Aggregatore di contenuti per Allenatori di Calcio  

Feed Condizioni di utilizzo e note legali Mail Home Weblog di Alleniamo.com su piattaforma Wordpress Blog  Alleniamo.com su piattaforma Blogger di Google 24h. news di sport
 

+ -  Canale Organizzazione Tattica

 

Il gioco del calcio è semplice

 

Autore: Sergio Rossi | Fonte: calciatori.com

Premessa

Durante le conferenze ed i convegni ai quali partecipo, ho spesso occasione di ascoltare interventi di allenatori che pongono domande o espongono il proprio punto di vista in relazione agli argomenti trattati. Questa impostazione permette un confronto diretto ed, a volte, vengono esposti dei punti di vista soggettivi veramente interessanti. Personalmente vi attingo molto per trarre spunti da poter sviluppare ed integrare. Un effetto collaterale di convegni basati su di questo tipo di impostazione è la possibilità di essere sottoposti a domande che si potrebbero definire "rituali" in quanto quasi sempre presenti. Ecco alcuni esempi: Il calcio attuale è meno spettacolare rispetto a quello di 20 anni fa. La media della tecnica dei giocatori attuali è inferiore a quella dei giocatori di alcuni decenni or sono. In questo mio intervento sposto l'attenzione su un'altra domanda "rituale" e cioè: Il calcio è un gioco semplice; perchè volete complicarlo con tutte queste teorie? Normalmente, tramite questo tipo di domanda, si cerca di evidenziare la contrapposizione evidente tra un "gioco semplice" e la complessità di studi, ricerche e approfondimenti relativi al "gioco semplice". Quindi vi sarebbe una incongruenza di fondo tra queste due classi di elementi. Di primo acchito può sembrare una considerazione con un proprio peso specifico. Se una cosa è semplice, perché complicarla? Per analizzare e soppesare la validità di questa frase ritengo opportuno fare un passo indietro e valutare ogni singolo termine del problema. Il calcio è un gioco semplice perché la richiesta minima di attrezzature è irrisoria; uno spiazzo, alcuni oggetti per delimitare almeno una porta e, soprattutto, un pallone. In tanti non più giovanissimi riconosceranno in questa ricostruzione molte partite a calcio della propria infanzia. Il calcio è un gioco semplice anche sotto un altro punto di vista: nello scenario sopra esposto i giocatori si presentano sullo spazio deputato a campo e, solitamente, le squadre sono formate tramite sorteggio e poi si inizia a giocare la partita. La parte tattica è pressochè inesistente; al limite il giocatore più carismatico e/o talentuoso della squadra assegnava i compiti di difensore, portiere, centrocampista e attaccante. Allargando il discorso si ottiene però che in ogni situazione di gioco, per esempio, esiste un linguaggio che deve essere condiviso ed attuato dai protagonisti per cui l'attaccante indica con il proprio movimento come e dove vuole ricevere il passaggio. Normalmente, però, quando si inizia a giocare a calcio non è proprio così. L'attaccante sta fermo ed aspetta la palla; anzi, probabilmente non sa neppure cosa implichi il ruolo di attaccante se non il dover far gol. In ogni situazione tattica è indispensabile l'utilizzo di una buona tecnica. Se nella ipotesi precedente, l'attaccante chiede palla e poi non riesce a controllarla o non la colpisce bene quando tira, diventa difficile finalizzare il gioco ; così come colui che desidera lanciare il pallone al compagno, se non riesce a calibrarlo, ne risulta un passaggio corto o lungo, indietro o troppo avanti rispetto alla corsa per cui l'occasione si perde. Analogamente si può affrontare lo stesso discorso per la preparazione atletica. Il centrocampista deve lanciare il pallone e non ha forza sufficiente per scagliarlo alla distanza richiesta dalla corsa del compagno; oppure l'attaccante non dispone della progressione sufficiente per arrivare primo sul pallone. Altro elemento condizionante è l'aspetto mentale. Non di rado ci si trova davanti a giocatori che realizzano prestazioni ben distanti dal potenziale loro riconosciuto e ciò è spesso dovuto a perdita di attenzione/concentrazione. Riassumendo questa ultima parte, ho evidenziato come vi siano almeno quattro categorie di elementi che influenzano direttamente il gioco del calcio: 
- l'aspetto tattico
- l'aspetto tecnico
- l'aspetto atletico
- l'aspetto mentale 
Tutte queste categorie di elementi possono essere incrementati ed ottimizzati. Per ogni categoria esistono una infinità di metodi, sistemi e sequenze didattiche. Ne consegue che, per poter scegliere quelle più idonee ai nostri obiettivi, dobbiamo conoscerne il più possibile. La gamma è ampissima: si spazia dalla psicologia alla biomeccanica, dalla geometria alla fisiologia, dalla medicina alla fisica, dalla comunicazione alla logistica per non parlare di quelle più direttamente correlate al calcio. E sicuramente ne ho omesso qualcuna. Ecco che il gioco del calcio non è più solo un gioco semplice ma è un approdo finale nel quale convergono tantissimi studi ed esperienze di svariate branche della scienza. D'altronde basta aver frequentato un corso da allenatore per rendersene conto. Ma allora il calcio è o non è un gioco semplice? La mia risposta è la seguente:  è un gioco semplice quando viene attuato in forma rigidamente ludica;
in pratica quando giocano i bambini di 6-8 anni senza intervento di persone più grandi. Non è un gioco semplice quando si cerca in un qualche modo di intervenire per modificare o cambiare ciò che il soggetto vuole o sa fare. In questo secondo punto si identifica la figura di allenatore o istruttore di calcio. Concludendo, ritengo esista il calcio come gioco semplice ma un allenatore non dovrebbe affermare che il calcio è un gioco semplice in quanto il suo compito è quello di innalzare il livello dei singoli giocatori, facendoli collaborare ed ottenendone una squadra.

Sistematicità

La pressione sul portatore di palla deve essere un denominatore comune dell' intera squadra, la quale deve pensare in maniera comune in ogni momento della fase di possesso avversario. Soltanto così la squadra risulta essere "mentalmente" e concretamente corta. Il pressing, più o meno aggressivo e alto, deve scattare sempre e dovunque. Si svilupperà così l'aspetto attivo del gioco e si modellerà una vera mentalità vincente.

Organizzazione

Il presupposto fondamentale per una sistematicità effettiva del pressing è quindi l'organizzazione. Per ogni zona del campo, i giocatori devono sapere chiaramente le zone da attaccare e da presidiare. E' totalmente inutile e dannoso (anche per dispendio energetico) affidarsi a pressing sporadici e isolati di un uomo o pochi uomini in una determinata zona del campo, con la squadra "sganciata" mentalmente e tatticamente. Queste due componenti principali devono essere allenate settimanalmente con apposite esercitazioni e sedute.

Lato forte e lato debole

Il concetto di lato forte e lato debole codifica il principio che il pressing deve raggiungere l'obiettivo della superiorità numerica nelle zone più vicine alla palla. Questo rusultato tattico, come già detto, si ottiene mediante un movimento compatto ed omogeneo dell'intera squadra. Il sistema di gioco deve essere "eliocentrico", ed il sole è la palla. Nel lato forte: i giocatori vanno in pressione in aggressiva, chiudono gli spazi il più possibile, attuano raddoppi o triplicazioni di marcatura. Nel lato debole: i giocatori scalano negli spazi vuoti prima occupati, chiudono gli spazi ma in funzione del prevedibile sviluppo dell'azione, si posizionano dunque nel modo migliore per partecipare attivamente ad un eventuale ripartenza.

Le tre fasce del pressing

Il pressing viene generalmente distinto in 3 tipologie: p. difensivo, p. offensivo o normale, p. ultra-offensivo o offensivo. Prima di entrare nel dettaglio di ognuno dei tre, ne do una traslazione grafica sul campo:
  Linea rossa : PRESSING OFFENSIVO
  Linea tratteggiata: PRESSING NORMALE
  Linea blu : PRESSING DIFENSIVO.

 

Pressing offensivo

Il pressing offensivo comporta i seguenti vantaggi:
- l'eventuale ripartenza avviene in prossimità dell'area avversaria
- è generalmente di buona riuscita poiché non sempre i valori tecnici dei difensori sono altissimi
- fa acquisire la massima mentalità aggressiva alla propria squadra
- impedisce alla squadra avversaria di giocare a centrocampo, fonte primaria del gioco offensivo 
il pressing offensivo comporta i seguenti svantaggi:
- molto rischioso e inutile se i difensori avversari sono molto sicuri e abili nel palleggio
- concede molti spazi vuoti all'avversario se attuato con eccessivo margine di errore
- comporta un notevole dispendio energetico e nervoso poiché in caso di esito negativo il recupero è molto lungo
- costringe il proprio portiere a valutare anche pericolose uscite con i piedi.

Il prPressing difensivoessing difensivo comporta i seguenti vantaggi:
- a squadra schierata gli spazi risultano ben chiusi
- concede poca profondità e pochi spazi vuoti alla manovra offensiva avversaria
- ninor dispendio energetico poiché non effettuato a tutto campo
- utile quando i centrocampisti avversari sono precisi e dinamici nel gioco offensivo
il pressing difensivo comporta i seguenti svantaggi:
- l'eventuale ripartenza risulta essere troppo lunga, a scapito dei presupposti di rapidità ed essenzialità nei passaggi
- concede tempo e spazio agli avversari per attuare i propri movimenti offensivi
- concede tempo e spazio sufficienti alle giocate dei difensori e centrocampisti avversari
- non conferisce la necessaria mentalità "ottimisticamente orientata" alla propria squadra

Alleniamo.com | Portale per Allenatori Dilettanti di Calcio prodotto da Developer Sport | Tutti i diritti sono riservati