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Note Legali

  
  | La tattica del basket: possibili applicazioni nel calcio
  | Autore: Luca Frediani | Fonte: AIAC
 |  Premessa

La duplice esperienza di allenatore di basket e di calcio, mi ha dato la possibilità di studiare analogie e differenze tra questi due sport e di poter applicare, con le opportune modifiche, al gioco del calcio alcune tecniche proprie del basket. Per questo motivo mi sono spinto a sviluppare, in questo articolo, i punti che ritengo essenziali per migliorare alcuni comportamenti tecnico-tattici nel gioco del calcio. Negli ultimi anni, infatti, si è avuta una notevole "baskettizzazione" e allenatori, più o meno famosi, hanno guardato al basket cercando di prendere spunti dall'organizzazione di questo gioco per esportarne nel calcio alcuni importanti principi. Per evitare tuttavia eccessive schematizzazioni, bisogna considerare alcune differenze fondamentali che intercorrono tra i due sport:
- Il basket si gioca con le mani
- Nel basket si parla di possesso di palla in quanto questa può essere tenuta con una o con entrambe le mani mentre nel calcio di parla di controllo della palla
- Nel basket vi è il limite temporale sia per lo svolgimento dell'intera azione (24"), sia per il passaggio dalla zona difensiva a quella d'attacco (8") mentre nel calcio non esistono limiti di tempo. 
Dalle precedenti considerazioni si può subito capire che le esecuzioni tecniche nella pallacanestro risultano molto più precise rispetto al calcio. Ciò è imposto anche dalle dimensioni del terreno di gioco molto ridotte rispetto al numero dei giocatori. Nella pallacanestro la copertura pro capite è di circa 100 metri quadrati, mentre nel calcio si può arrivare a anche a 500 metri quadrati, portando la difesa fino al limite di metà campo, massimo consentito per l'effettuazione del fuorigioco. Sicuramente uno sviluppo tattico di un certo rilievo non può prescindere dal possesso e dal miglioramento di tutti quegli aspetti tecnici del gioco, sia in fase difensiva che offensiva. Tra le dinamiche di gioco che possono essere estrapolate la basket e, dopo i dovuti adattamenti, applicate al calcio, molti spunti possono riguardare la fase di palla inattiva. In questo articolo cercherò di sviluppare l'argomento relativo all'uso di schemi a segnale con blocchi e tagli per l'attacco a difese schierate a zona, con 8-9 giocatori nello spazio di 10, 15 metri di profondità. La finalità è la ricerca dell'automatismo a 2,3,4 e 5 giocatori. Sono molte le occasioni in cui una squadra deve affrontare difese chiuse, con 8, 9 giocatori presenti nello spazio di una quindicina di metri di profondità. La necessità di essere ben organizzati è di estrema importanza in quanto il rischio di venire poi trafitti in contropiede è elevato. L'uso dei blocchi e dei tagli è importante per mettere in crisi la difesa avversaria e sfruttare gli spazi da essa concessi.    

 |  Analisi dei blocchi

La tecnica per portare e sfruttare un blocco è fondamentale nella riuscita di uno schema. Il blocco è una delle basi della collaborazione in attacco tra due o più giocatori. Lo scopo del blocco è quello di creare un ingombro, tramite il volume del corpo del giocatore, per permettere ad un compagno di trarne vantaggio in termini di spazio e di tempo sul diretto avversario. Sfruttare un blocco significa pertanto compiere un'azione di marcamento atta a ricevere la palla in una data zona del campo. Compatibilmente con quelle che sono le regole del gioco, chi porta una blocco deve andare il più vicino possibile al difensore da bloccare, cercando di impedirgli il movimento di passaggio sopra il blocco stesso. E' importante, inoltre, che il giocatore che sfrutta l'azione di blocco passi spalla accanto al compagno che lo effettua, dirigendosi verso il blocco ed eseguendo un cambio di velocità dopo aver allineato il proprio marcatore col bloccante. Di fondamentale importanza, poi, è la lettura della difesa avversaria che detterà la posizione di uscita dal blocco. È doveroso ricordare che bisogna proteggere con le mani le parti più a rischi del corpo (gola e basso ventre). I blocchi possono essere portati:
a) sul lato forte,
b) sul lato debole
c) sul possessore di palla
d) sull'uomo senza palla 
Possono inoltre serre portati, rispetto all'uomo che sfrutta il blocco o nel caso di un blocco sulla palla rispetto a quest'ultima, sia frontalmente che dorsalmente.  

 |  Tipo di blocchi

Rispetto alla posizione della palla i blocchi possono essere: a) orizzontali, b) verticali, c) diagonali, d) cechi, e) di contenimento. In funzione del numero di giocatori coinvolti nell'azione di blocco, questi saranno definiti: a) blocchi singoli, b) doppi blocchi, c) blocchi a tandem.  

 |  Blocco orizzontale Fig. 1

Il blocco orizzontale viene portato passando la palla in profondità verso un giocatore con la schiena rivolta verso la porta avversaria e andando, con un movimento parallelo alla linea di porta, verso un compagno ed effettuando un 'azione di blocco sull'avversario più vicino. E' importante saper leggere la difesa perché questa, in base al proprio schieramento e alla propria reazione, detta il movimento dei due attaccanti che dovranno scegliere le linee migliori d'uscita dal blocco. Per l'effettuazione di questo movimento il requisito fondamentale consiste nella rapidità e nella capacità di controllare e coprire la palla spalle alla porta. Fig. 1. Il giocatore n° 8 passa al n° 9 che dopo lo smarcamento riceve la palla schiena alla porta. Il n° 8 porta con un movimento orizzontale un blocco a favore del compagno n° 10.  

 |  Blocco verticale Fig. 2

Il blocco verticale è un movimento che si effettua passando la palla ad un compagno che si muove parallelamente alla linea di fondo, andando poi verticalmente a piazzare un blocco a favore di un compagno che può uscire con una corsa a mezza luna dietro al bloccante o in allontanamento. Nell'eseguire questo movimento diventa cruciale la reazione del bloccante alla scelta della difesa. Un movimento di blocco e giro su di un blocco verticale è di estrema importanza per andare direttamente verso la porta. Questo tempismo e coordinazione di movimento permettono di andare in porta con due passaggi. Fig. 2 Il giocatore n° 10 dopo aver passato palla al compagno n°8 taglia in verticale per portare un blocco in favore del n° 9 che nel frattempo ha preparato il blocco portando il difensore in linea con il bloccante. Come si può notare dal diag. Il n° 8 può dare la palla dentro al n° 10 o in appoggio al n° 4 che prima può dare dentro al compagno n° 9.  

 |  Blocco diagonale Fig. 3

Si effettua appunto diagonalmente rispetto alla linea di fondo. La palla viene passata orizzontalmente o leggermente in diagonale rispetto al compagno che sfrutterà il blocco. Il bloccante taglia in diagonale per cercare, assieme al proprio compagno, il punto migliore per piazzare il blocco. In questo tipo di azione il bloccante dà quasi completamente le spalle al compagno in possesso di palla. Questo è un particolare molto importante perché per qualche attimo il bloccante perde di vista la palla con gli svantaggi che ne conseguono. E' inoltre fondamentale tenere il blocco e girarsi per dare la seconda linea di passaggio al compagno in possesso di palla. Fig. 3 Il giocatore n° 10 passa al n° 4 e, dopo aver iniziato un movimento di "dai e vai" in anticipo cambia direzione andando a bloccare diagonalmente a favore del n° 9. Il n° 4 ha tre linee di passaggio: una in favore del bloccante, una a favore del bloccato e l'ultima a favore del n° 8 che venuto in appoggio può girare dentro per il n° 9.  

 |  Blocco di cieco Fig. 4

Questo tipo di blocco è molto efficace se viene eseguito correttamente in quanto chi lo subisce non vede il giocatore bloccante. La dinamica è molto semplice, ma la riuscita è legata alla precisione ed al tempismo di tutti i giocatori coinvolti nell'azione. Secondo il mio parere, questo tipo di blocco è molto efficace per attaccare la difesa allorché un giocatore parta da dietro e, in corsa, sfrutti il blocco operato dal compagno sul giocatore della difesa avversaria. Fig. 4 Il n° 8 passa la palla al n° 10 e taglia dentro l'area cercando di sfruttare il blocco cieco del n° 9. Nel frattempo sul lato debole il n° 11 porta un blocco cieco in favore del n° 4; il n° 10 così ha tre linee di passaggio a disposizione: una per il taglio dentro del n° 8, una per il movimento del bloccante e una per il movimento sul lato debole del n° 4.  

 |  Blocco di contenimento Fig. 5

Il blocco di contenimento si effettua sull'ultimo difensore laterale per costringerlo stare "dentro" dando così la possibilità alla squadra che attacca, di dare la palla sulla fascia laterale e mettere in difficoltà proprio l'ultimo uomo della difesa che, costretto recuperare, condiziona così tutta l'intera difesa che è obbligata a scalare e a stare con schiena rivolta agli attaccanti posizionati all'interno dell'area di rigore. Fig. 5. Il n° 10 passa al n° 8, il n° 7 nel frattempo partendo dall'esterno taglia dentro andando a cercare il difensore laterale piazzandogli un blocco di contenimento per tenerlo dentro l'interno del campo a favore del compagno n° 9 che esce sulla fascia. Da questo movimento può nascere una sequenza di soluzioni molto efficaci per gli attaccanti.  

 |  Doppi blocchi Fig. 6

Il doppio blocco viene utilizzato per aumentare la superficie d'ingombro e, di conseguenza, la difficoltà del difensore nel superamento del blocco. Blocchi tandem (fig. 6 e 7) Rappresentano una soluzione per costringere il difensore a passare attraverso due blocchi portati consecutivamente. Fig. 6 La circolazione di palla inizia dal n° 8 che passa al n° 10 e successivamente al n°4 e al n° 11. Il n° 10 dopo il pas. al n° 4 inizia il movimento di taglio e blocco per il n°9, subito a ruota (tandem) il n° 4 parte per piazzare il secondo blocco sempre a favore del n° 9. Il n° 11 in possesso di palla avrà diverse soluzioni di passaggio sia a favore del bloccato che del bloccante.

 |  Doppi blocchi Fig.7

Fig. 7 Il n° 11 passa la palla al n°8 che è venuto in appoggio il quale, appena entrato in possesso di palla, guarda dentro per il n° 10. Il n° 10, a sua volta, deve vedere il taglio del n° 4 che, se libero, può ricevere altrimenti, portando via il difensore, lascia spazio al taglio del n° 9 che può ricevere in corsa e diventare veramente pericoloso.  

 |  Conclusioni

Nel contesto tattico di cui sopra, sarà comunque e sempre fondamentale offrire al giocatore in possesso di palla più soluzioni di gioco. Quanto sopra esposto può essere preso come spunto per un ulteriore approfondimento e confronto con tutti gli amici allenatori che siano interessati nella ricerca di nuove soluzioni tecnico tattiche. Per la stesura di questo articolo desidero ringraziare tutti gli allenatori, e in particolare Marcello Lippi, che mi hanno supportato con la loro esperienza e Antonio Acconcia, docente di Tecnica calcistica presso la Scuola Allenatori di Coverciano, che ha avuto l'idea di propormi la stesura di questo articolo. 

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