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Progetto di programmazione
didattica annuale per Piccoli Amici - Pulcini - Esordienti |
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Autore: Vincenzo Molinas | Fonte: calcioallenando del prof. Ignazio Argiolas, docente
Settore Tecnico |
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Premessa |
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Per
programmazione s’intende partire da un’analisi della situazione,
stabilire gli obiettivi della nostra attività, rapportarli alle
capacità di tutti e di ciascuno, valutare che gli obiettivi siano
effettivamente conseguiti e, in difetto, modificare la progettazione
stessa in modo adeguato. "Essa non va affatto confusa con
l’elaborazione scritta anticipata dei contenuti di ogni allenamento,
che pure ne costituiscono una parte, o con la sola scansione annuale
in termini di proporzionalità, ma va piuttosto vista come un metodo
generale che permetterà all’allenatore e agli atleti di trarre il
massimo vantaggio dalle situazioni di allenamento…Con il termine
Programmazione s’intende infatti: un circuito di operazioni
fondamentali che vengono eseguite per individuare le varie fasi di
un’Azione Didattica che sia verificabile, migliorabile, trasferibile
perché collaudata sulla base di un progetto realizzato" (Madella -
Cei - Londini - Aquili).
In termini molto semplici possiamo concepire la Programmazione come
il contrario dell’improvvisazione che, appare evidente, non può
garantire quella precisione e progressività delle proposte, né tanto
meno quel controllo tanto necessario per una buona azione didattico
- formativa. Il SETTORE GIOVANILE E SCOLASTICO ha resa obbligatoria
la presentazione, insieme alla scheda di apertura o riconferma della
Scuola Calcio, di una PROGRAMMAZIONE ANNUALE con l’intento di
"migliorare l’aspetto qualitativo dell’attività svolta alla base".
Quindi:
1-evitare che il lavoro che si andrà a svolgere sia frutto esclusivo
di improvvisazione;
2-creare una mentalità "programmatica" affinché il lavoro da
proporre possa avere delle regolari verifiche;
3-potersi confrontare su dati oggettivi con gli altri istruttori e
con i Responsabili dell’Attività di base;
4-avere delle linee guida, utili anche agli istruttori meno esperti,
affinché migliori la loro azione formativa.
A tal proposito verranno consigliati degli obiettivi che chiameremo
OPERATIVI o COMPORTAMENTALI quali mete minime da raggiungere alla
fine di un periodo stabilito che chiameremo UNITA’ DIDATTICA.
Tali obiettivi riguardano le ABILITA’ TECNICHE specifiche del gioco
del calcio, nonché i primi movimenti dell’1c1 e dei Giochi a 2 e a 3
con particolare riferimento a situazioni di sovrannumero come 2c1 o
3c2.
Verranno descritti inoltre i vari Mezzi, i Metodi, i Contenuti e,
dei vari obiettivi, la scansione annuale, in termini di
proporzionalità, nelle varie categorie.
Verrà quindi consigliata una batteria di test che permetta la
verifica iniziale, intermedia e finale del lavoro proposto e relativi
apprendimenti da parte degli allievi |
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| Gli obiettivi |
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Definizione: "gli Obiettivi si possono definire come le condotte
terminali che, si spera, l’allievo realizzi a seguito delle
opportunità d’apprendimento offertegli o, in parole più semplici,
come ciò che dovrebbe saper fare al termine di un ciclo di attività"
(Sotgiu - Pellegrini).
Gli Obiettivi possono essere suddivisi in:
- Obiettivi Educativi (finalità educative)
- Obiettivi Propri della disciplina, che a loro volta possono essere
suddivisi in: Generali, Specifici e Didattici. Questi ultimi
diventeranno Operativi o Comportamentali se precisi, realizzabili,
osservabili, valutabili. Ciò potrà aversi se vengono descritte la
Performance, la Condizione, il Criterio.
"Se l’Istruttore-Allenatore ha definito l’Obiettivo da raggiungere
in termini operativi, osservabili e non generici, sarà anche in condizione
di fissare i criteri e le modalità per giudicare se gli apprendimenti
desiderati sono stati raggiunti o se le capacità da migliorare sono state
sviluppate grazie all’intervento didattico |
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Definizioni ed esempi |
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Gli OBIETTIVI EDUCATIVI "sono delle finalità educative non facilmente
collegate con tempi di lavoro educativo brevi. Sono linee guida,
orientamenti di fondo, principi d’azione. Sono l’orizzonte educativo entro
il quale ci si muove o, se si vuole, il quadro di valori da interpretare e
concretizzare nel contesto dei vari insegnamenti".
Esempi:
- "formazione di un buon cittadino";
- "sviluppo di una personalità critica";
- "rafforzamento dell’identità personale del bambino sotto il profilo
corporeo, intellettivo e psico-dinamico".
Gli OBIETTIVI GENERALI (propri della disciplina) "sono obiettivi che
investono un’area disciplinare specifica come ad esempio l’educazione
motoria oppure una disciplina sportiva nel suo complesso (come nel nostro
caso), ma che riguardano sempre affermazioni a carattere generale,
concetti in parte astratti, sia pure circoscritti alla disciplina in
questione".
Esempi:
- "presa di coscienza del valore del corpo inteso come espressione della
personalità";
- "sviluppo delle caratteristiche morfologico - biologiche e funzionali
della motricità in senso globale e analitico";
o come da noi suggerito: "miglioramento progressivo e finalizzato del
Comportamento Motorio".
Gli OBIETTIVI SPECIFICI (propri della disciplina) "sono quegli obiettivi
che, facendo riferimento all’obiettivo generale, lo specificano in modo
più dettagliato, spesso descrivendo i parametri o fattori che tale
obiettivo concorrono a determinare".
Esempi:
- "conseguimento di un elevato sviluppo delle Capacità coordinative e
condizionali";
- "sviluppo e strutturazione della Capacità tattico-decisionale";
- "acquisizione e perfezionamento delle abilità generali e specifiche del
gioco del calcio";
- "sviluppo e strutturazione delle Capacità psico - motivazionali".
Occorre ora individuare precise conoscenze, capacità, abilità e
atteggiamenti facendo sempre riferimento all’obiettivo specifico.
Gli OBIETTIVI DIDATTICI "definiscono in maniera più precisa, ma non ancora
osservabile e valutabile, le capacità e le abilità che costituiscono i
singoli fattori o parametri degli Obiettivi Specifici. Essi definiscono le
proposte da formulare nello sviluppo pratico della lezione-allenamento sia
pure, come già affermato, non ancora in modo preciso, osservabile e quindi
misurabile. Riguardano una progettazione didattica di breve respiro, uno o
più mesi, una settimana, una unità didattica o addirittura una singola
lezione-allenamento".
Esempi:
- "sviluppo delle Capacità di differenziazione e di trasformazione";
- "apprendimento della tecnica del passaggio interno - collo";
- "sviluppo della forza degli arti inferiori";
- "apprendimento della tecnica e della tattica dell’1c1 in attacco".
Ma attenzione: per poter avere obiettivi precisi, quindi poter osservare e
valutare il grado di apprendimento raggiunto dagli allievi, è necessario
trasformare gli obiettivi che abbiamo chiamato Didattici in Obiettivi
Didattici Operativi o Comportamentali.
Un OBIETTIVO DIDATTICO OPERATIVO O COMPORTAMENTALE può essere descritto
come "un intento comunicato da una definizione che descrive un cambiamento
che ci si prefigge di realizzare in un allievo: definizione di come un
allievo dovrebbe comportarsi quando ha completato con successo una
esperienza di apprendimento. E’ la descrizione di un modello di
comportamento che, a nostro avviso, l’allievo deve saper esibire" (Mager,
1978).
E’ importante che venga sempre specificato per iscritto, in modo da poter
essere in grado di controllare, verificare se gli obiettivi hanno
raggiunto ciò che era stato programmato in precedenza.
Come si fa a rendere l'Obiettivo Didattico Operativo "preciso -
osservabile - valutabile"? Solo se nella nostra descrizione, meglio se
scritta, indichiamo la PERFORMANCE, la CONDIZIONE, il CRITERIO. Facciamo
un esempio: non è concepibile proporre o avere, per una o più lezioni
(Unità Didattiche), obiettivi con indicazioni generiche quali "capacità
coordinative", oppure "la forza", o una o più abilità tecniche. Come
potremo mai osservare e quindi valutare se tale obiettivo è stato
raggiunto? Tale verifica può essere influenzata ad esempio dalle
differenti condizioni in cui va effettuato il gesto. Inoltre quale sarà il
minimo risultato che mi farà dire che l'obiettivo è stato raggiunto?
Tutto ciò è possibile solo se, come affermato precedentemente, indico la
PERFORMANCE, la CONDIZIONE ed il CRITERIO. Una buona esposizione di un
OBIETTIVO DIDATTICO potrebbe essere la seguente:
- PERFORMANCE: conduzione della palla...
- CONDIZIONE:...in slalom tra 6 paletti a 1m. di distanza tra loro, ad una
velocità blanda con cambi di direzione alternativamente di Dx e di Sx...
- CRITERIO:...non perdere la palla che andrà condotta nei cambi di
direzione senza che si allontani per più di 70 cm. dai piedi. Saoer
effettuare almeno 4 tentativi su 6.
Solo ora l'OBIETTIVO DIDATTICO è diventato OPERATIVO o COMPORTAMENTALE,
tale cioè da ritenersi "preciso", "osservabile" e quindi "valutabile". |
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Mezzi, metodi e contenuti |
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Si
definisce Metodo il modo di organizzare e attuare le complesse
procedure d’insegnamento - apprendimento.
Porsi problemi di Metodo significa "domandarsi, ad esempio, quale
sia il modo migliore per organizzare la propria attività pratica per
sviluppare e perfezionare le abilità tecniche, tattiche e le
motivazioni dell’allievo" (Madella). In generale si usa fare
riferimento a due gruppi di Metodi che normalmente si differenziano
per l’azione che viene svolta dall’Istruttore nell’insegnare e
dall’allievo nell’apprendere. Ciò che li differenzia non dipende dal
fatto che il compito motorio da risolvere venga proposto
dall’Istruttore, dall’allievo o dagli allievi ma, bensì, dal ruolo
che ambedue svolgono nella ricerca della soluzione. Nei casi in cui
è l’Istruttore a "prescrivere" la soluzione (Metodo Prescrittivo) si
parla di Metodi DEDUTTIVI. Nei casi in cui l’allievo viene lasciato
libero o al massimo viene "guidato" nella soluzione del compito
(Metodo della Scoperta Guidata) si parla di Metodi INDUTTIVI.
Noi proponiamo l’utilizzazione di più Metodi d’insegnamento poiché
ciascuno presenta vantaggi e svantaggi, limiti e potenzialità. Siamo
comunque propensi a dare, nelle fasce più piccole d’età, una
prevalenza a metodologie di tipo induttivo, intervenendo con i più
grandi in modo più analitico e prescrittivo. Attività globali come i
giochi, le partite o, eventualmente, gli esercizi di situazione,
danno ampie possibilità di essere svolte con procedure induttive. Le
esercitazioni su gesti o parti di essi sviluppate in modo analitico
sono più facilmente proponibili con modalità prescrittivo -
direttive.
Per concludere, riaffermiamo il concetto che una giusta alternanza
di tali procedure didattiche ci sembra faciliti il nostro compito di
Istruttori rendendo molto più valido tutto il processo di
insegnamento-apprendimento. Per quanto concerne i Contenuti, cioè le
attività concrete attraverso le quali vogliamo far conseguire gli
obiettivi, facciamo due brevi considerazioni:
1 - la proposta deve essere "polifunzionale", deve cioè "contenere"
quelle abilità e/o le capacità che riteniamo debbano essere apprese;
2 - le proposte devono prevedere varie modalità esecutive e
propositive affinché si possano trarre, dalle stesse, i vantaggi che
ciascuna presenta.
Noi utilizzeremo, sia pure in proporzioni diverse, a seconda della
categoria cui ci rivolgiamo e secondo il periodo dell’anno, le
seguenti modalità esecutive:
- esercitazioni
- esercizi e/o giochi situazionali
- giochi a tema
- gioco - partita
Per la proporzionalità secondo cui le capacità motorie, le abilità
tecnico-tattiche, nonchè i contenuti, devono essere proposti durante
il corso dell’anno sportivo, vedi le seguenti tabelle: |
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Tab. 1 | Rapporto
annuale degli obiettivi specifici |
Tab. 2 | Rapporto annuale delle principali modalità esecutive |
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Capacità |
Piccoli Amici |
Pulcini |
Esordienti |
Modalità
esecutive |
Piccoli Amici |
Pulcini |
Esordienti |
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Tattico -
decisionale |
16
% |
25 % |
15% |
Esercitazioni |
15
% |
20 % |
25% |
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Senso -
coordinative |
40
% |
10 % |
07% |
Eserc. e\o
giochi situazionali |
30
% |
25 % |
15% |
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Abilità tecniche |
26
% |
35 % |
35% |
Giochi a tema |
35
% |
30 % |
25% |
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Condizionali |
10
% |
14 % |
18% |
Gioco partita |
20
% |
25 % |
35% |
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Tattica di
gruppo |
08
% |
16 % |
25% |
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- |
- |
- |
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Queste proporzioni, puramente indicative, vogliono mettere in
evidenza quanto segue:
1 - il tempo dedicato alle "esercitazioni", proposte prevalentemente
a carattere analitico, va via via aumentando col crescere dell’età;
2 - il tempo dedicato agli "esercizi e/o giochi situazionali",
proposti prevalentemente a carattere globale, che sappiano dare un
grosso contributo all’apprendimento della capacità
tattico-decisionale, va diminuendo a favore del gioco-partita e
dell’analisi dei gesti tecnici;
3 - il tempo dedicato ai "giochi a tema" va diminuendo a favore
dell’apprendimento di nozioni riguardanti i principi base del gioco
di squadra;
4 - il tempo dedicato al "gioco di squadra" va crescendo poiché ci
si avvicina alla conclusione del ciclo della Scuola calcio e si comincia
"l’avventura" del Settore giovanile con i "giovanissimi" e gli "allievi" |
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Le valutazioni |
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L’azione didattica non può prescindere dall’analisi concreta delle
condizioni e delle caratteristiche psico-motorie dell’allievo. Le
procedure utilizzate per indagare, quindi osservare e conoscere le
capacità e abilità che vogliamo vengano apprese, prendono il nome di
Valutazioni.
Nelle Valutazioni noi ricorreremo a prove oggettive (Test) e non
(Osservazioni descrittive). Utilizzeremo una scansione che riguarda:
- il livello di partenza (Ottobre);
- il livello intermedio (fine Gennaio-Febbraio);
- il livello finale (fine Maggio-Giugno).
Le Valutazioni verranno effettuate attraverso:
- un test (percorso) sulle abilità tecniche di base;
- tre test sulle capacità condizionali;
- una prova con osservazione descrittiva sulle abilità tecniche sia
offensive che difensive in situazione. |
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Batteria di test |
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- Test velocità per i
Piccoli Amici:
a) 10m.
b) 10+10m. andata e ritorno
Pulcini ed Esordienti:
a)20m.
b) 20+20m. andata e ritorno
TEST SULLA FORZA DEGLI ARTI INFERIORI
Seargent Test (Primi calci, Pulcini, Esordienti)
TEST SULLA FORZA DEGLI ARTI SUPERIORI
Lancio della palla medica a due mani sopra la testa:
Primi calci 2kg.
Pulcini ed Esordienti 4kg.
TEST SULLE ABILITA’ TECNICHE DI BASE
Percorso tecnico a tempo (due prove):
A: l’allievo, posto sul cono di partenza, riceve palla dall’istruttore,
controlla ed effettua 3 palleggi consecutivi;
B: poi parte conducendo palla;
C: esegue lo slalom tra i coni;
D: effettua un passaggio attraverso la porticina di 1m. e aggira in corsa
il cono (a destra o a sinistra della porticina);
E: riprende il controllo della palla;
F: tira verso un bersaglio lungo 4m e alto 2m.
Penalità da aggiungere al tempo effettivo: 10’’ a chi non effettua 3
palleggi consecutivi (obbligatori due tentativi); 5’’ a chi non fa passare
la palla nella porticina di 1m.; 10’’ a chi non tira dentro i 4m.; 10’’ a
chi non centra la porta (4x2m.). N.B.: far partire il cronometro non
appena il giocatore riceve la palla e fermarlo quando la palla supera la
linea della porta (Fig.1).
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Test sulle abilità tecnico tattiche offensive e difensive in
situazione |
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2c2:
1° prova: A-B > C-D
2° prova: A-D > B-C
3° prova: D-C > A-B
4° prova: B-C > D-A
- ogni coppia deve concludere con un tiro in porta entro il tempo
massimo di 30’’;
- ogni coppia deve ripetere l’esercizio 2 volte nella stessa
posizione;
- dopo la 2° prova deve essere effettuata una rotazione di una
posizione in senso orario;
- la singola prova ha termine prima dello scadere dei 30’’ quando la
difesa si impossessa della palla;
- per i Primi calci e i Pulcini si utilizza la porta 4x2m., per gli
esordienti la porta regolamentare;
- alla fine delle prove verrà dato un giudizio descrittivo. |
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L'Autore |
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Vincenzo Molinas
| Preparatore
atletico – Docente di metodologia e preparazione fisica ai corsi del
Settore Tecnico F.I.G.C. – Responsabile F.I.G.C. per l’attività di
base in Sardegna. |
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Progetto di
programmazione didattica annuale per Piccoli Amici - Pulcini - Esordienti |
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Suddivisione
annuale degli obiettivi operativi per unità didattica
: Piccoli Amici |
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Suddivisione
annuale degli obiettivi operativi per unità didattica : Pulcini
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Suddivisione annuale degli obiettivi operativi per
unità didattica : Esordienti |
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