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Note Legali

 Canale Recupero degli infortunati
  | Il trauma muscolare: l'esercizio terapeutico sul campo
  |  Autore: Enrico Sarli | Fonte: Assoallenatori

| Premessa
Nei soggetti che praticano attività sportiva, la struttura muscolo - tendinea è spesso danneggiata rappresentando una frequente inabilità temporanea dell’atleta.
Questo tipo di lesione a carico dei tessuti molli è associato a problemi articolari soprattutto dell’arto inferiore.
La diretta esperienza personale in materia di recupero dell’atleta infortunato, ha focalizzato la mia attenzione sulla riabilitazione in campo e la messa in campo del giocatore infortunato.
Per riabilitazione sul campo intendo quel lavoro che si basa sul principio della progressione dei carichi con una accurata scelta dei mezzi speciali per poter raggiungere gradualmente l’intensità della partita di calcio.
La riabilitazione sul campo ha il fine di recuperare l’atleta infortunato e viene effettuata dopo la guarigione biologica della lesione.
Tutti gli esercizi saranno indirizzati verso la specialità del gesto tecnico-coordinativo, per poter dare inizio all’attività di rieducazione sul campo bisogna aver soddisfatto alcuni stadi della guarigione quali:
stabilità dell’articolazione e del muscolo colpito;
recupero dell’estensibilità muscolare;
buona propiocettività;
corretta deambulazione;
capacità di correre in modo equilibrato.
Gli esercizi da eseguire sul campo sono guidati dal rieducatore in base alla risposta del paziente e delle sue esigenze sportive, ma gli obiettivi principali della prima parte del recupero sono concentrati sulla cura di:
completare il recupero della forza e della flessibilità;
migliorare il controllo neuromuscolare;
migliorare la qualità tecnica del gesto sportivo;
sviluppo delle progressioni funzionali.
La seconda fase del recupero prevede:
completa ripresa funzionale;
piena capacità tecnico-coordinativa;
possibilità agonistica massimale;
finalizzazione mentale sul compito della gara.
Nella riabilitazione sul campo si deve prestare attenzione a diversi aspetti quali il riscaldamento: bisogna assicurarsi che questi sia fatto in modo adeguato e con esercizi che attivano le componenti neuro muscolari.
Esercizi di stretching, conoscere bene il terreno su cui si esegue il lavoro, corrette calzature sempre adeguate e personalizzate.
In questa riabilitazione oltre alla progressione dei carichi è necessario una accurata scelta dei mezzi per raggiungere gradatamente l’intensità della partita, a tal proposito il protocollo prevede:
lavoro aerobico prima senza la palla;
stretching;
massoterapia.
Lavoro anaerobico lattacido, senza e con la palla;
stretching;
massoterapia.
Lavoro anaerobico alattacido senza e con la palla;
stretching;
massoterapia;
Azioni di gare;
situazioni di gioco.
Le esercitazioni diventano sempre più specifiche, non bisogna dimenticare che si ha a che fare con un atleta reduce da infortunio portato a strafare per la nuova posizione ottenuta dall’infortunio. La nostra attenzione è rivolta al concetto di progressione dei carichi che se non distribuiti correttamente portano alla comparsa dei sintomi del dolore. La seduta di lavoro sul campo prevede 5 fasi dove difficilmente si può passare alla fase successiva se non si sono raggiunti gli obiettivi della precedente.  
| Prima fase
Propiocettività;
presa di contatto con il terreno e con l’ambiente in camminata;
cura degli appoggi con vari tipi di andature in avanti, indietro, sulle punte, sui talloni.  
| Seconda fase
Appoggi in corsa laterale;
corsa curvilinea, ad otto, corsa all’indietro;
comparsa dell’attrezzo specifico (palla): primi elementi.
| Terza fase
Tecnica specifica e uno contro uno molto cauto;
esercizi di lateralità e spazio - tempo.
| Quarta fase
Calcio - tennis;
situazione di gioco in partitelle con atleti più giovani o categorie inferiori.
| Quinta fase
Ritorno all’agonismo con tempi e compiti limitati fino al completo reinserimento.
Complessivamente una seduta di lavoro prevede:
lavoro aerobico con controllo della f.c. 60-70 minuti di lavoro;
4 serie di cambi di ritmo 4’-6’ corsa intermittente(10’-15’/30’-30’/15’-15’);
allungamento muscolare con tecnica individuale per 20 minuti;
skip: 5x4 sui 8 metri ad intensità crescente, percorsi, navetta, circuiti specifici;
tecnica individuale applicata alle situazioni tattiche;
skip con spostamenti laterali intervallati con il lavoro con la palla cercando di dare sicurezza al giocatore (calcio a media distanza con arresto e ripartenza, uno contro uno).
| Una valida alternativa a questo protocollo sono i due lavori a circuito svolti sul campo che di seguito propongo:


Fig. 1
1 slalom tra i paletti n° 8 posti a 120 cm di distanza con il pallone che verrà lasciato prima dell’ultimo paletto;
2 scatto sui 10m;
3 corsa all’indietro, scatto in avanti;
4 corsa laterale;
5 corsa laterale a sinistra con scatto in avanti;
6 corsa laterale a destra con scatto in avanti;
7 corsa continua.
Fig. 2
1 slalom tra i paletti a 120 cm di distanza con il pallone che verrà lasciato prima dell’ultimo paletto;
2 corsa lenta, corsa laterale e scatto in avanti;
3 corsa continua;
4 corsa con cambi di direzione e scatto in avanti;
5 accelerazione - decelerazione sui 10m per 4 volte;
6 corsa continua;
7 corsa a 8 in senso orario e antiorario;
8 corsa in cerchio in senso orario e antiorario.

Fig. 1

Fig. 2


| L'Autore
Enrico Sarli, Allenatore di Base UEFA  

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