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Note Legali

  
  | Organizzazione tattica: la difesa a zona
  | Autore: Bruno Redolfi | Fonte: Sport.it
 | Premessa

Lo spunto per iniziare a parlare di difesa a zona, lo consegna l’attualità ed in particolare il posticipo del 21 gennaio scorso, Milan - Roma finita tre a due per i rossoneri. E’ stata la vittoria della cosiddetta “notte insonne” di Zaccheroni, combattuto nello schierare la sua difesa a zona con quattro giocatori, cara al cavalier Berlusconi, o con tre, simbolo del proprio modo di pensare calcio. Io aggiungo che è stata l’ennesima sconfitta degli integralismi tattici. Zaccheroni è stato bravo, ha mostrato flessibilità, ha capito che la Roma bisognava batterla sulle fasce, aumentando nella zona difensiva il numero di uomini, portandoli da tre a quattro, delegando ad un duro lavoro di contenimento Josè Mari sulla fascia sinistra e fermando le micidiali scorribande di Cafu e Candela. Ma come si schiera e quali sono le differenze tra una difesa a zona schierata con quattro uomini e una schierata con tre? Iniziamo col dire che in generale la zona è una tattica prettamente difensiva che si pone come obiettivo la riconquista della palla. I suoi principi tattici valgono sia per la difesa a quattro che per la difesa a tre. Da rilevare inoltre il ruolo del portiere, che dovrà assecondare i movimenti dei suoi difensori, specialmente quando questi sono in fase di uscita. Così facendo, il portiere dovrà accorciare la distanza con loro, dovendo anch’egli intervenire tempestivamente quando i compagni vengono saltati o compiono qualche errore. A tale proposito si può dire che forse è stato proprio il gioco a zona a cambiare le funzioni del numero uno e a modernizzare i suoi compiti, oggi i portieri devono essere bravi quanto i compagni, sia con i piedi che nel gioco di testa. Il concetto base su cui poggia l’impianto difensivo a zona stabilisce che si ha marcatura a zona quando in situazione difensiva, cioè di non possesso palla, ad ogni giocatore viene assegnata una determinata zona del campo da controllare e quindi difendere, in modo che i giocatori partendo da posizioni predeterminate, occupino uno spazio definito, creando una sorte di ragnatela nella zona oggetto di difesa e attaccando la palla preoccupandosi dello spazio a loro assegnato. Si intuisce rispetto al numero di difensori da utilizzare, che lo stesso spazio viene coperto in maniera migliore da quattro difensori, piuttosto che da tre. Una difesa a tre infatti, anche se risulterà più coperta in zona centrale avrà bisogno di un supporto importante ed intelligente dei due uomini di fascia, che dovranno avere grande corsa, essere veloci, dotati tecnicamente e abilii sia in fase offensiva che difensiva, cercando di creare superiorità numeriche in zona palla. Alcune volte potrà succedere, forse a causa dell’avversario che si affronta, che la difesa a tre, si tramuti, elasticamente in una difesa a quattro con l’arretramento di un laterale, opposto allo svolgimento dell’azione, o addirittura in una difesa a cinque, molto bloccata, con l’arretramento dei due giocatori esterni. A mio avviso, comunque ogni modulo difensivo non potrà mai prescindere dai suoi interpreti. Zaccheroni ha valutato, affrontando la Roma, che forse sarebbe stata più adeguata una difesa a quattro uomini per bloccare il pendolino Cafu sulla destra ed il moschettiere Candela sulla sinistra, ed ha vinto. Fascetti, la domenica precedente, anche se con un modulo difensivo nettamente differente, aveva fatto la stessa cosa sfiorando la vittoria. Chissà, forse queste due partite, insieme alla recente gara con il Liverpool, rappresentano un segnale per Capello, che dovrà trovare alternative al gioco che finora gli ha concesso il meritato primato in classifica. Ma tornando alla nostra difesa a zona, quello che posso aggiungere è che, sicuramente una difesa così schierata è certamente più equilibrata, sa garantire copertura in ogni situazione di gioco, e la preoccupazione determinante di ciascun difensore non è la marcatura di un avversario diretto, ma la copertura dello spazio; ciò naturalmente consente ai difensori di partecipare di più all’impostazione del gioco. Al variare dell’azione, ciascun reparto e ciascun difensore sa e deve adattarsi rapidamente alla situazione creatasi, assicurando in zona palla la concentrazione del maggior numero di giocatori per cercare la superiorità numerica. Infatti, i movimenti che vedremo con l’ausilio di alcuni esempi grafici, rimangono validi nei settori mediani del campo e quando non si ha il possesso palla anche per i centrocampisti e per gli attaccanti. Vari poi possono essere gli accorgimenti: giocare a zona significa squadra corta, difesa alta, pressing ed eventualmente fuorigioco. L’uso o il non uso di questi aspetti tattici differenzia i vari tipi di marcamento da mettere in atto e quando o dove iniziarli; ma rimane di primaria importanza la difesa e la copertura della propria zona di competenza.  

 |La difesa a zona: lo schieramento

Quattro difensori blu si difendono da quattro centrocampisti e due attaccanti rossi. Per una migliore comprensione, non consideriamo i centrocampisti della squadra blu e dividiamo il campo verticalmente in quattro settori ad ampiezza determinata e proporzionata alla larghezza del campo, disegnando inoltre una linea parallela a quella di fondo campo. Quest’area rappresenta generalmente lo spazio competente all’azione della difesa, rispetto ai movimenti dell’intera squadra. La disposizione a zona con quattro difensori in linea risale probabilmente al Brasile di Didi, Vavà e Pelè, perfezionata poi in chiave moderna dall’Olanda di Cruyff, Neeskens e Krol e ripresa prepotentemente con successo dal totale calcio Sacchiano. Essa prevede due tipi di disposizione: una, descritta in figura, che chiameremo per la forma che assume la linea dei difensori, ad “arco”, l’altra a “linea spezzata”. La disposizione difensiva ad “arco” garantisce una copertura doppia, nel senso che il terzo difensore, rispetto agli attacchi esterni, sarà più arretrato rispetto ai compagni (come vedremo in seguito): l'altra disposizione invece, prevede una copertura singola, in cui secondo, terzo e quarto difensore si mantengono sempre sulla stessa linea, “spezzata” appunto, quando il primo dei quattro va ad attaccare la palla. La difesa che utilizza quattro giocatori ha in ogni caso il vantaggio, insieme ai centrocampisti che fanno da filtro, di riuscire sempre a raddoppiare sul portatore di palla. Così i difensori blu dovranno mettere in atto dei movimenti sincronizzati e reciproci, al fine di impedire agli avversari di scavalcare la disposizione difensiva cercando, nello stesso tempo di intercettare la palla. Partendo da questa situazione iniziale, in cui ciascuno difende un settore, ci si muoverà e si collaborerà, per difendere zone di campo in cui è giocata la palla, senza pensare agli avversari, che stazionano in altre zone del rettangolo di gioco. In questa maniera sarà garantita una copertura sempre omogenea ed equilibrata. I centrocampisti blu, non disegnati, daranno comunque il loro supporto in fase di marcamento ed intercettazione, seguendo gli stessi meccanismi.  

 | Schieramento a tre

Con la difesa a tre la squadra è molto offensiva come si osserva in figura. Lo spazio che i tre difensori devono difendere è più ampio, si ha più compattezza in zona centrale soprattutto con avversari che schierano due punte centrali ma, potrebbero verificarsi problemi e rischi soprattutto sulle fasce. Ecco perché gli esterni di centrocampo dovranno contribuire in maniera decisiva alla fase difensiva, garantendo le giuste coperture. Questo è un sistema che prevede movimenti ancor più rapidi, sincronizzati e reciproci. Il rapporto copertura-marcatura deve mantenersi sempre in equilibrio.  

 

 | Piramide difensiva

In figura, mantenendo gli stessi principi cardine della difesa a zona descriviamo una situazione di attacco della squadra rossa che proviene dal settore centro destro, centro sinistro per chi difende. Come in figura II, ma con direzioni diverse, avviene una copertura reciproca, affinché vengano ristretti gli spazi in cui gli avversari si muovono. Si viene così a creare, man mano che gli avversari si avvicinano alla porta, una “piramide difensiva” detta anche “muro difensivo” in zona centrale, proprio perché questa davanti ai pali, è la più pericolosa. Nello stesso tempo i centrocampisti esterni arretrano coprendo, rispetto alla zona palla, in maniera più o meno accentuata le fasce.  

 | Attacco centrale

Difendere lo spazio attaccato dall’avversario in possesso di palla. Questo è il concetto fondamentale, quindi i tre difensori centrali attueranno l’ormai noto “muro difensivo” piramidale e rispetto alla posizione della palla ci sarà un arretramento o da destra o da sinistra, come nel caso, dei due esterni di centrocampo. Si nota in questo caso che il centrale esce in opposizione al portatore di palla, e i due difensori più esterni stringono e coprono dietro di lui. Il centrocampista sinistro blu arretra in maniera accentuata sulla linea difensiva, che si è spostata verso il settore destro dove stringerà in pressing l’altro esterno di centrocampo. Nel caso in cui, fosse un difensore più esterno dei tre ad uscire in pressing, il centrale andrà a proteggerlo dietro e avverranno gli stessi spostamenti difensivi con i conseguenti movimenti dei centrocampisti.  

 | Scaglionamento laterale

In questa sezione si descrive un’azione d’attacco che va ad interessare la zona sinistra della squadra blu. Si nota la disposizione ad arco, descritta precedentemente, della linea difensiva. I quattro difensori eseguono un movimento a scalare le posizioni detto scaglionamento, formando una diagonale con il loro terzino sinistro, in relazione alla zona difensiva competente a ciascun giocatore blu, alla posizione della palla e all’avversario che la possiede (frecce nere). In superiorità numerica degli avversari, il difensore centrale (il secondo in figura), si dedicherà alla marcatura diretta; in parità numerica invece, attuerà il raddoppio, sostituito nella sua posizione dal terzo difensore arretrato rispetto a tutti e con il quarto sempre sulla stessa diagonale, ma in linea con il secondo. L’intercettazione e la conquista della palla da parte del terzino sinistro blu, può permettere lo sviluppo di una veloce azione di contrattacco, garantendo sempre allo stesso e ai reparti una buona copertura grazie ai meccanismi di scaglionamento. Qualora il terzino blu venga scavalcato, la copertura sarà assicurata dal difensore centrale, che scalando coprirà la fascia, mentre il terzino saltato recupererà in zona centrale, difendendo insieme ai compagni lo sganciamento del suo centrale difensivo (frecce arancio e cerchi vuoti).  

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