso partitelle a pressione
Capacità anaerobica alattacida (chi ha giocato) |
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Giovedì |
Partita amichevole
dai 45’ ai 60’ |
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Venerdì |
Velocità |
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Sabato |
Reattività
Velocità - rapidità |
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Domenica |
Riposo |
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N.B. I mezzi sono gli esercizi o le esercitazioni, che ci permettono
di raggiungere l’obiettivo della singola seduta di allenamento |
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Il microciclo è la struttura più semplice della programmazione.
L’intensità del carico è riprogrammata tentando di rispettare la logica
del vecchio mesociclo: due o tre settimane di carico ed una di scarico.
Spesso lo scarico è determinato dalle condizioni della gara precedente e
dai fattori ambientali (campo pesante, gara particolarmente dispendiosa,
condizioni atmosferiche sfavorevoli…), non permettendo di rispettare
sempre il mesociclo programmato. L’esercitazioni di forza svolte
settimanalmente, sia a carico naturale che con sovraccarichi (pressa
orizzontale – castello – leg extension – calf machine), hanno come
controllo principale la velocità del movimento ed il mantenimento di
questa durante le ripetizioni. Perciò, i carichi, soprattutto durante la
fase agonistica , sono sempre relativamente aumentati in maniera graduale
e costante, fino a raggiungere la migliore condizione per ogni atleta. |
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| Capitolo 2 |
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Obiettivi del microciclo |
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Durante
ogni allenamento, nelle sedute tecnico tattiche, voglio creare una
situazione reale di gioco a grande ritmo. Il calcio attuale è sempre
più frenetico ed agonistico, in cui la componente fisico – atletica
e l’organizzazione di squadra, hanno assunto un ruolo fondamentale:
gli spazi sono diventati sempre più ristretti ed i tempi d’azione si
sono velocizzati. In queste condizioni è necessario che il giocatore
riesca a trovare soluzioni di gioco diverse il più rapidamente
possibile. Qualsiasi esercitazione è valida se e solo se è raggiunto
l’obiettivo previsto. Dal punto di vista motivazionale e
psicologico, è opportuno creare durante l’allenamento un clima
adatto alla competizione e questo per stimolare i giocatori nelle
varie esercitazioni con il pallone. In tal modo si riesce a
perseguire anche un altro importante obiettivo, che è quello di
integrare costantemente la seduta con situazioni di gioco reale.
Gli allenamenti che propongo, possono e devono essere modificati in
riferimento ad un’analisi della situazione di partenza, che riguarda il
proprio gruppo dal punto di vista fisico – atletico – tec-nico – tattico e
socio – psicologico. Questi possono essere cambiati in base alle proprie
idee, convinzioni, metodologie e convin-zioni emergenti nel gruppo.
Generalmente, gli obiettivi sono di tre tipi:
- Programmazione fisico speciale, che garantisce l’aumento del
potenziale energetico del calciatore.
- Programmazione tecnico – tattica, finalizzata al miglioramento delle
capacità tecniche individuali ed al recupero delle capacità tattiche e
situazionali, sia individuali che collettive.
- Programmazione della gara, diretta prevalentemente al miglioramento
della stabilità psicologica e ad una crescente mentalità vincente.
Conoscere i pregi e i difetti del proprio modulo non è più sufficiente, in
quanto è necessario anche saperli confrontare con quelli del sistema di
gioco utilizzato dagli avversari. È necessario capire e prevedere i duelli
dominanti, la superiorità e l’inferiorità numerica, le scalate….
Tutto ciò è importante per preparare al meglio la partita, senza
snaturarsi, ma anche senza ignorare cosa avverrà nel campo di gioco. Cerco
di preparare il mio microciclo anche in funzione all’avversario di turno,
cercando di smascherare ed evidenziare gli eventuali loro punti deboli,
limitando quelli della mia squadra. Il lavoro dell’allenatore è sempre in
funzione del futuro, infatti egli opera per un obiettivo a brevissimo
termine (gara settimanale) e per uno a medio termine (piazzamento finale).
Le analisi del lavoro o gara precedente, ci servono per programmare la
settimana successiva. |
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| Capitolo 3 |
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| I mezzi |
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In
base all’osservazione della gara osservata ed in collaborazione con
il mio preparatore atletico, strutturiamo la seduta dell’allenamento
alternando il lavoro atletico con quello tecnico - tattico, in modo
da integrarli tra loro. I giocatori sono anche suddivisi in gruppi
di lavoro, per individualizzare il più possibile l’intervento
tecnico – tattico – fisico – atletico. Spesso, dopo il lavoro di
forza, la trasformazione avviene sempre tramite esercitazioni
tecnico – tattiche con la palla.
Mi capita molto spesso di strutturare le sedute e le situazioni, con
riferimenti a ciò che avviene in campo, riproponendo ai giocatori i
problemi da risolvere ed elaborando mezzi di allenamento che mi permettano
di trasmettere le mie conoscenze e le mie esperienze. I primi giorni della
settimana sono dedicati particolarmente alla difesa, con particolare
attenzione alla fase di non possesso, consapevole del fatto che una buona
organizzazione difensiva può trasformare un’azione di questo tipo in una
grande opportunità offensiva. Poter creare superiorità numerica in zona di
palla, permette infatti, facili ripartente e maggiori possibilità di
andare a concludere. Quest’anno ho utilizzato un modulo a zona con un
sistema 4-4-2 nella prima fase del campionato ed un 4-3-1-2 nella seconda.
Grazie al lavoro svolto nella prima parte della stagione, la squadra è
maturata tatticamente e nel proseguo del campionato ho potuto adottare
differenti soluzioni tattiche, da proporre anche nello svolgersi della
stessa gara. Quasi sempre ho impiegato i tre attaccanti, che avendo
caratteristiche diverse, mi hanno permesso di cambiare la disposizione del
reparto offensivo. |
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| Capitolo 4 |
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| La
didattica |
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Qualunque
tipo di esercitazione, viene proposta nella fase iniziale in maniera
semplice e chiara. Tutti i giocatori devono comprendere
l’organizzazione, lo scopo dell’allenamento e conseguentemente la
sua funzione nell’ambito del lavoro. Importante osservare se
l’esercitazione è svolta in modo conforme all’organizzazione, se
l’atteggiamento dei giocatori è stimolato, attento e lavorano con
decisione. Quindi, cosa fondamentale, cerco di comunicare in modo
chiaro. La comunicazione avviene tramite la parola, il cui obiettivo
è quello di fornire necessari chiarimenti e tramite la dimostrazione
pratica che mostri una tecnica o un movimento tattico in maniera
semplice e corretta. D’altronde le sedute dell’allenamento, sono
come pezzi di un mosaico: in tutta la settimana c’è una conseguenza
logica e strutturale. Didatticamente, in ogni esercitazione, è
importante la capacità dei giocatori, sia a livello individuale che
di squadra, di gestire le due fasi di gioco (possesso e non
possesso) e di saper interpretare il passaggio di queste.
Naturalmente, la didattica si basa sull’impostazione dei principi di
tattica individuale (o tecnica applicata) e di tattica collettiva i
cui principi vengono riportati nei seguenti prospetti: |
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Principi di
tattica collettiva |
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Fase di possesso palla |
Fase di non possesso
palla |
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Difesa e protezione della palla
- Passaggio
- Guida della palla
- Tiro in porta |
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Presa di posizione
- Marcamento
- Intercettamento\Anticipo
- Contrasto
- Difesa della porta |
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Principi di
tattica individuale (o tecnica collettiva) |
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Fase di possesso palla |
Fase di non possesso
palla |
- Scaglionamento
- Penetrazione
- Ampiezza
- Mobilità
- Imprevedibilità |
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Scaglionamento
- Azione ritardatrice
- Concentrazione
- Equilibrio
- Controllo e limitazione del rischio |
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Il gioco che una
squadra è in grado di esprimere, è fondamentalmente frutto di:
- Capacità tecniche dei singoli giocatori
- Doti intellettuali
- Organizzazione delle collaborazioni
L’organizzazione delle collaborazioni determina:
- L’efficacia nella fase offensiva
- L’efficacia nella fase difensiva
- L’equilibrio di squadra |
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L'Autore |
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Guido Carboni
| Allenatore
Professionista di 1^ Categoria. Ha allenato l'Olbia, il Genoa, la
Viterbese (l'anno scorso portando la squadra ai play off e
sfiorando una storica promozione in B ) e nella stagione 2004\05 il
Bari |
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