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Il cuore
della questione
Vorrei innanzitutto richiamare l’attenzione al fatto che molti in
Italia sono concordi nel sostenere che il livello del gioco del
calcio stia progressivamente peggiorando. La causa principale
risiede a mio avviso nella mancanza da parte di molti allenatori di
un serio lavoro sui ragazzi sui Fondamentali di base già nelle fasi
iniziali della preparazione calcistica, in favore di tendenze che
privilegiano più la componente ludica, la preparazione fisica e la
ricerca di giocatori talentuosi. A tal proposito cito opinioni
autorevoli rispettivamente di Pierluigi Busatta (ex calciatore del
Catanzaro e Verona serie A), e di Bruno Bolchi (ex consigliere
Federale Settore Tecnico), i quali affermano che ad oggi "...Non si
trova il tempo, nè si ha voglia o peggio, la capacità per far
crescere i ragazzi; per prepararli al compito che saranno chiamati
ad affrontare..." e che “ gli allenatori dei Settori Giovanili da
una quindicina di stagioni hanno quasi tutti sposato le nuove idee
abbandonando l'insegnamento della tecnica...". Durante
Psicomotricità in scena Milano 2000, si è inoltre affermato che “
l’atmosfera ludica non può e non deve ledere la componente tecnica
dell’intervento educativo, ma deve rinforzarla”. Ciò che si nota è
una crescente confusione tra specializzazione precoce ed
insegnamento delle tecnica che sostanzialmente ha portato
all’abbandono dell’insegnamento di abilità motorie e coordinazioni
specifiche. Non solo, si nota una prevalenza del metodo induttivo su
quello deduttivo e cioè la tendenza degli allenatori a indurre i
ragazzi a trovare da soli le soluzioni senza insegnare loro come
coordinarsi, quali movimenti fare, quali punti di impatto del piede
utilizzare per colpire la palla, senza che siano loro a dedurre, con
le basi che hanno imparato, come risolvere le situazioni.
Emerge nel mondo del calcio oggi la necessità di Maestri
appassionati, di istruttori che possano comunicare ai ragazzi una
direzione, cioè un metodo di insegnamento che li prepari sui
Fondamentali e che faccia emergere il talento di ciascuno; un metodo
che possa rispondere a domande concrete che nascono dalle diverse
situazioni e che dia le ragioni di ogni singolo movimento e gesto: è
necessario recuperare la capacità di insegnare la tecnica calcistica
e farla apprendere correttamente.
Il fatto è che molti allenatori sono disorientati e non sanno nè
insegnare, nè addirittura come si calcia correttamente, quali siano
i Fondamentali di base, i Movimenti Individuali e di Collaborazione,
quali Schemi si formino nella loro attuazione e come si possano
comporre. Semplici domande sono oggetto di dibattito, ad esempio:
qual è il giusto punto di impatto per l'interno piede, l’incavo del
piede o la caviglia interna sotto il malleolo? E’ corretta la
conduzione in avanti di esterno piede? Il collo pieno è un
Fondamentale di Base o piuttosto un tiro pericoloso che può creare
traumi alle dita e distorsione alla caviglia? Qual è il punto di
impatto per tirare di interno collo e qual è la didattica per
insegnarlo correttamente?
Un livello ulteriore si delinea poi se parliamo di Tecnica applicata
(tattica individuale) per cui si aprono questioni ancora più
rilevanti e dibattute: “come ci si muove in campo e come ci si
smarca con i compagni? Quali e quanti sono i tipi di smarcamento?
Come si assimila la geometria per capire zone luce e zone ombra?
Come si fa ad essere creativi muovendosi in campo senza inventarsi
tutto ogni volta? “.
A tutte queste domande occorre dare risposte concrete attraverso un
metodo di insegnamento che dia certezze e che non privilegi un
aspetto particolare della realtà in sfavore di un altro.
Il metodo dei Movimenti Fondamentali
Opinioni come quelle di Busatta/Bolchi rappresentano a mio avviso
una provocazione costruttiva che dovrebbe interessare tutti coloro
che amano questo sport , e in particolare tutti gli allenatori dei
settori giovanili appassionati al loro mestiere che hanno invece
qualcosa da insegnare.
Mi ritengo appartenente a questo gruppo e per me è stata la presa di
coscienza di ciò che è il calcio italiano oggi nella pratica sul
campo che mi ha provocato e mi ha portato a ricercare e sviluppare
negli anni un vero e proprio metodo di insegnamento del gioco del
calcio.
In 20 anni di studio e lavoro “sul campo” è nato il Metodo dei
Movimenti Fondamentali (MF): un metodo che parte dall’osservazione
dell’esperienza e che per questo mira a non eliminare nessun fattore
in gioco, quindi neanche la Tecnica.
Tecnica che in realtà rappresenta il fulcro del Metodo dei Movimenti
Fondamentali, ma in modo nuovo e adeguato alle esigenze di velocità,
potenza e precisione che caratterizzano il mondo del calcio oggi. Ho
sviluppato di conseguenza teoria ed esercitazioni pratiche di
Tecnica in Movimento, ovvero di tecnica applicata in situazione di
gioco.
Per tecnica in movimento si intende l’utilizzo dei Fondamentali di
base per risolvere la situazione dinamicamente con un’esecuzione
propriamente tecnica per cui, a causa delle mutate condizioni di
gioco, e in particolare del costante pressing degli avversari, il
giocatore è costretto ad effettuare, da solo o con i compagni,
continui cambi di direzione e di senso. Ne consegue che a ciascun
Fondamentale di base deve corrispondere un movimento preliminare.
Ecco come nascono i Movimenti Fondamentali del gioco del calcio:
essi indicano i movimenti complessivi formati da un movimento
preliminare (tattico) e da un Fondamentale di Base (gesto tecnico
dato da coordinazione-esecuzione), e sono riconducibili a N° 5
Movimenti Fondamentali individuali (MFI) e a N° 5 Movimenti
Fondamentali di Collaborazione (MFC). I MFI sono Movimenti che il
giocatore fa quando, per evitare un avversario, cambia direzione, e
sono differenziati a seconda del tipo di Fondamentale di base
utilizzato (nell’ordine: piatto, interno collo, esterno collo, sotto
la pianta, danno luogo rispettivamente a
L’Avanti e Indietro, L’Andare a destra, L’Andare a sinistra, Il
Tutto a destra/Tutto a Sinistra, il Tirare Indietro).
I MFC sono Movimenti che il giocatore deve necessariamente fare
insieme ai compagni per collaborare e che danno luogo dinamicamente
agli Schemi Fondamentali, ovvero alla modellizzazione geometrica di
tutto il gioco. Con l’applicazione dei Movimenti Fondamentali di
Collaborazione (la
Corsa Parallela, l’ Incrocio, la Treccia, la
Sovrapposizione, l’ Uno-due) si assimilano le modalità
per smarcarsi in precise zone luce con esercitazioni che valorizzano
le capacità con le abilità motorie specifiche (passaggio,
smarcamento, ricezione in successione).
Tutti i Movimenti Fondamentali sopraelencati costituiscono le “note
musicali” del gioco del calcio perchè sono il fondamento di tutta la
tecnica applicata in situazione di gioco e sono tra loro legati da
nessi precisi che riconducono tutta la geometria ad un COMUNE
DENOMINATORE.
Una preoccupazione educativa
Vorrei ora spiegare perchè il Metodo dei Movimenti Fondamentali,
così come ogni proposta autenticamente nata dall’osservazione della
realtà , è un tentativo di dare una chiara direzione ai ragazzi per
sviluppare le capacità tecnico-tattiche e far emergere il talento.
Innanzitutto se il metodo non trascura l’insegnamento della tecnica,
significa che viene recuperata la capacità di insegnare la
tradizione sul quale si fonda il gioco del calcio così come è nato
in origine senza aggiungere artifici; in secondo luogo le
esercitazioni specifiche del metodo, che rispecchiano situazioni
reali che avvengono normalmente in partita, portano all’effettivo
miglioramento tecnico-tattico individuale e collettivo. Così si
sviluppano naturalmente gli Schemi Motori più importanti: il Correre
e il Calciare, rispettando i tempi di apprendimento di ogni allievo.
I giovani calciatori devono essere messi in condizione di condurre,
trasmettere e ricevere la palla con entrambi i piedi, con punti di
impatto e modalità precise di attuazione, devono saper eseguire
tutti i movimenti in velocità, con precisione, gesti tecnici rapidi,
sapendo differenziare la potenza e collaborare con cognizione
Il metodo dei MF è inoltre caratterizzato da una grande semplicità
didattica data dalla modellizzazione di ogni movimento: da questo
punto di vista la pratica sul campo è fondamentale perchè, insieme a
spiegazioni e chiare dimostrazioni, facilita ogni tipo di allievo
dal bambino piccolissimo al professionista.
La conoscenza della geometria del gioco, permette poi di simulare
situazioni, di comporre i Movimenti, di scinderli, e verificare
“oggettivamente” il lavoro svolto.
Gli allenatori e istruttori hanno una base concreta per il corretto
insegnamento-apprendimento di tutti i movimenti che servono per
giocare e devono trasmetterla gradualmente ai ragazzi avendo la
preoccupazione di insegnare innanzitutto i Movimenti, e solo
successivamente inserire la difficoltà della velocità di esecuzione.
Con la Tecnica infatti, non si può andare più veloci delle proprie
possibilità perchè si sbaglierebbero le esecuzioni.
Il lavoro dell’istruttore deve essere ultimamente guidato da una
preoccupazione educativa: alla competenza tenica di alto livello
deve accompagnarsi il rispetto per i tempi di apprendimento di
ciascun allievo. I ragazzi vengono così impostati correttamente,
imparano a muoversi in tutte le direzioni, utilizzano entrambi i
piedi con sicurezza esecutiva e velocità, con geometrie precise e
visione strategica del gioco, ma è altresì vero che solo la
pazienza, la passione per i ragazzi, all’interno di un lavoro serio
e continuativo , possono far emergere le qualità individuali.
Per questo sarebbe opportuno un confronto anche sul campo con tutti
gli allenatori mossi dalla stessa passione educativa per definire
Metodo, Regole e soprattutto le esercitazioni specifiche per
valutare l’insegnamento-apprendimento della Tecnica calcistica. |
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