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Domani sera, dopo la lunga pausa
invernale, riprende la Champions league.
La competizione più bella e affascinante
riparte con la formula tanto
spettacolare delle gare ad eliminazione
diretta. Centottanta minuti per
scegliere la più forte. Adrenalina pura.
Il calendario si è divertito a regalare
grandi sfide e intrecci dall'esito
abbastanza scontato. Il Chelsea per
esempio, almeno sulla carta, non
dovrebbe faticare più di tanto contro il
Copenaghen. Sarà invece bella ed
emozionante la gara tra Arsenal e
Barcellona. Gli uomini di Wenger, per il
secondo anno consecutivo, trovano sulla
propria strada i catalani. Chissà che i
gunners, subito dopo il sorteggio di
dicembre, non abbiano maledetto quel
secondo posto in un girone alla portata.
Tuttavia se in Europa c'è una squadra
che più di altre si avvicina ai tanto
decantati, giustamente, blaugrana quella
è proprio l'Arsenal. Tra i due club
esiste un legame rintracciabile anche
nelle recenti sessioni di mercato.
Overmars, Henry, Hleb sono solo alcuni
dei tanti che hanno lasciato Londra per
la Catalogna. Molto spesso ci ha
guadagnato l'Arsenal. Fabregas invece è
il tormentone che ad ogni sessione di
mercato si ripropone.
Il Barcellona ha uno stile di gioco
inconfondibile, collaudato e redditizio.
L'Arsenal pure. A livello di qualità le
due squadre giocano in maniera simile,
seppure con alcune diversità dettate
dalle diverse caratteristiche dei
calciatori. Entrambe sfruttano molto il
possesso palla e le triangolazioni
strette.
Il Barcellona si può battere in 2 modi.
Affrontandolo a viso aperto e
contrapponendo gioco al gioco, oppure
tentando di chiudere ogni spazio e
realizzando la gara difensiva perfetta
(vedi Inter al Camp Nou). Per qualità di
giocatori l'Arsenal non può tentare
questa seconda strada. Se vuole passare
il turno deve imporre il proprio gioco,
fare la propria partita, imbastire le
proprie trame. Se decide di abbassarsi
ed aspettare gli avversari è già fuori.
La caratteristica principale del
Barcellona (oltre al possesso palla) è
la capacità di recuperare palla nella
metà campo avversaria. Una volta perso
il possesso i catalani non corrono
all'indietro, a difesa della propria
porta, ma vanno subito alla riconquista
del pallone. Fanno pochi metri in
avanti, per evitare di farne decine
all'indietro. L'Arsenal dovrà quindi
essere bravo ad evitare la prima linea
di pressing. Una volta superato il primo
attacco sarà possibile conquistare la
metà campo avversaria. Il Barcellona non
è abituato a subire la pressione degli
avversari. Nella Liga non succede quasi
mai. Non ha una linea di grandi
difensori e sulla destra un Walcott che
ha voglia di giocare può mettere in
difficoltà Maxwell.
Se comunque il sorteggio voleva
regalarci un bel ottavo di finale c'è
sicuramente riuscito. Non finirà come lo
scorso anno, 4 a 1 al Camp Nou. Allora i
gunners arrivarono decimati dagli
infortuni, senza Song e Fabregas e con
diversi semiesordienti in campo.
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