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La valutazione
funzionale è una disciplina alquanto nuova e che presenta già
numerosi protocolli proposti da vari autori. Lo scopo è quello di
individuare i metodi quantitativi che ci possono consentire la
valutazione della limitazione funzionale e locomotoria dello
sportivo. L’indagine di valutazione funzionale è indicata per lo
sportivo che ci consente di avere un quadro valutativo, diagnostico
e terapeutico del suo stato di forma, inoltre si indaga sui fattori
fisiologici che possono determinare la prestazione sportiva e
permette di stabilire il livello individuale di preparazione
atletica e la ricerca di eventuali patologie. Con la valutazione
funzionale programmeremo in modo preciso l’allenamento evitando
superallenamenti o cali di forma, cosi come è un utile strumento di
prevenzione per lo sportivo. Alla base della valutazione funzionale
vi è la raccolta di una serie di test che ci forniscono un maggiore
numero di informazioni utili e sicuramente maggiori di quanto ne
possa dare un solo test, la valutazione funzionale o cosiddetta
anche progressione funzionale deve essere eseguita all’inizio e alla
fine del programma riabilitativo per determinarne un giudizio finale
sul lavoro svolto. La valutazione è importante perché precede il
ritorno completo allo sport e ci fa rendere conto se l’atleta ha
recuperato o no tutta la sua potenza fisica, la stabilità e il
coordinamento dell’articolazione.
Con la progressione funzionale miglioreremo e completeremo la
riabilitazione clinica, questa è composta da un susseguirsi di
attività che simulano le abilità motorie e
sportive necessarie per la partita o competizione di uno sport
specifico. La progressione funzionale presenta due benefici : i
benefici fisici che oltre a racchiudere le conosciute capacità
condizionali, vi troviamo la coordinazione, l’abilità e l’agilità,
con una buona flessibilità e mobilità generale. L’altro beneficio è
quello psicologico e sociale dove trovano consenso una serie di
diminuzione dell’ansia, dell’abbandono e dell’apprensione. Tutto
questo ha uno scopo, quello del ritorno dell’attività sportiva con
sicurezza ed efficacia ma in questo progetto vale la competenza del
terapista sportivo che deve saper stilare il programma riabilitativo
che trattasi di uno sportivo, richiede delle esigenze particolari.
Infatti la riabilitazione dello sportivo mira a ripristinare :
l’escursione articolare, la flessibilità, la forza, la resistenza e
la coordinazione motoria, ma l’insieme del programma deve
corrispondere alle esigenze specifiche del singolo atleta e del suo
sport praticato. Le competenze del riabilitatore sportivo sono
racchiuse anche in quelle capacità di analizzare il gesto tecnico
specifico dello sport praticato e dividerlo nelle sue varie
componenti, solo in questo modo l’atleta può meglio focalizzare le
sue attenzioni sulle singole componenti piuttosto che sul gesto
complessivo cosi come invece avviene sul campo. Sul campo si svolge
la maggior parte dell’attività fisica, questa la divideremo in due
parti, in una prima parte l’esercizio è considerato come singola
attività che richiede abilità motorie specifiche, nella seconda
parte l’esercizio prevede la continua ripetizione di una determinata
attività a scopo allenante, perciò l’atleta può riacquistare la
condizione precedente all’infortunio solo se è stato allenato con
adeguati esercizi ad elevata intensità, ma per fare questo bisogna
rispettare quattro principi fondamentali della valutazione:
- valutazione della personalità dell’atleta;
- valutazione dell’attività sportiva;
- valutazione della lesione;
- proporre attività positive e non negative;
- programma con difficoltà progressive;
- programma vario e non monotono.
A proposto si propongono una variazione della tecnica, una
modificazione del programma, il mantenimento dell’efficienza fisica,
porsi degli obiettivi raggiungibili rivalutarli e modificarli. |