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Note Legali

  Canale Organizzazione Tattica
  | Dalla collaborazione al senso tattico
  | Fonte: dal libro"La zona nel calcio: tecnica, tattica e ruolo creativo
  | Autore: Simone Mazzali | Casa Editrice: Società Stampa Sportiva

| "Così come la comunicazione linguistica si attua tramite la parola, così la comunicazione calcistica si esplica mediante il passaggio".  

  | Passaggio e collaborazione

Il passaggio è il mattone che consente la costruzione del gioco collettivo. Sforziamoci però di comprendere fin dall'inizio che l'essenza del passaggio non è nella precisione del gesto tecnico, come molti credono, bensì è nella elaborazione che lo precede. Il gesto tecnico si deve considerare come la cornice che si mette al dipinto ultimato. Un corretto angolo di visuale nel calcio ci permette di comprendere che il passaggio non è mai fine a se stesso; esso è sempre in funzione della situazione di gioco. Questa enunciazione può sembrare a prima vista estremamente ovvia. Aggiungiamo allora che probabilmente è talmente ovvia da non essere presa in esame. Molti di coloro che si interessano di calcio rivolgono le loro attenzioni esclusivamente ai risultati, senza preoccuparsi minimamente dei passaggi intermedi che li determinano. Conseguentemente la partita di calcio viene trattata alla stessa stregua di una partita a dama, in cui si collocano in campo i giocatori come pedine. Ci dimentichiamo troppo spesso che i giochi corali si avvalgono innanzitutto della collaborazione. I calciatori, lungi dall'essere "passivi ricettori di comandi", sono individui che si devono impegnare per diventare indipendenti e al contempo integrati.

  | L'appoggio

Tocchiamo subito "il vivo" della questione. Consideriamo per ora i componenti della squadra in funzione di:
portatore di palla ed appoggi. E' necessario comprendere che "nel dialogo calcistico" l'azione del p.p. è successiva all'appoggio, anche se può apparire il contrario.
Nei piani del gruppo, vale a dire nella strategia d'azione, la posizione di appoggio precede sempre il passaggio da parte del p.p. Può verificarsi durante il gioco che il p.p. prima effettui un passaggio e successivamente un compagno si impossessi della palla; ma un'azione corale, che si voglia ritenere tale, si svolge secondo la seguente sequenza:
1) Azione di appoggio;
2) Effettuazione del passaggio.
Ora, per cercare di sbrogliare questa intricata matassa che è rappresentata dai fondamentali tattici, prendiamo in considerazione (per il momento da un punto di vista concettuale) le possibilità di appoggio, le quali ci conducono direttamente al concetto della:

  | Creazione degli spazi (che ne sono il risultato).

La creazione dello spazio deve essere intesa come il costituirsi di nuove possibilità di gioco che si esplicano con la presa di posizione su determinabili zone di campo.
Facciamo un esempio. Pensiamo al fluire dell'acqua di un torrente. Se noi volessimo fare scorrere l'acqua in una zona diversa dal letto del torrente, che è la via primitiva, prima di tutto noi dovremmo scavare nuovi canali nelle direzioni volute. Una volta che i nuovi affluenti artificiali sono stati costituiti (presa di posizione dei giocatori senza palla, cioè effettuazione dell'appoggio) starà a chi manovra le chiuse (portatore palla) decidere quale sarà il nuovo corso dell'acqua (cioè l'evolversi del gioco). Solo a questo punto e non prima il p.p. potrà esprimere la sua fantasia creativa., la sua razionalità e, magari, il suo pregevole livello tecnico. Comprendiamo allora ciò che abbiamo detto pocanzi: "l'appoggio è prioritario e precedente al passaggio e, quindi, il 1°è determinato dal 2° e non viceversa".
Questa considerazione si connette con uno dei falsi presupposti su cui risiede il gioco collettivo:"il regista". Facciamo conto che, in veste di allenatori e/o educatori, abbiamo l'obiettivo di "indurre" la formazione di una certa "fisionomia"di gioco in senso tattico - strategico alla nostra squadra. Ebbene, molti degli "addetti ai lavori" sono convinti che il problema si risolva inserendo uno o più registi nella squadra, poichè credono così di fornire il gruppo della o delle menti. Chiunque può constatare che nella realtà, quasi sempre, le squadre vengono costituite durante la "campagna acquisti" giustapponendo dei giocatori con lo stesso spirito mediante cui si compone un mazzo di fiori assortito, in cui un paio di rose rosse sono sufficienti a ravvivare e nobilitare gli altri fiori campagnoli che rappresentano la maggioranza. Diciamo senza esitazioni che tali fiorai ... scusate il lapsus ... dirigenti, allenatori ed espertoni vari si sbagliano di grosso. Il termine regista lasciamolo all'ambiente cinematografico da cui proviene, poichè utilizzato nel contesto della squadra di calcio è un termine decisamente fuorviante, oltrechè errato. Torniamo all'esempio precedente del "torrente e delle chiese". Abbiamo stabilito che l'appoggio deve essere sempre precedente al passaggio in un gioco collettivo che voglia ritenersi tale. Se, al contrario, apro le chiuse senza avere scavato gli affluenti, l'acqua o seguita ad andare nel torrente originario o straripa; e ciò vale a dire che non si sa dove l'acqua (il gioco) andrà a finire. Ora valutiamo questo dato con la credenza diffusa che il regista deve avere già in mente il piano d'azione e che sia egli a determinare l'evolversi del gioco del gioco in seguito al suo "spirito illuminante". L'idea tradizionale prevede pure che il regista sia sovente il p.p. e che l'azione guida di costui si esplichi tramite il passaggio. Proviamo a mettere in equazione i dati emersi:
1) L'appoggio deve precedere il passaggio;
2) Il passaggio (del regista) precede l'appoggio.
Osserviamo allora che o 1) 0 2) è falso. In seguito al nostro modo di osservare è giusto 1) ed è errato 2).
Qualcuno, però, molto "affezionato" alla concezione del "regista", potrebbe ancora affermare il contrario, cioè 1) errato 2) vero. Ciò in forza del fatto che nella pratica calcistica è frequente che il "regista" prima lanci la palla in una zona del campo eventualmente"scoperta" dagli avversari e che, successivamente, la palla venga raggiunta dal compagno. Ebbene, questa è soltanto un'illusione visiva per chi si limita a cogliere solo gli effetti e non le elaborazioni mentali che li determinano. Se noi osserviamo invece la questione in termine di cause, comprendiamo che il regista ha anticipato l'azione del compagno nell'appoggio solo nella fase conclusiva.
Ricapitoliamo ora la sequenza delle elaborazioni corali nell'ambito della creazione degli spazi (Fig.38).:

  | Appoggio essenziale, effettuazione del passaggio e anticipazione in direzione della palla

1) A, che è il giocatore compagno del p.p. B, va in posizione A1. Ciò rappresenta il primo momento del gioco collettivo: l'appoggio essenziale.
2) Il p.p. B visto l'appoggio essenziale e solo dopo di questo, in collaborazione con A può effettuare il passaggio. Il passaggio scelto (poniamo:X, W, Y), scaturirà perciò dalla ambivalente e integrata creatività e intelligenza calcistica dei due giocatori.
3) In seguito, poniamo che si opti per il passaggio W e che A1 vada in A2, avremo l'avanzamento della possibilità di gioco con il nuovo portatore di palla che è A2.
In sintesi abbiamo:
a) appoggio essenziale
b) effettuazione del passaggio
c) anticipazione in direzione della palla.
Se A (Fig.38) rimane fermo nella posizione in cui si trova, poichè riteniamo che debba essere il regista B a compiere la prima mossa, il gioco non si evolverà in senso collettivo, il quale è improponibile senza la ragionata e anticipata creazione di spazio. La partita diviene, in seguito a tale non senso teorico, un susseguirsi casuale di azioni e tecniche individuali. In un siffatto disastro corale non si creerà gioco secondo un progetto organizzato di squadra, neppure se si inserissero nel gruppo i migliori "registi" della categoria. 

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