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La prevenzione comincia a tavola e la dieta può
diventare un farmaco: alimenti e bevande
contengono molecole in grado di proteggere il
corpo e di "bloccare" i tumori prima della loro
insorgenza.
La ricerca conferma sempre più che cattiva
nutrizione e mancanza di moto, soprattutto se
legate a sovrappeso e obesità, sono responsabili
di un caso di cancro su tre. Il consumo
eccessivo di cibi grassi, dolci e bibite
carbonate va a detrimento della salute e
predispone alla malattia. Molti studi denunciano
quali sono i temibili "alleati" del cancro:
assunzione di troppi grassi e calorie, problemi
metabolici, radicali liberi e invecchiamento dei
tessuti. Le raccomandazioni sono dunque chiare:
1) mangiare e bere sano, bilanciando l'apporto
calorico con l'attività fisica;
2) evitare l'aumento di peso; ù
3) prevenire diabete e obesità.
Oggi possiamo dire che la salute è a portata di
forchetta, come sottolinea la giornata dell’Airc
"Le Arance della Salute" organizzata per sabato
30. Franco Berrino dell'Istituto dei Tumori di
Milano ha dimostrato che nei Paesi dove si
consuma una dieta mediterranea si sopravvive più
a lungo ai tumori. Si può anche verificare che
la sopravvivenza per alcune neoplasie è più alta
in zone con alimentazione "migliore". La dieta
orientale - a base di soia, tè verde, pesce e
verdure - abbassa il rischio per colon, seno e
prostata. In Italia, poi, la sopravvivenza è tra
le più alte, perché la dieta mediterranea è
molto protettiva.
Tra le molecole studiate nei nostri laboratori,
con il supporto dell’Airc, ci sono i terpeni
degli oli essenziali delle arance, lo xantumolo
contenuto nel luppolo della birra, il
carotenoide dei pomodori (il licopene), il
retinoide fenretinide della famiglia della
vitamina A, la catechina presente nel tè verde
(ma anche nel cioccolato amaro) e l'iperforina.
A queste si aggiungono il resveratrolo del vino
rosso, le antocianine della frutta e della
verdura blu e viola (come mirtilli o melanzane),
gli indoli dei cavolini di Bruxelles, le
sostanze aromatiche in aglio e cipolla, le
spezie come peperoncino, curcuma, zenzero e
molti altri composti "chimici" salvavita. Hanno
note proprietà salutari anche l'olio
extra-vergine di oliva e il pesce ricco di acidi
grassi poli-insaturi omega 3.
Può allora funzionare la dieta a base di
"integratori"? Al momento non si hanno risultati
statisticamente significativi, ma ci sono
evidenze che estratti da bevande o cibi oppure
derivati sintetici dalle molecole di origine
alimentare possono essere ottimi farmaci
chemiopreventivi. Per esempio, la fenretinide,
un retinoide sintetico, simile alla vitamina A,
previene il tumore della mammella in donne in
pre-menopausa, mentre la finasteride, un
derivato delle piante, può prevenire il tumore
della prostata.
Le speranze per un futuro di "cibi-medicina"
sono molte: ecco perché la ricerca oncologica
deve dialogare con la genetica e il
"microambiente" del corpo. L’obiettivo è
approfondire la conoscenza del genoma e delle
sue alterazioni, consentendo di approfondire gli
aspetti molecolari delle neoplasie e di
proteggere l'organismo. |