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  Canale Medicina e Psicologia
  | Le sindromi adduttorie
  | Autore : Piero Volpi  | Fonte : Traumasport.net
  | Premessa

Con il termine pubalgia o sindrome retto - adduttoria in Traumatologia dello Sport si fa riferimento ad una sintomatologia dolorosa che interessa la regione addomino - pubo - crurale, senza preoccuparsi il più delle volte della genesi esatta di tale manifestazione clinica (Volpi et Al., 1986). Alcuni sport, il calcio e il rugby in particolare, hanno una incidenza rilevante, soprattutto per le costanti ed intense sollecitazioni statiche e dinamiche che durante l'esecuzione dei gesti tecnico-atletici, gravano sul bacino e specificamente sulla sinfisi pubica (Brunet et Al., 1985). Il sesso femminile è raramente coinvolto. Nel calcio sia i gesti tecnici come il calciare, il salto per colpire di testa, il contrasto, il dribbling, sia le metodologie di allenamento, in particolare quelle che privilegiano lo sviluppo della forza esplosiva possono favorire il verificarsi di una pubalgia (Monti et Al., 1983). Fra i fattori favorenti ricordiamo i gesti tecnici non correttamente eseguiti, la scelta dei materiali (scarpe e tacchetti), lo stato dei terreni da gioco. L'analisi del morfotipo riveste una fondamentale importanza, spesso infatti la pubalgia si manifesta in presenza di un dismorfismo degli arti inferiori (dismetrie, ginocchio varovalgo, piede piatto-valgo), di deviazioni della colonna vertebrale (iperlordosi lombare), di squilibri muscolari a livello del tronco fra muscolatura paravertebrale e addominale, a livello della coscia fra i muscoli adduttori e gli ischio-peroneo-tibiali. La valutazione clinico - strumentale consente di differenziare fra due forme anatomopatologiche ben distinte: - una tendinopatia solitamente inserzionale dei muscoli adduttori e meno frequentemente degli addominali, tipica dei soggetti giovani (Perugia et Al., 1981).
- una artropatia pubica microtraumatica, tipica dei soggetti con anzianità sportiva (Santilli, 1985). In entrambi i casi il dolore inguinale e addominale basso, mono o bilaterale, costituiscono il sintomo principale. All'inizio il dolore compare al termine o dopo la prestazione sportiva e regredisce con il riposo. In stadi successivi, il dolore, più o meno intenso, è sempre presente e l'impotenza funzionale s'accentua non consentendo all'atleta di praticare l'attività sportiva, fino ad impedire nei casi più gravi la normale deambulazione (Volpi, 1992). L'iter diagnostico si avvale di un esame clinico accurato, palpazione e manovre contro resistenza, di un esame radiografico standard e funzionale. L'ecografia, la teletermografia, la scintigrafia e più recentemente la risonanza magnetica offrono un grande contributo all'acquisizione diagnostica. La diagnosi differenziale va posta innanzitutto nei confronti della patologia della parete addominale (ernie inguinali e stati pre-erniari) che coinvolgono il nervo ileo-ipogastrico, il nervo ileo-inguinale e il ramo genitale del nervo genito - femorale con irradiazioni dolorose nella faccia interna della coscia e al testicolo e che sono di indirizzo chirurgico. Altre forme differenziali sono l'adenopatia crurale, le affezioni dell'articolazione coxofemorale, la patologia della cerniera dorso-lombare, le sindromi canalicolari dei nervi della parete addominale. Il trattamento si avvale soprattutto nei giovani e nelle forme non cronicizzate sul riposo a volte assoluto, a volte sportivo, a volte relativo ad alcune pratiche sportive. L'applicazione della crioterapia risulta utile nelle forme acute, la terapia medica, la terapia fisica (elettroterapia e laserterapia in particolare) e l'idroterapia isolatamente o in associazione offrono risultati soddisfacienti. Il ricorso a infiltrazioni locali di corticosteroidi o di altre sostanze va proscritto in giovani atleti, mentre in generale deve essere strettamente limitato a casi eccezionali e selezionati. Una volta risolta la fase acuta l'esecuzione corretta di esercizi di stretching e di riequilíbrio muscolare preparano la ripresa sportiva (Lanzetta et Al., 1982). Ancora oggi la sindrome retto - adduttoria o pubalgia rappresenta un evento che mette a dura prova il traumatologo sportivo: dubbi e incertezze diagnostiche s'accompagnano a trattamenti spesso inefficaci. La conoscenza dei gesti sportivi, delle metodologie di allenamento, dei presidi preventivi che debbono essere utilizzati soprattutto nei giovani atleti, permettono di meglio orientarsi nel percorso diagnostico e negli indirizzi terapeutici di tale affezione.

  | Bibliografia  |

Brunet B., Brunet-Guedj E., Genety J., Umbert J.C., Moyen B., Lerat J.C. Démembrement de pubalgie. E.M.C. (Paris, France), App. Loc., 14, 323A, 10, 1985.
Lanzetta A., Meani E.
Acquisizioni e prospettive terapeutiche in patologia muscolare e tendinea. Atti XXII Congr. Naz. FMSI, Bergamo 1982.
Monti G., Benazzi M., Galli U.
La sindrome retto-adduttoria o "pubalgia" etiopatogenesi, clinica e trattamento. I. J. Sports Traum., 5, 2, 1983.
Perugia L., Postacchini F., Ippolito R. I tendini, biologia, patologia, clinica. Ed.Masson, Milano, 1985.
Santilli G.
Patologia da sovraccarico funzionale dell'apparato locomotore. Med. Sport, 28, 1975.
Volpi P., Melegati G.
La pubalgia del calciatore aspetti etiopatogenetici e classificativi. J. Sports Traum., 8, 4, 1986.
Volpi P.
La pubalgie notre expérience. J. Traum. Sport, 9, 1992.

  | L'autore |  Dr. Piero Volpi

Consigliere del Settore Tecnico della Federazione Italiana Gioco Calcio dal 1989 al 1995
Componente della Commissione Antidoping della Federazione Italiana Gioco Calcio dal 1992 al 1995
Consulente per la tutela sanitaria dell'Associazione Italiana Calciatori dal 1988 al 1995. E dal 2000.
Medico Sociale responsabile del F.C. Internazionale di Milano dal 1 Luglio 1995 al 30 Giugno 2000
Componente della Commissione Antidoping della Federazione italiana Gioco Calcio dal luglio 2001
Istruttore di materie mediche della F.I.F.A. (Fèdèration Internationale de Football Association).

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Il Centro di Traumatologia dello Sport e Chirurgia Artroscopica con il Centro di Riabilitazione Sportiva si occupano principalmente della cura e del trattamento delle lesioni articolari e di quelle muscolo - tendinee. In particolare, data la loro frequenza nell’attività sportiva, trattiamo principalmente le lesioni di spalla, ginocchio e caviglia. Il centro è composto da una struttura chirurgica ed una riabilitativa che lavorano in sinergismo così da offrire un completo trattamento delle patologie osteo - articolari.   

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