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Soluzioni in situazione
nella fase di possesso |
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Autore: Italo Acconcia | Fonte: Assoallenatori |
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Premessa |
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In
questi ultimi anni gli aspetti tattici hanno sempre più inciso
nell'approccio verso le problematiche della gara. La celebrazione di
un nuovo sistema di gioco, a volte accolto dai media come la panacea
dei mali del nostro calcio, fa sensazione. La disposizione in campo
di un 1:3:4:3, di un 1:3:4:1:2 o di un 1:4:3:3 piuttosto di un
1:4:4:2 o di un 1:5:3:2 o viceversa, conferiscono ad un qualsiasi
tecnico, o l'etichetta di astro nascente del firmamento calcistico,
portatore di chissà quali innovazioni tattiche, o al contrario il
marchio di allenatore oramai superato. E' bene però ribadire,
casomai ce ne fosse bisogno, che il sistema di gioco è una
dislocazione statica dei giocatori in campo, che pur innovativa
quanto si vuole, potrà incidere relativamente. Al contrario, il
modulo di gioco, che è lo sviluppo in fase dinamica del sistema,
potrà essere fattivamente determinante ai fini della qualità e
dell'efficacia del gioco collettivo, grazie all'applicazione degli
schemi proposti dal tecnico, con i vari movimenti dei giocatori, nel
contesto di un necessario equilibrio tattico. Determinanti ai fini
dell'efficienza del gioco collettivo sono i tempi di gioco, dettati
dai comportamenti individuali di tecnica applicata e tattica
individuale, senza la conoscenza dei quali nessuno schema potrebbe
essere applicato con efficacia |
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Esercitazioni |
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Nella fase di possesso, obbiettivo prioritario rimane la costante
ricerca della superiorità numerica in ogni zona del campo, grazie al
sostegno che i compagni danno al portatore di palla, in modo da
offrirgli più alternative di giuoco, più soluzioni. Il giusto
movimento del giocatore senza palla, atto a creare spazio, e lo
smarcamento di chi invece deve riceverla, sono comportamenti
essenziali ai fini del giuoco collettivo, oltre a dettare i tempi di
gioco al portatore, sono presupposti irrinunciabili per il
conseguimento della superiorità numerica e del conseguente
mantenimento del possesso di palla. Come del resto la finta, il
cosiddetto "contromovimento", atti a conferire sempre quel pizzico
di imprevedibilità, sono comportamenti fondamentali a supporto degli
sviluppi tattici in fase offensiva. Come tutti ben sappiamo, un
conto è la teoria un conto è la pratica sul campo, con incognite e
variabili, tra cui anche il comportamento dell'avversario, ed è per
questo motivo che dobbiamo dare ai nostri giocatori gli strumenti
adatti per ovviare, possibilmente, a qualsiasi variante e per
trovare conseguentemente la giusta soluzione di giuoco. Prendiamo ad
esempio questa particolare situazione (v. fig. 1/a), il portatore di
palla (A) potrebbe avere a disposizione differenti soluzioni anche
in funzione del diverso comportamento del difensore:
1) per un passaggio diretto su (B), che con la sua azione di
smarcamento, fingendo prima la profondità per poi venire in appoggio
in diagonale, ha imposto il tempo di giuoco al compagno in possesso
di palla e al compagno di reparto per il movimento complementare per
una possibile verticalizzazione (2). 3) Passaggio nello spazio
creatosi grazie al movimenti di (D) sulla corsa di (C). Nel caso in
cui (B) riuscisse ad acquisire spazio, grazie ad un abile
contromovimento, nei confronti del proprio marcatore, potrebbe
controllare la palla con il piede sinistro, orientando il corpo di
lato con le spalle alla linea laterale e fronte all'interno del
campo, in modo da avere un più ampio campo visivo a disposizione,
per poter così scegliere la soluzione più idonea: 1)"puntare" il
proprio avversario cercando di dribblarlo in modo tale da poter
acquisire superiorità numerica. 2) verticalizzare con un passaggio
in profondità sul movimento a mezzaluna del compagno di reparto (D).
3) in alternativa giocare la palla nello spazio, creato dal
movimento di (D), sulla corsa di (C) (v. fig. 1/b).
Nel caso in cui l'attaccante (B), attraverso il suo movimento, non
riuscisse a guadagnar spazio nei confronti del proprio avversario,
mantenendo la copertura della palla, non potrebbe far altro che
effettuare un passaggio indietro al compagno (A), come presupposto
per una possibile verticalizzazione per il movimento di (D),
calciando la palla con l'interno collo del piede sinistro o con
l'esterno collo del piede destro, imprimendo alla palla una
traiettoria "a rientrare" in modo da mettere l'attaccante (D) nelle
condizioni di poter "vedere" la porta o, in alternativa, un
passaggio atto ad acquisire ampiezza sulla corsa di un terzo
giocatore (C), che, partendo da dietro la linea della palla, si
inserisce imprevedibilmente nello spazio creatosi grazie al
movimento di (D), (v. fig. 1/c).
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Consideriamo un'altra particolare situazione tipo (v. fig. 2). (C)
col suo contromovimento detta il passaggio ad (A), che gli passa la
palla sul suo sinistro in copertura e si accentra per ricevere il
passaggio di ritorno; mentre (B) effettua una corsa in
sovrapposizione, (D) attraverso un contromovimento detta il
passaggio ad (A), e se il difensore (X) dovesse rimanere in
marcatura di (C), potrebbe effettuare un passaggio atto ad acquisire
ampiezza sulla corsa di (B) (v. fig. 2/a).
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Esercitazioni al triangolo |
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Questo tipo di
esercitazioni, che riproducono particolari situazioni in zona di
finalizzazione, prevedono l'utilizzo complessivo di tre terne di
giocatori che, ruotando a turno, si scambiano le postazioni agli
angoli, in modo che non ci siano tempi morti tra un turno e l'altro.
Tenendo conto della necessaria progressività metodologica, in un
secondo momento potranno essere inseriti anche i difensori, in modo
da rendere l'esercitazione ancora più situazionale. E' importante
che dopo le varie combinazioni di movimenti e passaggi, in zona di
conclusione verso la porta, si riformi sempre un triangolo: un
giocatore sul primo palo, uno sul secondo, uno sul vertice alto per
una possibile "ribattuta".
(fig. 3) – Palla in possesso di (A), il tempo di gioco è dettato dal
contromovimento di (B), che ritorna la palla ad (A), e compie un
ampio movimento a mezzaluna, (A) verticalizza sul movimento in
profondità di (C), calciando con l'esterno collo sinistro o con
l'interno collo destro, per mettere (C) in condizione di trovar la
palla sulla corsa verso la porta, e continua la corsa come vertice
alto del triangolo che si andrà a riformare.
(fig. 4) – Stessa situazione precedente, verticalizzazione di (A),
con (C) che finge la profondità ed effettua un movimento a mezzaluna
per "saltare" esternamente l'avversario.
(fig. 5) – (A) effettua un passaggio diretto su (B) che ha dettato
il tempo col proprio contromovimento, e compie una corsa in
sovrapposizione esterna su (B), che a sua volta, gioca la palla
verso il centro del triangolo ed effettua un ampio movimento a
mezzaluna, mentre (C) viene indietro ed esegue un passaggio in
profondità sulla corsa di (A), calciando di interno collo destro.
Quindi prosegue centralmente per riformare il vertice alto del
triangolo. |
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Esercitazioni al triangolo |
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(fig. 6) – (A) gioca la palla verso (B) e va in sovrapposizione
esterna, (B) che grazie al solito contromovimento può guadagnare
spazio e tempo nei confronti del marcatore e orientare così il
proprio corpo verso l'interno del campo, in modo da effettuare con
più facilità un passaggio in profondità, calciando con l'interno
collo sinistro, al di là della linea difensiva sulla corsa a
mezzaluna di (C).
(fig. 7) Questa esercitazione prevede in partenza un solo punto di
riferimento in avanti (B), che grazie al solito contromovimento
detta il passaggio ad (A) che lo effettua sul piede sinistro di (B)
che gli ritorna la palla e compie un movimento "a mezzaluna" per
decentrarsi e creare spazio al centro; (A) a sua volta verticalizza,
calciando la palla sulla corsa di (C) che parte da dietro la linea
della palla.
(fig. 8) Stessa sequenza della situazione precedente con (B) che
scarica su (C) che verticalizza su (B) che compie un rapido
movimento "a mezzaluna" mentre (A) effettua una corsa in
sovrapposizione a (C) per offrirgli un eventuale alternativa. |
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Variante dell'esercitazione precedente. Il portatore di palla (A)
passa la palla a (B), che gli ha dato il tempo di gioco attraverso
il proprio "contromovimento", ed effettua una corsa in diagonale in
profondità, mentre (B) dopo aver "scaricato la palla su (C) compie a
sua volta una corsa a "mezzaluna". (C) ha così a disposizione due
possibili soluzioni per verticalizzare: 1) passaggio in profondità
sulla corsa di (A) calciando di interno collo dx o di esterno collo
sx; 2) passaggio in profondità sul movimento di (B) calciando di
interno collo sx o di esterno collo dx imprimendo alla palla una
traiettoria tale da farla pervenire sulla corsa del compagno. |
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L'Autore |
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Italo Acconcia - *Allenatore 1ª Categoria - Istruttore Corsi
Allenatore di Base. |
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